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Discussione: Addio ad Antonio Gava

  1. #1
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    Predefinito Addio ad Antonio Gava



    Si è spento venerdì mattina alle ore 5.40, nella sua casa di Roma l'ex ministro Antonio Gava. Leader storico della Democrazia Cristiana, più volte ministro ha subito una lunga persecuzione giudiziaria che lo ha provato nello spirito e nel fisico.
    Il forum "Il Centro" si stringe alla famiglia Gava e si impegna a ricordare il contributo politico di Antonio Gava.

  2. #2
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    ADDIO A GAVA, Il cordoglio del mondo politico

    Napolitano: «Ha dovuto affrontare
    e superare difficili prove personali»


    Schifani:«Scompare una figura di primo piano della politica». Fini:«Ha segnato la vita pubblica del Paese»


    ROMA - «Nel triste momento della scomparsa di Antonio Gava, desidero esprimere a lei, gentile signora, e a tutti i famigliari, sentimenti di sincero cordoglio». Così, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sulla morte di Antonio Gava, in un messaggio inviato alla famiglia. «Antonio Gava - continua la nota del Presidente - giunse all'impegno nella democrazia cristiana grazie all'impulso del padre Silvio, eminente figura della storia del partito popolare italiano e del cattolicesimo antifascista. Per lunghi anni Antonio Gava ha assolto ruoli di primo piano nella vita di partito, nel parlamento e nel governo, incidendo fortemente nella realtà politica di Napoli e della Campania. Successivamente ha dovuto affrontare e superare difficili prove personali. Sono - conclude - vicino a lei, gentile signora, e ai suoi cari, nel ricordo della comune travagliata storia dell'Italia repubblicana».
    SCHIFANI - Il Presidente del Senato Renato Schifani esprime il suo profondo cordoglio e quello dei colleghi senatori per la scomparsa di Antonio Gava. «Importante esponente della Democrazia Cristiana - ricorda il Presidente Schifani in un messaggio indirizzato alla famiglia - Gava è stato per alcuni decenni una delle figure di primo piano della politica italiana. Tutti noi ricordiamo i suoi numerosi importanti incarichi di Ministro in diversi governi e da ultimo il suo ruolo di Presidente del Gruppo democristiano del Senato nella XII Legislatura».
    FINI - «Con Antonio Gava, deputato per cinque legislature, più volte ministro, ed esponente autorevole della Democrazia cristiana per molti anni, scompare un politico che ha segnato la vita pubblica del Paese. Desidero esprimere alla famiglia il mio cordoglio personale e quello della Camera dei deputati». Lo scrive il presidente Gianfranco Fini in un messaggio inviato alla famiglia Gava.
    BERLUSCONI - «Ho conosciuto Antonio Gava durante la sua attività di governo. È stato un ministro capace, determinato, integerrimo. La sua morte non cancella il torto che ha subito: ricordo il calvario giudiziario di 13 anni che ne ha minato la salute, anche se si è concluso con la piena assoluzione da un'accusa infamante e infondata». Così il premier Silvio Berlusconi ricorda la figura dell'ex leader Dc Antonio Gava scomparso. «La positiva conclusione della vicenda giudiziaria -scrive il presidente del Consiglio- non può far dimenticare tuttavia le sofferenze di molti anni, sue e della sua famiglia, alla quale esprimo la mia più affettuosa vicinanza».
    ROTONDI - «Mi resta la consolazione di averlo sentito al telefono sereno. Non voglio fare commenti politici, ma ci vorranno anni e ce la metterò tutta per restituire un ricordo veritiero della statura, delle qualitá e del valore di Antonio Gava. La vita fisica provata da 18 anni di stress clinici e giudiziari si conclude oggi nella misericordia di Dio. La vita del politico ricomincia nel dovere di chi resta di memoria e di giustizia». Lo sottolinea il ministro per l'Attuazione del programma e segretario della Dc per le Autonomie Gianfranco Rotondi.
    CESA (UDC) - Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell'Udc: «Esprimo a nome mio, e di tutto il Partito, condoglianze alla famiglia per la scomparsa di Antonio Gava, politico di spicco della Democrazia Cristiana e più volte ministro, ma soprattutto persona umana con un'immensa fede. Oggi l'amico Antonio, dopo aver combattutto per lunghi anni con la malattia e con odiose vicende giudiziarie, da cui è uscito a testa alta vista la sua integerrima figura, raggiungerà il Sommo Padre a cui ha dedicato tutta la sua vita da politico cattolico».


    LE TELEFONATE - A telefonare alla famiglia sono stati, tra gli altri, l'ex presidente della Repubblica e senatore a vita Francesco Cossiga, il senatore a vita Giulio Andreotti, l'ex leader della Dc Cirino Pomicino, il ministro per l'Attuazione del Programma e segretario della DcA Gianfranco Rotondi, il leader Udc Pierferdinando Casini e l'ex Dc Emilio Colombo. Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il presidente del Senato Renato Schifani hanno inviato un messaggio alla famiglia. Telefonata al figlio di Gava, Angelo, piena di dolore e commozione anche da parte del sottosegretario Enzo Scotti, che aveva sentito assieme a Rotondi, l'ex ministro Gava due giorni fa. Proprio due giorni fa, Antonio Gava, aveva detto a Rotondi che si sarebbero rivisti presto, auspicando speranzoso, la sua guarigione.

    fonte: http://http://www.corriere.it/politi...4f02aabc.shtml

  3. #3
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    funerali dell'ex ministro Dc all'Eur con Andreotti, Forlani
    Scotti, Cirino Pomicino e Pier Ferdinando Casini
    Orgoglio Dc per l'addio a Gava
    "Innamorato del potere ma giusto"


    La cerimonia come estremo tentativo per recuperare la memoria del doroteo
    travolto e poi assolto da un'inchiesta giudiziaria lunga tredici anni




    Casini, Forlani, Andreotti, due terzi del Caf, al funerale di Gava che del Caf fu l'inventore

    ROMA - Se qualcuno mai si fosse chiesto in questi anni dove fosse finito l'orgoglio Dc, lo ha ritrovato stamani nella chiesa dei SS.Pietro e Paolo, quartiere dell'Eur a Roma, intorno alla bara di Antonio Gava. Nonostante il caldo e le ferie d'agosto, malgrado non fosse più da tempo il Vicerè e non avesse più incarichi politici di primo piano dal 1993, quando cominciò l'inchiesta per associazione mafiosa da cui uscì, innocente, solo nel 2006 già gravemente malato.

    Una cerimonia a suo modo struggente. Sono arrivati tutti, il passato e quello che resta della Dc. In prima fila la famiglia tra cui la moglie Giuliana Mason e i tre figli Angelo, Marco e Antonella. Casini siede tra Andreotti e Forlani nel terzo banco della fila al centro mentre gli altri ex dc sono in prima fila, a destra rispetto all'altare, Gerardo Bianco, Paolo Cirino Pomicino, il ministro Gianfranco Rotondi e il sottosegretario Enzo Scotti in rappresentanza del governo, l'ex ministro ed ex sindaco di Roma Clelio Darida.

    Due terzi del Caf. Il trio Casini, Forlani, Andreotti attira l'attenzione perché è il giovane Pier a sedere accanto ai due anziani leader, cioè ai due terzi del celeberrimo Caf, il patto che rivoluzionò l'equilibrio interno della Dc, la guida di Palazzo Chigi e il baricentro delle alleanze di governo all'alba degli anni '90. Un patto di cui Antonio Gava fu in pratica l'azionista di maggioranza, riconfigurando il vecchio correntone doroteo nella più moderna versione del Grande centro-Azione popolare.

    Momento di bilanci. I funerali sono sempre il momento dei bilanci. Se muore un personaggio pubblico e politico, diventano anche l'occasione per rimettere in fila e al posto giusto le pagine della vita. Antonio Gava è un pezzo importante della storia d'Italia: democristiano erede di una dinastia diccì di origine veneta trapiantata a Napoli, leader della corrente dorotea, cinque legislature in Parlamento a partire dal 1972, sette volte ministro (tre alle Poste, due all'Interno e altrettante alla Giustizia) e inventore del Caf. Quel modo di fare politica e di gestire il potere è finito per sempre: l'economia delle tessere, il potere come risultato di un complesso gioco di equilibri nazionali, la convinzione che in politica tutto si possa aggiustare grazie a un punto di equilibrio. In nome di un compromesso. Questa parte della storia di Gava, e della Dc, ha già trovato posto e collocazione nei libri. E' la storia della Prima Repubblica.


    Innamorato del potere. Il pezzo mancante, quello che stamani doveva essere celebrato, risolto e sistemato una volta per tutte è la vicenda giudiziaria che ha travolto l'ex ministro. L'assoluzione arrivata nel 2006 dopo tredici anni di inchiesta ha fatto titolo sui giornali. Ma non tutti da prima pagina. E per uno come Gava che alla passione per il potere ha sempre affiancato quella di piacere agli altri, di essere da tutti riconosciuto al di sopra di ogni sospetto, quegli anni sono stati un vero calvario. Giudiziario e umano. Non è un caso che il vescovo di Terni, monsignor Paglia, abbia voluto cominciare proprio da qua la sua omelia.

    "Proprio in una fase delicata del Paese era arrivata per Antonio la tempesta giudiziaria e della sua malattia - ha detto il monsignore - ma lui ha sempre avuto rispetto delle istituzioni ed è stato assolto".

    L'ultima arringa di Forlani. L'ex segretario della Dc ha scelto di pronunciare dal pulpito della chiesa l'ultima arringa in difesa di Gava "colpito dalle ingiustizie degli uomini e della malattia. Ma la verità cammina con passo normale mentre le bugie volano". La verità è arrivata dopo tredici anni mentre le bugie arrivarono subito. Ma "Antonio è stato un compagno di lotta", impegnato "a difendere l'unità dei cattolici" anche quando questo impegno unitario è mancato. E' rimasto "fedele alle sue convinzioni" e ha cercato sempre di "richiamare le ragioni dell'unità". E' stato "un uomo di governo efficiente tra i più capaci e dotati e segnato dall'umiltà, contrariamente a quello che è stato detto e scritto di lui".

    L'emozione di Andreotti. Forlani ha l'incarico ufficiale dell'orazione funebre come amico e come politico. Ma parlano tutti. Anche Andreotti: "Ho lavorato con il padre e con lui, è stata una famiglia che ha avuto un ruolo ottimo nella politica italiana. Provo una certa, profonda emozione per questa perdita". Casini riprende il discorso dal calvario giudiziario e sottolinea "la sofferenza per tredici anni di accuse che gli stessi tribunali hanno riconosciuto infondate", una dimostrazione di come "il giustizialismo è il peggior nemico della giustizia". Il sottosegretario Scotti, l'altra punta del tridente doroteo, arriva addirittura a smontare l'immagine di Gava vicerè, il potente che in nome del potere accetta tutto: "Ma quale vicerè - ha detto Scotti in un'intervista a Il Tempo - il potere che si aveva allora era nettamente inferiore a quello che hanno ora sindaci e governatori. E' un termine davvero ridicolo. E pensare che la legislazione antimafia, quella che ha condizionato la vera lotta alla mafia, ha i primi segnali proprio nel periodo in cui Gava fu ministro dell'Interno".

    E' un funerale, appunto, il momento dei bilanci e in cui ognuno cerca di mettere le cose a posto. Di Gava si può dire con certezza che è stato un uomo politico la cui forza politica, soprattutto a Napoli, è stata oggettivamente enorme. E si deve ricordare come negli anni bui del terrorismo, e poco dopo la tragedia di Moro, già ministro della Repubblica, decise di gestire per conto dello stato il sequestro di un suo amico di partito e di corrente: l'assessore regionale Ciro Cirillo. Gava volle e ottenne che per Cirillo si trattasse: anche con servizi segreti e camorra.

    fonte: http://www.repubblica.it/2008/08/sez...-funerali.html

  4. #4
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    R.I.P.

    Nb: c'erano tutte le faccie della vecchia balena bianca alle sue esequie.
    Forlani, Cirino Pomicino, Casini, Andreotti, Scotti

  5. #5
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    Gava/ Mons. Paglia: Oggi il Signore dona grande calma ad Antonio

    "Anche nella tempesta giudiziaria non ha mai perso la fede"

    Roma, 9 ago. (Apcom) - "Questa celebrazione è la grande calma che il Signore oggi dona ad Antonio". E' monsignor Vincenzo Paglia, vescovo di Terni e confessore di Antonio Gava, a celebrare nella Basilica dei Santi Pietro e Paolo dell'Eur i funerali dell'ex ministro Dc, scomparso ieri.
    Monsignor Paglia ricorda che ogni domenica, durante gli anni della malattia di Gava, si recava da lui per fargli ricevere il sacramento dell'eucarestia e lui "non ha mai perso la fede", anche quando "proprio mentre era nel pieno della traversata della sua vita si sono alzate le onde del mare ed è iniziata la tempesta, prima giudiziaria e poi fisica con la sua malattia".
    Il vescovo di Terni ha fatto sapere di aver scelto come lettura per i funerali di Gava il passo del Vangelo sulla tempesta sedata da Gesù sul fiume: "Gesù - ha detto monsignor Paglia - ripete oggi ad Antonio quello che ha detto agli Apostoli, 'passiamo all'altra riva'. Oltre la cronaca, oltre la storia, questa cerimonia di oggi ci porta sulla soglia dell'eternità. Oggi è la pasqua di Antonio, il mistero del suo passaggio al Padre. Questa celebrazione è la grande calma che il Signore dona ad Antonio e a noi. Antonio oggi vede la riva ed entra nell'eternità di Dio".


    fonte: http://notizie.alice.it/notizie/poli...,15700318.html

  6. #6
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