
Originariamente Scritto da
asdrubalino
Hai proprio ragione, l'esistenza del "lodo Moro" trova conferma soltanto: nelle dichiarazioni dell'ex portavoce dell'Fplp che lo strinse con Giovannone e con un ammiraglio del sismi, in quelle di un ex presidente della Repubblica ex ex ministro degli interni, nelle lettere scritte da Moro durante la prigionia, negli atti del processo a Abu Anzeh Saleh, Pifano, Nieri e Baumgartner per i misisli di Ortona, si, direi proprio che non ne è stata accertata l'esistenza.
Moro in una lettera a Flaminii Piccoli, recapitata il 29 aprile 1978:
“… La prima osservazione da fare è che si tratta di una cosa che si ripete come si ripetono nella vita gli stati di necessità. Se n’è parlato meno di ora, ma abbastanza, perché si sappia come sono andate le cose. E tu, che sai tutto, ne sei certo informato. Ma, per tua tranquillità e per diffondere in giro tranquillità, senza fare ora almeno dichiarazioni ufficiali, puoi chiamarti subito Pennacchini che sa tutto (nei dettagli più di me) ed è persona delicata e precisa. Poi c’è Miceli e, se è in Italia (e sarebbe bene da ogni punto di vista farlo venire) il Col. Giovannone, che Cossiga stima. Dunque, non una, ma più volte, furono liberati con meccanismi vari palestinesi detenuti ed anche condannati, allo scopo di stornare gravi rappresaglie che sarebbero poi state poste in essere, se fosse continuata la detenzione. La minaccia era seria, credibile, anche se meno pienamente apprestata che nel caso nostro. Lo stato di necessità è in entrambi evidente.
Uguale il vantaggio dei liberati, ovviamente trasferiti in Paesi Terzi…”.