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Discussione: Il grano della Russia

  1. #1
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Il grano della Russia

    Grano, la nuova arma segreta della Russia?

    http://www.ilmanifesto.it/argomenti-...a71058d99.html

    Allarme rosso nel mondo del liberismo economico internazionale: il governo russo ha deciso di creare una nuova Agenzia di stato che da qui al 2011 assumerà il controllo di almeno metà delle esportazioni di grano e cereali. L'agenzia prenderà in mano i grandi depositi di granaglie nel porto di Novorossijsk, sul Mar Nero, e radunerà nelle sue mani le quote azionarie che diversi enti pubblici hanno attualmente nelle maggiori società che producono e commerciano cereali. In pratica - grida allarmato il Financial Times - lo stato tornerà come ai tempi sovietici a controllare l'export di grano: solo che ai tempi sovietici l'export era modesto, perché i raccolti bastavano a fatica a soddisfare il mercato interno e l'Urss quasi ogni anno doveva ricorrere a massicce importazioni (da Usa, Canada, Argentina...) mentre oggi la Russia è diventata il quinto esportatore mondiale e potrebbe presto guadagnare altre posizioni. Le previsioni per quest'anno parlano di un raccolto di almeno 95 milioni di tonnellate, con un surplus esportabile di 22-23 milioni.

    Ma perché allarme? Perché in questo modo il Cremlino andrà a interferire con il libero mercato mondiale, regolando quantità e prezzi delle esportazioni sulla base delle sue convenienze politiche e non, come doveroso, sulla base della legge della domanda e dell'offerta. In altre parole, afferma sempre il Financial Times, Mosca non solo lavora a smontare il pensiero unico mondiale ed è quindi colpevole di eresia, ma si sta anche dotando di una nuova «arma» internazionale, dopo il gas. E se domani il grano russo venisse venduto ai paesi amici e non a quelli ostili? Oppure, se Mosca decidesse di tenere i prezzi interni del pane più bassi di quelli internazionali? O se, addirittura, decidesse di vendere grano sottocosto a paesi affamati, per comprarsene i favori?

    Certo, nel denunciare questo «tremendo passo indietro» del Cremlino, il prestigioso quotidiano economico dimentica gli enormi sussidi statali agli agricoltori europei e americani, che alterano le «leggi della domanda e dell'offerta» ben più di quanto non possa fare la nuova agenzia russa; ma una cosa è pur vera e cioè che nel più vitale mercato del mondo, quello del cibo, si sta aggiungendo una nuova variabile, a rendere ancora più complicata una crisi che già minaccia di aver conseguenze devastanti sugli equilibri planetari.

  2. #2
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    una buona mossa geo-politica

  3. #3
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    Ottima direi.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da cyber81 Visualizza Messaggio
    una buona mossa geo-politica
    stai uscendo dal tuo personaggio però, dovresti dire che Putin è un dittatore antidemocratico, non apprezzare le scelte del Cremlino

  5. #5
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    La penuria di grano nell'URSS derivava dal mancato aggiornamento del settore agrotecnico (causa spese per armamenti) e conseguente calo della produttività media per ettaro (tuttora lontana dai livelli europei), nonchè dalle numerose donazioni o vendite sottocosto a paesi "fratelli".
    Negli ultimi anni la Russia ha avuto un surplus di grano, anche per il calo degli acquisti da parte di paesi ex URSS: gli stronzi (Ucraina, ecc.) quando c'era da pagare rammentavano i legami etnici e storici (e quindi invocavano trattamenti di favore), mentre erano paesi che seguivano il libero mercato quando vendevano porcheria alla Russia.
    A livello mondiale esiste una crisi produttiva agricola, la Russia sta mettendo a coltura milioni di ettari (gli investimenti destinati al settore, nei prossimi anni, assommano a 30 miliaridi di euro). Giustamente usano questo come arma, assieme al petrolio.
    L'agricoltura delle altre repubbliche continua ad arretrare, esclusa la Bielorussia e il Kazakhstan. Quest'ultimo è diventato un discreto esportatore di grano duro e uno dei principali fornitori della Barilla.
    Quindi quando mangiate gli spaghetti sappiate che contribuite a pagare la lussuosa residenza che Nazarbaev si è appena comperato di fronte a Central Park.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Rikycccp Visualizza Messaggio
    stai uscendo dal tuo personaggio però, dovresti dire che Putin è un dittatore antidemocratico, non apprezzare le scelte del Cremlino
    Rikycccp io non sono un personaggio, sono uno che pensa in totale libertà e autonomia, è diverso. Putin è un dittatore antidemocratico, ma è stato l'unico che ha posto un freno a quanto più di antidemocratico ci sia, la svendita delle risorse di tutti a favore di pochi oligarchi. Inoltre è un bene che la Russia ridiventi potenza, altrimenti gli USA fanno i loro porci comodi ovunque. Infatti la Cina non pare voglia porre freni allo strapotere degli usa, per ora. Evidentemente hanno i loro interessi e le loro visioni strategiche.

  7. #7
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    sta cosa fa il paio con il Doha Round.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    Certo, nel denunciare questo «tremendo passo indietro» del Cremlino, il prestigioso quotidiano economico dimentica gli enormi sussidi statali agli agricoltori europei e americani, che alterano le «leggi della domanda e dell'offerta» ben più di quanto non possa fare la nuova agenzia russa
    Ecco.

 

 

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