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Discussione: ...e Il Manifesto?

  1. #11
    Μάρκος Βαφειάδης
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    Citazione Originariamente Scritto da PRC-Enna Visualizza Messaggio
    l'intervista di oggi qualcuno c'è l'ha? in edicola era finito
    «Parentesi chiusa, torniamo al conflitto»
    di Micaela Bongi

    su Il Manifesto del 30/07/2008

    Il nuovo segretario: «Rifondazione non è finita, svolta a sinistra dopo la disastrosa esperienza di governo»
    La gestione unitaria la riproporrà a settembre e continuerà a proporla anche «unilateralmente», e «con incarichi seri». Per il momento Paolo Ferrerò, eletto domenica segretario di Rifondazione comunista sulla base di un documento -«Ricominciamo: una svolta a sinistra» - votato da quattro mozioni, prende la guida di un partito profondamente lacerato. Diventi segretario per rilanciare Rifondazione. Un compito non facile, dopo il terremoto elettorale e dopo un congresso che ha spaccato in due il partito.
    La gestione unitaria sarà riproposta sempre e comunque. A mio parere, nessuno si deve sentire ospite nel Prc, il partito è la casa di tutti. Inoltre, per rilanciare Rifondazione dobbiamo agire con determinazione per applicare la linea politica che ci siamo dati e che ha il suo punto fondamentale nel rimettere il partito al lavoro nella società e costruire l'opposizione sociale e politica al governo Berlusconi e alle proposte di Confindustria.

    Non era possibile fare una sintesi unitaria al congresso? E' meno ambigua la maggioranza che si è costruita con le altre mozioni? Non c'è già chi dice di uscire dalle giunte o chi vorrebbe la Costituente comunista che tu avevi escluso?
    La Costituente comunista non c'è in nessuna delle mozioni. Il congresso doveva decidere una linea politica, un partito senza linea politica non vive. Con la mozione Vendola c'erano due punti di differenza secca. Il primo: dopo la sconfitta dell'Arcobaleno, bisogna andare avanti sul piano della politica come nei due-tre anni precedenti, con una linea di relazione significativa col Pd o di nuovo centrosinistra oppure svoltare a sinistra? Io penso che fosse necessaria una svolta a sinistra che si basa sull'analisi del perché abbiamo perso. La sinistra unita ha ottenuto il risultato più basso nella storia dell'Italia post-unità, perché per come si è presentata non si capiva la sua utilità sociale. Bisognava proporsi con chiarezza come sinistra di alternativa e non di dialogo forte col Pd. L'Unione è fallita, bisogna prenderne atto.

    Il secondo punto di differenza: dopo la sconfitta bisognava agire un processo unitario a sinistra superando Rifondazione, diluendo e facendo venir meno gli elementi di riferimento al comunismo oppure ripartire dal progetto della rifondazione comunista come idea strategica? Anche su questo c'erano due opinioni diverse.
    Su questo si è deciso il congresso, su questo era giusto decidere e su questo c'è stato l'accordo tra quattro mozioni. La mozione finale dice che è chiusa la fase che si era aperta a Venezia sull'accordo di governo e col Pd; si riparte dal progetto di Rifondazione; è necessario rimettere Rifondazione nella società; è necessaria una svolta a sinistra, con un livello più alto di autonomia dal Pd. Su questo oggettivamente eravamo divisi.

    Sull'autonomia del sociale?
    Non è autonomia del sociale, «in basso a sinistra» è una citazione del compagno Marcos, andava bene qualche anno fa non capisco perché non vada bene ora...

    Hai detto che nessuno si deve sentire ospite, ma quando parli del rischio di sparizione degli elementi di comunismo viene in mente quando, al momento del tuo intervento, una parte dei delegati si è messa a cantare Bandiera rossa come se considerasse l'altra parte, più ancora che ospite, come estranea.
    Non si può confondere la dinamica di un'assemblea con quella che è la quotidianità della vita di un partito. Leggere il canto di Bandiera rossa come momento di esclusione secondo me è sbagliato. Credo che di fronte all'esito annunciato, al fatto che i mass media stavano tutti da una parte, c'era il fatto di dire «esistiamo», «ci siamo». Ho visto in quei cori, anche quando c'era chi gridava «Nichi, Nichi» o fischiava al momento della mia proclamazione, il riconoscimento della comunità, della battaglia politica. Ma era un clima da scissione. Certo, la comunità è divisa, il congresso ha diviso moltissimo il partito. Ma oggi queste differenze sono più marcate nel gruppo dirigente. C'è chi dice che è la fine di Rifondazione, ma le cose che abbiamo deciso come linea politica sono la chiusura di una parentesi catastrofica, quella del governo con la sinistra moderata che si è dimostrata impermeabile alle istanze sociali. A Venezia è stato detto che l'alternanza è il primo passo per l'alternativa, invece è il primo passo per il disastro. Riproponiamo il cammino dell'alternativa. Non riesco a capire dov'è lo stravolgimento. Sarei identitario? E' una caricatura, tutti i commenti vanno nella stessa direzione: un accordicchio di potere che mischia tutto, tardo stalinista... E' quasi ridicolo.

    Pierluigi Bersani dice che alla conferenza programmatica di ottobre il Pd deve «fare un richiamo all'elettorato disamorato della sinistra radicale».
    Berlusconi va avanti come un treno, sarei felicissimo di subire un'enorme concorrenza a sinistra da parte del Pd e se la Cgil non firmasse un accordo sul contratto che è un peggioramento secco degli accordi di luglio. Sarebbe il primo esito positivo del congresso.

    Alcune forze come Sinistra democratica o i verdi non potrebbero finire nelle braccia del Pd?
    Abbiamo visto, e ci metto dentro anche noi, il peso nel paese del ceto politico. Più che di politicismo preferirei parlare del perché la destra ha un'egemonia così forte nella società. Ma ci sono anche le elezioni, e per le europee c'è anche il problema dell'eventuale innalzamento della soglia di sbarramento. E allora chiederemo a Berlusconi di non farlo o a Veltroni di opporsi... Il vero problema politico è come si batte la destra populista. Dopo il venir meno del movimento no global a interpretare la crisi del neoliberismo restano le destre populiste. Berlusconi e Tremonti ci hanno detto «stiamo entrando nella crisi» e si sono messi in sintonia con il sentimento di massa. Hanno detto che la coperta è corta e loro difendono il fatto che fuori resteranno i piedi di qualcun altro, l'immigrato, lo zingaro, il diverso. Entrando in sintonia con con un sentimento diffuso di paura, la destra salda politiche sociali e securitarie. In questo quadro il Pd dice cose di liberismo temperato che non rispondono a nessuno dei problemi. Il ruolo storico della sinistra è la ricostruzione del conflitto, delle vertenzialità, del mutualismo. Costruire il conflitto del basso verso l'alto invece che quello dei penultimi verso gli ultimi e la costruzione di comunità solidali, non escludenti. Sono stato accusato di autonomia del sociale, è una pirlata. E' perché chi mi accusa pratica l'autonomia del politico.

    Qualcuno direbbe anche che il vostro è minoritarismo.
    Io invece penso che nella storia del movimento operaio il concetto di politica riguarda la rappresentanza, la costruzione del conflitto, le pratiche solidali oggi drammaticamente assorbite sul piano della rappresentanza. Io non propongo di abbandonare la rappresentanza, ma di aumentare il peso sugli altri versanti. Sono questi gli unici terreni sui quali si può lavorare a costruire l'unità della sinistra, altrimenti siamo ceti politici che galleggiano come una pallina da ping-pong sulla superficie dell'acqua. Oggi i problemi sociali sono vissuto come un dramma individuale, non come un problema politico. Se qualcuno perde la casa si vergogna, ci hanno colonizzato l'universo simbolico, abbiamo il problema di riuscire a far riprendere la dimensione collettiva dei problemi sociali. In questo senso maggior autonomia dal Pd non c'entra con maggior grado di polemica col Pd. E' il presupposto per non farsi risucchiare nell'universo opaco di questa politica. Abbiamo 57 mesi di opposizione davanti, visto che un congresso si fa ogni tre anni, almeno che nei prossimi tre anni si faccia questo lavoro nella società. Hai parlato del venir meno del movimento no global, il sindacato è nell'angolo. Insomma, ripartire sarà complicato.
    Penso che sia importantissimo il fatto che stia partendo un'aggregazione di sinistra sindacale. La situazione è tutt'altro che stabilizzata, in autunno sarà possibile costruire momenti di lotta. L'operaio che ha votato Lega è forse disponibile al conflitto perché il salario è quello suo. Il lavoro va fatto unitariamente, con comunisti, ambientalisti, partiti, non partiti... Con una manifestazione ma non solo. Mettendo in piedi una campagna referendaria sulla legge 30, la democrazia, la Fini-Giovanardi sulle droghe. E aderire al referendum sul lodo Alfano non lo considererei sbagliato. La questione morale non va lasciata a Di Pietro. E a chi mi chiede il perché di un richiamo così forte al comunismo rispondo citando quello che diceva Lucio Magri a proposito di Rifondazione comunista: i due termini si qualificano a vicenda, l'uno senza l'altro perde significato, oggi più che ieri.

    http://www.lernesto.it/index.aspx?m=...Articolo=17451

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da menegardo Visualizza Messaggio
    ricapitolando:

    liberazione non va bene
    il manifesto non va bene
    i compagni della mozione 2 non sono comunisti e vanno espulsi
    la sinistra arcobaleno è morta e bisogna cambiare il nome alla sezione di pol

    e poi ci chiediamo come mai ci considerano quelli che dicono sempre NO
    Liberazione non va bene perchè è l'organo di stampa di tutto il partito ed è esclusivo appannaggio della mozione due che ricordiamo essere MINORITARIA all'interno del partito; gli spazi lasciati a chi la pensa diversamente sono o emarginati, o intrisi di insulti più o meno superficiali (leggasi ad esempio il numero di ieri). E' logico voler riflettere su come risolvere questo problema.

    Il Manifesto ha fatto campagna elettorale per il pd e a volte produce proposte politiche contraddittorie e velleitarie sia per la nostra comunità politica che per il nostro elettorato. E' logico voler riflettere su come risolvere questo problema.

    I "compagni" della mozione due vogliono liquidare un partito comunista che è rimasto tale grazie al risultato di un congresso che, nonostante i manifesti brogli da parte dei "compagni" della mozione due in molti circoli del meridione, ha visto prevalere le ragioni unitarie dei comunisti che si sono coalizzati contro il progetto di scioglimento del partito.

    Il Partito della Rifondazione Comunista e il Partito dei Comunisti Italiani non fanno più parte della sinistra arcobaleno, un cartello elettorale fallimentare sconfitto dal verdetto delle elezioni ma soprattutto dalla prassi politica, dunque gli utenti hanno richiesto democraticamente un cambiamento di collocazione rispetto ad una situazione politica superata.

  3. #13
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    grazie

  4. #14
    Μάρκος Βαφειάδης
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    Mi pare che non sia stata postata neppure l'intervista di ieri su Repubblica (se è un doppione me ne scuso)

    Ferrero: "Ma quale deriva settaria, la vera stranezza era stare al governo"

    di UMBERTO ROSSO
    su la Repubblica del 29/07/2008

    Il nuovo segretario di Rifondazione: "Dipietrismo? Da Bertinotti accuse sopra le righe"
    ROMA — Segretario Ferrero, si sente un estremista, come l'accusa Veltroni?
    «È una critica sbagliata. Rifiuto l'immagine di una Rifondazione settaria e che si arrocca. Il punto è un nodo drammatico da sciogliere, che del resto anche il Pd ha di fronte: la grande crescita del disagio sociale. Secondo noi, o la sinistra rilancia un conflitto di classe oppure si scatena la guerra fra i poveri. È estremismo questo?».

    Vendola e i bertinottiani ci credono poco: Ferrerò, dicono, fa opposizione non al governo ma al governo-ombra del Pd.
    «Sciocchezze. I nostri avversari sono le destre, Berlusconi, la Confindustria».

    Al Pd però porte chiuse.
    «Rivendichiamo l'autonomia. Che vuol dire anche smetterla di lamentarsi per quel che fa o non fa Veltroni. Non è che per cinque anni si può fare opposizione con questa litania. In poche parole, Rifondazione deve prendere l'iniziativa. E l'unità della sinistra va costruita nel fare, a partire dall'opposizione sociale. Rovesciando il processo della Sinistra arcobaleno, che era solo aggregazione di ceto politico».

    Però lanciate la verifica degli accordi di centrosinistra nelle giunte locali.
    «Verifica è una parola che non mi piace, politologia. Parliamo di una maggiore attenzione a quel che succede negli enti locali».

    Insomma, volete rompere e no?
    «Altra balla messa in giro. Nel nostro documento politico non si dice questo ma che è finita la stagione per cui, meccanicamente, si traducono le intese nazionali a livello locale».

    Questo per il futuro. E per le giunte in carica?
    «Mettiamola così: si deve vedere che una giunta di centrodestra è diversa da una di centrosinistra con noi dentro».

    E si vede?
    «In qualche caso sì, in qualche caso no. Che so, sull'immigrazione si vede a Torino con Chiamparino ma non a Firenze con Dominici, dove infatti non ci siamo. A Milano c'è un'approfondita discussione in corso. In Calabria, con tutti gli inquisiti che siedono in consiglio comunale, sono contrario al rientro. E se potessi tornare indietro, oggi non direi più di sì a scatola chiusa per Roma a Rutelli».

    Lo sa che, anche per questo, l'accusano di trasformismo? L'ex ministro di Prodi che predica il fuggi fuggi dal governo.
    «Rispedisco al mittente. Ho fatto mea culpa, ho riconosciuto pubblicamente l'errore. Abbiamo sbagliato a stare nel governo Prodi, non lo rifarei. Trasformista è chi invece non ammette mai le responsabilità. In questo caso, aggiungo, non solo del governo ma di tutta la maggioranza. I Dico li abbiamo presentati, mafini-rono insabbiati in Parlamento. E la tassazione delle rendite finanziarie, fatta da Visco, marcì alle Camere».

    Mai più perciò una sinistra di governo?
    «La scelta vale nel contesto attuale, dati i rapporti di forza e la linea del Pd. E mi sorprende lo scandalo per questa presunta strada estremista imboccata dal congresso. Guardate che per Rifondazione la stranezza è l'altra, entrare al governo, non certo tenersene fuori: è stato così per 17 anni».

    Bertinotti è sconcertato: il virus del dipietrismo si fa largo nel Prc.
    «Accuse sopra le righe. A Piazza Navona c'erano anche Fava, i Verdi, Diliberto, e tanta gente. Mancavano solo i bertinottiani».

    Adesso, segretario, cadranno teste nel partito?
    «Il mio primo atto è statala riconferma del tesoriere, bertinot-tiano. Proporrò una gestione unitaria, un congresso serve a definire la linea ma il partito è di tutti».

    Anche «Liberazione» sarà di tutti, il direttore Piero Sansonetti resta?
    «Una «Liberazione» di tutti io proprio me la auguro, perché finora il giornale è stato molto sbilanciato. Rimuovere il direttore? Altra leggenda metropolitana. Non è all'ordine del giorno, non mi pongo il problema. Sono, invece, per discutere del ruolo del giornale e della sua linea politica».

    Ma come si fa a guidare un partito con otto voti di scarto, con una maggioranza che Vendola bolla come un cartello informe?
    «Nichi proprio sbaglia. Le quattro mozioni hanno trovato l'intesa su una linea politica precisa. E di questa sarò il garante, non sono più il candidato della prima mozione ma del progetto uscito da Chianciano. Dico di più. Se fosse stata un'accozzaglia, non mi sarei presentato. E Vendola avrebbe avuto il buon diritto di guidare il partito».

    Alle elezioni insieme a Diliberto?
    «Ha deciso il congresso, ci presentiamo con il nostro simbolo e gli eletti andranno esclusivamente al gruppo della Gue. Niente adesioni dei nostri parlamentari a partiti del socialismo europeo. Chianciano ha deciso così, ma le aperture ad altre forze e diversi soggetti comunisti saranno le più ampie possibili».

    http://www.lernesto.it/index.aspx?m=...Articolo=17452

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da Lavrentij Visualizza Messaggio
    Il Manifesto ha fatto campagna elettorale per il pd
    Che cazzata.

    Citazione Originariamente Scritto da Lavrentij Visualizza Messaggio
    e a volte produce proposte politiche contraddittorie e velleitarie sia per la nostra comunità politica che per il nostro elettorato. E' logico voler riflettere su come risolvere questo problema.
    Il manifesto è tutto tranne che un problema. Fortunatamente è indipendente e quindi i tuoi pruriti di culo rimarranno tali.

  6. #16
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    Sansottei invece va rimosso, non dobbiamo avere paura di apparire vendicati, Liberazione è un "foglio clandestino" come lo definì non mi ricordo chi in un cpn, non lo legge nessuno e non sia attiene alla linea del Partito

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da matteomatteo Visualizza Messaggio
    Che cazzata.
    Ha intervistato Veltroni, poteva evitarselo in quel contesto.

    Il manifesto è tutto tranne che un problema. Fortunatamente è indipendente e quindi i tuoi pruriti di culo rimarranno tali.
    Non sto parlando di grandi purghe o cose del genere, mi rendo conto che non è il nostro organo di stampa, sto solo chiedendo come rapportarsi a proposte politiche deleterie o confusionarie (per Rifondazione Comunista) che, di tanto in tanto, giungono da quella testata giornalistica.

  8. #18
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    Ma ci mancherebbe altro che non l'avesse fatto....è un quotidiano indipendente. Poi intervistare Veltroni non è fare campagna elettorale, su. La linea era indubbiamente pro-SA.

    Se il problema dell'emorragia di militanti di Rifondazione (a Genova i congressi hanno avuto un tasso di partecipazione ridicolo) è il manifesto "disfattista" allora viviamo in mondi separati...cazzo, è l'unico giornale che, pur non avendo particolari obblighi, da spazio a tutte le posizioni principali.....poi ci sono le simpatie individuali degli editorialisti....ma sinceramente ben vengano.

    A me pare che il congresso di rifondazione sia stata seguito abbastanza imparzialmente....l'unica cosa tangibile era una certa comprensibile disaffezione.

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da matteomatteo Visualizza Messaggio
    Ma ci mancherebbe altro che non l'avesse fatto....è un quotidiano indipendente. Poi intervistare Veltroni non è fare campagna elettorale, su.

    Se il problema dell'emorragia di militanti di Rifondazione (a Genova i congressi hanno avuto un tasso di partecipazione ridicolo) è il manifesto "disfattista" allora viviamo in mondi separati...cazzo, è l'unico giornale che, pur non avendo particolari obblighi, da spazio a tutte le posizioni principali.....poi ci sono le simpatie individuali degli editorialisti....ma sinceramente ben vengano.

    A me pare che il congresso di rifondazione sia stata seguito abbastanza imparzialmente....l'unica cosa tangibile era una certa comprensibile disaffezione.
    Non sto parlando di disfattismo, ma semplicemente: "come porsi nei confronti di chi pratica un modello di politica - velleitario - con cui abbiamo intenzione di rompere, pur essendo sullo stesso versante"?

    Hai visto il numero di ieri? Faceva schifo dai la pagina sul congresso.. Non è disaffezione è una tifoseria anche abbastanza sfacciata per un progetto che ha anche poco o niente a che fare con l'intestazione della rivista. Vista la crisi economica in cui versa il quotidiano mi chiedo se non sia addirittura stata sponsorizzata dal signore che gestisce un'associazione di sinistra nel pd.

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da Lavrentij Visualizza Messaggio
    Non sto parlando di disfattismo, ma semplicemente: "come porsi nei confronti di chi pratica un modello di politica - velleitario - con cui abbiamo intenzione di rompere, pur essendo sullo stesso versante"?

    Hai visto il numero di ieri? Faceva schifo dai la pagina sul congresso.. Non è disaffezione è una tifoseria anche abbastanza sfacciata per un progetto che ha anche poco o niente a che fare con l'intestazione della rivista. Vista la crisi economica in cui versa il quotidiano mi chiedo se non sia addirittura stata sponsorizzata dal signore che gestisce un'associazione di sinistra nel pd.
    vabbè su eh...è un giornale indipendente, hanno intervistato prima vendola e poi ferrero, è vero, ma hanno il diritto di farlo...
    piuttosto leggo dall'intervista di repubblica che vogliono mantenere sansonetti..male....io uno che chiede la grazia della franzoni "xkè la pena non dev'esser vendetta" non lo voglio manco a far le fotocopie in redazione..

 

 
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