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Discussione: Macroregioni

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    Predefinito Macroregioni

    "vecchio" ma attuale articolo recuperato nell'archivio di RadioRadicale
    (risale al 1994... preistoria)

    Per unire l’Europa dividiamola in otto
    di Mimmo Cándito
    SOMMARIO: recensione del libro ‘The New Superregions of Europe’, del giornalista statunitense Darrell Delamaide, in cui l’autore immagina un’Europa suddivisa in otto macroregioni; un sistema che, superando i confini nazionali e rifacendosi ai “confini della Storia dentro i quali si riconoscono identità omogenee per costumi, valori, reddito, eredità linguistiche ed etniche”, risolverebbe il problema della rinascita ed esplosione dei nazionalismi. A Gianfranco Miglio e Marcello Pacini, Cándito chiede un’opinione su questa nuova Europa.
    (La Stampa, 18 giugno 1994)
    Come uscire dai nazionalismi? Uno studioso americano propone di ridisegnare il continente
    Nascono le super-regioni
    Altiero Spinelli - che all’Europa unita ci credeva davvero - amava dire che questo progetto è un sogno antico, un po’ come l’araba fenice, che sembra finita e pure rivive sempre.
    Ora un soffio di vita pare volerglielo dare anche un buon osservatore americano, Darrell Delamaide, che ha appena pubblicato negli Stati Uniti ‘The New Superregions of Europe’ (Le nuove super-regioni in Europa, pubblicato da Dutton Book), dove spiega come una buona alternativa all’impasse nazionalista sia la creazione di nuove identità transnazionali, che scavalchino le frontiere degli Stati e ritrovino quegli “invisibili confini della Storia dentro i quali si riconoscono identità omogenee per costumi, valori, reddito, eredità linguistiche ed etniche”.
    Delamaide - senior correspondent per il Financial Times, Barron’s, e l’Herald Tribune - sa bene che la teoria delle “macroregioni” non è poi una novità, nel difficile dibattito comunitario. Lo stesso progetto Europe 2000 redatto nel ‘91 a Strasburgo ne dà un a autorevole interpretazione, e i leghisti di Bossi, e i federalisti, già da tempo ne hanno fatto bandiera di azione politiche concrete. Ci sono anche resistenze forti, naturalmente: Ralf Dahrendorf, per esempio, teme “un ritorno all’Europa tribale: e le tribù non fanno l’Europa, fanno soltanto una guerra senza fine”. Ma in questo scontro ideale non sempre è chiaro che cosa si voglia veramente, quando si parli di »Europa delle regioni ; perfino Mazzini, più d’un secolo fa, aveva pensato a un’Europa unita fatta di dieci entità »nazionali , più o meno dieci macroregioni: I’Italia, certo, col Ticino e la Corsica naturalmente; poi l’Iberia, fatta di Spagna e Portogallo; la Scandinavia, con Danimarca, Svezia e Norvegia; i Balcani, con Istanbul capitale e retta dai greci; la Confederazione danubiana, con Austria, Romania, Ungheria e Boemia; la Confederazione Alpina, dove con la Svizzera trovavano posto Savoia e Tirolo; una Germania che inglobava l’Olanda e le Fiandre; una Francia fatta anche di un pezzo di Vallonia; le isole britanniche, compresa l’Irlanda; e infine Russia e Polonia, come membri associati.
    Delamaide non è che sia mazziniano, ma col buon mestiere del giornalismo americano rinuncia alle teorizzazioni, e va sul concreto: inventa anche lui, ora, otto Superregioni e due Distretti Speciali, e spiega perché queste dieci creazioni istituzionali possano ricomporre le tensioni che oggi nascono dalle due forze contraddittorie che operano in Europa, la spinta per l’integrazione economica e la ricerca di una più ampia autonomia politico-amministrativa.
    Quali sono questi nuovi soggetti da sostituire allo Stato-nazione. Muovendo da Occidente, il primo è la Mezzaluna Latina, la regione del sole insomma, il cuore dell’antico impero romano, che comprende il Sud del Portogallo e della Francia, quasi l’intera Spagna, e poi l’Italia fino alle tre Venezie. La Lega Baltica è fatta da Svezia, Finlandia, la Russia fino a San Pietroburgo, l’Estonia, Lituania e Lettonia, le regioni costiere della Polonia e della Germania fino ad Amburgo, le terre orientali di Danimarca e Norvegia. La terza Superregione è la Costa Atlantica, che abbraccia in pratica l’intero arco di terra e mare che va dal Portogallo fino allo Skagerrak, unendo Portogallo, Spagna, Francia, Belgio, Olanda, Danimarca, Germania e le isole britanniche, e anche un gran pezzo della Norvegia. Meno nuova appare la Mitteleuropa, la più ricca e potente tra tutte, che però ha un disegno capace di inglobare Francia e Germania, e poi gran parte del Benelux, e ancora un pezzo di Svizzera, la Repubblica Ceca e la Polonia occidentale.
    Ci tocca da vicino la Superregione dell’Arco Alpino, ponte tra Mitteleuropa e Mezzaluna Latina, dove finiscono, insieme a Svizzera, Austria, e Baviera, anche le Alpi francesi, la Valle d’Aosta, e una gran fetta della Lombardia di Bossi. Ci sono poi (…) il Bacino del Danubio, la Penisola Balcanica, e la Federazione Slava; distretti speciali sono il Distretto Capitale (triangolo formato da Parigi, Bruxelles, e Strasburgo) e il Distretto Finanziario (con la City londinese).
    Questa nuova geografia postnazionale, sulla quale abbiamo chiesto i pareri al senatore Gianfranco Miglio e Marcello Pacini direttore della Fondazione Agnelli, è una buona frustata contro le comuni pigrizie della politica, anche se è difficile dire quanto poi se ne realizzerà in concreto; ma certamente l’intesa che si va disegnando nei buoni rapporti tra Kohl e Mitterrand ha tutta l’aria di coincidere già con la Superregione Mitteleuropa di Delamaide. Non dovremo aspettare molto, comunque, per capire se davvero sia così: il progetto europeo, in fase di stanca, non dovrebbe tardare a risorgere, secondo la teoria di Spinelli.
    I diversi Federalismi
    Gianfranco Miglio: “Credo stia disgraziatamente risorgendo un’Europa degli Stati nazionali. Il modo per superarla non è di formare super-regioni che incorporino diversi Stati nazionali. L’idea più intelligente è quella di Genscher, che ipotizza aggregazioni di natura economica. L’Europa profondamente moderna sta esattamente nella direzione opposta a quella in cui si colloca Dahrendorf. In lui c’è una concezione dello sviluppo storico lineare. Il processo evolutivo è piuttosto un movimento circolare a elica per cui strutture del passato ritornano rinnovate. La nascita e il consolidamento dei grandi Stati nazionali ha costituito la dannazione dell’Europa con continue guerre civili europee, oggi ritorna l’immagine di un’Europa fatta di strutture federative aperte con la continua somma di nuovi e variabili rapporti al 90% economici. Se l’Europa si avvierà verso questa strada e soprattutto se la Germania spingerà e dominerà questo processo, l’Europa avrà un grande avvenire. Se prevarrà la concezione di Kohl, noi andremo incontro a gravi sventure perché la Germania si imporrà di nuovo come Stato potenza”.
    Marcello Pacini: “Il libro di Delamaide mi pare contenga più una provocazione intellettuale che non un vero scenario di possibile evoluzione politica del nostro continente. Innanzitutto parte dalla preoccupazione di una rinascita del nazionalismo, cosa che interessa l’Europa slava e potenzialmente alcune aree della Germania, ma che non coinvolge quella latina o anglosassone. In Germania, inoltre, esistono già proposte molto più concrete e realistiche per risolvere questo problema: mi riferisco alle euroregioni pensate e in avvio di realizzazione nei Sudeti (con la Repubblica Ceca) e in Pomerania (ai confini con la Polonia). Queste mi paiono risposte più realistiche al tema del nazionalismo che non le super-regioni di cui parla l’autore americano. Ciò che dice non ha nessun riferimento con il dibattito europeo. Un’altra osservazione la farei sui criteri utilizzati da Delamaide, che trovo arbitrari. Infatti nel dibattito europeo si stanno prendendo in esame assi di sviluppo sovranazionali diversi da quelli considerati dall’autore americano”.

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  2. #2
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    Le macroregioni sarebbero inutili e controproducenti, poiché aumenterebbero l'eurofobia. La federazione ha più senso, e soprattutto possibilità di realizzarsi, con gli attuali Stati membri; cercare alchimie dei confini interni provocherebbe solo ritardi e problemi.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Lucas86 Visualizza Messaggio
    Le macroregioni sarebbero inutili e controproducenti, poiché aumenterebbero l'eurofobia. La federazione ha più senso, e soprattutto possibilità di realizzarsi, con gli attuali Stati membri; cercare alchimie dei confini interni provocherebbe solo ritardi e problemi.
    si ma le macroregioni hanno un fondamento storico, sono invenzioni dettate dalle esigenze di vita reale delle persone; l'articolo è del 1994, quando ancora non si parlava di globalizzazione e il mondo era diverso.. diciamo che ne è passata di acqua sotto i ponti.
    a mio avviso servono molte più macroregioni e tutte di dimensioni "umane" (leggi pure ridotte).
    E' sempre lo stesso esempio: Trento è più vicino a Vienna sia geograficamente che culturalmente di quanto non lo sia con Roma, eppure tra Trento e Vienna c'è il confine invisibile tracciato sulla carta che impedisce molte cose.. è questo l'assurdo dell'EU, essere ancora dipendente dal concetto di Stato-Nazione

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da cesant Visualizza Messaggio
    si ma le macroregioni hanno un fondamento storico, sono invenzioni dettate dalle esigenze di vita reale delle persone; l'articolo è del 1994, quando ancora non si parlava di globalizzazione e il mondo era diverso.. diciamo che ne è passata di acqua sotto i ponti.
    a mio avviso servono molte più macroregioni e tutte di dimensioni "umane" (leggi pure ridotte).
    E' sempre lo stesso esempio: Trento è più vicino a Vienna sia geograficamente che culturalmente di quanto non lo sia con Roma, eppure tra Trento e Vienna c'è il confine invisibile tracciato sulla carta che impedisce molte cose.. è questo l'assurdo dell'EU, essere ancora dipendente dal concetto di Stato-Nazione
    Ma secondo te gli europei vogliono vedere i propri Stati aggrevarsi? Guarda che tu parli di vere e proprie annessioni, eh, mica di federazioni, infatti l'UE sarebbe un livello sopra le macroregioni.

    Credi veramente il Trentino, in cui per altro vivono moltissimi italiani (Bolzano e Trento sono molto diverse come città), si farebbe annettere dall'Austria? Suvvia.

    E comunque la questione storica è inutile in chiave politico-economica, la storia è tale e dunque passato, bisogna guardare al presente o ancora meglio al futuro. Altrimenti, col tuo stesso ragionamento, qualcuno potrebbe uscirsene dicendo di fare direttamente tre macroregioni: Impero romano d'Occidente, Impero romano d'Oriente e Terre del Nord; il che, ovviamente, sarebbe ridicolo.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Lucas86 Visualizza Messaggio
    Ma secondo te gli europei vogliono vedere i propri Stati aggrevarsi? Guarda che tu parli di vere e proprie annessioni, eh, mica di federazioni, infatti l'UE sarebbe un livello sopra le macroregioni.

    Credi veramente il Trentino, in cui per altro vivono moltissimi italiani (Bolzano e Trento sono molto diverse come città), si farebbe annettere dall'Austria? Suvvia.

    E comunque la questione storica è inutile in chiave politico-economica, la storia è tale e dunque passato, bisogna guardare al presente o ancora meglio al futuro. Altrimenti, col tuo stesso ragionamento, qualcuno potrebbe uscirsene dicendo di fare direttamente tre macroregioni: Impero romano d'Occidente, Impero romano d'Oriente e Terre del Nord; il che, ovviamente, sarebbe ridicolo.
    forse non ci siamo capiti;
    ma chi vuole l'impero romano? chi vuole annettere cosa? chi vuole rinunciare a cosa?
    io parlo di macroregioni integrate tra loro (a prescindere dall'eventuale stato nazionale).
    Esempio che nessun "puro dottrinista" può confutare:
    - se da Trento telefono a Vienna pago 3/4 volte tanto che chiamare Pantelleria (ma è più probabile che un trentino chiami vienna che pantelleria)
    - assurda burocrazia se un trentino si va a fare l'esame del sangue all'H. di Vienna, ma può andare a farsi operare ad Brindisi
    - perchè in trentino senza sky non posso vedere Rtl (De), ma posso vedere Sardegna1?
    lasciamo spazio al libero mercato, senza assurde difese politiche (fondate su una presunta ideologia politica di identità nazionale) e vedremo che nel giro di poco l'Eu prenderà il volo

    e tutti vissero felici e contenti....

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da cesant Visualizza Messaggio
    forse non ci siamo capiti;
    ma chi vuole l'impero romano? chi vuole annettere cosa? chi vuole rinunciare a cosa?
    io parlo di macroregioni integrate tra loro (a prescindere dall'eventuale stato nazionale).
    Esempio che nessun "puro dottrinista" può confutare:
    - se da Trento telefono a Vienna pago 3/4 volte tanto che chiamare Pantelleria (ma è più probabile che un trentino chiami vienna che pantelleria)
    - assurda burocrazia se un trentino si va a fare l'esame del sangue all'H. di Vienna, ma può andare a farsi operare ad Brindisi
    - perchè in trentino senza sky non posso vedere Rtl (De), ma posso vedere Sardegna1?
    lasciamo spazio al libero mercato, senza assurde difese politiche (fondate su una presunta ideologia politica di identità nazionale) e vedremo che nel giro di poco l'Eu prenderà il volo

    e tutti vissero felici e contenti....
    A parte che a Trento ci sono moltissimi italiani, i "discendenti" austriaci sono concentrati soprattutto a Bolzano e dintorni. Comunque ti rendi conto che dire "unire il Trentino e l'Austria" è come dire che l'Austria dovrebbe annettersi la regione italiana in questione? E secondo te a Trento voglio farsi annettere e dunque governare da Vienna?

    Spiegati meglio, esplicita la forma giuridica che secondo te dovrebbero avere le macroregioni (confederazioni? federazioni? Stati unitari?). Comunque ribadisco che si tratta di una inutilità, il cui unico effetto sarebbe quello di ritardare o addirittura mettere in dubbio la nascita di una federazione a livello europeo.

  7. #7
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    Le macroregioni in Europa sono un concetto che vale per DOPO la creazione degli Stati Uniti d'Europa. Allora la suddivisione in aree amministrative sarà solo una questione di ottimizzazione dell'efficienza della pubblica amministrazione, da farsi seguendo il principio della sussidiarietà.
    Possiamo paragonare la cosa ad un accorpamento di FVG, TAA e Veneto in un'unica regione.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da GionataPacor Visualizza Messaggio
    Le macroregioni in Europa sono un concetto che vale per DOPO la creazione degli Stati Uniti d'Europa. Allora la suddivisione in aree amministrative sarà solo una questione di ottimizzazione dell'efficienza della pubblica amministrazione, da farsi seguendo il principio della sussidiarietà.
    Possiamo paragonare la cosa ad un accorpamento di FVG, TAA e Veneto in un'unica regione.
    Sono d'accordo con te

  9. #9
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    queste "super-regioni" a mio avviso sono troppo estese per avere un senso. rischierebbero solo di spaccare la Federazione Europea.

    perchè invece che complicarci la vita non spingiamo sulla strada già aperta, ovvero le "euro-regioni"? dimensioni più ridotte, spesso a cavallo di confini.

    sono loro i veri mattoni e motori dell'Europa. bisogna in tutti i modi spingere due sentimenti identitari:
    - euroregionale
    - continentale

    il livello intermedio degli Stati-Nazione di una certa stazza (vedi Italia, Germania, Spagna ecc) è da combattere con veemenza. gli Stati sono la morte dell'Europa.

    le Regioni sono la sua linfa.

    (p.s.: tutta fuffa, tutta utopia. gli Stati non permetteranno mai che il sogno europeo, che porterebbe solo che bene a tutti, si avveri. troppi bastardi imbrattapoltrone perderebbero il posto)

  10. #10
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    Görzer è semplicemente perfetto nella sua indicazione della giusta dimensione.
    L'attuale governo italiano sa benissimo che le cose ben fatte possono anche avverarsi e per questo mette in campo una megaregioneAlpe-Adria, con dentro o cose impossibili (Baviera, senza continuità territoriale e con CSU in forte calo) o egemonizzanti al punto da far scappare gli altri (Lombardia, terra di Gemonio, Varese, Pontida, via Bellerio, Arcore)

 

 
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