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  1. #1
    SACERDOTE DI ISIDE
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    Predefinito Croce capovolta: simbolo di satana o di Pietro ?



    Vorrei una risposta da voi credenti.
    Si dice che su questo trono la croce capovolta volesse rappresentare la croce di Pietro, il primo papa, morto a testa in giu, in croce, perchè non si riteneva degno di morire come Cristo. C'è però un altra corrente che spiega che la croce capovolta non è affatto un simbolo associato a Pietro, ma da sempre associato alla Chiesa di Satana.

    Il Papa siede sul trono della Chiesa di Satana?
    O sul trono che ricorda San Pietro?



  2. #2
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    In realtà nè l'uno nè l'altro.
    L'opera d'arte è del noto pittore Kiko Arguello, co-fondatore, insieme alla ex suora Carmen Hernandez ed a padre Mario Pezzi del Cammino Neo-Catecumenale.
    Non esiste, ovviamente, traccia della croce rovesciata nella iconografia tradizionale per indicare l'apostolo Pietro ed i suoi successori ... ma quel formidabile artista che è l'Arguello, finissimo teologo, è diventato, a quanto pare, anche iniziatore di una nuova simbologia, oltre che "inventore" di una nuova pastorale, di una nuova liturgia, di una nuova teologia ....


  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da TheDruid Visualizza Messaggio
    Non esiste, ovviamente, traccia della croce rovesciata nella iconografia tradizionale per indicare l'apostolo Pietro
    nei sei così sicuro??...

    ... allora come spieghi che nelle Carceri Mamertine, dove sarebbero stati incarcerati Pietro e Paolo, accanto alla lapide sulla quale è narrata la storia della sorgente che sgorgò in quel posto e con l'acqua della quale i santi battezzarono e convertirono i carcerieri, c'è un altare dove appare una croce rovesciata??


  4. #4
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    Conoscevo già questa foto del Carcer Tullianum; l'altare dovrebbe essere risalente al IV secolo.
    Comunque ribadisco che nell'iconografia tradizionale la croce rovesciata non trova alcun significativo riscontro.
    Oggi come oggi, al di là delle intenzioni di Kiko Arguello che ebbe a realizzare quel "gioiello artistico", il significato della crace rovesciata ha assunto ben altri significati ed il suo utilizzo, al di la, ripeto, delle buone intenzioni, sarebbe quanto meno ambiguo.

  5. #5
    Logiké Latreía
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    E' molto più un simbolo satanico, ovvero dell'opposto di Cristo, piuttosto che petrino.

    In effetti, infatti, alla simbologia cristiana non appartiene il simbolo "croce rovescia -> san Pietro", sebbene sia capitato talvolta questo uso.

    Poteva inventarsene un'altra... E poi, tutta questa umiltà "consigliata" al successore di Pietro, difronte alla sua poca mostrata verso il medesimo successore.

  6. #6
    ooooWAGLIONEoooo
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    Citazione Originariamente Scritto da polemiko Visualizza Messaggio

    Gulp!

  7. #7
    Logiké Latreía
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    C'è pure un quadro famoso, volendo.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Aganto Visualizza Messaggio
    E' molto più un simbolo satanico, ovvero dell'opposto di Cristo, piuttosto che petrino.

    In effetti, infatti, alla simbologia cristiana non appartiene il simbolo "croce rovescia -> san Pietro", sebbene sia capitato talvolta questo uso.

    Poteva inventarsene un'altra... E poi, tutta questa umiltà "consigliata" al successore di Pietro, difronte alla sua poca mostrata verso il medesimo successore.
    Non voglio entrare in merito a questa che definisco una discussione sottilmente provocatoria a meno che il S. Padre e tutta la gerarchia della Chiesa presente a quell'evento sia anche Lei o cieca o dedita al culto di satana.

    Cmq.

    Il martirio [modifica]

    Crocifissione di san Pietro, affresco di Filippino Lippi, ca. 1481-1482, Firenze, Santa Maria del Carmine, Cappella Brancacci.


    Secondo leggende posteriori, Pietro venne arrestato e rinchiuso, insieme a Paolo, all'interno del Carcere Mamertino (dove poi sorse la chiesa di "San Pietro in Carcere") dove i due carcerieri, destinanti a diventare i santi Processo e Martiniano, vedendo i miracoli operati dai due apostoli, chiesero il battesimo. Allora Pietro, facendo un segno di croce verso la Rupe Tarpea, riuscì a farne scaturire dell'acqua e con essa battezzò i due carcerieri che subito dopo aprirono loro le porte per invitarli alla fuga, venendo però scoperti e giustiziati.
    Questa sembra però essere una leggenda infondata sia perché le prime notizie sulla prigionia nel carcere provengono da una fonte molto tarda, la Passio Lini, che risale al VI secolo, sia perché quel luogo era destinanto a prigionieri che si dovevano custodire con attenzione (basti pensare a Giugurta e Vercingetorige) e non di certo a un uomo come l'apostolo, uno dei tanti immigrati nella capitale dell'Impero, almeno che Nerone non lo ritenesse talmente pericoloso da scatenare una rivolta fra i cristiani. Benché non esistano prove certe della permanenza dei due nel carcere, la tradizione è comunque molto antica e la trasformazione del carcere in chiesa si fa risalire al IV secolo per volere di papa Silvestro I.
    Giovanni 21,18 indica, attraverso parole che oggi suonano enigmatiche, che Pietro venne martirizzato per crocifissione, e Clemente di Roma (morto ca. 95), colloca la sua morte all'epoca di Nerone. Secondo gli studi dell'archeologa Marta Sordi, le due ipotesi più probabili sono l'anno 67 (martirio di Pietro e Paolo) o il 13 ottobre 64 (giorno in cui Nerone festeggiò con cruenti giochi il decennale della sua ascesa all'impero e avviò le persecuzioni dei cristiani per il Grande incendio di Roma). La tradizione seguente, confermata persino da Origene, sostiene che i Romani lo crocifissero a testa in giù su sua stessa richiesta poiché egli non voleva paragonarsi a Gesù.

    Fonte;http://it.wikipedia.org/wiki/San_Pietro#Il_martirio

  9. #9
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    Incontro con il Santo Padre sul Monte delle Beatitudini
    20 Marzo, 2000
    È la prima volta che il Santo Padre si reca in Terra Santa dall'inizio del suo pontificato. Dopo l’annuncio della visita del Papa nella Terra Santa, nel contesto delle celebrazioni del Grande Giubileo, grande è stato l’entusiasmo e il desiderio di partecipare a questo evento storico.
    L'incontro con i giovani sul monte delle Beatitudini sarà senz’altro la tappa con il maggior concorso di popolo di tutto l'itinerario di Giovanni Paolo II: si prevede che, tra pellegrini stranieri e locali, vi saranno almeno 100.000 persone.
    I giovani provenienti dall'estero saranno almeno 50.000. Di questi circa 45.000 provengono dalle comunità neocatecumenali di tutto il mondo: 17.000 dall'Italia, 9000 dalla Spagna, 6.000 dal resto dell'Europa, 10.000 da Nord e Sud America, 1.700 dall'Asia, 700 dall'Africa e 200 dall'Australia.
    Questi giovani, per potersi pagare il viaggio,hanno lavorato per più di un anno (questo è il tempo necessario di lavoro equivalente al costo del viaggio in alcuni paesi del terzo mondo). Molti hanno lavorato di notte, hanno lavato macchine, organizzato fiere, dato ripetizioni, pulito case, spalato la neve, fatto baby-sitter, talvolta rinunciando alle vacanze per lavorare e risparmiare.
    I pellegrini alloggeranno in Ostelli e Hotel: molti passeranno tutto il tempo in tenda ed altri dormiranno nei Kibbutz: non vengono per stare comodi o per fare turismo, neanche turismo religioso, ma per fare un vero pellegrinaggio alla scoperta della volontà di Dio nella loro vita: questa è la ragione profonda che spinge tanti ragazzi all’incontro con Dio, per risolvere la crisi essenziale di identità propria di questo tempo. Questi giovani saranno coloro che porteranno la Fede nella nuova generazione.
    Vengono per incontrarsi con il Papa che è divenuto, proprio nella sua vecchiaia, l'apostolo dei giovani; vengono per vivere in Terra Santa l'anno giubilare che sarà certamente una esperienza fondamentale per la loro vita. Molti di loro hanno partecipato ad altre giornate mondiali della gioventù che sono state per molti di essi tappe fondamentali nel loro itinerario di discernimento vocazionale. Al termine delle giornate precedenti della gioventù Kiko Argüello e Carmen Hernandez, iniziatori del Cammino Neocatecumenale, hanno promosso delle chiamate vocazionali raccogliendo i frutti della predicazione del Santo Padre: così avvenne in Santiago, quando il Giovanni Paolo II invitò i giovani a non avere paura di essere santi e si offrirono per il sacerdozio e la vita religiosa 2000 tra ragazzi e ragazze; nel 1991 a Czestokowa, il papa presentò il bisogno di costruire la nuova civiltà dell'amore, e si alzarono più di 3000 ragazzi; a Denver nel 1993 , il papa invitò ad annunziare il vangelo dai tetti e nei crocicchi delle strade, e si offrirono 3500 giovani; a Loreto nel 1995 Sua Santità parlò contro “la cultura della violenza e si alzarono 4000 giovani; infine a Parigi nel 1997 si offrirono 5000 giovani.
    Di questi ormai più di 600 sono già stati ordinati sacerdoti e 1500 sono in seminario . Oltre duemila ragazze sono già entrate in monasteri contemplativi. Ma questa chiamata vocazionale sarà unica e particolare perchè avverrà proprio nel luogo dove Gesù istituì i primi apostoli, pronunziò il sermone della montagna, e, risorto, si incontrò con gli 11, e probabilemente anche con i 500, per mandarli ad annunziare il vangelo in tutto il mondo. Si vedrà così con grande chiarezza un segno profetico: per la prima volta , dopo duemila anni, il papa, vicario di Cristo , continua a chiamare gli apostoli per inviarli ad evangelizzare il mondo. Assieme alla predicazione, i pellegrini avranno contatti anche con la Chiesa locale e visiteranno le parrocchie di tutti i diversi riti cattolici. A questo incontro parteciperanno, oltre ai giovani di tutto il mondo, i fedeli della Chiesa locale (circa 50.000). I cattolici saranno presenti nei diversi riti. I più numerosi sono quelli di rito greco-melchita, presenti sopra tutto nella Galilea. Seguono i latini, i maroniti, i siriaci, gli armeni, i caldei.
    SVOLGIMENTO DELL'INCONTRO l' incontro con il Santo Padre sarà preceduto da una veglia di preghiera che si farà in tutte le parrocchie della Terra Santa, con la partecipazione dei giovani pellegrini: questo è stato il desiderio che hanno espresso i vescovi di Terra Santa per creare un clima di accoglienza caratteristico del mondo orientale, e vivere un momento profondo di cattolicità, pregando insieme, scambiando le proprie esperienze, raccontando le opere del Signore. I giovani, dalla mezzanotte del giorno 24, cominceranno l'ascesa al Monte delle Beatitudini per aspettare il Papa che arriverà verso le ore 9:00am e rimarrà per circa 3 ore per la celebrazione dell'Eucarestia, arricchita dalla presenza delle diverse chiese cattoliche presenti nella Terra Santa. Non è esclusa una buona partecipazione di cristiani ortodossi, e di ebrei e di musulmani, che convivono con le comunità cattoliche da tanti anni. Il Santo Padre arriverà da Gerusalemme in elicottero e, dopo l'incontro con i giovani, andrà a pranzo dalle suore francescane nel Santuario delle Beatitudini, dove riceverà il primo ministro Edhud Barak. Successivamente, come pellegrino, visiterà Tabgha, il Primato di Pietro e Cafarnao, località situate sulla riva del lago di Tiberiade. Il responsabile ecclesiastico di questo evento è il vescovo ausiliare del Patriarcato Latino di Gerusalemme, Monsignore Giacinto Boulos Marcuzzo. L'organizzazione dell'incontro è a cura del Cammino Neocatecumenale ed in particolare di Don Rino Rossi.
    LA TENDA DELLA RIUNIONE
    Il Santo Padre celebrerà la eucarestia su un grande palco all'ombra di una grande tenda nera, che nel punto di maggiore altezza tocca i 15 metri. Il progetto delle tenda è stato fatto da Kiko Argüello.
    La tenda ricorda l'esodo degli ebrei dall’Egitto e il loro lungo cammino quarantennale nel deserto, l'esperienza fondante del popolo di Israele. Una delle più importanti feste giudaiche è quella di Sukkot, o delle tende: ogni ebreo osservante costruisce una tenda o una capanna nel giardino e per una settimana dorme, mangia e celebra sotto la tenda. Ogni ebreo deve infatti ricordare che è pellegrino, in cammino verso la terra promessa. La stessa parola ebreo indica ‘colui che passa’. La tenda dell'incontro con il Santo Padre vuole proprio ricordare che ogni uomo è un pellegrino su questa terra, che siamo in cammino verso la nostra vera patria, il cielo, e che la vita dell'uomo è si precaria ma al riparo e sotto la protezione della mano di Dio.

    Fonte: http://www.domusgalilaeae.org/englis...ng/metting.htm

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Aganto Visualizza Messaggio
    C'è pure un quadro famoso, volendo.
    se è per questo è stata coniata anche una medaglia pontificia...



    I privilegi connessi alla Medaglia erano di ordine morale e economico: tutti coloro che ne erano insigniti erano dichiarati benemeriti della Chiesa Cattolica, della Sede Apostolica e di tutte le Società Umane; concedeva il beneficio di un anno in più nel computo del servizio per la pensione.

    http://www.castelfidardo.it/visitato....php?id=400064

    ...il pontefice Pio IX volle creare una decorazione commemorativa della battaglia di Castelfidardo, una medaglia di bronzo che recava una croce capovolta e che venne istituita per tutti coloro ” che avevano preso parte attiva alla campagna del 1.860 contro l’esercito sardo invasore
    ... sembra che una medaglia simile sia stata trovata anche sul petto di Toro Seduto , quando vennero riesumate le sue spoglie.... sembra che questa medaglia venne assegnata anche a Myles Walter Keogh che si arruolò come molti altri Irlandesi nel VII reggimento di cavalleria del generale Stoneman in America e cadde, con la medaglia che portava sul petto, in una imboscata tesagli dagli Indiani di Toro Seduto a Custer’s Point...


    http://indigo.ie/~wildgees/keogh.htm



 

 
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