Il sistema ideale sarebbe il dominio di un'aristocrazia politica, cui sarevve associato una rappresentanza delle categorie produttive.


Il sistema ideale sarebbe il dominio di un'aristocrazia politica, cui sarevve associato una rappresentanza delle categorie produttive.






Stato Etico Corporativo!
Il valore fondamentale di un governo democratico è la libertà individuale. Ciò equivale a dire che la libertà individuale è il valore fondamentale di una società di massa.
A livello societario la libertà individuale si esprime nella continua rivendicazione di diritti ritenuti inderogabili allo Stato, che li deve concedere.
Se è vero che il concetto di individuo è cruciale nella formazione del pensiero occidentale moderno, è altrettanto vero che l’esasperazione dell’individualismo conduce all’egoismo di massa. Se per egoismo si intende “un insieme di comportamenti finalizzati unicamente, o in maniera molto spiccata, al conseguimento dell'interesse del soggetto che ne è autore”, allora l’egoismo è il vero nemico della libertà, poiché perseguire finalità egoistiche significa inevitabilmente limitare gli spazi del prossimo e quindi danneggiarne la libertà di espressione.
Per tornare all’affermazione iniziale, l’eccessiva (ed inevitabile) concessione di diritti, corrispondente all’egoistica volontà generale di esprimere (e vedere riconosciute) le proprie libertà individuali, provoca una sorta di corto circuito all’interno del cosiddetto sistema di governo “democratico”.
Venendo a mancare le stesse premesse su cui si fondava, a questo punto, lo Stato, o cessa di esistere in quanto tale (anarchia) o diviene totalitario, in quanto l’individuo non conta più nulla, dissolto com’è nell’egoistica volontà generale della maggioranza (democrazia totalitaria o statocrazia): la forza del numero (grande base elettorale), che privilegia la quantità sulla qualità (ed è dunque mediocre, di bassa qualità), si trasforma nel potere di pochi (ceto politico, major, lobbies, elite industrial-militare e vertici della finanza).
Ciò che conferisce potere alla democrazia totalitaria sono: il mandato popolare, che investe della carica istituzionale il politico per professione; e la burocrazia, ossia il ruolo dei burocrati, i quali amministrano, gestendola sin nei minimi particolari, l'intera vita degli individui.
Quest’ultima è la situazione attuale.
Dunque, nell'espressione "democrazia totalitaria", la semantica della parola "democrazia" muta radicalmente rispetto a quella dell'abuso comune del termine, spesso qualificato emotivamente, ed erroneamente utilizzato come sinonimo di "libertà", il che contribuisce a generare ulteriore confusione.
Lo Stato, oggi, non è nè libero nè democratico.
Fino a quando?


Bene, sono d'accordo. Come si fa a far emergere questa fantomatica aristocrazia politica? Da chi deve essere costituita? Visto che non deve essere eletta, come può prendere il comando? Forse per via militare... ma non è detto che il vincente sia più aristocratico del perdente.




Oh andrà bene anche l'ascesa al potere attraverso mezzi democratici, nell'era delle masse il consenso popolare è una necessità imprescindibile. L'importante è che, una volta al comando, si operi per smantellare quanto più celermente possibile le istituzioni "democratiche". Questo almeno è quanto accadde con le rivoluzioni nazionali in Italia e Germania.
Eccome, solo che questa libertà individuale è una libertà infima e degradata, più simile all'egoismo delle masse.
Quando, credo, uno stato democratico, [d] assetato di libertà, è alla mercé di cattivi coppieri e troppo s’inebria di schietta libertà, allora, a meno che i suoi governanti non siano assai miti e non concedano grande libertà, li pone in stato d’accusa e li castiga come scellerati e oligarchici. – Sí, si comporta cosí, disse. – E coloro, continuai, che obbediscono ai governanti, li copre d’improperi trattandoli da gente contenta di essere schiava e buona a nulla, mentre loda e onora privatamente e pubblicamente i governanti che sono simili ai governati e i governati che sono simili ai governanti. Non è inevitabile [c] che in uno stato siffatto il principio di libertà si allarghi a tutto? – Come no? – E cosí, mio caro, dissi, vi nasce l’anarchia e si insinua nelle dimore private e si estende fino alle bestie.
Platone