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No pasaran
Ti piacerebbe vero????:D:D
Io la vita la amo, ma non per questo devo temerne la cessazione. Tanto se muori mica poi puoi rattristarti o deprimerti. Ribadisco che con la morte cessa qualunque sensazione. Perciò che c'è da temere? Perchè sprecare la poca vita che abbiamo pensando a queste cose?
p.s. Poi è evidnete che lo spirito di soppravivenza ce l'abbiamo tutti, e che uno sinchè può cerca di rimanere in vita
Fosse stato per volgari popolani come te, Foscolo non avrebbe scritto Alla Sera o I Sepolcri. Sono Ateo, certo che una volta crepati non avertiamo più i sensi. E' questo infatti che mi spaventa della morte: non potermi più incazzare con i Comunisti e spiegare alla gente i danni che combinano.
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Jean Fourier
Mah. Io più che la morte in sè temo il dopo.
Voglio dire, se esiste un'altra vita, mi sta pure bene, basta però che sia una vita sociale, una proiezione di questa ad un piano superiore.
Se devo starmene all'infinito con le mani in mano a sorridere come un coglione, no grazie, non fa per me.
la vita è coscienza della propria identità e particolarità individuali...se qualcosa dovesse sopravvivere alla morte del corpo non è certo l'io individuale, perchè l'io individuale è inconcepibile senza il corpo, senza quel corpo particolare e unico che si spegne e cessa di esistere...quindi qualunque cosa accada non ci sarà più comunque la coscienza dell'individualità e la memoria di una vita anteriore
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Originariamente Scritto da
No pasaran
Tanto se muori mica poi puoi rattristarti o deprimerti. Ribadisco che con la morte cessa qualunque sensazione. Perciò che c'è da temere? Perchè sprecare la poca vita che abbiamo pensando a queste cose?
questo è il pensiero di Epicuro e poi di Lucrezio...era un pensiero volto a recuperare la felicità nell'esistenza terrena in un periodo in cui le certezze del passato erano crollate insieme al panorama politico, insieme alla rassicurante identità culturale e territoriale delle poleis...Epicuro e Lucrezio tuttavia pensavano anche in maniera più radicale: tanto per fare un esempio Epicuro affermava che il saggio rimane nella sua imperturbabile atarassia ( felicità come assenza di turbamento ) anche se sottoposto alle più atroci torture, anche se abbrustolito a fuoco lento dentro il terribile toro di Falaride ( immaginate una statua metallica e cava al suo interno a forma di toro...ti sbattevano là dentro, chiudevano a catenaccio e cominciavano ad arroventare il ferro sul fuoco finchè non morivi ) ... se si pensa che con le conquiste di Alessandro Magno anche in Grecia si ebbero notizie di culture lontanissime come quella indiana, la conoscenza delle pratiche di fachirismo lì già diffuse dovette aver influenzato i pensatori greci stimolandoli a riflessioni prima impensabili e ora quanto mai funzionali alla creazione di una filosofia non più concepita come ascetica conoscenza dell'universale, ma come via pratica a una saggezza utile al vivere bene, al godersi la vita senza turbamenti e paure, a una felicità raggiungibile con pochi mezzi pressapoco da chiunque
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Tacitus
questo è il pensiero di Epicuro e poi di Lucrezio...era un pensiero volto a recuperare la felicità nell'esistenza terrena in un periodo in cui le certezze del passato erano crollate insieme al panorama politico, insieme alla rassicurante identità culturale e territoriale delle poleis...Epicuro e Lucrezio tuttavia pensavano anche in maniera più radicale: tanto per fare un esempio Epicuro affermava che il saggio rimane nella sua imperturbabile atarassia ( felicità come assenza di turbamento ) anche se sottoposto alle più atroci torture, anche se abbrustolito a fuoco lento dentro il terribile toro di Falaride ( immaginate una statua metallica e cava al suo interno a forma di toro...ti sbattevano là dentro, chiudevano a catenaccio e cominciavano ad arroventare il ferro sul fuoco finchè non morivi ) ... se si pensa che con le conquiste di Alessandro Magno anche in Grecia si ebbero notizie di culture lontanissime come quella indiana, la conoscenza delle pratiche di fachirismo lì già diffuse dovette aver influenzato i pensatori greci stimolandoli a riflessioni prima impensabili e ora quanto mai funzionali alla creazione di una filosofia non più concepita come ascetica conoscenza dell'universale, ma come via pratica a una saggezza utile al vivere bene, al godersi la vita senza turbamenti e paure, a una felicità raggiungibile con pochi mezzi pressapoco da chiunque
Non capisco l'utilità di questo lungo discorso. Il fatto che condivida una parte della filosofia Epicurea, non vuol dire che la abbracci tutta....
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JohnPollock
Fosse stato per volgari popolani come te, Foscolo non avrebbe scritto Alla Sera o I Sepolcri. Sono Ateo, certo che una volta crepati non avertiamo più i sensi. E' questo infatti che mi spaventa della morte: non potermi più incazzare con i Comunisti e spiegare alla gente i danni che combinano.
Scusa se non sono un marchese o un duca come te, ma solo un volgare popolano.....
Pure Foscolo era Ateo, e nei sepolcri analizza solo le varie funzioni che possono avere secondo lui le tombe, partendo dal fatto che con la morte finisca tutto. Non capisco che cosa ho detto per contraddire queste cose......
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No pasaran
Non capisco l'utilità di questo lungo discorso. Il fatto che condivida una parte della filosofia Epicurea, non vuol dire che la abbracci tutta....
Scusa se non sono un marchese o un duca come te, ma solo un volgare popolano.....
Pure Foscolo era Ateo, e nei sepolcri analizza solo le varie funzioni che possono avere secondo lui le tombe, partendo dal fatto che con la morte finisca tutto. Non capisco che cosa ho detto per contraddire queste cose......
Sembri insensibile davanti alla morte e davanti a chi la teme, davanti a chi ama la vita. Sono anche io popolano, tranquillo, il titolo nobiliare me lo prendo da solo quando facio la secessione. Con buona pace per chi non riconoscerà le due cose.
P.S.
Ne Alla Sera Ugo Foscolo contempla la Sera, paragonandola alla morte. Per Foscolo, che tanto ama la vita, la morte è uno spauracchio che rispetta e indaga ma che tiene lontano da se.
:D
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No pasaran
Non capisco l'utilità di questo lungo discorso. Il fatto che condivida una parte della filosofia Epicurea, non vuol dire che la abbracci tutta....
bè Epicuro era un edonista e un utilitarista...come Marx sotto un certo aspetto...molte delle idee di Epicuro sono passate ancora oggi, forse anche grazie alla filosofia di Marx che ne ha ripreso diversi aspetti...le conclusioni che seppur naturali appaiono più estreme e ardue da mettere in pratica sono invece cadute: segno per me della superiorità morale degli Antichi
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sinistra_polliana
avete paura della morte?
non ci riguarda a noi immortali
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Ho paura perchè sono affezionato alla mia vita che terminerà lì purtroppo.
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Non ho paura della morte in sè, che è un evento ineluttabile, ho paura di una morte precoce o dolorosa.
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JohnPollock
Sembri insensibile davanti alla morte e davanti a chi la teme, davanti a chi ama la vita. Sono anche io popolano, tranquillo, il titolo nobiliare me lo prendo da solo quando facio la secessione. Con buona pace per chi non riconoscerà le due cose.
P.S.
Ne Alla Sera Ugo Foscolo contempla la Sera, paragonandola alla morte. Per Foscolo, che tanto ama la vita, la morte è uno spauracchio che rispetta e indaga ma che tiene lontano da se.
:D
Ma lo leggi quello che scrivo?? Ho scritto che io la amo la vita, ma non per questo devo avere l'angoscia e la paura di perderla. Se uno vive con queste paure, non vive.
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Tacitus
bè Epicuro era un edonista e un utilitarista...come Marx sotto un certo aspetto...molte delle idee di Epicuro sono passate ancora oggi, forse anche grazie alla filosofia di Marx che ne ha ripreso diversi aspetti...le conclusioni che seppur naturali appaiono più estreme e ardue da mettere in pratica sono invece cadute: segno per me della superiorità morale degli Antichi
Eh beh vorrei vedere....è un idiozia esaltare la vita facendosi torturare e resistendo stoicamente al dolore