Salera ha un libro rarissimo sulla questione di Ferdinandea. Me lo devo fotocopiare.


Salera ha un libro rarissimo sulla questione di Ferdinandea. Me lo devo fotocopiare.




Moderatore tienimi presente.






Ciao Gonzalo ti copio il mio pensiero, che ho già espresso nell'apposito link:
Detto da un prof terrone che insegna ai polentoni
il sg. Bossi ha sicuramente un modo rozzo di sollevare le questioni, ma, devo ammettere ha mille volte ragione. Detto così credo penserete che sia matto, ma ora spiego. Io insegno al nord da tempo e, sinceramente, se spiego Boccaccio faccio studiare la novella di Lisabetta da Messina, se spiego l'Ottocento studiano Verga e leggono Capuana, per il Novecento Pirandello etc. Effettivamente sto crescendo ed educando generazioni di polentoni terronizzati! Il fatto è, però, il dramma della questione che io sono orgoglioso di ciò che sono e vorrei donare ai figli della mia terra il mio sapere ma, ahimè, per lavorare oggi un docente DEVE andare al nord! Io tornerei nella mia dolce Catania anche a piedi nudi, ma sono prigioniero delle circostanze e ben venga se il sg. Bossi farà in modo che possa tornare giù!? mi frega un cazzo poi se, su 100 cattedre al nord nonostante il notevole afflusso di meridionali 10 restano vacanti o che ogni 10 insegnanti solo 4 risiedono al nord... io voglio tornare in Sicilia, Bossi datti una mossa!!


Aldilà del fatto che l'origine del termine terrone è da ricercare nei Latifondisti (la prima volta del termine scritto è in Toscana mentre a Sud sappiamo benissimo che non venivano chiamati Latifondisti o Terroni, ma bensì, Signori Baroni oppure Don....) come proprietari terrieri e visto che il termine usato a Nord ha preso connotati umilianti e dispregiativi con la prima emigrazione a Nord dei contadini - ex regnicoli - meridionali, dopo che Cesare Lombroso aveva sentenziato la criminalità dei meridionali già nei loro tratti fisici oltre che caratteriali (prese spunti e studi sui Briganti), completando in tal maniera il quadro politico di chi doveva comandare, chi ubbidire e chi finire in galera, vorrei dire:
E questo sarebbe un professore e si autodefinisce pure terrone: perfetto, para il culo mattina e sera, ma che lo faccia solo col suo culo e lasci stare quello degli studenti da lui "terronizzati":![]()


1) i termini terrone e polentone li ho usati in maniera palesemente sarcastica, se non hai compreso il problema è esclusivamente della tua desumibile mediocrità intellettuale;
2) indi le tue offese gratuite alla mia persona sono quantomeno deprecabili, tra gente educata figurarsi tra coloro che (presumibilmente) stanno dallo stesso lato della barricata;
3) il senso delle mie parole era ed è: esterno l'amore per la mia terra anche nell'ambito lavorativo, rendendo quindi partecipi i miei alunni di questo sentimento attraverso gli scritti di autori siciliani che la loro fascia d'età mi permette di affrontare;
4) la bontà e la qualità del mio lavoro in questi anni non la devi certo giudicare tu attraverso ciò che scrivo su questo forum, dato che per scrivere due minchiate su un post non ho bisogno di un linguaggio da tesi di laurea ma, anzi, il più possibile colorito e semplice (ti consiglio di ripassare la lezione su come, quando e dove utilizzare i registri linguistici) e, inoltre, danno merito a ciò che faccio ogni giorno i complimenti, i riconoscimenti ed il grazie di chi apprezza ciò che faccio, sia esso un adolescente di Torino od un docente universitario di Catania;
5) per i motivi appena elencati, credo tu mi debba delle scuse.


Confermo il mio post scritto in base alla tua lettera, il che la mia mediocrità intellettuale si è ben adattata al contenuto di essa.
L'ironia a farla sui termini va fatta in maniera comprensibile!
P.S.: Ammetto la "forza espressiva" del mio termine in fondo al mio post, ma in altre situazioni - specialmente al Nord - si dice "calar le braghe" (termine tanto amato a Bossi), e non vedo che per questo dovrei chiedere scusa a chicchessia per un presunto errore di valutazione di termini di un post: non lo è paraculo, meglio per lei, ma ad ogni modo spesse volte l'autoironia si ritorce su sé stessi se non la si rende più che comprensibile.
L'esagerazione è ad usare i termini sia di polentoni che di terroni, non nel titolo della lettera (la frase in grassetto) ma dentro, chiamando in causa gli studenti come "polentoni terronizzati": dove sarebbe l'ironia?
Posso capire il resto, dove spera in Bossi per un ritorno in Sicilia, ma anche qui non vi è ironia, ma caso mai una strategia, anche se sarebbe con i fatti tutta da dimostrare se è vero che poi Bossi voglia la secessione oppure anche se lo fosse, una volta ottenuta alla maniera come vuole Bossi stesso, il posto in Sicilia da insegnante non ci sarebbe nemmeno più, visto che Bossi non pagherebbe i danni causati con l'Unità d'Italia e terrebbe tutta la ricchezza creata anche dagli immigrati, tutta per sé.
E chissà quanti anni ci vorrebbero prima che le scuole in una Sicilia Indipendente da oggi al domani, riprenderebbero a funzionare.
Intenzione di offendere da parte mia non ce n'era, ma solo indignazione per i termini (compreso polentoni, dove sappiamo benissimo che per noi meridionali quando lo usiamo, significa lenti di intelligenza o di comprendonio).


Avere peccato (lo dici tu, ma io non lo penso) di poca comprensibilità non giustifica il fatto di avermi dato del paraculo! Il modo in cui io svolgo il mio mestiere, cioè scegliere di parlare per es. di come è stata fatta veramente l'Italia anzichè far leggere la lezioncina censurata sul libro o far vedere la foto del bersagliere che tiene come un trofeo la testa di Caprariello in classe, dimostra che io le braghe non le ho proprio calate, anzi! Mi ha deluso che tu abbia dato maggiore importanza all'uso di determinati termini che, ahimè, sono entrati nell'uso comune piuttosto che al messaggio che ho voluto inviare il quale sintetizzava il sentimento di centinaia di docenti ("esterno l'amore per la mia terra anche nell'ambito lavorativo, rendendo quindi partecipi i miei alunni di questo sentimento attraverso gli scritti di autori siciliani che la loro fascia d'età mi permette di affrontare") che, oltre a doversi sorbire tutto ciò che comporta lavorare a 1500 km da casa, hanno dovuto sentire pure le parole di Bossi. Certo, dopo Bossi mi toccava sorbirmi pure Mosongo. Come si dice dalle mie parti non sulu cunnutu macari vastunitatu avia essiri!
p.s. Il mio era sarcasmo (unafigura retorica usata per mostrare la presa in giro, la canzonatura o la burla di una persona, una situazione o una cosa. Può essere sottolineato anche attraverso particolari intonazioni della voce o una grafia in corsivo o grassetto per enfatizzare particolari parole o parti di un'affermazione) non ironia!