da Corsera
I cittadini chiedono il trasloco in un capannone più ampio
Moschea di viale Jenner, arriva Maroni
Oggi il ministro incontra i residenti: è intenzionato a trovare una soluzione condivisa con la comunita' islamica.
MILANO - È il giorno della moschea. Oggi, il ministro dell'Interno, Roberto Maroni sbarca nei suoi uffici in Prefettura dove incontrerà i rappresentanti dei cittadini di viale Jenner. Un incontro non istituzionale, visto che il Comune non ci sarà. Sul tappeto ci sono diverse opzioni, tranne quella più radicale: la chiusura tout court della moschea. Anche la Lega, che ha sempre insistito su questo punto, ha cambiato obiettivo. Adesso sposa un'altra soluzione: evitare l'assembramento sui marciapiedi dei 4000 musulmani che non trovano spazio nel garage di viale Jenner durante la preghiera del venerdì.
Ma non e' quello che chiedono i residenti. Il portavoce del comitato, autore del dossier spedito a 700 politici sul caso di viale Jenner, chiede «una soluzione condivisa». Con i residenti, con le istituzioni, ma anche con la comunità musulmana: «Non chiediamo la chiusura della moschea - attacca il portavoce, che per adesso preferisce restare nell'anonimato - e non chiediamo neanche lo sgombero dei marciapiedi. Chiediamo le stesse cose che chiedono i fedeli musulmani: visto che il garage, per loro stessa ammissione, è un luogo inidoneo per la preghiera, si cerchi un altro spazio, più grande, magari in un'area industriale, servita dai mezzi pubblici, dove poter pregare».Bocciano anche la proposta - osteggiata dalla Lega - di una moschea a tempo, aperta solo durante la preghiera del venerdì. «I nostri problemi non riguardano solo il venerdì, quando i fedeli stendono i loro tappetini sulla strada e sui marciapiedi, ma ogni giorno, visto che ogni giorno si riuniscono quattro o cinque volte per le loro preghiere. Quindi, la moschea a tempo non risolverebbe il problema». Posizione non molto distante da quella di Abdel Amid Shari, direttore del centro di cultura islamica di viale Jenner: «Non penso che polizia e carabinieri si mettano davanti alla moschea per impedire ai fedeli di pregare sui marciapiedi». Rilancia un'antica richiesta: «Per noi la soluzione migliore è che il Comune ci affitti o ci venda una delle sue proprietà. Perché non abbiamo i soldi per affrontare il mercato privato». E si mette a disposizione del ministro: «Siamo sempre disponibili a parlare. Il problema è che il ministro non ha mai valutato la possibilità di parlare con noi». E non accadrà neanche questo pomeriggio. Maroni incontrerà i rappresentanti dei cittadini accompagnati dall'assessore Davide Boni e dal deputato Matteo Salvini. Entrambi della Lega.
Maurizio Giannattasio
04 luglio 2008




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