Risultati da 1 a 2 di 2

Discussione: …degli Eroi

  1. #1
    "dio e nella pioggia"
    Data Registrazione
    17 Jun 2008
    Località
    Lecco
    Messaggi
    158
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    …degli Eroi

    scusate la mia insolenza ma per questi due uomini non c'e patria che non li vorrebbe............

    dal blog: http://2piu2uguale5.go.ilcannocchiale.it/

    Sono uomini spregevoli quelli che stanno al potere, Politici subdoli, senza anima, senza rancore e senza patria.
    Politici (se ancora così si possono chiamare) che non rimpiangono qualche morto per avere in cambio potere.
    Che provano solo serenità, ora che quei due Eroi sono morti. Quei due cittadini Italiani hanno donato la propria vita per tentare di invertire il senso di marcia di questa organizzazione, la Mafia, che ormai senza di loro ha preso il sopravvento.
    Quegli Eroi che lavoravano per lo Stato è per lo stesso Stato sono morti.
    “Sapevano troppo” .
    Nessun’altra parola voglio aggiungere, ma io continuo a chiamarli Eroi





    Qui sotto un articolo di Salvatore Borsellino tratto dal sito: MicroMega

    16° anniversario della strage di via d'Amelio
    Salvatore Borsellino: “La strage del ‘92 è stata strage di Stato”


    Pubblichiamo il video dell'intervento del fratello di Paolo Borsellino alla conferenza "La Nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino", organizzata da Antimafia2000 a Palermo il 19 luglio 2008 (qui il video integrale).


    per i video: http://2piu2uguale5.go.ilcannocchial...t/1982753.html

    La Nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino
    da www.antimafiaduemila.com, 19 luglio 2008

    “Se domani si presenteranno alla commemorazione della strage di via D'Amelio i politici che dico io non gliela farò passare liscia”. Il grido di Salvatore Borsellino, fratello del giudice assassinato dalla mafia nel 1992, e più forte dello scrosciare di applausi delle circa cinquecento persone presenti ieri sera a Palazzo Steri, a Palermo, in occasione del convegno “La nascita della seconda repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino”, organizzato dalla redazione del giornale ANTIMAFIADuemila diretto da Giorgio Bongiovanni e moderato dalla caporedattrice Anna Petrozzi alla presenza dei giudici Luigi De Magistris, Antonio Ingroia, Roberto Scarpinato e del senatore Giuseppe Lumia.
    Un debutto dai contenuti esplosivi quello di Borsellino, che per la prima volta parla a Palermo dopo la decisione assunta il 17 luglio dello scorso anno di uscire dal lungo silenzio che aveva caratterizzato gli ultimi anni della sua vita. E che parte da una riflessione ad alta voce: il ricordo dei momenti vissuti con il fratello Paolo, la speranza in una Italia diversa seguita alla sua morte, la delusione per la vittoria, ancora una volta, del puzzo del compromesso sul fresco profumo di libertà.
    “Dopo l'assassinio di Paolo – sono le sue parole – ero arrivato a pensare che se il suo sacrificio era servito a risvegliare il Paese allora dovevo ringraziare Dio per quella morte. Ma poi mi sono dovuto ricredere. E se una volta si uccideva con le bombe oggi lo si fa tappando la bocca ai magistrati e delegittimandoli di fronte all'opinione pubblica”. Il riferimento è al dott. Luigi De Magistris, di recente condannato dalla Cassazione, su richiesta del Csm, alla pena della censura e del trasferimento di ufficio e funzioni. Una condanna resa definitiva nonostante la recente richiesta di archiviazione depositata dai giudici di Salerno Apicella e Nuzzi, nello scorso mese di giugno, che con dati alla mano (il documento è di quasi mille pagine) avevano fornito una versione dei fatti completamente diversa rispetto a quella presentata dal Consiglio Superiore della Magistratura. Una casta, lo sottolinea con forza lo stesso Salvatore Borsellino, che non ha nemmeno bisogno di essere riformata, “così come vorrebbe il nostro capo di governo. Sta già procurando danni così. E basti vedere, è solo l'ultimo esempio, la nomina a procuratore capo di Marsala del dott. Di Pisa, un grave
    atto di inopportunità. O le parole di Vito D'Ambrosio, che ha accusato De Magistris di sentire il proprio lavoro come una missione e non come una professione: un'offesa al sacrificio di mio fratello che lo viveva nello stesso modo”.
    Ed è dura la critica alla stessa magistratura mossa dal dott. De Magistris, che riprendendo le parole del direttore Bongiovanni sull'esistenza di mandanti esterni alle stragi di Falcone e Borsellino si domanda: “Ma è corretto definirli 'esterni' o sarebbe più opportuno chiamarli 'interni alle istituzioni'?”. “Oggi – continua - ci troviamo di fronte a due magistrature: una sana che potrà fare giustizia e portare luce anche sulle morti di Falcone e Borsellino, e una malata che va combattuta. Perché ha contribuito in modo determinante al perdurare di un vero e proprio sistema di potere. Tanto che senza il contributo di questa parte di magistratura la mafia sarebbe già stata debellata”.
    Un'evidente metastasi interna alle istituzioni, la definisce De Magistris, sintetizzando un concetto che fa da filo conduttore agli interventi di tutti i relatori.
    Oltre che del giudice istruttore di Santa Fè, Argentina, Juan Alberto Rambaldo, che in un breve saluto evidenzia la necessità di guardare alla mafia come a un potere che contribuisce a esercitare il controllo sull'economia mondiale e che per questo è necessario combattere sul piano internazionale.
    Ma che si esprime con forza soprattutto nelle parole di Salvatore Borsellino. Il quale apre la sua relazione ringraziando il lungo applauso della platea a favore del direttore di Telejato Pino Maniaci – che ha di recente subito pesanti intimidazioni per il suo lavoro di testimonianza contro la mafia - chiamato sul palco dalla sorella Rita Borsellino, presente in sala – insieme ai procuratori capo di Palermo Francesco Messineo e di Torino Giancarlo Caselli, oltre ad altri magistrati - e intervenuta per un saluto. “Bisogna alzarsi in piedi, come abbiamo fatto questa sera, anche per i vivi e non solo per i morti” sottolinea Borsellino, che esprime tutta la sua indignazione per le commemorazioni, solo “passerelle politiche, organizzate ogni anno dagli stessi assassini di Paolo”. Un'indignazione rivolta anche a quanti definiscono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino degli eroi. “Mi fa schifo – dice – sentire la parola eroe quando questa è stata usata per glorificare un mafioso”. Richiama quindi le dichiarazioni di Marcello Dell'Utri e Silvio Berlusconi alla vigilia delle scorse elezioni elettorali prima di condannare uno stato che non solo ha acconsentito, ma che ha collaborato attivamente alle stragi di Capaci e via D'Amelio. “Paolo – continua – è stato ucciso perché si è messo di traverso a quella ignobile e scellerata trattativa tra mafia e Stato, che oggi viene attuata, giorno per giorno. Le richieste contenute nel 'papello' consegnato da Riina, il capo della mafia, alle istituzioni sono state esaudite, così come è stato attuato alla lettera il piano di rinascita della P2. Ed è per questa ragione che Mancino, ex ministro degli Interni, dice di non ricordare l'incontro che tenne non Paolo. Se ammettesse quell'incontro dovrebbe confessare proprio quella trattativa”.
    L'esempio più evidente e più attuale è quello della revoca del 41bis ad Antonino Madonia, già richiesta anche dai boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo e che rappresenta appunto una delle principali richieste del papello di Riina.
    A dare forza alle parole di Borsellino, l'intervento del giudice di Palermo Roberto Scarpinato, che parla di sfascio morale e culturale delle istituzioni e di una politica perdente perché combatte solo la mafia militare, che “in realtà è un sottoprodotto e una componente del sistema di potere che si basa sulle ingiustizie, sulla sopraffazione, sulla rapina delle risorse pubbliche e che si ripropone uguale a se stesso, nel nostro Paese, dal 1500 ad oggi”. Il “metodo mafioso”, come lo definisce Scarpinato, autore, insieme al giornalista Saverio Lodato del libro “Il Ritorto del Principe”, “non è infatti stato inventato dai vari Riina, Provenzano, Matteo Messina Denaro che nel tempo sono destinati a passare, ma da questo stesso sistema di potere”. Per combatterlo, interviene il senatore Lumia, “occorrerebbe fare una vera e moderna antimafia, partendo dall'assunto che la mafia non è un male derivato, ma un male in sé. Lo aveva compreso Libero Grassi, lo stanno comprendendo oggi i ragazzi di “Addio Pizzo” insieme alla Confindustria”. Per vincere questa battaglia, ha proseguito, è necessario “non scindere le due dimensioni della legalità e dello sviluppo, e quella della mafia militare da quella politica, sociale, culturale e finanziaria”. L'esempio è ancora la strage di via d'Amelio, “spostata a definire i rapporti di forza all'interno della nascita della II Repubblica”.
    Più speranzose la parole del Dott. Antonio Ingroia, che pur ammettendo la gravità dell'attuale stato della politica italiana riconosce anche l'esistenza di un cambiamento in atto. “Lo stato ha finalmente iniziato a processare se stesso, perché alcuni rappresentanti delle istituzioni sono finiti sul banco degli imputati, altri sono stati condannati in primo grado, altri persino in via definitiva e consegnati alle patrie galere. E' questo il fatto nuovo degli ultimi vent'anni della magistratura, che un tempo era area di impunità e applicava leggi in modo ineguale”.
    E l'aria nuova si respira anche nella società civile, da quella “parte dello stato e dell'Italia che in nome di quella sete di verità e giustizia è disposta ad applicare quel principio di uguaglianza di fronte alla legge, senza eccezioni. Piazza Navona è dimostrazione che l'Italia ci crede e che ha bisogno di voce e rappresentanza”.
    E la dimostrazione, conclude, è anche nelle parole di Giuseppe Di Fini, un giovane di 13 anni, presidente dell'associazione “Antimafia giovanile” intervenuto nel corso del convegno per portare la sua testimonianza e il suo messaggio di speranza “di poter finalmente vivere in una città dove si possa davvero respirare il profumo di libertà che Paolo Borsellino desiderava per la sua Sicilia”.
    (21 luglio 2008)


    Qui sotto un articolo di Salvatore Borsellino tratto dal sito: Antimafia

    Liberta' per gli assassini

    di Salvatore Borsellino - 24 luglio 2008

    Pochi minuti fa mi è arrivata la notizia della scarcerazione di Contrada, sotto la forma di arresti domiciliari per motivi di salute.

    Non posso accettarla, il mio animo si rivolta, il constatare che agli assassini di mio fratello non è bastato ucciderlo ma che stanno anche completando l'opera mi ripugna, mi sconvolge.
    Ho voglia di farmi giustizia con le mie mani dato che la Giustizia in questo nostro sciagurato paese non esiste più.
    Paolo considerava Contrada un assassino e lo stesso lo considero io e per gli assassini non ci può essere ne perdono ne pietà.
    Non è una mia idea, Paolo disse più di una volta ai suoi familiari parlando di Contrada "solo a fare il nome di quell'uomo si può morire".
    Contrada era in carcere, il solo finora a pagare per quei pezzi deviati dello Stato che con la criminalità mafiosa hanno trattato e per portare avanti questa trattativa hanno fatto uccidere Paolo Borsellino e con lui tutta la sua scorta, ragazzi mandati a morire senza nessuna difesa ne possibilità di salvezza da chi sapeva che il carico di tritolo, anzi di Semtex, l'esplosivo usato per le stragi di Stato, era già stato depositato in Via D'Amelio.
    Contrada era un simbolo, il simbolo di una Giustizia che qualche volta, solo qualche volta, riesce ad inchiodare i colpevoli.
    Adesso quelli che lui ha servito e che sono rimasti fuori dalla galera, che non sono mai stati finora indagati perchè i pochi giudici che hanno tentato di farlo sono stati subito ridotti al silenzio, come ha detto l'altro giorno il giudice Scarpinato al Palazzo Steri di Palermo, sono riusciti a tirarlo fuori come gli avevano promesso per evitare che potesse parlare e trascinare in galera anche loro.
    Avrei potuto accettare che finisse i suoi miseri giorni a casa sua, se anche gli altri avessero pagato, se fossero partite quelle indagini che non andranno mai avanti sui mandanti occulti della strage, su quelli che non si possono chiamare "mandanti esterni" perchè sono "interni" allo Stato ed alla stessa magistratura.
    Ma, come disse Sciascia, "lo stato non può processare se stesso" e quello che c'era scritto sull'Agenda Rossa di Paolo consente di tenere in piedi una rete di ricatti che consente di mettere tutte le pedine al posto giusto, di manovrare i pezzi necessari, ed arrivare alla fine della partita.
    Se venissero portate avanti le indagini sulle telefonate partite dal centro del Sisde sul Castello Utveggio, Contrada ed tanti altri insieme a lui potrebbero andare in carcere non per concorso esterno in associazione mafiosa ma per concorso in strage e forse sarebbe allora più difficile tirarli fuori dal carcere, sarebbe più difficile concedere anche a loro l'immunità come per le alte cariche dello Stato, se ne potrebbe salvare uno ma non tutti.
    Ho eliminato dal mio vocabolario due parole, la speranza ma anche la disillusione, lo scoraggiamento.
    Ce ne sono rimaste solo due la parola rabbia e la parola lotta e a gridare la mia rabbia e a lottare continuerò finche avrò voce, finchè avrò vita.


    per non dimenticare

    http://www.youtube.com/watch?v=7nvpV...t/1982753.html
    risvegliati Italia !!!

  2. #2
    Pasdar
    Data Registrazione
    25 Sep 2004
    Località
    Padova
    Messaggi
    46,793
     Likes dati
    3,474
     Like avuti
    4,286
    Mentioned
    111 Post(s)
    Tagged
    9 Thread(s)

    Predefinito

    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

 

 

Discussioni Simili

  1. eroi italiani degli ultimi 50 anni
    Di dedelind nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 12
    Ultimo Messaggio: 08-07-12, 23:02
  2. Le citazioni degli eroi
    Di Strapaesano nel forum Socialismo Nazionale
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 26-10-10, 11:22
  3. …degli Eroi
    Di Mitch8500 nel forum Politica Estera
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 31-07-08, 15:03
  4. …degli Eroi
    Di Mitch8500 nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 28-07-08, 10:24
  5. I caschi blù in soccorso degli eroi del Piave...
    Di Fecia di Cossato nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 15-03-02, 15:34

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito