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ServoDellaGleba
Il sangue non è innocente e l'uomo non è una tabula rasa, questo voglio dire....
Sì, certo.
Poi ormai quasi tutti gli psicologi e psicofisiologi sono interazionisti, nel senso che ammettono sia un'influenza dettata dall'ambiente, sia una ereditaria nel comportamento umano.
Il problema è quando si vuole ridurre al dato biologico una certa "tendenza" spirituale, quasi che fosse l'uomo a creare i riti e i simboli che lo ricollegano al sacro, ritualità diverse a seconda delle differenti tendenze umane.
Il rapporto andrebbe invertito: sono determinate "potenze" che fanno agire l'uomo e lo riconnettono a ciò che più conta.
"Tale differenziazione sembra corrispondere non solo al fatto che gli uomini si sono proposti delle leggi differenti le une dalle altre e perché è necessario che, in ogni Stato, i cittadini seguano le leggi stabilite; ma ancora perché è plausibile che in principio le diverse contrade della terra siano state ripartite come tanti governi fra altrettante potenze che le amministrino ciascuna a suo modo, e che in ogni regione tutta va bene quando si governi secondo le regole che quelle hanno istituito. Così, vi sarebbe empietà ad infrangere le leggi che sono stabilite dall’origine”
Celso, Discorso di verità.
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amerigodumini
Stai a vedere che adesso prima di obbedire ad un sano istinto xenofobo bisogna compulsare coscenziosamente il bignamino di cosmogonia pagana.
No, ma allora basta esplicitare la propria visione scientista e materialista, senza far finta di interessarsi ad una tematica (quella dello Spirito) che non si riesce a comprendere.
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Satyricon
No, ma allora basta esplicitare la propria visione scientista e materialista, senza far finta di interessarsi ad una tematica (quella dello Spirito) che non si riesce a comprendere.
A non esultare per la disintegrazione della propria stirpe basta un pò di istinto.
Per tutto il resto c'è tempo e luogo.
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Sono uscite delle cose veramente interessanti.
Quindi, però, i rom essendo originari dell'India sono indoeuropei, giusto?
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Fiorillus Magno
Sono uscite delle cose veramente interessanti.
Quindi, però, i rom essendo originari dell'India sono indoeuropei, giusto?
Leggo su Wikipedia che la loro lingua si può considerare di derivazione indoeuropea.
Se si possano considerare compatibili con l'Europa per altri versi... beh, vedi tu.
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ServoDellaGleba
Leggo su Wikipedia che la loro lingua si può considerare di derivazione indoeuropea.
Se per altri versi si possano considerare compatibili con l'Europa... beh, vedi tu.
Parleranno anche una lingua indoeuropea (non tutti, è difficile inserire in un unico contesto un popolo nomade) ma da quello che vedo sono più simili alle popolazioni nomade turciche e tatare che indiane.
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Fiorillus Magno
Parleranno anche una lingua indoeuropea (non tutti, è difficile inserire in un unico contesto un popolo nomade) ma da quello che vedo sono più simili alle popolazioni nomade turciche e tatare che indiane.
Appunto, basta guardarli. Mentre ungheresi, finlandesi ed estoni non parlano una lingua indoeuropea, ma migliori alleati della Germania durante la guerra non ce ne sono stati... :p
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Fiorillus Magno
Sono uscite delle cose veramente interessanti.
Quindi, però, i rom essendo originari dell'India sono indoeuropei, giusto?
Il fondo lessicale del romanes è quello comune a tutti i dialetti zingari: contiene vocaboli di origine iranica, armena, greca ecc., ma soprattutto voci comuni alle moderne lingue indoeuropee dell'India (hindi, panjabi, idiomi dardici). Oltre al lessico, anche la struttura morfologica delle parlate zingare è molto simile a quella delle lingue ariane neoindiane.
E questo perché la sede originaria degli Zingari (Rom, Sinti, Kalé ecc.) si trovava nel subcontinente indiano: l'India centrale secondo alcuni (R.L. Turner), le zone nordoccidentali secondo altri (W.R. Rishi).
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Originariamente Scritto da
ServoDellaGleba
Mentre ungheresi, finlandesi ed estoni non parlano una lingua indoeuropea, ma migliori alleati della Germania durante la guerra non ce ne sono stati...
I fedelissimi alleati finlandesi:
"Il Presidente Ryti, il maggior responsabile dell'accordo con Hitler, in base al quale i finlandesi non avrebbero concluso una pace separata senza il consenso tedesco, si dimise improvvisamente, e il Parlamento ignorando la procedura normale, approvò una legge che conferiva poteri presidenziali al Maresciallo Mannerheim (pur essendo considerato questi fino allora "la belva fascista").
Mannerheim informava il 17 agosto, Keitel, capo dell'OKW, che l'accordo Ryti-Ribbentrop era annullato. Il ministro finlandese consegnava il 25 agosto, all'ambasciatore sovietico Kollontaj, una nota che chiedeva di ricevere una delegazione d'armistizio. Il Governo russo acconsentì, purchè la Finlandia annunciasse pubblicamente la rottura con la Germania e chiedesse il ritiro di tutte le truppe tedesche, entro 25 giorni. Se i tedeschi si opponevano, i finlandesi li avrebbero disarmati e consegnati agli alleati.
Alla fine i finlandesi non fecero gran che per "disarmare" i tedeschi e non risulta che vi siano stati effettivi combattimenti fra loro e i tedeschi. Avvenne difatti, che questi si ritirarono spontaneamente dalla maggior parte della Finlandia, anche se nel farlo bruciarono città e villaggi"
L'armistizio sottoscritto dai finlandesi parlava chiaro all'Articolo 2 "La Finlandia si impegna a disarmare le Forze Armate tedesche di terra, di mare e dell'aria, consegnandone i membri, in qualità di prigionieri, al Comando sovietico" Punto 5 "Rotti i rapporti con la Germania, la Finlandia si impegna a romperli allo stesso modo anche con i satelliti della Germania...."
Da La seconda Guerra Mondiale di Arrigo Petacco, V volume, pagine 1774-1775).
Altre informazioni qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_di_Lapponia
E se migliori alleati della Germania durante la guerra non ce ne sono stati, figuriamoci i peggiori.
Una volta vista la malaparata il comportamento tenuto dalla Finlandia non fu molto differente di quello del maresciallo piemontese Badoglio e dalla casa regnante, sempre piemontese, dei Savoia.
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