Risultati da 1 a 2 di 2
  1. #1
    Teppista
    Data Registrazione
    14 Apr 2009
    Località
    Frivolezza & Libertà
    Messaggi
    35,074
     Likes dati
    3,890
     Like avuti
    4,809
    Mentioned
    90 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito «Ci hanno dimenticati tutti Ci sei solo tu, in bermuda»

    http://liberazione.it/giornale_artic...rticolo=390595

    «Ci hanno dimenticati tutti
    Ci sei solo tu, in bermuda»
    Torino 24 maggio 2002, sciopero degli operai di Mirafiori Massimo di Nonno/Mediamind
    Maurizio Pagliassotti
    Torino
    Poche voci in una città di quindicimila persone, si dirà. Certo nessun polso della situazione, nessun valore scientifico. Eppure i commenti fuori dai cancelli di Mirafiori sono sempre più o meno gli stessi, siano quelli espressi prima o dopo le elezioni, oppure in un momento importante: demoralizzati, alla ricerca di un colpevole pronto uso, intimoriti.
    «Degli operai Fiat non fotte più un cazzo a nessuno. Una volta quando chiudevano questi cancelli per la pausa estiva veniva a fare il servizio un giornalista del Tg1 in giacca e cravatta. Ora, senza offesa, ci sei tu in bermuda. E basta. E sai cosa scriverete? Che non ci sono più le macchine cariche di bagagli, figli e caciotte in attesa fuori dai cancelli che riportano al paese i meridionali per le ferie... oppure altre menate del genere. Invece di raccontare che qua dentro le Punto le facciamo col culo, perché tutto deve essere fatto di corsa. Che gli immigrati impiegati nelle ditte esterne ci rubano il lavoro perché sono disposti a guadagnare molto meno di noi, che la produzione viene lentamente spostata dove il lavoro può essere sfruttato. Poi ci si chiede perché la Fiat vende meno auto. Comunque io in ferie ci vado, se era questo che volevi sapere. Vado da mio cugino in Sardegna fino a settembre. Ciao».
    Una tirata unica quella di Elvio, da trenta anni dentro la fabbrica, veneto, non votante alle ultime elezioni. Una volta si diceva che quando va male la Fiat, va male anche l'Italia. Ed è davvero efficace quanto fatto notare sull'assenza dei giornalisti, simbolo del disinteresse diffuso verso la classe operaia. Venerdì pomeriggio, alla fine dell'ultimo turno prima delle ferie, da Mirafiori escono pochi operai. In quattro, cinque minuti sono tutti fuori. Molti stanno seguendo un periodo di formazione, una alternativa alla cassa integrazione imposta dalla dirigenza.
    Dentro "la" fabbrica d'Italia si sta preparando un terremoto sociale, almeno a giudicare dalle facce scure e disfatte dalla stanchezza che escono dalle carrozzerie.
    Parliamo con Franco, dieci anni di lavoro a Mirafiori. «Non c'è più nessuno dentro - mi suggerisce - le linee sono già ferme. Lascia stare è un momentaccio. E in autunno sarà ancora peggio. Con la cassa a rotazione avremo centocinquanta euro in meno in busta al mese, se va bene. Fare sciopero? Siamo divisi, pronti a essere sostituiti. Siamo deboli in poche parole. E poi scioperare per cosa, scusa? Le macchine non si vendono proprio. Questa volta i padroni non sono cattivi. Dovremo mangiare molte cucchiaiate di merda, stringere i denti. Io in vacanza vado una settimana al mare, lo faccio per i figli piccoli. Fosse per me starei qua».
    E' un periodo di fuoco per Mirafiori. Musa, Idea e Grandepunto arrancano in un mercato asfittico, la Marea è passata da due turni ad uno e verrà dimezzata anche la produzione della Multipla. L'ossigeno è dato solo dalla produzione della nuova Mito. Infatti tranne gli operai impiegati sulla linea della nuova Alfa tutti gli altri torneranno in fabbrica solo a settembre, dopo tre settimane di pausa e una di cassa integrazione.
    Per ogni lavoratore Fiat in cassa integrazione altri quattro nell'indotto subiscono la stessa sorte, così dice la statistica. Nel solo torinese si tratterebbe di circa centomila lavoratori. Ad alto rischio ci sono le carrozzerie, poi le aziende di stampaggio.
    Roberto, venti anni "dentro" la Fiat. «La situazione è grave, nessuno ci dà garanzie per il futuro. Viviamo nell'incertezza assoluta. Il sindacato fa quello che può perché la crisi c'è. I padroni li conosciamo, i politici sembrano vivere sulla luna. E poi tutti questi immigrati! Non se ne può più. Ieri altri mille a Lampedusa. Io sono per aiutare chi soffre ma qui siamo al fondo del barile. Se dobbiamo fare sacrifici anche chi viene da fuori deve essere disposto a rinunciare a qualcosa».
    La coperta sempre troppo corta e il desiderio di difendere quanto conquistato dagli invasori che arrivano da fuori. Una volta erano i terroni, la famosa "brigata Cirio" come venivano definiti i meridionali dai piemontesi, quelli che rubavano il lavoro. Ancora prima i colpevoli erano i provinciali che arrivavano a Torino dalle zone circostanti.
    Sono davvero tanti i lavoratori di altri paesi che escono dalla porta due di Mirafiori. Nessuno è dipendente diretto. Passano dagli sbarramenti che controllano il personale delle "ditte esterne".
    Non hanno voglia di parlare anche se un paio si fanno scappare qualche commento: «Noi siamo qua per lavorare e basta. Per il momento non ci sono problemi. Gli italiani si lamentano sempre anche se hanno contratti che noi non sogniamo nemmeno». Lo dice un ragazzo senegalese che preferisce non lasciare il nome.
    Poi c'è la politica. Ma suscita più interesse il fatto che sia stata trovata l'acqua su Marte. Su dodici persone intervistate, sei non hanno votato, cinque non sanno cosa sia successo ultimamente dalle parti di Rifondazione, nove odiano Berlusconi, due hanno votato il Pd ma sono pentite, tutti si dicono disgustati. Per sette i partiti dovrebbero avere in programma l'abbassamento delle tasse. Tutti e dodici non credono all'emergenza sicurezza. Due vorrebbero il federalismo fiscale.
    Un sentimento minestrone che ha come ingredienti la disillusione in salsa leghista sindacale. «I metalmeccanici di oggi guadagnano poco e si scontrano con una situazione economica molto seria. L'attuale crisi del comparto è strutturale perché generata dall'alto prezzo delle materie prime necessarie alla produzione di automobili e dal prezzo del petrolio che rende la semplice gestione dell'auto insostenibile. L'attuale crisi è peggiore di quella del novantatré». E' pessimista Giorgio Airaudo, segretario della Fiom di Torino.
    In quell'anno Agnelli disse la celebre frase: «La festa è finita».
    Gli operai di oggi, dopo diciotto anni, rispondono: «Quale festa?».


    03/08/2008

  2. #2
    Nessun vincitore crede al caso
    Data Registrazione
    12 Apr 2006
    Località
    Maiori forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam
    Messaggi
    2,278
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Si resta senza parole dopo aver sentito degli operai dire queste cose...
    Non perchè non ce lo si aspetti, ma perchè non si sa cosa rispondere...

    Quello che serve oggi è una sinistra sindacale forte all'interno della CGIL, a cui i compagni lavoratori possano guardare e in cui i comunisti siano egemoni.

    Poi chiaramente serve una risposta a questa maledetta "questione sicurezza/immigrazione"...

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 38
    Ultimo Messaggio: 19-12-13, 15:29
  2. Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 14-10-12, 12:50
  3. Siamo tutti uguali ma i diritti li hanno solo loro.
    Di gladiator82ct nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 10-03-07, 21:51
  4. Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 01-03-04, 09:59
  5. 11 Gennaio....ce ne siamo dimenticati tutti
    Di pensiero nel forum Musica
    Risposte: 20
    Ultimo Messaggio: 27-01-04, 22:53

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito