Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 15
  1. #1
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    22 Jan 2006
    Messaggi
    9,349
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Tremonti, l'intervista di un genio

    Posto con piacere un articolo di Michele Boldrin dal suo blog dagli USA.
    Il titolo, per una volta, non è ironico. L’intervista rilasciata a Ferragosto da Giulio Tremonti al Corriere prova che l’uomo un genio è: della mistificazione. Perché il vero regista di questo governo è lui, BS fa solo la parte più brillante in una trama scritta altrove.[/font]
    Buona lettura e buoni commenti. Linko ben volentieri:

    http://www.noisefromamerika.org/inde..._un_genio#body

    Perché occuparsi di un’intervista fondamentalmente minore ed in cui l’intervistato non dice nulla di nuovo? Perché questa intervista è un capolavoro del MinCulPop – che è ciò che il Corriere è diventato da quando la scommessa su VW è andata buca e i padroni del vapore hanno ordinato a Mieli di lavorare per la Grosse Koalition e la stabilità a ogni prezzo – e permette di capire quale sia lo scheletro ideologico della sequenza di balle su cui le politiche economiche di questo governo si fondano, e si fonderanno.
    L’intervista mi ha stuzzicato anche per una seconda ragione: sono in Italia da due mesi (non temete, in meno d’una settimana me ne vado) ed ho letto i giornali con attenzione; ultimamente ho anche cominciato a guardare le notizie alla televisione. L’impressione di un regime è fortissima, asfissiante. Questo vale soprattutto per i due principali canali RAI (con il TG3 che conferma la regola mettendo in onda solo veline del loft PD) visto che a tutti sembra ovvio che i canali Mediaset facciano propaganda per il loro proprietario (a Fede ho resistito solo 4 minuti, poi basta: ma come fate?). La parte piu grave, però, sono i grandi giornali cosidetti “indipendenti”: Corriere, Stampa e Sole in testa, con dietro Messaggero, Gazzettino, Mattino di Napoli, eccetera: il coro esegue polifonicamente lo stesso spartito, quindi meglio dare un’occhiata allo spartito.
    Eccone l’impianto. Il capitalismo mondiale è in crisi e gli USA ne sono l’epicentro. Le cause della crisi sono da un lato la globalizzazione e dall’altro la speculazione mercatista, il libero mercato, la concorrenza. Sta agli stati, ai governi, rispondere a queste cause di crisi riacquistando un protagonismo fondamentale nella gestione dell’economia: libero mercato e concorrenza portano alla crisi, serve altro. Riscopriamo il corporativismo cristiano-europeo, al centro delle quali stanno governi forti e paternalisti che coordinano associazioni di produttori nazionali e ne difendono i mercati e le prerogative. Tale politica oggi non puo essere svolta solo a livello di nazione, va svolta a livello di Europa continentale (nella perfida Albione hanno sede alcuni dei nemici peggiori). Per ottenere tale risultato occorre la cooperazione di tutte le parti sociali e risulta quindi necessario, sulle questioni fondamentali della politica economica, superare la dicotomia governo/opposizione: esistono supremi interessi nazionali che vanno difesi dall’aggressione esterna, sia essa americana, cinese o della speculazione internazionale. In una situazione come questa, una situazione straordinaria con cause tutte esterne, diventano secondarie le cause nazionali di divisione. Vanno quindi accantonate la questione morale, anzitutto, ma anche l’evasione fiscale da un lato e l’oppressione fiscale dall’altro, la mancanza di crescita nei redditi effettivi di settori estesi della popolazione e della produttivita del lavoro in generale, l’assistenzialismo meridionale e l’illegalità che governa quella fetta di paese, lo sfasciarsi progressivo dell’apparato dello stato, l’accelerarsi della decadenza del sistema scolastico ...
    Questo copione ha ovviamente vaste implicazioni che riguardano sia l’ordine pubblico, che il sistema di valori dominante, che la distribuzione del reddito e del potere politico, economico e mediatico all’interno del paese - sembrano essersene accorti persino a Famiglia Cristiana, seppur nel loro stile predicatorio-buonista - ma discutere questi aspetti ci porterebbe troppo lontano, ed è ancora troppo presto per dire dove si finirà esattamente. L’asse portante, in ogni caso, rimane quello economico come articolato nell’intervista in questione.
    Il giornalista, tale Mario Sensini, offre imbeccate servil-strumentali che permettono al signor Ministro d’esibire la sua enorme sapienza. La quale non si fa desiderare: linguaggio ampolloso, latinorum a go-go, metafore ardite, affermazoni epocali sin dalla prima riga. L’intervista non si apre con una domanda ma con una sentenza: agosto, apparentemente, ha scalzato aprile ed è il più crudele dei mesi, quello nel quale esplodono le crisi. Il nostro ci ricorda che quella dei mutui si manifestò l’anno scorso di questi giorni ma si scorda di notare che lui, a quel tempo, prediceva il 1929 e l’imminente fine del mondo, mentre un anno dopo il mondo gode di decentissima salute. Fa niente.
    La parte di politica internazionale fa tristezza, ed anche la voglia di dire cose troppo cattive, ma non è questo il punto. Il punto essendo che gli USA sono fuori gioco e sta alla ritrovata Europa giocare la partita con la ritrovata Russia imperiale: il quadro di riferimento è quello della seconda metà del XIX secolo.
    Poi viene l’associazione chiave del Tremonti-pensiero a quello di Ratzinger. Di nuovo, tralasciamo la baggianata sui grandi passaggi epocali che la chiesa sa correttamente interpretare (il pensiero rinascimentale e poi scientifico, la rivoluzione francese, quella industriale, l’unità d’Italia, l’avvento dei fascismi europei ...) accontentiamoci di questa falsità:
    «L’aspetto orrendo della speculazione è sul grano, sul mais, sugli alimenti. Anche sul petrolio. Nel giro di sei mesi il prezzo è salito vertiginosamente e poi precipitato. E’ la prova che dietro c’era la speculazione. Da un lato questa ha divorato se stessa, causando recessione, dall’altro ha subito i colpi dell’azione forte di molti governi».
    Sì: dice proprio così, ed il Sensini-Rigoletto non gli chiede di dare qualche esempio d’azione “forte” dei “molti governi” ma continua chiedendogli di parlare della crisi USA. Sì, di quella USA, non di quella italiana! GT racconta una balla grande come una casa ed il Sensini non riesce nemmeno a chiedergli: scusi, signor ministro, mi spiega come una variazione di un 20% nello spazio di sei mesi possa causare una recessione che negli USA ancora non c’è e che invece c’è in Italia, Germania e Francia dove, grazie all’apprezzamento dell’euro, il prezzo del petrolio è cresciuto molto meno e la speculazione finanziario-mercatista non s’è vista, come dice lei?
    No, il nostro gli chiede degli USA, e GT ne approfitta per spiegarci che sono oramai allo sfascio, tutto per colpa della scienza economica triste fatta con le formule matematiche. La prova: i giudici hanno ordinato a due banche fraudolente di ricomprarsi i titoli piazzati con sporchi trucchi. In Italia, quando già governava lui, le varie Cirio, Parmalat e il sistema bancario nel complesso (buoni argentini) fregavano i piccoli risparmiatori con titoli di cacca senza che nessuno ordinasse loro di ricomprarseli. Morale: le crisi epocali si evitano lasciando che i banchieri nazionali truffino impuniti. Non scherzo: l’ingegneria finanziaria sporca era una passione del GT prima maniera, nonostante le prediche odierne.
    Aggiunge poi, il vostro ministro, che invece in Europa la situazione è più equilibrata. Strano, oggi lo stesso giornale ci informa in prima pagina che l’area euro è già in recessione ... Ah le statistiche: prodotti del diavolo matematico e triste. Ma le perle vengono dopo: le pensioni italiane sono sicure e gli unici settori dell’industria italiana dove le cose non vanno bene sono quelli delle privatizzazioni sbagliate (esempi non dà, cosa intenda chi lo sa, ma di certo le privatizzazioni gli sembrano una jattura), e l’unico punto debole (come lo imbecca il Mario Rigoletto) sono i conti pubblici che GT ha messo in ordine con la finanziaria anticipata. E dentro i conti pubblici che lui ha messo in sicurezza trovano la medesima anche i risparmi delle famiglie. Cosa vuol dire? Non lo so, ma il giornalista deve aver capito perché non chiede chiarimenti. Qualcuno mi illumina? Mi illumino da solo: occorre far passare il messaggio che i conti dello stato e quelli delle famiglie sono la stessa cosa, la corazza dello stato paterno protegge (non dice “dentro” a caso) i risparmi delle famiglie. Competitività, produttività, crescita, concorrenza non servono a nulla, lo stato conta.
    Poi viene tutta una parte in cui GT maramaldeggia spiegando ai sinistri cio che dovrebbero fare e non fanno. Cosa dovrebbero fare? Glielo suggerisce il Rigoletto, e lui felice condivide
    La commissione Attali in Francia, il ruolo di Giuliano Amato nella consulta per Roma, dimostrano che c’è terreno per coltivare esperienze bipartisan.
    «Ed è la via giusta. [...]».

  2. #2
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    22 Jan 2006
    Messaggi
    9,349
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Tu non devi postare riflessioni intelligenti. Insulta e vedrai quanti ti rispondono.

  3. #3
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    22 Jan 2006
    Messaggi
    9,349
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da picchio Visualizza Messaggio
    Tu non devi postare riflessioni intelligenti. Insulta e vedrai quanti ti rispondono.
    Hai ragione, ricomincio al gioco bananas contro mortadellas.

  4. #4
    Mai l'altra guancia
    Data Registrazione
    08 Mar 2006
    Località
    -
    Messaggi
    25,491
     Likes dati
    359
     Like avuti
    1,017
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Pezzo interessante, ma impaginato male.
    E senza disegnini colorati. Potrebbe annoiare quelli poco svegli.

    Dovresti renderlo fruibile a tutti.

  5. #5
    "CATTOCOMUNISTA"
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    10,088
     Likes dati
    19
     Like avuti
    24
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    C'è poco da fare Tremonti è un caprone DOC

    E il bello è che proprio lui anni fa era il primo estimatore della finanza creativa e cazzabubbole varie alla "american way".

    Pezzente

  6. #6
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    29 Jun 2009
    Località
    Tv
    Messaggi
    16,518
     Likes dati
    4,344
     Like avuti
    5,162
    Mentioned
    23 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da picchio Visualizza Messaggio
    Tu non devi postare riflessioni intelligenti. Insulta e vedrai quanti ti rispondono.
    Citazione Originariamente Scritto da enzogiulio Visualizza Messaggio
    Hai ragione, ricomincio al gioco bananas contro mortadellas.
    giusto ..

  7. #7
    Gianicolo, 1849
    Data Registrazione
    02 Apr 2009
    Messaggi
    43,712
     Likes dati
    10,446
     Like avuti
    27,162
    Mentioned
    874 Post(s)
    Tagged
    11 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da enzogiulio Visualizza Messaggio
    Eccone l’impianto. Il capitalismo mondiale è in crisi e gli USA ne sono l’epicentro. Le cause della crisi sono da un lato la globalizzazione e dall’altro la speculazione mercatista, il libero mercato, la concorrenza. Sta agli stati, ai governi, rispondere a queste cause di crisi riacquistando un protagonismo fondamentale nella gestione dell’economia: libero mercato e concorrenza portano alla crisi, serve altro. Riscopriamo il corporativismo cristiano-europeo, al centro delle quali stanno governi forti e paternalisti che coordinano associazioni di produttori nazionali e ne difendono i mercati e le prerogative. Tale politica oggi non puo essere svolta solo a livello di nazione, va svolta a livello di Europa continentale (nella perfida Albione hanno sede alcuni dei nemici peggiori). Per ottenere tale risultato occorre la cooperazione di tutte le parti sociali e risulta quindi necessario, sulle questioni fondamentali della politica economica, superare la dicotomia governo/opposizione: esistono supremi interessi nazionali che vanno difesi dall’aggressione esterna, sia essa americana, cinese o della speculazione internazionale. In una situazione come questa, una situazione straordinaria con cause tutte esterne, diventano secondarie le cause nazionali di divisione.
    E' giusto.
    PDL E PD devono nominare tre fratelli Orazi e tre fratelli Curiazi, e farli combattere.
    L'esercito deve stare a presidiare Ponte Sublicio, sennò vengono gli Etruschi e ce le magnano vivi.


  8. #8
    Forumista senior
    Data Registrazione
    04 Jan 2013
    Messaggi
    3,943
     Likes dati
    1
     Like avuti
    50
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    La persona è indubbiamente e anche umanamente antipatica e sgradevole.
    Ma questo è solo un dettaglio.
    Il dato fondamentale è che per un paese come l'Italia , che sconta gravissimi errori del passato sotto forma di un pesantissimo debito pubblico , è necessario al ministero dell'Economia una persona che abbia prima di tutto una profonda dottrina , e qui si staglia netta la contraddizione di Tremonti che nutre profondo disprezzo verso l'economia come scienza.
    Già chiamare mercatismo il mercato è indice di uno che non ne conosce i meccanismi , perciò ne ha paura e li esorcizza demonizzandoli.
    In parole povere , un incompetente messo al timone di una nave che ha fortissime probabilità di naufragare comunque........
    Ma perchè Berlusconi ha scelto lui ?
    Eppure di figure di elevato spessore scientifico ce n'erano in giro , mi viene in mente per primo l'omonimo Monti..ma non solo lui...
    Si dice che in realtà a Berlusconi interessi solo salvarsi il culo , vedi leggi ad personam....
    Sarà , però qui c'è veramente da preoccuparsi.
    Non dimentichiamoci che nel 2001 il nostro si trovò con un 6% di avanzo primario in una fase con inflazione calante e prossima a valori minimi , cioè condizioni perfette ed irripetibili per iniziare con facilità il risanamento e la diminuzione del debito.
    Sappiamo come è andata.
    In 5 anni ha letteralmente dilapidato l'avanzo primario , a spuma e seghe , come i militari di una volta......
    Voglio vedere come riuscirà adesso a pareggiare il bilancio , con l'inflazione al 4% e in crescita , che presuppone emissione di titoli di stato a tassi sempre più alti , e quindi l'aumento degli interessi....
    Che farà , aumenterà le tasse , che sono già oltre il 50% del PIL ?
    No , in qualunque modo la si metta , io la vedo brutta con uno così , e credo che ci sia veramente da preoccuparsi.......

  9. #9
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    02 Mar 2008
    Messaggi
    7,634
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da enzogiulio Visualizza Messaggio
    Posto con piacere un articolo di Michele Boldrin dal suo blog dagli USA.
    Il titolo, per una volta, non è ironico. L’intervista rilasciata a Ferragosto da Giulio Tremonti al Corriere prova che l’uomo un genio è: della mistificazione. Perché il vero regista di questo governo è lui, BS fa solo la parte più brillante in una trama scritta altrove.[/font]
    Buona lettura e buoni commenti. Linko ben volentieri:

    http://www.noisefromamerika.org/inde..._un_genio#body

    Perché occuparsi di un’intervista fondamentalmente minore ed in cui l’intervistato non dice nulla di nuovo? Perché questa intervista è un capolavoro del MinCulPop – che è ciò che il Corriere è diventato da quando la scommessa su VW è andata buca e i padroni del vapore hanno ordinato a Mieli di lavorare per la Grosse Koalition e la stabilità a ogni prezzo – e permette di capire quale sia lo scheletro ideologico della sequenza di balle su cui le politiche economiche di questo governo si fondano, e si fonderanno.
    L’intervista mi ha stuzzicato anche per una seconda ragione: sono in Italia da due mesi (non temete, in meno d’una settimana me ne vado) ed ho letto i giornali con attenzione; ultimamente ho anche cominciato a guardare le notizie alla televisione. L’impressione di un regime è fortissima, asfissiante. Questo vale soprattutto per i due principali canali RAI (con il TG3 che conferma la regola mettendo in onda solo veline del loft PD) visto che a tutti sembra ovvio che i canali Mediaset facciano propaganda per il loro proprietario (a Fede ho resistito solo 4 minuti, poi basta: ma come fate?). La parte piu grave, però, sono i grandi giornali cosidetti “indipendenti”: Corriere, Stampa e Sole in testa, con dietro Messaggero, Gazzettino, Mattino di Napoli, eccetera: il coro esegue polifonicamente lo stesso spartito, quindi meglio dare un’occhiata allo spartito.
    Eccone l’impianto. Il capitalismo mondiale è in crisi e gli USA ne sono l’epicentro. Le cause della crisi sono da un lato la globalizzazione e dall’altro la speculazione mercatista, il libero mercato, la concorrenza. Sta agli stati, ai governi, rispondere a queste cause di crisi riacquistando un protagonismo fondamentale nella gestione dell’economia: libero mercato e concorrenza portano alla crisi, serve altro. Riscopriamo il corporativismo cristiano-europeo, al centro delle quali stanno governi forti e paternalisti che coordinano associazioni di produttori nazionali e ne difendono i mercati e le prerogative. Tale politica oggi non puo essere svolta solo a livello di nazione, va svolta a livello di Europa continentale (nella perfida Albione hanno sede alcuni dei nemici peggiori). Per ottenere tale risultato occorre la cooperazione di tutte le parti sociali e risulta quindi necessario, sulle questioni fondamentali della politica economica, superare la dicotomia governo/opposizione: esistono supremi interessi nazionali che vanno difesi dall’aggressione esterna, sia essa americana, cinese o della speculazione internazionale. In una situazione come questa, una situazione straordinaria con cause tutte esterne, diventano secondarie le cause nazionali di divisione. Vanno quindi accantonate la questione morale, anzitutto, ma anche l’evasione fiscale da un lato e l’oppressione fiscale dall’altro, la mancanza di crescita nei redditi effettivi di settori estesi della popolazione e della produttivita del lavoro in generale, l’assistenzialismo meridionale e l’illegalità che governa quella fetta di paese, lo sfasciarsi progressivo dell’apparato dello stato, l’accelerarsi della decadenza del sistema scolastico ...
    Questo copione ha ovviamente vaste implicazioni che riguardano sia l’ordine pubblico, che il sistema di valori dominante, che la distribuzione del reddito e del potere politico, economico e mediatico all’interno del paese - sembrano essersene accorti persino a Famiglia Cristiana, seppur nel loro stile predicatorio-buonista - ma discutere questi aspetti ci porterebbe troppo lontano, ed è ancora troppo presto per dire dove si finirà esattamente. L’asse portante, in ogni caso, rimane quello economico come articolato nell’intervista in questione.
    Il giornalista, tale Mario Sensini, offre imbeccate servil-strumentali che permettono al signor Ministro d’esibire la sua enorme sapienza. La quale non si fa desiderare: linguaggio ampolloso, latinorum a go-go, metafore ardite, affermazoni epocali sin dalla prima riga. L’intervista non si apre con una domanda ma con una sentenza: agosto, apparentemente, ha scalzato aprile ed è il più crudele dei mesi, quello nel quale esplodono le crisi. Il nostro ci ricorda che quella dei mutui si manifestò l’anno scorso di questi giorni ma si scorda di notare che lui, a quel tempo, prediceva il 1929 e l’imminente fine del mondo, mentre un anno dopo il mondo gode di decentissima salute. Fa niente.
    La parte di politica internazionale fa tristezza, ed anche la voglia di dire cose troppo cattive, ma non è questo il punto. Il punto essendo che gli USA sono fuori gioco e sta alla ritrovata Europa giocare la partita con la ritrovata Russia imperiale: il quadro di riferimento è quello della seconda metà del XIX secolo.

    Poi viene l’associazione chiave del Tremonti-pensiero a quello di Ratzinger. Di nuovo, tralasciamo la baggianata sui grandi passaggi epocali che la chiesa sa correttamente interpretare (il pensiero rinascimentale e poi scientifico, la rivoluzione francese, quella industriale, l’unità d’Italia, l’avvento dei fascismi europei ...) accontentiamoci di questa falsità:
    «L’aspetto orrendo della speculazione è sul grano, sul mais, sugli alimenti. Anche sul petrolio. Nel giro di sei mesi il prezzo è salito vertiginosamente e poi precipitato. E’ la prova che dietro c’era la speculazione. Da un lato questa ha divorato se stessa, causando recessione, dall’altro ha subito i colpi dell’azione forte di molti governi».
    Sì: dice proprio così, ed il Sensini-Rigoletto non gli chiede di dare qualche esempio d’azione “forte” dei “molti governi” ma continua chiedendogli di parlare della crisi USA. Sì, di quella USA, non di quella italiana! GT racconta una balla grande come una casa ed il Sensini non riesce nemmeno a chiedergli: scusi, signor ministro, mi spiega come una variazione di un 20% nello spazio di sei mesi possa causare una recessione che negli USA ancora non c’è e che invece c’è in Italia, Germania e Francia dove, grazie all’apprezzamento dell’euro, il prezzo del petrolio è cresciuto molto meno e la speculazione finanziario-mercatista non s’è vista, come dice lei?
    No, il nostro gli chiede degli USA, e GT ne approfitta per spiegarci che sono oramai allo sfascio, tutto per colpa della scienza economica triste fatta con le formule matematiche. La prova: i giudici hanno ordinato a due banche fraudolente di ricomprarsi i titoli piazzati con sporchi trucchi. In Italia, quando già governava lui, le varie Cirio, Parmalat e il sistema bancario nel complesso (buoni argentini) fregavano i piccoli risparmiatori con titoli di cacca senza che nessuno ordinasse loro di ricomprarseli. Morale: le crisi epocali si evitano lasciando che i banchieri nazionali truffino impuniti. Non scherzo: l’ingegneria finanziaria sporca era una passione del GT prima maniera, nonostante le prediche odierne.
    Aggiunge poi, il vostro ministro, che invece in Europa la situazione è più equilibrata. Strano, oggi lo stesso giornale ci informa in prima pagina che l’area euro è già in recessione ... Ah le statistiche: prodotti del diavolo matematico e triste. Ma le perle vengono dopo: le pensioni italiane sono sicure e gli unici settori dell’industria italiana dove le cose non vanno bene sono quelli delle privatizzazioni sbagliate (esempi non dà, cosa intenda chi lo sa, ma di certo le privatizzazioni gli sembrano una jattura), e l’unico punto debole (come lo imbecca il Mario Rigoletto) sono i conti pubblici che GT ha messo in ordine con la finanziaria anticipata. E dentro i conti pubblici che lui ha messo in sicurezza trovano la medesima anche i risparmi delle famiglie. Cosa vuol dire? Non lo so, ma il giornalista deve aver capito perché non chiede chiarimenti. Qualcuno mi illumina? Mi illumino da solo: occorre far passare il messaggio che i conti dello stato e quelli delle famiglie sono la stessa cosa, la corazza dello stato paterno protegge (non dice “dentro” a caso) i risparmi delle famiglie. Competitività, produttività, crescita, concorrenza non servono a nulla, lo stato conta.

    Poi viene tutta una parte in cui GT maramaldeggia spiegando ai sinistri cio che dovrebbero fare e non fanno. Cosa dovrebbero fare? Glielo suggerisce il Rigoletto, e lui felice condivide
    La commissione Attali in Francia, il ruolo di Giuliano Amato nella consulta per Roma, dimostrano che c’è terreno per coltivare esperienze bipartisan.

    «Ed è la via giusta. [...]».

    Sulla speculazione sembrava di leggere Di Pietro o Cento

  10. #10
    Dai che non c'ho tempo
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    La Superba
    Messaggi
    10,689
     Likes dati
    185
     Like avuti
    483
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da enzogiulio Visualizza Messaggio
    Posto con piacere un articolo di Michele Boldrin dal suo blog dagli USA.
    Il titolo, per una volta, non è ironico. L’intervista rilasciata a Ferragosto da Giulio Tremonti al Corriere prova che l’uomo un genio è: della mistificazione. Perché il vero regista di questo governo è lui, BS fa solo la parte più brillante in una trama scritta altrove.[/font]
    Buona lettura e buoni commenti. Linko ben volentieri:

    http://www.noisefromamerika.org/inde..._un_genio#body

    Perché occuparsi di un’intervista fondamentalmente minore ed in cui l’intervistato non dice nulla di nuovo? Perché questa intervista è un capolavoro del MinCulPop – che è ciò che il Corriere è diventato da quando la scommessa su VW è andata buca e i padroni del vapore hanno ordinato a Mieli di lavorare per la Grosse Koalition e la stabilità a ogni prezzo – e permette di capire quale sia lo scheletro ideologico della sequenza di balle su cui le politiche economiche di questo governo si fondano, e si fonderanno.
    L’intervista mi ha stuzzicato anche per una seconda ragione: sono in Italia da due mesi (non temete, in meno d’una settimana me ne vado) ed ho letto i giornali con attenzione; ultimamente ho anche cominciato a guardare le notizie alla televisione. L’impressione di un regime è fortissima, asfissiante. Questo vale soprattutto per i due principali canali RAI (con il TG3 che conferma la regola mettendo in onda solo veline del loft PD) visto che a tutti sembra ovvio che i canali Mediaset facciano propaganda per il loro proprietario (a Fede ho resistito solo 4 minuti, poi basta: ma come fate?). La parte piu grave, però, sono i grandi giornali cosidetti “indipendenti”: Corriere, Stampa e Sole in testa, con dietro Messaggero, Gazzettino, Mattino di Napoli, eccetera: il coro esegue polifonicamente lo stesso spartito, quindi meglio dare un’occhiata allo spartito.
    Eccone l’impianto. Il capitalismo mondiale è in crisi e gli USA ne sono l’epicentro. Le cause della crisi sono da un lato la globalizzazione e dall’altro la speculazione mercatista, il libero mercato, la concorrenza. Sta agli stati, ai governi, rispondere a queste cause di crisi riacquistando un protagonismo fondamentale nella gestione dell’economia: libero mercato e concorrenza portano alla crisi, serve altro. Riscopriamo il corporativismo cristiano-europeo, al centro delle quali stanno governi forti e paternalisti che coordinano associazioni di produttori nazionali e ne difendono i mercati e le prerogative. Tale politica oggi non puo essere svolta solo a livello di nazione, va svolta a livello di Europa continentale (nella perfida Albione hanno sede alcuni dei nemici peggiori). Per ottenere tale risultato occorre la cooperazione di tutte le parti sociali e risulta quindi necessario, sulle questioni fondamentali della politica economica, superare la dicotomia governo/opposizione: esistono supremi interessi nazionali che vanno difesi dall’aggressione esterna, sia essa americana, cinese o della speculazione internazionale. In una situazione come questa, una situazione straordinaria con cause tutte esterne, diventano secondarie le cause nazionali di divisione. Vanno quindi accantonate la questione morale, anzitutto, ma anche l’evasione fiscale da un lato e l’oppressione fiscale dall’altro, la mancanza di crescita nei redditi effettivi di settori estesi della popolazione e della produttivita del lavoro in generale, l’assistenzialismo meridionale e l’illegalità che governa quella fetta di paese, lo sfasciarsi progressivo dell’apparato dello stato, l’accelerarsi della decadenza del sistema scolastico ...
    Questo copione ha ovviamente vaste implicazioni che riguardano sia l’ordine pubblico, che il sistema di valori dominante, che la distribuzione del reddito e del potere politico, economico e mediatico all’interno del paese - sembrano essersene accorti persino a Famiglia Cristiana, seppur nel loro stile predicatorio-buonista - ma discutere questi aspetti ci porterebbe troppo lontano, ed è ancora troppo presto per dire dove si finirà esattamente. L’asse portante, in ogni caso, rimane quello economico come articolato nell’intervista in questione.
    Il giornalista, tale Mario Sensini, offre imbeccate servil-strumentali che permettono al signor Ministro d’esibire la sua enorme sapienza. La quale non si fa desiderare: linguaggio ampolloso, latinorum a go-go, metafore ardite, affermazoni epocali sin dalla prima riga. L’intervista non si apre con una domanda ma con una sentenza: agosto, apparentemente, ha scalzato aprile ed è il più crudele dei mesi, quello nel quale esplodono le crisi. Il nostro ci ricorda che quella dei mutui si manifestò l’anno scorso di questi giorni ma si scorda di notare che lui, a quel tempo, prediceva il 1929 e l’imminente fine del mondo, mentre un anno dopo il mondo gode di decentissima salute. Fa niente.
    La parte di politica internazionale fa tristezza, ed anche la voglia di dire cose troppo cattive, ma non è questo il punto. Il punto essendo che gli USA sono fuori gioco e sta alla ritrovata Europa giocare la partita con la ritrovata Russia imperiale: il quadro di riferimento è quello della seconda metà del XIX secolo.

    Poi viene l’associazione chiave del Tremonti-pensiero a quello di Ratzinger. Di nuovo, tralasciamo la baggianata sui grandi passaggi epocali che la chiesa sa correttamente interpretare (il pensiero rinascimentale e poi scientifico, la rivoluzione francese, quella industriale, l’unità d’Italia, l’avvento dei fascismi europei ...) accontentiamoci di questa falsità:
    «L’aspetto orrendo della speculazione è sul grano, sul mais, sugli alimenti. Anche sul petrolio. Nel giro di sei mesi il prezzo è salito vertiginosamente e poi precipitato. E’ la prova che dietro c’era la speculazione. Da un lato questa ha divorato se stessa, causando recessione, dall’altro ha subito i colpi dell’azione forte di molti governi».
    Sì: dice proprio così, ed il Sensini-Rigoletto non gli chiede di dare qualche esempio d’azione “forte” dei “molti governi” ma continua chiedendogli di parlare della crisi USA. Sì, di quella USA, non di quella italiana! GT racconta una balla grande come una casa ed il Sensini non riesce nemmeno a chiedergli: scusi, signor ministro, mi spiega come una variazione di un 20% nello spazio di sei mesi possa causare una recessione che negli USA ancora non c’è e che invece c’è in Italia, Germania e Francia dove, grazie all’apprezzamento dell’euro, il prezzo del petrolio è cresciuto molto meno e la speculazione finanziario-mercatista non s’è vista, come dice lei?
    No, il nostro gli chiede degli USA, e GT ne approfitta per spiegarci che sono oramai allo sfascio, tutto per colpa della scienza economica triste fatta con le formule matematiche. La prova: i giudici hanno ordinato a due banche fraudolente di ricomprarsi i titoli piazzati con sporchi trucchi. In Italia, quando già governava lui, le varie Cirio, Parmalat e il sistema bancario nel complesso (buoni argentini) fregavano i piccoli risparmiatori con titoli di cacca senza che nessuno ordinasse loro di ricomprarseli. Morale: le crisi epocali si evitano lasciando che i banchieri nazionali truffino impuniti. Non scherzo: l’ingegneria finanziaria sporca era una passione del GT prima maniera, nonostante le prediche odierne.
    Aggiunge poi, il vostro ministro, che invece in Europa la situazione è più equilibrata. Strano, oggi lo stesso giornale ci informa in prima pagina che l’area euro è già in recessione ... Ah le statistiche: prodotti del diavolo matematico e triste. Ma le perle vengono dopo: le pensioni italiane sono sicure e gli unici settori dell’industria italiana dove le cose non vanno bene sono quelli delle privatizzazioni sbagliate (esempi non dà, cosa intenda chi lo sa, ma di certo le privatizzazioni gli sembrano una jattura), e l’unico punto debole (come lo imbecca il Mario Rigoletto) sono i conti pubblici che GT ha messo in ordine con la finanziaria anticipata. E dentro i conti pubblici che lui ha messo in sicurezza trovano la medesima anche i risparmi delle famiglie. Cosa vuol dire? Non lo so, ma il giornalista deve aver capito perché non chiede chiarimenti. Qualcuno mi illumina? Mi illumino da solo: occorre far passare il messaggio che i conti dello stato e quelli delle famiglie sono la stessa cosa, la corazza dello stato paterno protegge (non dice “dentro” a caso) i risparmi delle famiglie. Competitività, produttività, crescita, concorrenza non servono a nulla, lo stato conta.

    Poi viene tutta una parte in cui GT maramaldeggia spiegando ai sinistri cio che dovrebbero fare e non fanno. Cosa dovrebbero fare? Glielo suggerisce il Rigoletto, e lui felice condivide
    La commissione Attali in Francia, il ruolo di Giuliano Amato nella consulta per Roma, dimostrano che c’è terreno per coltivare esperienze bipartisan.

    «Ed è la via giusta. [...]».

    malissimo anche le altre piazze finanziarie del continente

    Tonfo della Borsa: Mibtel -2,11%

    Lo S&P/Mib accusa l'identico ribasso del 2,11%, a quota 28.257. Europa, bruciati 170 miliardi di euro in un giorno


    MILANO - Seduta molto negativa per Piazza Affari, con l'indice Mibtel che ha chiuso a -2,11% (21.730 punti) e lo S&P/Mib che accusa l'identico ribasso del 2,11%, a quota 28.257. Particolarmente bersagliate anche le azioni Fiat e i titoli cementiferi. Meglio i settori ciclici, come utility ed energia, tra i più venduti nelle ultime sedute. Comparto bancario maglia nera in tutta Europa.
    EUROPA - Seduta pesantissima anche per le Borse continentali, sulla scia del pessimo andamento di Wall Street. L'indice Dj Stoxx 600, che fotografa l'andamento dei principali titoli, ha perso il 2,52%, equivalente di 170 miliardi di euro di capitalizzazione bruciati in una sola giornata. Parigi ha chiuso al -2,61%, Londra al -2,19%, Amsterdam e Madrid al 2,86%, Zurigo al -1,61%, Francoforte al -2,38%. A pesare sono i dati macroeconomici americani, che indicano una recrudescenza dell’inflazione e una conferma della stagnazione per l’economia Usa, insieme ai timori di nuove svalutazioni per il sistema bancario americano. Forti vendite per tutti i settori, escluse le utility che hanno chiuso in parità.
    PETROLIO - Da registrare l'improvvisa impennata del prezzo del petrolio. Dopo aver aperto in calo, il light sweet crude guadagna il 2,9% a 116,19 dollari al barile. In rialzo anche il brent che a londra sale del 2,34%, a 114,58 dollari.





    19 agosto 2008


    www.corriere.it

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 23-03-10, 03:03
  2. Il colpo di genio di TREMONTI
    Di costantino nel forum Destra Radicale
    Risposte: 30
    Ultimo Messaggio: 23-10-09, 13:08
  3. Intervista a Tremonti
    Di Abbott (POL) nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 36
    Ultimo Messaggio: 21-08-08, 14:04
  4. Tremonti: un genio.
    Di Ausfahrt nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 73
    Ultimo Messaggio: 04-06-06, 19:59
  5. Ciao, Giulio Tremonti, GENIO della finanza..
    Di brunik nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 95
    Ultimo Messaggio: 05-07-04, 12:00

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito