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Discussione: Fottuto TERRONE...

  1. #11
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    Premetto che, vista la mia giovane età, le mie conoscenze della storia si limitano agli studi fatti al liceo e ad alcune letture fatte per interesse personale, e non saranno sicuramente esaustive come le vostre, anche perché, oltretutto, voi che vivete al Sud, avrete largo accesso nonché il desiderio di andare a conoscere i fatti della vostra storia fin nei minimi particolari, così come piace fare a me per la mia realtà locale.
    Premesso questo, voglio dire che non ho mai affermato che l'unificazione sia avvenuta in modo totalmente pacifico, e i soprusi commessi dai sabaudi in terra meridionale sono piuttosto noti e studiati anche nelle scuole. Io continuo, però, a non capire come possiate affermare che il Regno delle due Sicilie fosse all'avanguardia in quanto a libertà, infrastrutture, studi scientifici, ecc... A me sembra più simile a uno degli odierni sultanati, dove le elité vivono in totale egemonia e ricchezza, mentre i poveri sono lasciati a loro stessi, privi di ogni cura(anche perché altrimenti non si capirebbe per quale motivo l'analfabetismo dilagasse tra le masse di contadini, e perché questi ultimi avessero tanto in odio i loro regnanti da promuovere ripetute rivolte) piuttosto che uno stato simil-europeo dell'epoca(la totale assenza di una classe borghese vorrà pur dire qualcosa?!).
    Se avete la pazienza di leggere, vorrei porre alla vostra attenzione un testo tratto dal libro "Storia d'Italia dal 1861 al 1997" di uno degli storici più autorevoli nonché imparziali, che ha studiato a lungo la storia del nostro paese, tale Denis Mack Smith.


    CONDIZIONE POPOLARE NELLA SOCIETA' BORBONICA
    La differenza fra Nord e Sud era radicale. Per molti anni dopo il 1860 un contadino della Calabria aveva ben poco in comune con un contadino piemontese, mentre Torino era infinitamente più simile a Parigi e Londra che a Napoli e Palermo; e ciò in quanto queste due metà del paese si trovavano a due livelli diversi di civiltà. I poeti potevano pure scrivere del Sud come del giardino del mondo, la terra di Sibari e di Capri, ma di fatto la maggior parte dei meridionali vivevano nello squallore, perseguitati dalla siccità, dalla malaria e dai terremoti. I Borboni, che avevano governato Napoli e la Sicilia prima del 1860, erano stati tenaci sostenitori di un sistema feudale colorito superficialmente dallo sfarzo di una società cortigiana e corrotta. Avevano terrore della diffusione delle idee ed avevano cercato di mantenere i loro sudditi al di fuori delle rivoluzioni agricola e industriale dell'Europa settentrionale. Le strade erano poche o non esistevano addirittura ed era necessario il passaporto anche per viaggi entro i confini dello Stato. [pag. 5] Centinaia di migliaia di italiani vivevano in grotte, o in capanne di sterpi e di mota prive di finestre, o nelle umide cantine dei "fondaci" napoletani
    [...]
    Nelle regioni agricole meridionali gli analfabeti erano la stragrande maggioranza. Vi era diffuso il detto che il mantenimento di un asino costava più di quello di un uomo, e i Mille di Garibaldi, che erano quasi tutti di provenienza cittadina, rimasero sconcertati nell'incontrare pastori coperti soltanto da pelli di capra. Le strade erano inesistenti persino fra alcune delle città principali; c'era scarso commercio, la terra era coltivata solo a tratti, il mare circostante era solcato da pirati, e il paesaggio assomigliava più a quello dell'Africa settentrionale che a quello dell'Italia del Nord. W.S. Gilbert, librettista della compagnia Gilbert e Sullivan, fu catturato da giovane dai briganti di Calabria. La malaria, i briganti e la mancanza d'acqua costringevano le popolazioni ad ammassarsi in grandi villaggi che distavano fino a una ventina di chilometri dalle zone in cui lavoravano. Ancora nel 1861 esistevano nel Mezzogiorno luoghi in cui il denaro non era necessario all'economia. L'affitto, le decime al parroco, la "protezione" offerta dai campieri dei proprietari e gli interessi dovuti agli usurai potevano tutti esser pagati in natura. In un ambiente siffatto le condizioni feudali avevano facili possibilità di sopravvivenza; l'ineguaglianza delle sostanze era grande, quasi assente invece l'idea dell'eguaglianza di tutti di fronte alla legge. Era un mondo dominato dallo spirito della Controriforma, in cui il clero esercitava una forte influenza su di una popolazione di servi bigotti e la gente apprendeva soltanto in chiesa qualche elementare norma morale e qualche nozione politica, mentre i bambini non avevano occasione di frequentare la scuola. Le condizioni di vita e di lavoro portavano continuamente i contadini alle soglie della rivolta e non c'era rivolgimento politico che non li inducesse a trarne partito in un'insurrezione parallela che poteva essere di gran lunga più crudele e distruttiva. Per quanto alieni questi contadini fossero da qualsiasi simpatia nei confronti delle aspirazioni politiche del liberalismo, è certo tuttavia che senza il loro non intenzionale appoggio la rivoluzione stessa avrebbe potuto anche fallire. Ai loro occhi ogni insurrezione significava un'opportunità di saccheggio e d'incendi, un'occasione per attaccare gli scherani del padrone e la polizia, per bruciare il municipio con i ruoli delle imposte e i registri catastali che vi erano conservati, per occupare la terra del padrone e deviare le acque dal suo mulino. A volte, spinti dalla fame, erano essi stessi ad accendere la prima scintilla di quella che sarebbe diventata poi una rivolta politica, perché essi soltanto avevano tutto da guadagnare e poco da perdere da un'aperta lotta di classe. La forza motrice del Risorgimento quindi non consistette affatto soltanto nell'eroismo di Garibaldi e nell'abilità di Cavour; era rappresentata altresì, anche se in misura minore, da vendette personali o sociali e dai conflitti tra famiglie per il controllo del governo locale.
    [...]
    La rivolta del 1860 nell'Italia meridionale è di grande interesse per comprendere l'atteggiamento dei contadini e la loro importanza. Una concomitanza di sommosse cittadine causate dalla disoccupazione e di jacqueries anarchiche provocò la disintegrazione dell'amministrazione locale e costrinse l'atterrita polizia borbonica a salvarsi con la fuga. Era questa una condizione imprevista ma indispensabile affinché l'invasione di Garibaldi avesse successo. Seguirono alcuni giorni d'incendi di fienili, di furti di bestiame, di occupazione di terre e di assassinii; ma ciò provocò naturalmente una enorme paura tra i proprietari terrieri, anche tra quelli ch'erano di sentimenti liberali e patriottici. Come si disse dei catanesi, i ricchi "volevano la libertà, ma solo a patto che potesse essere acquistata senza sacrifici o incomodi per loro, e senza una rivolta sociale che esponesse le loro case al pericolo d'essere saccheggiate".
    [...]
    Garibaldi mutò così politica e fece giustiziare i "comunisti" nella tenuta di Bronte (Catania) appartenente alla famiglia dell'ammiraglio Nelson. Era il prezzo che i proprietari terrieri richiedevano in cambio del loro appoggio alla rivoluzione patriottica, che altrimenti non aveva grande significato per loro. Le rivolte contadine, quindi, non ebbero soltanto la funzione di minare alle fondamenta il regime borbonico in un momento decisivo ma altresì quella di spingere una parte dell'antica classe dirigente a rivolgersi al Piemonte vittorioso quale difensore dell'ordine sociale contro i suoi servi della gleba. [pagg. 50-53]


    Le letture dei cosiddetti neoborbonici le trovo troppo di parte per andarle a leggere. Però leggendo in questo forum ne ho scoperto per la prima volta l'esistenza...Prima credevo che gli unici a volere la secessione fossero i leghisti, ora invece mi accorgo che i secessionisti fioccano da tutte le parti, e la cosa mi mette molta amarezza...Se errori ci sono stati in passato, e ce no sono stati tanti, poco si può fare ora, se non puntare a una maggiore integrazione, anziché commettere l'errore di fare campanilismo...
    Ma pensate davvero di ottenere l'indipendenza dall'Italia con questo revisionismo della storia? E se ciò, malauguratamente, dovesse avvenire, come ve lo immaginate il futuro? Rispondete sinceramente, sono realmente interessato a sapere come la pensate!!

  2. #12
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    E' appunto per questo che scrivevo:
    Questo non vuol certo dire che il Sud fosse il Paradiso terrestre: certi problemi c'erano da secoli. Ma dire che i savoia & company vennero a portare pace e progresso, fa davvero ridere...
    Insomma la verità sta nel mezzo, come al solito.
    E il libro che ti consigliavo l'ha scritto, se non erro, un piemontese.
    Ah, a proposito di libri, una domanda/riflessione, magari un po' OT.
    Si studia di solito che il "brigantaggio" fu una sorta di grande rivolta contadina, contro la leva militare sabauda (detto altrimenti: i soliti terroni che si ribellano alla legge). Tuttavia... è vero che la leva militare esisteva già sotto i Borboni (anche se era meno invasiva)? Se così fosse, saremmo davanti all'ennesima panzana della storiografia savoiarda?

  3. #13
    Gaeta resiste ancora!
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    Citazione Originariamente Scritto da Nazzareno Visualizza Messaggio
    E' appunto per questo che scrivevo:


    Insomma la verità sta nel mezzo, come al solito.
    E il libro che ti consigliavo l'ha scritto, se non erro, un piemontese.
    Ah, a proposito di libri, una domanda/riflessione, magari un po' OT.
    Si studia di solito che il "brigantaggio" fu una sorta di grande rivolta contadina, contro la leva militare sabauda (detto altrimenti: i soliti terroni che si ribellano alla legge). Tuttavia... è vero che la leva militare esisteva già sotto i Borboni (anche se era meno invasiva)? Se così fosse, saremmo davanti all'ennesima panzana della storiografia savoiarda?
    La legge, ma quale legge ?
    E' legale il comportamento di uno stato che invade senza dichiarazione di guerra un altro stato del quale è fromalmente alleato?
    Ma sapete che cos'è il diritto internazionale?

    Se domani gli USa invadono l'Italia (tanto hanno già le basi qui) e ci impongono la leva obbligatoria con il consegunete obbligo di andare a combattere in Iraq e Iran, tu che fai ci vai perchè sei uno ligio alla legalità o ti dai alla guerriglia perchè hai un "pò di sangue" nelle vene?

    Sotto il Regno delle Due Sicilie, il nostro stato, libero ed indipednente dal XII secolo, il più antico Regno d'Europa, non esisteva la leva obbligatoria.
    Intanto i Siicliani ne erano esentati del tutto. Ma molti di loro scieglievano la carriera militare per motivi di prestigio.
    I Napoletani (gli abitanti del continente) erano obbligati a dare un figlio all'esercito per ogni famiglia. Si procedeva per sorteggio, ma se venivo sorteggiato io che non volevo fare il militare potevo essere sostiutito da mio fratello o da un altro qualsiasi ragazzo dispostoa prendere il mio posto.
    Dopo vennero i "liberatori" che imposeroo ai "beduini affricani", la leva obbligatoria che durava ben 7 anni.
    Ma la maggioranza dei "beduini affricazni" preferì combattere l'iniquo ed empio invasore, piuttosto che servirlo!
    Meglio morire in piedi che vivire strisciando...
    Onore ai nostri Avi !

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da Princ.Citeriore Visualizza Messaggio
    I Napoletani (gli abitanti del continente) erano obbligati a dare un figlio all'esercito per ogni famiglia. Si procedeva per sorteggio, ma se venivo sorteggiato io che non volevo fare il militare potevo essere sostiutito da mio fratello o da un altro qualsiasi ragazzo dispostoa prendere il mio posto.
    Ok, era come pensavo: una forma di leva militare esisteva, anche se era meno invasiva e pesante di quella savoiarda. Grazie.

  5. #15
    L'Italia nn esiste
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    la leva, anzi coscrizione, l'hanno inventata gli idioti peimontesi , proprio per creare il regime ed usare la gente per i proprii porci comodi, a partire dai fottuti terroni carne da macello. E lo schifo commesso dai padani savoia è sotto gli occhi di tutti.
    Qualcuno parla sul dubbio dell'utilità dell'esistenza di eventuali due italie, ma il problema nn si pone, perchè attualmente l'Italia nn esiste sotto tutti gli spetti.E' solo una finta unità basata sulla becera retorica parolaia di sta massa di politicanti nullafacenti figli di altrettanti nullafacenti strapagati , che hanno mangiato su sto fatto.
    Al max il tricolore si sbandiera per 4 idioti ignoranti strapagati che danno calci ad una sfera,e qualche altra cazzata,e di questo sono contento, poichè simoboleggia pienamente sto cazz di paese

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da lollo25000 Visualizza Messaggio
    Premetto che, vista la mia giovane età, le mie conoscenze della storia si limitano agli studi fatti al liceo e ad alcune letture fatte per interesse personale, e non saranno sicuramente esaustive come le vostre, anche perché, oltretutto, voi che vivete al Sud, avrete largo accesso nonché il desiderio di andare a conoscere i fatti della vostra storia fin nei minimi particolari, così come piace fare a me per la mia realtà locale.
    Premesso questo, voglio dire che non ho mai affermato che l'unificazione sia avvenuta in modo totalmente pacifico, e i soprusi commessi dai sabaudi in terra meridionale sono piuttosto noti e studiati anche nelle scuole. Io continuo, però, a non capire come possiate affermare che il Regno delle due Sicilie fosse all'avanguardia in quanto a libertà, infrastrutture, studi scientifici, ecc... A me sembra più simile a uno degli odierni sultanati, dove le elité vivono in totale egemonia e ricchezza, mentre i poveri sono lasciati a loro stessi, privi di ogni cura(anche perché altrimenti non si capirebbe per quale motivo l'analfabetismo dilagasse tra le masse di contadini, e perché questi ultimi avessero tanto in odio i loro regnanti da promuovere ripetute rivolte) piuttosto che uno stato simil-europeo dell'epoca(la totale assenza di una classe borghese vorrà pur dire qualcosa?!).
    Se avete la pazienza di leggere, vorrei porre alla vostra attenzione un testo tratto dal libro "Storia d'Italia dal 1861 al 1997" di uno degli storici più autorevoli nonché imparziali, che ha studiato a lungo la storia del nostro paese, tale Denis Mack Smith.


    CONDIZIONE POPOLARE NELLA SOCIETA' BORBONICA
    La differenza fra Nord e Sud era radicale. Per molti anni dopo il 1860 un contadino della Calabria aveva ben poco in comune con un contadino piemontese, mentre Torino era infinitamente più simile a Parigi e Londra che a Napoli e Palermo; e ciò in quanto queste due metà del paese si trovavano a due livelli diversi di civiltà. I poeti potevano pure scrivere del Sud come del giardino del mondo, la terra di Sibari e di Capri, ma di fatto la maggior parte dei meridionali vivevano nello squallore, perseguitati dalla siccità, dalla malaria e dai terremoti. I Borboni, che avevano governato Napoli e la Sicilia prima del 1860, erano stati tenaci sostenitori di un sistema feudale colorito superficialmente dallo sfarzo di una società cortigiana e corrotta. Avevano terrore della diffusione delle idee ed avevano cercato di mantenere i loro sudditi al di fuori delle rivoluzioni agricola e industriale dell'Europa settentrionale. Le strade erano poche o non esistevano addirittura ed era necessario il passaporto anche per viaggi entro i confini dello Stato. [pag. 5] Centinaia di migliaia di italiani vivevano in grotte, o in capanne di sterpi e di mota prive di finestre, o nelle umide cantine dei "fondaci" napoletani
    [...]
    Nelle regioni agricole meridionali gli analfabeti erano la stragrande maggioranza. Vi era diffuso il detto che il mantenimento di un asino costava più di quello di un uomo, e i Mille di Garibaldi, che erano quasi tutti di provenienza cittadina, rimasero sconcertati nell'incontrare pastori coperti soltanto da pelli di capra. Le strade erano inesistenti persino fra alcune delle città principali; c'era scarso commercio, la terra era coltivata solo a tratti, il mare circostante era solcato da pirati, e il paesaggio assomigliava più a quello dell'Africa settentrionale che a quello dell'Italia del Nord. W.S. Gilbert, librettista della compagnia Gilbert e Sullivan, fu catturato da giovane dai briganti di Calabria. La malaria, i briganti e la mancanza d'acqua costringevano le popolazioni ad ammassarsi in grandi villaggi che distavano fino a una ventina di chilometri dalle zone in cui lavoravano. Ancora nel 1861 esistevano nel Mezzogiorno luoghi in cui il denaro non era necessario all'economia. L'affitto, le decime al parroco, la "protezione" offerta dai campieri dei proprietari e gli interessi dovuti agli usurai potevano tutti esser pagati in natura. In un ambiente siffatto le condizioni feudali avevano facili possibilità di sopravvivenza; l'ineguaglianza delle sostanze era grande, quasi assente invece l'idea dell'eguaglianza di tutti di fronte alla legge. Era un mondo dominato dallo spirito della Controriforma, in cui il clero esercitava una forte influenza su di una popolazione di servi bigotti e la gente apprendeva soltanto in chiesa qualche elementare norma morale e qualche nozione politica, mentre i bambini non avevano occasione di frequentare la scuola. Le condizioni di vita e di lavoro portavano continuamente i contadini alle soglie della rivolta e non c'era rivolgimento politico che non li inducesse a trarne partito in un'insurrezione parallela che poteva essere di gran lunga più crudele e distruttiva. Per quanto alieni questi contadini fossero da qualsiasi simpatia nei confronti delle aspirazioni politiche del liberalismo, è certo tuttavia che senza il loro non intenzionale appoggio la rivoluzione stessa avrebbe potuto anche fallire. Ai loro occhi ogni insurrezione significava un'opportunità di saccheggio e d'incendi, un'occasione per attaccare gli scherani del padrone e la polizia, per bruciare il municipio con i ruoli delle imposte e i registri catastali che vi erano conservati, per occupare la terra del padrone e deviare le acque dal suo mulino. A volte, spinti dalla fame, erano essi stessi ad accendere la prima scintilla di quella che sarebbe diventata poi una rivolta politica, perché essi soltanto avevano tutto da guadagnare e poco da perdere da un'aperta lotta di classe. La forza motrice del Risorgimento quindi non consistette affatto soltanto nell'eroismo di Garibaldi e nell'abilità di Cavour; era rappresentata altresì, anche se in misura minore, da vendette personali o sociali e dai conflitti tra famiglie per il controllo del governo locale.
    [...]
    La rivolta del 1860 nell'Italia meridionale è di grande interesse per comprendere l'atteggiamento dei contadini e la loro importanza. Una concomitanza di sommosse cittadine causate dalla disoccupazione e di jacqueries anarchiche provocò la disintegrazione dell'amministrazione locale e costrinse l'atterrita polizia borbonica a salvarsi con la fuga. Era questa una condizione imprevista ma indispensabile affinché l'invasione di Garibaldi avesse successo. Seguirono alcuni giorni d'incendi di fienili, di furti di bestiame, di occupazione di terre e di assassinii; ma ciò provocò naturalmente una enorme paura tra i proprietari terrieri, anche tra quelli ch'erano di sentimenti liberali e patriottici. Come si disse dei catanesi, i ricchi "volevano la libertà, ma solo a patto che potesse essere acquistata senza sacrifici o incomodi per loro, e senza una rivolta sociale che esponesse le loro case al pericolo d'essere saccheggiate".
    [...]
    Garibaldi mutò così politica e fece giustiziare i "comunisti" nella tenuta di Bronte (Catania) appartenente alla famiglia dell'ammiraglio Nelson. Era il prezzo che i proprietari terrieri richiedevano in cambio del loro appoggio alla rivoluzione patriottica, che altrimenti non aveva grande significato per loro. Le rivolte contadine, quindi, non ebbero soltanto la funzione di minare alle fondamenta il regime borbonico in un momento decisivo ma altresì quella di spingere una parte dell'antica classe dirigente a rivolgersi al Piemonte vittorioso quale difensore dell'ordine sociale contro i suoi servi della gleba. [pagg. 50-53]


    Le letture dei cosiddetti neoborbonici le trovo troppo di parte per andarle a leggere. Però leggendo in questo forum ne ho scoperto per la prima volta l'esistenza...Prima credevo che gli unici a volere la secessione fossero i leghisti, ora invece mi accorgo che i secessionisti fioccano da tutte le parti, e la cosa mi mette molta amarezza...Se errori ci sono stati in passato, e ce no sono stati tanti, poco si può fare ora, se non puntare a una maggiore integrazione, anziché commettere l'errore di fare campanilismo...
    Ma pensate davvero di ottenere l'indipendenza dall'Italia con questo revisionismo della storia? E se ciò, malauguratamente, dovesse avvenire, come ve lo immaginate il futuro? Rispondete sinceramente, sono realmente interessato a sapere come la pensate!!
    Non mi fiderei molto degli storici anglosassoni! Per esperienza!

  7. #17
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    ensore dell'ordine sociale contro i suoi servi della gleba. [pagg. 50-53]


    Le letture dei cosiddetti neoborbonici le trovo troppo di parte per andarle a leggere. Però leggendo in questo forum ne ho scoperto per la prima volta l'esistenza...Prima credevo che gli unici a volere la secessione fossero i leghisti, ora invece mi accorgo che i secessionisti fioccano da tutte le parti, e la cosa mi mette molta amarezza...Se errori ci sono stati in passato, e ce no sono stati tanti, poco si può fare ora, se non puntare a una maggiore integrazione, anziché commettere l'errore di fare campanilismo...
    Ma pensate davvero di ottenere l'indipendenza dall'Italia con questo revisionismo della storia? E se ciò, malauguratamente, dovesse avvenire, come ve lo immaginate il futuro? Rispondete sinceramente, sono realmente interessato a sapere come la pensate!!
    A un certo punto l'inglesino si "smaschera", lo fa quando parla dello spirito della controriforma. Lì c'è il tallone d'achille di tutto il suo discorso, è l'odio verso il cattolicesimo che lo spinge a descriver a tinte così fosche la condizioni del Regno. Tale motivo fu molto importnate anche nel 1860, l'UK massonica appoggiò l'anticlericale piemonte vs Papato e Regno delle Due Sicilie.
    Lui dice che si viveva di baratto o quasi; le statistichghe ufficiali del Regno d'Italia dicono che nel Reame c'erano + del doppio dei soldi degli altri stati preunitarie maggiore erano gli operai nel sud. Qui viveva tale Karl Rothscild sai chi era, credi che facesse il turista... nn credo pure perchè qnd arrivò il nizzardo se ne andò.
    Aldo Servidio dice che Na in periodo borbonico aveva la + bassa mortalità infantile d'Italia, 100 anni dopo la più alta... coincidenze !?!
    Non cita Pietarsa, nè Mongiana. Io ti ricordo che secondo Giustino Fortunato e Gaetano Salvemini (due antiborbonici) l'unità d'Italia stroncò lo sviluppo del Sud, lo stesso garibaldi prima di morire si pentì della sua impresa ... o quasi, ... controlla pure su google.
    Ma poi l'inglesino ha mai consultao gli Almanacchi del Regno delle Due Sicilie, i suoi codici, ha mai consulato gli archivi di stato, sa chi era Giacinto de Sivo. Scusa la presunzione, ma anche lui conosce solo una faccia della luna.
    Napoli nel 1860 era di gran lunga la città più improtante d'Italia, la più abitata, la più famosa, quella con pù giornali, con più teatri, più conservatori, più università. Era una città vivissima, adesso stata assassinata. Palermo era superiore a Torino... Messina si difendeva benissimo. Ma poi lo sa l'inglesino che dopoo Ferdinando II per avere altre opere pubblcihe dovemmo aspettare Mussolini... 80 anni !
    Che significa maggiroe integrazione, che dobbiamo emigrare da voi per essere poi stranieri da voi (perchè terroni siamo e terroni moriremo) e stranieri nei ns paesi, che nel frattempo sono cambiati e la gente nemmeno ci riconosce più? No grazie, io sò napulitan, e lascerò questa terra solo per andare nell'ade.

    Il nostro non è campanilismo, non stai parlando con n ultras del cosenza o del lecce, stai parlando con dei modesti cultori della storia e della cultura del Regno più antico d'Europa, il Regno delle Due Sicilie.

    Porta rispetto!

    Se dovesse succedere, considerando che siamo il mercato dei prodotti padani, che non abbiamo nessuna banca, ma che avremo una banca centrale (senza signoraggio) e che per forza di cose produrremo ciò che consumeremo (il che oggi non avviene), visto che abbiamo pure il petrolio (che a quel punto logica vuole nazionilzzato)... Rinasceremo nel volgere di pochi anni e torneranno i fasti della Magna Grecia. Avremmo tv e giornali nostri, berlusca se vuol venire a pulire i cessi è ben accetto però!
    Abbandoneremo gli "ariani" d'Euopa e torneremo ad interagire coi nostri fratelli mediterranei, così da ultima thule d'Euorpa, passeremo a cento del Mediterraneo, la culla della civiltà occidentale. Il Mediterraneo è tornato centrale per molteplici motivi: oleodotti dalla Russia e merci cinesi, oltre ai rapporti coi paesi del MO.
    Tenetevi stretta la decrepita Europa e fate allargare le basi agli yankee così potranno ospitare i militari che dovranno lasciare la nostra terra!

  8. #18
    INSORGERE E' GIUSTO!
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    Citazione Originariamente Scritto da Princ.Citeriore Visualizza Messaggio
    A un certo punto l'inglesino si "smaschera", lo fa quando parla dello spirito della controriforma. Lì c'è il tallone d'achille di tutto il suo discorso, è l'odio verso il cattolicesimo che lo spinge a descriver a tinte così fosche la condizioni del Regno. Tale motivo fu molto importnate anche nel 1860, l'UK massonica appoggiò l'anticlericale piemonte vs Papato e Regno delle Due Sicilie.
    Lui dice che si viveva di baratto o quasi; le statistichghe ufficiali del Regno d'Italia dicono che nel Reame c'erano + del doppio dei soldi degli altri stati preunitarie maggiore erano gli operai nel sud. Qui viveva tale Karl Rothscild sai chi era, credi che facesse il turista... nn credo pure perchè qnd arrivò il nizzardo se ne andò.
    Aldo Servidio dice che Na in periodo borbonico aveva la + bassa mortalità infantile d'Italia, 100 anni dopo la più alta... coincidenze !?!
    Non cita Pietarsa, nè Mongiana. Io ti ricordo che secondo Giustino Fortunato e Gaetano Salvemini (due antiborbonici) l'unità d'Italia stroncò lo sviluppo del Sud, lo stesso garibaldi prima di morire si pentì della sua impresa ... o quasi, ... controlla pure su google.
    Ma poi l'inglesino ha mai consultao gli Almanacchi del Regno delle Due Sicilie, i suoi codici, ha mai consulato gli archivi di stato, sa chi era Giacinto de Sivo. Scusa la presunzione, ma anche lui conosce solo una faccia della luna.
    Napoli nel 1860 era di gran lunga la città più improtante d'Italia, la più abitata, la più famosa, quella con pù giornali, con più teatri, più conservatori, più università. Era una città vivissima, adesso stata assassinata. Palermo era superiore a Torino... Messina si difendeva benissimo. Ma poi lo sa l'inglesino che dopoo Ferdinando II per avere altre opere pubblcihe dovemmo aspettare Mussolini... 80 anni !
    Che significa maggiroe integrazione, che dobbiamo emigrare da voi per essere poi stranieri da voi (perchè terroni siamo e terroni moriremo) e stranieri nei ns paesi, che nel frattempo sono cambiati e la gente nemmeno ci riconosce più? No grazie, io sò napulitan, e lascerò questa terra solo per andare nell'ade.

    Il nostro non è campanilismo, non stai parlando con n ultras del cosenza o del lecce, stai parlando con dei modesti cultori della storia e della cultura del Regno più antico d'Europa, il Regno delle Due Sicilie.

    Porta rispetto!

    Se dovesse succedere, considerando che siamo il mercato dei prodotti padani, che non abbiamo nessuna banca, ma che avremo una banca centrale (senza signoraggio) e che per forza di cose produrremo ciò che consumeremo (il che oggi non avviene), visto che abbiamo pure il petrolio (che a quel punto logica vuole nazionilzzato)... Rinasceremo nel volgere di pochi anni e torneranno i fasti della Magna Grecia. Avremmo tv e giornali nostri, berlusca se vuol venire a pulire i cessi è ben accetto però!
    Abbandoneremo gli "ariani" d'Euopa e torneremo ad interagire coi nostri fratelli mediterranei, così da ultima thule d'Euorpa, passeremo a cento del Mediterraneo, la culla della civiltà occidentale. Il Mediterraneo è tornato centrale per molteplici motivi: oleodotti dalla Russia e merci cinesi, oltre ai rapporti coi paesi del MO.
    Tenetevi stretta la decrepita Europa e fate allargare le basi agli yankee così potranno ospitare i militari che dovranno lasciare la nostra terra!
    Che dire viciè... SONO PIU' DACCORDO DI TE!

    INSORGERE E' GIUSTO!

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da Princ.Citeriore Visualizza Messaggio
    A un certo punto l'inglesino si "smaschera", lo fa quando parla dello spirito della controriforma. Lì c'è il tallone d'achille di tutto il suo discorso, è l'odio verso il cattolicesimo che lo spinge a descriver a tinte così fosche la condizioni del Regno. Tale motivo fu molto importnate anche nel 1860, l'UK massonica appoggiò l'anticlericale piemonte vs Papato e Regno delle Due Sicilie.
    Lui dice che si viveva di baratto o quasi; le statistichghe ufficiali del Regno d'Italia dicono che nel Reame c'erano + del doppio dei soldi degli altri stati preunitarie maggiore erano gli operai nel sud. Qui viveva tale Karl Rothscild sai chi era, credi che facesse il turista... nn credo pure perchè qnd arrivò il nizzardo se ne andò.
    Aldo Servidio dice che Na in periodo borbonico aveva la + bassa mortalità infantile d'Italia, 100 anni dopo la più alta... coincidenze !?!
    Non cita Pietarsa, nè Mongiana. Io ti ricordo che secondo Giustino Fortunato e Gaetano Salvemini (due antiborbonici) l'unità d'Italia stroncò lo sviluppo del Sud, lo stesso garibaldi prima di morire si pentì della sua impresa ... o quasi, ... controlla pure su google.
    Ma poi l'inglesino ha mai consultao gli Almanacchi del Regno delle Due Sicilie, i suoi codici, ha mai consulato gli archivi di stato, sa chi era Giacinto de Sivo. Scusa la presunzione, ma anche lui conosce solo una faccia della luna.
    Napoli nel 1860 era di gran lunga la città più improtante d'Italia, la più abitata, la più famosa, quella con pù giornali, con più teatri, più conservatori, più università. Era una città vivissima, adesso stata assassinata. Palermo era superiore a Torino... Messina si difendeva benissimo. Ma poi lo sa l'inglesino che dopoo Ferdinando II per avere altre opere pubblcihe dovemmo aspettare Mussolini... 80 anni !
    Che significa maggiroe integrazione, che dobbiamo emigrare da voi per essere poi stranieri da voi (perchè terroni siamo e terroni moriremo) e stranieri nei ns paesi, che nel frattempo sono cambiati e la gente nemmeno ci riconosce più? No grazie, io sò napulitan, e lascerò questa terra solo per andare nell'ade.

    Il nostro non è campanilismo, non stai parlando con n ultras del cosenza o del lecce, stai parlando con dei modesti cultori della storia e della cultura del Regno più antico d'Europa, il Regno delle Due Sicilie.

    Porta rispetto!

    Se dovesse succedere, considerando che siamo il mercato dei prodotti padani, che non abbiamo nessuna banca, ma che avremo una banca centrale (senza signoraggio) e che per forza di cose produrremo ciò che consumeremo (il che oggi non avviene), visto che abbiamo pure il petrolio (che a quel punto logica vuole nazionilzzato)... Rinasceremo nel volgere di pochi anni e torneranno i fasti della Magna Grecia. Avremmo tv e giornali nostri, berlusca se vuol venire a pulire i cessi è ben accetto però!
    Abbandoneremo gli "ariani" d'Euopa e torneremo ad interagire coi nostri fratelli mediterranei, così da ultima thule d'Euorpa, passeremo a cento del Mediterraneo, la culla della civiltà occidentale. Il Mediterraneo è tornato centrale per molteplici motivi: oleodotti dalla Russia e merci cinesi, oltre ai rapporti coi paesi del MO.
    Tenetevi stretta la decrepita Europa e fate allargare le basi agli yankee così potranno ospitare i militari che dovranno lasciare la nostra terra!

    Meglio di cosi si muore

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da lollo25000 Visualizza Messaggio
    Ma cosa vorrebbe dimostrare questo video? Che il sud non è stato sufficientemente supportato dal resto del paese? Mi sembra una supposizione alquanto ridicola, davvero.
    Anzitutto vengono dette una serie di cose senza capo né coda, tanto per fomentare un po' l'odio verso i "polentoni"; poi si comincia a fornire dati in cui si vuole dimostrare che al centro-nord vanno la maggior parte dei fondi destinati alle aziende. Questo è vero. Però non si spiega che al sud arrivano meno fondi perché le aziende si contano sul palmo di una mano; e ciò non è tanto colpa dello stato, quanto alla mancanza di voglia da parte degli industriali di investire in aree controllate quasi in toto da organizzazioni criminali che hanno il benestare dei politici e, talvolta, delle popolazioni locali.
    Poi non capisco, questo video vorrebbe manifestare la voglia da parte della gente del sud di separarsi dal resto dell'Italia?? Non bastavano già le sparate della Lega?! Ma esiste ancora qualcuno che crede nell'Unità in questo paese?
    Evito di commentare il video...dovresti però informarti meglio su come stanno le cose in Italia e di dove vadano veramente i soldi. Ti consiglio uno sguardo al d.lgs 56/2000, è illuminante!! Più immediato ancora è un'occhiata alle dotazioni infrastrutturali del Sud rispetto a quelle del Nord. Posta l'Italia pari a 100, l'indice di dotazione infrastrutturale al Sud è 49, al Nord 115. Le infrastrutture sono la base dello sviluppo e ciò dimostra una volontà di mantenere il Sud in uno stato di semicolonizzazione. E' inoltre vero che le infrastrutture si fanno con i soldi ( tanti soldi ) e non piovono dall'alto, per farle quindi qualcosa si sarà pur speso nelle "martoriate" terre del Nord...o no?

 

 
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