Quando dà i numeri, il Banana li dà precisi.
Falsi, ma precisi.
A volte con la virgola.
Una tecnica che funziona sempre.
Ora ha riattaccato col pianto greco sulla persecuzione giudiziaria, straparlando di "587 ispezioni" e "2.500 processi" che avrebbero impegnato "789 magistrati"
(900 per l'on. avvocato guardasigilli ombra ad personam Ghedini)
e "128 avvocati" che gli sarebbero costati "174 milioni".
Molti 'liberali' del tipo Polli della Loggia, Panebianco, Ostellino e Giannino, hanno prontamente abboccato.
Impietositi dalla sua grama esistenza, auspicano lo scudo spaziale per proteggerlo dall''anomalia' delle eccessive attenzioni togate.
Ma qui l'unica anomalia è un capo-azienda divenuto premier per salvarsi dai processi.
E racconta bugie per rivoltare la frittata.
In Italia esistono 9 mila magistrati (compresi quelli civili): l'idea che uno su 10 si sia occupato di lui è ridicola.
Saranno a dir tanto 2-300.
Troppi? No, se si pensa che Berlusconi, i suoi cari
(fornitori abituali dei tribunali come il fratello Paolo, Previti e Dell'Utri)
e le sue aziende
(comprese le 64 off-shore fuori bilancio)
hanno subìto una trentina d'indagini tra Milano, Brescia, Torino, Firenze, Napoli, Roma, Palermo, Caltanissetta.
Lui è stato rinviato a giudizio 12 volte in Italia e una in Spagna.
E ogni processo impegna almeno un pm, un gip, un gup, 3 giudici di tribunale, un pg e 3 giudici d'appello, un pg e 5 giudici di Cassazione: 16 toghe in tutto.
Se poi l'imputato ricusa il giudice, ne mobilita ogni volta altri 10 (un pg e 3 giudici d'appello, un pg e 5 giudici di Cassazione): e lui, con i suoi coimputati, l'ha fatto 15 volte.
Senza contare mezza dozzina di istanze di rimessione a Brescia per legittimo sospetto (esaminate ogni volta da un pg e 5 giudici di Cassazione).
E i continui ricorsi contro ogni sequestro.
Difficile lamentarsi per le troppe toghe che perdono tempo appresso a lui.
Saranno troppe le indagini? La stessa tesi sostenne, per la Fiat, Cesare Romiti imputato a Torino nel '95: "Abbiamo ricevuto 345 visite della Finanza. Se lo sa Berlusconi si offende, lui vuol essere sempre il primo, ma è arrivato solo a 100-112...".
In realtà per la Fininvest, come per gli altri grandi gruppi, le indagini non sono né poche né tante: sono quelle nate dalle notizie di reato giunte ai pm, quasi sempre per caso.
- La denuncia di un sottufficiale sulle tangenti alla Finanza.
- Le rivelazioni di Stefania Ariosto sulle mazzette di Previti ai giudici.
- Le false fatture confessate dai manager di Publitalia.
- Le tracce, sui conti esteri di Craxi, di 21 miliardi targati Fininvest.
- La confessione del presidente del Torino Borsano sui fondi neri del Milan per il calciatore Lentini.
- La lettera di David Mills al suo commercialista sulle false testimonianze per 600 mila dollari.
- Le telefonate Saccà-Berlusconi.
E così via.
In effetti c'è qualcuno che potrebbe lamentarsi.
È Di Pietro: 28 indagini a Brescia (alcune su denuncia del Cavaliere) e 8 richieste di rinvio a giudizio, sempre prosciolto perché innocente.
Una vera persecuzione.
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