Al centro armamenti e politiche energetiche.
«La Russia e il Venezuela devono sviluppare un’alleanza strategica su temi come il petrolio e la cooperazione militare». Hugo Chávez inizia da Mosca il suo tour europeo che lo porterà nei prossimi giorni in Bielorussia, Portogallo e Spagna e parla esplicitamente di intese che serviranno «a garantire la sovranità del Venezuela, perché ora siamo minacciati dagli Stati Uniti».
In corso di trattativa con il presidente Dmitrij Medvedev e il primo ministro Vladimir Putin sarebbe l’acquisto di carri armati, sottomarini e sistemi antiaerei per un valore complessivo superiore a 600 milioni di euro. A confermarlo il quotidiano spagnolo El Pais, secondo cui al centro della visita ufficiale di Chávez in Russia ci sarebbe la fornitura di armi e sistemi di difesa pari ad un miliardo di dollari. Nello specifico, si tratterebbe di una partita di carri armati (modello T-90C), una ventina di sistemi di difesa Tor-M1 (analoghi a quelli che Mosca ha venduto all’Iran) e tre sottomarini Kilo, a cui potrebbero aggiungersi altri mezzi aerei ed elicotteri da combattimento Mi-28N. Rosoboronexport, la ditta russa che si occupa della vendita di armi, avrebbe proposto anche motoscafi di pattugliamento 1430 Mirage, imbarcazioni 12691E Murena e sistemi costieri antimissili.
Nella creazione di un rapporto di «amicizia e fiducia politica» tra i due Paesi confida il presidente venezuelano, corrisposto dall’omologo russo che si dice disponibile a stabilire relazioni capaci di garantire la sicurezza nella regione. Si ricordi che, negli ultimi anni, il Venezuela è diventato il principale acquirente latino-americano di armi russe e che, nel solo 2005-06, ha firmato contratti di armamenti russi per più di 2 mila milioni di euro. Nel suo rapporto 2008, l’Istituto internazionale di indagini per la pace di Stoccolma (Sipri) rende noto che «il volume dei trasferimenti internazionali di armi verso il Sud America è stato, nel periodo 2003-2007 del 47% superiore a quello registrato nel quinquennio 1998-2002»; ciò nonostante al momento «è improbabile che la regione sia protagonista di una corsa agli armamenti come la si intende classicamente».
Ma Mosca non punta solo alla cooperazione e alla sfera militare. Secondo la testata russa Kommersant, le grandi compagnie energetiche russe (Gazprom, Lukoil, TNK-BP) sarebbero interessate ad ampliare le proprie attività nel mercato venezuelano. Ma non sarebbero le sole, perché anche altre imprese, tra le quali il gigante dell’alluminio RusAl, vorrebbero concludere affari.
(23.7.08)
Si riproporrà la versione Cuba-Urss in funzione anti-USA?
http://www.larinascita.org/





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