http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77796«Le morti bianche? Fasulle» Castelli: cifre gonfiate ad arte
Pd: parole vergognose, chieda scusa
Il governo tratta i morti sul lavoro come numeri qualunque e per di più numeri falsi. «Le statistiche sulle morti sul lavoro che periodicamente ci vengono trasmesse sono fasulle»: dice il senatore della Lega Nord Roberto Castelli, sottosegretario alle Infrastrutture. E ritiene giunto il momento per «un'operazione verità ». Castelli sostiene la sua accusa con il paradosso per cui «soltanto in Italia si contano come morti sul lavoro, al fine di poter dare benefici assicurativi da parte dell'Inail, anche le morti che avvengono per incidenti stradali capitati mentre si va al lavoro o mentre si torna a casa dopo il lavoro. Morti che evidentemente nulla hanno a che vedere con la sicurezza in fabbrica». Ma forse Castelli non legge i giornali e non segue le notizie che ogni giorno raccontano incidenti nei cantieri, nelle fabbriche, nei campi. Non sulla strada. E proprio per questa sua disinformazione può dire che «se estrapoliamo gli incidenti che avvengono in agricoltura e in edilizia, vedremo che in Italia la sicurezza delle aziende manifatturiere è ai migliori livelli europei». Inoltre, come se non bastasse, per evitare di «sottovalutare il problema» se la prende con chi vuole «criminalizzare gli imprenditori italiani». E tuona: «E' il momento di smetterla».
«Castelli si vergogni e chieda subito scusa a tutti coloro che hanno avuto un parente morto o offeso per cause di lavoro», è stata la reazione del senatore del Pd, Achille Passoni che non ha affatto apprezzato l'operazione verità del sottosegretario leghista: «Farebbe comodo pensare che si tratti di un delirio agostano, invece temiamo che queste affermazioni si inseriscano pienamente nella esplicita intenzione mostrata dal governo Berlusconi e dalla maggioranza tutta di ridurre progressivamente le tutele sul lavoro». Si è fatto sentire anche l'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano per il quale le parole di Castelli «sono pericolose e prive di fondamento, un vero attacco alle norme sulla sicurezza sul lavoro».
Ma alle affermazioni di Castelli replica Cesare Damiano, viceministro del lavoro nel governo-ombra del Pd, definendo le sue valutazioni «pericolose e non vere» e soprattutto «prive di fondamento, un vero attacco alle norme sulla sicurezza sul lavoro. Le statistiche fornite dall'Inail sono puntuali, tant'è che il consuntivo sulle morti viene fornito soltanto ad un anno di distanza per evitare dati non veritieri».
Per l'esattezza Damiano propone un confronto su dati storici: «I dati forniti negli anni sono sempre omogenei - continua Damiano - e consentono di evidenziare le tendenze in atto. Se nel 1963, anno del boom dell'economia, ci furono in totale oltre 4400 morti sul lavoro, nel 2006 le morti furono 1341, discese nell'anno successivo a 1210. Vale a dire 131 vite risparmiate anche grazie alle misure di lotta contro il lavoro nero, la precarietà e per la sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, varate dal governo Prodi. È una tendenza positiva che deve essere potenziata, visto che la diminuzione non è ancora allineata alle richieste dell'Europa».
Poi, mettendo da parte i numeri complessivi ricorda: «Un solo decesso è sempre una tragedia, lo ricordi Castelli», continua Damiano. «Di questo si dovrebbe preoccupare spingendo il governo a proseguire su questa strada anziché, come ha fatto finora a manomettere le buone leggi che riguardano salute, sicurezza, appalti e lavoro nero. Il sottosegretario Castelli, anziché cercare dichiarazioni ad effetto, farebbe bene a chiedere conto di questo comportamento al suo governo e battersi perché entro la fine dell'anno venga attuato il decreto sui lavori usuranti che contribuirebbe a diminuire gli incidenti».
Alle parole di Damiano fa eco il senatore del Pd, Tiziano Treu, vicepresidente della Commissione lavoro: «E' da irresponsabili sminuire la gravità del fenomeno. È vero che esistono differenze tra i vari settori, ma proprio per questo è privo di senso voler sottovalutare la gravità degli infortuni nei comparti decisivi di agricoltura ed edilizia come tenta di fare Castelli. Piuttosto la situazione esistente deve spingere il governo, per ora restio, a concentrare gli sforzi proprio negli ambiti che sappiamo essere maggiormente pericolosi».





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Non ho critiche violente da fare alla sinistra.
