Vi posto i risultati di una ricerca sulla sicurezza a Carrara , l unico comune di discrete dimensioni a guida socialista.
Penso che si possano trarre conclusioni utili anche in altri contesti oltre che la conferma che tra buonismo o populismo securitario vi è un altra opzione , quella socialista , pragmatica non ideologica , riformista.
Un anno fa appena insediato il sindaco zubbani si occupò subito del tema commissionando uno studio al crimonologo Carrer.
A un anno di distanza l 82% dei cittadini si sente sicuro.
Carrara sicura e friendly. L'82,7% dei cittadini si sente protetto e tutelato
Il sindaco Zubbani: "Ordinanze e iniziative sono strumenti utili per migliorare il controllo del territorio, ma sono efficaci solo se si mantiene alta la collaborazione dei cittadini anche nella tutela della città e degli spazi pubblici".
"Un obiettivo primario, per la nostra Amministrazione, è quello di dare ai cittadini maggiore sicurezza, sia reale che percepita. Abbiamo iniziato a lavorare su questo terreno ben prima che il problema esplodesse con iniziative clamorose, amplificate dalla stampa e dalle reti televisive nazionali. Siamo convinti che il concetto di sicurezza si presti a tante interpretazioni, spesso soggettive o ispirate a tensioni momentanee o eventi specifici. Ecco perché, oltre ad emettere ordinanze che puntano a ristabilire normali regole di vivere civile sanzionando comportamenti che minano la vita associata e la fruibilità della città, abbiamo commissionato una ricerca che ci consente di capire che cosa pensano i cittadini in materia di sicurezza e vivibilità della città e quali azioni si attendono dall'amministrazione ma anche dalle forze di polizia. L'indagine si è rivelata utile anche per verificare la fondatezza delle scelte effettuate per fronteggiare il fenomeno.
I risultati del lavoro del primo anno sono positivi e confortanti".
Con questa premessa il sindaco di Carrara, Angelo Zubbani, ha presentato alla stampa i risultati di una ricerca di Microcosmos Onlus curata da Giovanni Iozzi e Roberto Gambassi, con la collaborazione del prof. Francesco Carrer, su un campione di popolazione rappresentativo per quartiere di residenza, età e genere. Il campione è composto da 475 cittadini, rappresentativo esattamente della popolazione esaminata.
È la prima rilevazione sistematica, svolta nei giorni scorsi, dopo che, negli ultimi mesi, il sindaco aveva firmato diverse ordinanze che dettavano norme generali di comportamento per garantire, oltre al rispetto delle regole, anche quel decoro urbano che troppo spesso induce a considerare "insicura" una città che è forse solo poco accogliente anche a causa dei comportamenti di singoli.
Avevano questi obiettivi, infatti le ordinanze emesse per la tutela ed il miglioramento del decoro urbano, divieto di consumazione pubblica di alcolici in contenitori di vetro, l'impiego di "mediatori culturali" per facilitare i rapporti con i nuovi arrivati, inizio di un confronto con i venditori ambulanti per organizzare un mercato etnico.
Tutte queste iniziative sono state apprezzate e comprese dalla popolazione, come dimostra la ricerca di Microcosmos, dalla quale emerge, con chiarezza, la validità della strategia adottata che comunque deve essere portata avanti con decisione da tutti gli attori interessati.
Carrara appare agli occhi dei suoi cittadini una città decisamente sicura. E' quanto afferma l'82% dei suoi residenti. i livelli di preoccupazione non presentano né particolare intensità né eccessiva diffusione. In ogni caso esiste una quota di poco più di un sesto di popolazione (17,2%) che non si sente del tutto sicura alla quale si devono pure delle risposte.
Più sicuri nei paesi della Montagna, bene ad Adiacenze, meno bene ad Avenza e a Marina.
La percezione di sicurezza è marcata soprattutto negli spazi del proprio quartiere di residenza, dove più strette sono le reti di relazione, mentre la città nel suo insieme paga pegno ad una immagine meno rassicurante. Questo aspetto attribuisce alla sicurezza un carattere di solidità derivante soprattutto da questa capacità di riconoscersi, tipica di città di provincia, e dalla solidità delle relazioni. Al momento appare come una garanzia ed una risorsa preziosa.
"Il tessuto sociale della città e dei paesi è fondamentale nel garantire rassicurazione agli abitanti. Ordinanze e iniziative – ha detto Zubbani - sono strumenti utili per migliorare il controllo del territorio, ma sono efficaci solo se si mantiene alta la collaborazione dei cittadini anche nella tutela della città e degli spazi pubblici".
La preoccupazione è da ricondurre prevalentemente alla percezione dell'esistenza di spazi che sicuri proprio non sono, luoghi da evitare soprattutto in certe ore.
Dovendo programmare degli interventi, questo elemento si rivela un punto di forza piuttosto che di debolezza, in quanto si tratta di individuare quali e quante sono queste aree e di adottare provvedimenti adeguati per "bonificarle"; in parte è quello che l'Amministrazione Comunale già ha cominciato a fare. L'operazione sarebbe più complicata se si fosse trattato di un senso di insicurezza non localizzato ma diffuso sull'intera città (tra l'altro in molti casi si tratta di un problema di scarsa illuminazione sul quale peraltro si sta già intervenendo).
In ogni caso il 90% non ha dubbi sul fatto che Carrara sia città ben più sicura delle grandi città d'Italia. È una città con un forte e radicato senso di appartenenza, una comunità solidale che, offre garanzie anche per la sicurezza, soprattutto in visione di prospettiva.
Se la rarefazione delle relazioni sociali rappresenta la cifra della qualità dello stare insieme nella maggior parte delle città, Carrara conserva ancora i caratteri della comunità; inoltre la percezione di sentirsi integrati è espressa dall'84% dei cittadini, raggiungendo livelli veramente eccezionali (rilevata nell'indagine una correlazione significativa diretta tra i livelli di integrazione e la percezione della sicurezza).
Si tratta di un bene prezioso e raro che esprime una specificità tutta carrarina che in tempi di anomia sociale rappresenta una delle sue risorse più preziose da preservare
D'altra parte questo "riconoscersi tra di noi" spiega anche la diffidenza nei confronti dell'"estraneo", che appare come una minaccia per il solo fatto di non appartenere al "gruppo".
Ci si inquieta per le presenze di sconosciuti (69%)che si aggirano per la città e per l'eccessiva presenza di immigrati (55%). Il segmento che ha bisogno di essere rassicurato, composta soprattutto (ma non solo) da donne e da anziani; mentre questi e quelle si preoccupano per la propria incolumità, temono aggressioni fisiche e scippi, esiste però, sempre all'interno di questo 17,2%, anche una parte che teme furti in appartamento e si preoccupa più per i propri beni. E' un segmento di popolazione più giovane, tendenzialmente ben scolarizzato, ed economicamente orientato a condizioni di vita relativamente buone.
I carraresi rivelano anche capacità di analisi e di giudizio autonomo allorquando affermano che nell'accresciuta sensibilità nei confronti della questione della sicurezza un ruolo formidabile lo giocano TV e stampa (per l'82% rappresenta il fattore di maggiore induzione dell'insicurezza percepita). Tuttavia questo non significa che il problema non sia reale, tutt'altro, infatti a loro giudizio i crimini sono aumentati e in una misura significativa sono da ricondurre all'accresciuta presenza di immigrati.
Non esiste un atteggiamento pregiudiziale nei confronti dell'immigrato straniero, tutt'altro, i carraresi lo giudicano una persona come le altre, ma ciò non toglie che con l'aumento della loro presenza siano anche accresciute, nella loro percezione, alcune forme di criminalità. Questo significa che rappresentano un problema che va governato (e controllato).
Ma i carraresi suggeriscono anche il modo per affrontare la soluzione: preoccupati e realisti, credono comunque nel dialogo come via maestra per affrontare e risolvere il problema (87%)
Nello specifico si temono soprattutto quelle forme di criminalità connesse con i traffici di droga ed i furti. Meno di ogni altro si teme per il fenomeno della prostituzione, questa pratica forse offende la morale ma non rappresenta una minaccia per la sicurezza personale.
Ci sono anche aspetti specifici, come quello dell'aumento (percepito) delle risse notturne, che preoccupano oltre la metà della popolazione e per le quali si domandano limitazioni alle vendite o comunque interventi e controlli (interventi sulle vendite già in atto e condivisi dal 75% della popolazione).
La paura si accentra soprattutto attorno alla persona (32,2%), prima ancora che sulla casa (furti in appartamento). L'accento della preoccupazione cade su aspetti diversi a seconda delle condizioni economiche e del profilo complessivo dei diversi segmenti. Per un verso risalta la preoccupazione nei confronti dei beni posseduti di quanti si trovano in una situazione di maggior agiatezza, di contro si rilevano le maggiori preoccupazioni per la propria incolumità di quanti vivono in condizioni peggiori.
Infine è interessante rilevare come il carrarese, nel cercare di tarare in prospettiva i livelli di sicurezza attesi, tenda ad assumere il punto di vista dei cittadini più deboli, i bambini, ma anche gli anziani, esprimendo con ciò l'idea che in una città che dà sicurezza a questi soggetti (ai quali potremmo aggiungere anche i disabili) sicuramente anche gli altri si sentiranno a proprio agio. E' una visione moderna che tende ad alzare il livello della sfida cercando di includere tutti e non solo tarando la qualità sui segmenti più forti della popolazione.
Faticano invece a cogliere il nesso che esiste tra la vivacità delle attività commerciali (affidata anche al prolungamento degli orari di apertura) ed i livelli di sicurezza.
Mentre molto ci si aspetta dalle reti di tutela sociale pubblica e privata si rivela una contenuta disponibilità a considerarsi parte attiva delle risposte da dare, denunciando un deficit sul piano delle responsabilità che ogni cittadino porta con sé, in sostanza sul piano della cittadinanza attiva.
Dall'indagine affiora anche l'esistenza di una correlazione diretta tra il degrado urbano e il senso di insicurezza percepiti che fa sì che quanti percepiscono la città peggiore dal punto di vista della qualità urbana la percepiscano anche meno sicura. Il degrado percepito viene diffusamente ricondotto al problema dei marciapiedi sconnessi, della viabilità, alla scarsa illuminazione e alle solite presenze di sconosciuti.
Discorso analogo vale per quanto si riferisce alla mobilità; in questo caso però i disagi più gravi sono in via di risoluzione o di miglioramento, questo vale per il problema della mancanza di parcheggi, dell'inquinamento e del traffico. Si tratta di interventi che richiedono anni ma per alcuni di questi finalmente è arrivato il tempo di raccolto.
I carraresi esprimono anche il desiderio di una città diversa, più moderna, anche per quanto si riferisce agli stili di vita: la questione energetica, i temi ambientali, la mobilità, il desiderio di accrescere l'appeal nei confronti dei visitatori rappresentano un elemento di discontinuità rispetto al resto dei problemi ed è chiara l'intenzione di allontanarsi dal vecchio modello.
In questo senso le risposte ottenute da Amia nell'esperimento del Porta a Porta a Marina rappresentano un segnale non solo di disponibilità ma anche di grandi attese.
Carrara soffre le presenze estranee, questo rappresenta anche un limite alle sue ambizioni di città che vuole accogliere; bisogna che imparare ad abituarsi anche ai rischi delle presenze non sempre gradite se si vuole diventare centro turistico di primaria rilevanza. Questo atteggiamento restituisce una certa immagine riflessa della città tendenzialmente chiusa rassicurata dal fatto di riconoscersi tra concittadini. E' il sottofondo di una città provincia poco adusa a convivere con "estranei" e persone in transito, una città che ha bisogno del controllo sociale ma che domanda anche quello esercitato dalle forze dell'ordine.
La città si aspetta anche una maggior presenza delle forze dell'ordine a presidiare le zone meno sicure, soprattutto nelle ore notturne.
Le iniziative intraprese perciò vanno nella direzione giusta, non si chiede repressione, ma soprattutto presenza che da sola basta a rassicurare: sotto questo aspetto gli effetti, che non possono essere immediati, compariranno presto.
Carrara, 14 agosto 2008




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