
Originariamente Scritto da
miconsenta
estrapolo da un articolo pubblicato ieri sul giornale:
Quanti disoccupati se finisce l’antiberlusconismo
di Luca Telese
Dopo l’appello di Enrico Letta (Pd) ad abbandonare la guerra al Cavaliere, si apre il dibattito: c’è spazio per un’opposizione senza attacchi personali? Milioni di libri venduti, incassi record ai botteghini, carriere politiche fulminanti: ecco chi ha fatto fortuna parlando male del premier
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Ieri, leggendo l’invito dell’onorevole Enrico Letta che chiedeva alla sinistra di abbandonare l’antiberlusconismo, il pensiero andava a quali volumi muove nell’Italia di oggi la scienza di chi si oppone al Cavaliere. Roba da far impallidire il dibattito suscitato dal film di Paolo Sorrentino, un corto circuito di incassi e carriere. Ecco, una delle prime conseguenze, se questo appello venisse accettato, sarebbe che molte persone resterebbero prive di occupazione. Perché se è vero che dal 1994 a oggi è diventato difficile immaginare un’Italia senza Berlusconi, è ancora più arduo ipotizzare un’Italia senza antiberlusconismo.
Così, il primo paradosso di chi grida al Regime e sostiene che siamo in un Paese in cui viene meno la libertà di espressione, con l’avvicinamento rapido a stereotipi orwelliani e totalitari, è che l’antiberlusconismo è uno dei movimenti culturali più floridi della politica italiana. Marco Travaglio, scrivendo di questo, ha venduto più di due milioni di libri, fino all’ultimo best seller sfornato quest’estate per Chiare lettere – «Il bavaglio» – anche ieri in testa alle classifiche della saggistica. ..........
continua
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=282423&PRINT=S
La morale qual'è: se Marco Travaglio oggi è quel che è (non dimentichiamoci che di giornalisti come lui il mondo è pieno) deve ringraziare quel sant'uomo di Silvio... infatti solo grazie a lui è riuscito a diventare straricco 