
Originariamente Scritto da
pfjodor
Premetto che in questo periodo non ho, purtroppo, molto tempo a disposizione per argomentare, per fare citazioni e rimandi a testi specifici. Per cui, darò solo quelle che mi paiono le indicazioni più immediate. Perdonami l'estrema sinteticità, ma in questo momento solo questo posso offrirti, poi, in un secondo momento chi sa.
1. Per quel che ne sappia io no.
2. Studiando approfonditamente il contesto palestinese nel primo secolo d.c e fino alla metà del secondo, il "loro mondo" stava davvero crollando, sia nel senso politico che nel senso religioso-istituzionale (distruzione del Tempio, e più tardi addirittura il divieto agli ebrei di dimorare a Gerusalemme). Per cui, in certo qual senso "la fine dei tempi" ci fu eccome. Certo, non nel senso dell' escaton realizzato, della parousia, che dopo l'operato dell'apostolo Paolo, si comprese che non era lì a venire, almeno, non politicamente con l'instaurazione del Regno nella "nuova Gerusalemme".
3. Interessante ipotesi. Non saprei. Di certo, la tradizione della trasmissione orale della sapienza, era ben radicata in quello che noi solitamente chiamiamo il "popolo del libro". La specificità davvero strepitosa di quella cultura, quel popolo, è proprio la cura (quasi sovranaturale) e la custodia della memoria collettiva. In questo, forse superiore anche a quella dei Greci antichi.
4. Ah, qui.......non ho nessuna risposta.