La Corte Costituzionale deve decidere se chiudere il partito del premier Erdogan

Secondo giorno di riunione per la Corte Costituzionale. Le discussioni sulla potenziale chiusura del partito per la Giustizia e lo Sviluppo (Akp) sono iniziate alle 9.30. La seduta di lunedì è durata 12 ore.
All’uscita il presidente, Hasim Kilic, non ha voluto fare alcun tipo di dichiarazioni ai giornalisti, nemmeno sulla durata del confronto fra i magistrati. La tensione nel Paese è alta. Per quanto i mercati si mantengano tranquilli, il mondo economico e la società turca vogliono sapere se il partito di maggioranza verrà chiuso e se l’elettorato sarà chiamato al voto anticipato.

Adesso è il momento delle speculazioni. Le maggiori emittenti dicono che l’Alta Corte dovrebbe deliberare entro venerdì. Ma si è anche diffusa la voce che i giudici potrebbero decidere dopo il primo agosto, data in cui si riunirà il Consiglio militare Supremo (Yaş), che insieme con il presidente della Repubblica Abdullah Gül dovrà decidere le promozioni degli ufficiali e, soprattutto, la nomina del nuovo capo di Stato Maggiore, visto che il mandato di Yaşar Buyukanit scade a fine agosto.

Se i magistrati dell’Alta Corte mantengono il più stretto riserbo, altri si sfogano.
Proprio il procuratore Yalcinkaya, accusatore dell’Akp, in questi giorni ha rotto il suo silenzio stampa con un comunicato, in cui ha detto di aver agito secondo la legge senza ascoltare i suggerimenti di nessuno.
Un riferimento diretto ad alcuni quotidiani che avevano insinuato che il giudice aveva deciso di intervenire dopo la prima ondata di arresti di Eregenekon, la “Gladio turca” accusata di aver tentato un colpo di stato contro il governo Erdogan.

Momento teso anche sul fronte curdo, dopo le bombe di domenica, che hanno fatto 17 vittime e che sono state attribuite al Partito dei lavoratori del Kurdistan, che però ha smentito.
Ieri pomeriggio i caccia turchi hanno bombardato oltre confine 14 obiettivi del Pkk. Si tratta del terzo intervento dall’inizio del mese e anche se certo non è stato dei più violenti arriva a poche ore dalle parole di Buyukanit, che condannava “con odio” la strage di civili.
Intanto emergono nuovi particolari nelle indagini. Fonti vicine alla Prefettura di Istanbul hanno detto che negli ordigni sono state trovate tracce di esplosivo di tipo TNT, diverso da quello usato generalmente dai curdi.
Nel Paese, in molti pensano che quella strage potrebbe essere stata organizzata da altri, Al Qaida o la stessa Ergenekon.

M.Ottaviani www.ilfoglio.it 29 07 08

saluti