Risultati da 1 a 4 di 4

Discussione: Licenziato!!

  1. #1
    COSTRUIRE IL COMUNISMO!!
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    Predefinito Licenziato!!

    Dante De Angelis è stato bloccato sul posto di lavoro. Gli hanno impedito l'accesso senza avergli
    notificato la lettera con cui l'amministratore delegato ha firmato il provvedimento sospensivoLicenziato per la seconda volta
    per aver denunciato i rischi Fs
    L´atleta Usain Bolt celebra la vittoria a Pechino Reuters /Wolfgang Rattay
    Gemma Contin
    Dopo l'"epurazione" degli otto operai di Genova, alle Ferrovie dello Stato arriva il nuovo licenziamento di Dante De Angelis, macchinista romano, responsabile dei lavoratori per la sicurezza allo Scalo di San Lorenzo.
    Licenziamento perpetrato per la seconda volta, a tradimento, il giorno di ferragosto, quando tutta l'Italia è immobile, accecata assordata ammutolita nelle città deserte o sulle spiagge sotto il solleone, in occasione della smemorata cattolicissima festa dell'Assunzione di Maria vergine al cielo.
    De Angelis è noto per le sue denunce sullo stato delle ferrovie e sulle condizioni di lavoro in Trenitalia. I telespettatori di Report se lo ricordano quando, in una trasmissione sulle Fs e sugli incidenti ferroviari, un paio d'anni fa, aveva rivelato il rischio in cui versano i treni e il trasporto pubblico su rotaia, da un lato per le carenze di manutenzione dell'Azienda di Stato guidata da Innocenzo Cipolletta (presidente, ex direttore generale di Confindustria) e Mauro Moretti (amministratore delegato, ex sindacalista della Cgil) e dall'altro per i turni "disumani", aggravati dalle recenti "agevolazioni" sugli straordinari introdotte dal governo Berlusconi, e per la situazione di insicurezza cui sono sottoposti i macchinisti dopo l'introduzione delle tecnologie Scmt (Sistema di controllo movimento treni, una piastra frenante corrispondente più o meno a un freno a mano) e del sistema Vacma detto anche "pedale dell'Uomo Morto": un "arnese" di controllo che il macchinista "unico" deve premere e rilasciare ogni 55 secondi per accertarne la presenza e lo stato di vigilanza mentre è alla guida di un convoglio.
    De Angelis, come ha scritto anche Liberazione , era già stato licenziato nel marzo del 2006.
    8

    Liberazione
    17/08/2008

  2. #2
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    Sono tornato da poco e non ho avuto modo di commentare la notizia. So che sta girando una petizione online per il reintegro in servizio del coraggioso lavoratore. Qualcuno ne sa di più?

  3. #3
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    Le FS hanno licenziato il macchinista/RLS
    Dante De Angelis. L'aver esercitato il diritto di critica ed il ruolo di scrupoloso RLS è costato, ancora una volta, il posto di lavoro a Dante De Angelis, macchinista in forza al deposito locomotive di Roma S. Lorenzo. Con questo atto la Società vorrebbe chiudere la bocca ad un delegato che ha osato mettere in evidenza le possibili lacune, ammesse anche dallo stesso AD Moretti, che hanno determinato lo spezzamento di due Eurostar nell'arco di 10 giorni. Con questa azione, che segue quella degli 8 licenziamenti di Genova ai danni di operai che avevano già terminato l'attività di manutenzione programmata il gruppo dirigente delle FS spa apre uno scontro senza precedenti contro i lavoratori delle FS, ai quali si chiede di tacere anche quando, nel ruolo di RLS, hanno l'obbligo di segnalare ogni possibile elemento di rischio che possa pregiudicare la sicurezza dei lavoratori, dei treni e dei cittadini che ogni giorno li usano con fiducia.
    Dopo le abbuffate di ipocrisia (precedenti la stesura del Testo Unico) che lo volevano al centro di un sistema virtuoso tendente al progressivo miglioramento delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro, il ruolo del RLS, col licenziamento di Dante De Angelis, torna a essere quello delle origini: scomodo e, quindi, da ridurre al minimo, al silenzio. In più, Dante è stato licenziato perchè ha posto al servizio della collettività, dei cittadini-viaggiatori, la propria esperienza, una sorta di garanzia che, per qualità del servizio ferroviario, si potesse contare soprattutto sui diretti artefici: i ferrovieri stessi.
    Per questo abbiamo tutti il dovere di rispondere in modo adeguato a questa sfida, richiedendo il reintegro immediato di Dante De Angelis.

    sito per firmare

    http://firmiamo.it/campagnadisolidar...dantedeangelis

  4. #4
    email non funzionante
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    OMNIA SUNT COMMUNIA

    "Un lato positivo nella mia vicenda è quello di aver contribuito a portare alla luce la crudeltà delle Ferrovie nei confronti degli otto colleghi di Genova"

    Intervista a Dante De Angelis


    Continua sul sito www.macchinistisicuri.info, la petizione a favore di Dante De Angelis il ferroviere licenziato il 15 agosto scorso colpevole, secondo Trenitalia, di aver diffuso notizie false che gettano discredito sulla compagnia ferroviaria.
    Migliaia di persone stanno continuando ad esprimere la loro solidarietà a questo lavoratore di 47 anni, allontanato dal suo posto di lavoro per aver pronunciato opinioni che hanno fatto emergere la carente sicurezza in cui versa il trasporto su ferro.
    I fatti a cui Dante De Angelis si era riferito riguardavano gli ultimi incidenti ferroviari avvenuti nei pressi di Milano il 14 e il 22 luglio, dove la rottura del tenditore di collegamento provocò il distaccamento tra due vagoni. Ma la sicurezza è un tema molto dibattuto in questo delicato settore e gli incidenti continuano a mietere vittime tra gli addetti ai lavori. Uno dei recenti casi è stato quello del malfunzionamento delle porte dei vagoni, nel quale Antonio Di Luccio rimase intrappolato finendo sotto i binari. Il capotreno di 50 anni subì l´amputazione della gamba destra e del piede sinistro.
    Abbiamo incontrato Dante De Angelis, Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, già licenziato nel 2006 durante la vertenza contro la reintroduzione del pedale a “Uomo Morto” sui treni - il famigerato dispositivo degli anni '30 che i macchinisti dovrebbero azionare continuamente durante tutto il tempo di guida - e riammesso al lavoro dopo sette mesi. Un licenziamento ingiusto hanno commentato i tanti firmatari dell´appello che chiede l´immediata riammissione al lavoro di De Angelis, a dimostrazione dello sdegno per l´epilogo di questa vicenda. per aver denunciato la mancanza di sicurezza sui treni.
    Trenitalia le ha contestato la diffusione di notizie false e tendenziose?
    Sì, prima una contestazione riguardo le mie dichiarazioni, dopo le mie contro deduzioni, ritenute insufficienti, la lettera di licenziamento, in quanto il rapporto fiduciario è decaduto.
    Lei si occupa proprio di sicurezza. L´azione di Trenitalia nei suoi confronti colpisce qualsiasi forma di denuncia sulla sicurezza. Ma se i lavoratori che sono in prima linea sono messi a zittire, sugli incidenti non emergeranno mai le vere responsabilità. Di cosa c´è bisogno per far fronte a questi episodi?
    Il ruolo dei lavoratori in tutte le aziende è fondamentale per costruire e mantenere un livello alto di sicurezza, e questo vale per tutte le realtà, siano esse di carattere industriale o di servizio. Soltanto chi vive dall´interno i processi produttivi può conoscere nel dettaglio le lacune e le problematiche delle lavorazioni, fermo restando che i lavoratori da soli non sono sufficienti ad agire sul fronte sicurezza. A fronte dell'obbligo primario dei datori di lavoro di garantire la massima sicurezza tecnicamente possibile un forte ruolo dovrebbero svolgerlo anche i Servizi di Prevenzione, la magistratura, le Organizzazioni sindacali le forze politiche e gli organi di informazione. Purtroppo ciò non sempre avviene. Succede invece che in seguito ad un qualsiasi incidente sul lavoro, le responsabilità finiscano per essere addebitate all'ultimo anello della catena di produzione e anche quando si accertano delle responsabilità le ragioni vere dell'incidente restano sepolte in qualche polveroso fascicolo nelle ASL o nelle Procure che nessuno si occupa di analizzare.
    Sarebbe invece necessario rendere pubblici e consentire a tutti di “studiare” l'evento e le sue cause, in modo evitare in futuro gli stessi errori. Un patrimonio di conoscenze che se messo in comune potrebbe risparmiare tante tragedie. Ma spesso accade che un tragico episodio richiami l´attenzione per qualche giorno per poi cadere nel dimenticatoio, evitando così di aprire un confronto che possa porre sistematicamente dei rimedi efficaci. In Italia manca proprio questo importantissimo strumento, un banca dati pubblica per far conoscere a tutti, nel dettaglio, il contesto e le cause di ogni infortunio. Questo lavoro di informazione di noi RLS, inoltre, è spesso ostacolato dalle aziende le quali nei nostri confronti possono agire pressoché indisturbate e senza conseguenze: ad esempio licenziare oggi un lavoratore che informa lavoratori e opinione pubblica non costa nulla, specialmente in un´azienda grande come quella di Trenitalia. Nel mio caso personale se tra uno o tre anni la contestazione che l´Azienda ha mosso nei miei confronti si rivelasse priva di fondamento io, sottoposto all'umiliazione ed allo stress di un licenziamento, sarei riammesso, ma per coloro che hanno preso a suo tempo la decisione, al di là del merito, non ci sarebbero conseguenze. In definitiva il rapporto tra azienda e lavoratore è impari, nonostante il diritto al reintegro sancito dall´articolo 18 dello statuto dei lavoratori.
    Eppure qualcuno ha colto l´occasione per accusare i ferrovieri di assenteismo dopo l´episodio di Genova dove otto lavoratori si sono fatti timbrare il cartellino da un collega. Stranamente questo fatto viene alla luce proprio in contemporanea con il suo licenziamento. Sembra quasi un caso.....
    Se posso trovare un lato positivo nella mia vicenda è quello di aver contribuito a portare alla luce la crudeltà delle Ferrovie nei confronti degli otto colleghi di Genova. L´Azienda infatti sta punendo senza distinzioni di gravità i suoi dipendenti, facendoli passare per fannulloni. Invece quello che è successo a Genova è ben diverso. Gli otto lavoratori accettarono alla fine del loro regolare turno di lavoro di fare uno straordinario per riparare un treno. Il tempo programmato per quella manutenzione era di due ore, ma gli otto lo hanno finito con un quarto d´ora in anticipo, e questa colpa è stata ritenuta così grave tanto da essere punita con il massimo della pena: il licenziamento.
    Il film di Simone Amendola 'Quando combattono gli elefanti', presentato al Festival di Venezia che lo vedeva come protagonista è stato rifiutato. Il film parla proprio del suo primo licenziamento del 2006. Con quale motivazione è stato scartato il film e cosa ne pensa di questa scelta?
    Credo che la commissione esaminatrice faccia il suo dovere e quindi non mi permetto di entrare nel merito della questione. Il film rispecchia un momento importante nella storia delle lotte dei ferrovieri per la sicurezza, a seguito di gravi incidenti. Una storia di gente normale, che lavora, si impegna e lotta; Venezia forse è un Festival che si occupa d'altro. L´idea era nata inizialmente con lo scopo documentaristico, ma il giovane regista, Simone Amendola, è riuscito successivamente a costruire attorno a questa realtà un intreccio che ha contribuito a dare un significato poetico alla narrazione cinematografica.
    Vista la mobilitazione di questi giorni prevedete a breve una grande manifestazione nazionale?
    E´ già stato fissato un appuntamento per il prossimo 5 settembre a Roma in via Marsala alla Sala del sacro Cuore. Oltre alla discussione sindacale parteciperanno esponenti del mondo dello spettacolo, della cultura, della politica e dell´associazionismo, e insieme daremo vita ad una campagna di opposizione all´attacco frontale che si sta consumando contro il lavoro, la libertà e la democrazia. Questo primo incontro sarà il luogo dove confrontarsi apertamente e decidere sulle prossime iniziative da intraprendere.

    Alessandro Ambrosin
    fonte: info@dazebao.org


    ARDITI NON GENDARMI

 

 

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