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14Aprile2008
Marco Travaglio condannato: “Faccio satira”
12 Maggio 2008 – 13:08

Stimo moltissimo Marco Travaglio, ma stavolta mi ha deluso. Condannato dal Tribunale civile di Torino a risarcire Fedele Confalonieri, si è difeso dicendo che lui “fa satira”. Incredulo, rileggo le motivazioni della sentenza (messa a disposizione dallo stesso Travaglio) e non ho più dubbi. Il 14 febbraio 2007, in una memoria depositata al Giudice Francesca Christillin, il giornalista scrive che: “Egli curava per il quotidiano L’Unità la rubrica “Uliwood party”,
di evidente contenuto satirico“.
Travaglio fa satira o giornalismo? Lui si dichiara un interprete satirico. Assurdo. E il giudice (giustamente) non ci crede: “Contrariamente a quanto sostenuto dal convenuto Travaglio, non sono ravvisabili i caratteri della “satira”. Questa infatti è una modalità di rappresentazione di fatti e/o persone che mira suscitare ilarità del pubblico”, scrive il giudice “In nome del popolo italiano”, concludendo che “nella pubblicazione oggetto del presente procedimento tali caratterische non sono in alcun modo ravvisabili”. “Il Travaglio senza intenti umoristici esprime la sua (indignata) opinione su alcune vicende connesse a Calciopoli”. Il problema sono i toni piuttosto forti usati in un passaggio che si riferisce (come confermato dall’autore) allo stesso Confalonieri: “Ci si attenderebbe un pizzico di prudenza in più. O di pudore per non sputarsi in faccia danvanti allo specchio. Ma ormai anche la faccia è un privilegio. C’è chi, avendola perduta da un pezzo, non teme più di perderla. E chi, più fortunato ancora, non ne ha mai avuta una”. Espressioni nient’affatto comiche ma ritentue diffamatorie dal Giudice torinese che ha condannato Travaglio a rifondere 12.000 euro a Confalonieri e altri 14.000 a Mediaset spa, più seimila euro di spese processuali e altre spese per la pubblicazione dell’estratto della sentenza sul “Corriere della Sera”.
Travaglio ha annunciato ricorso in appello, ma sul sito ww.marcotravaglio.it, offre - stranamente - una versione diversa della sentenza. Lui che è sempre molto preciso sulle condanne altrui, scrive che “dovrò pagare 10 mila euro più le spese al dottor Fedele Confalonieri”, mentre in realtà sono 12.000 e dimentica la pubblicazione dell’estratto sul “Corriere” (che ha un costo non indifferente). Travaglio non riporta anche la condanna a risarcire Mediaset spa per 14.000 euro e soprattutto non dice che davanti al giudice ha definito la propria rubrica “di carattere satirico”.
Chi vuole può controllare la sentenza nell’apposita categoria a fianco.
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