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Discussione: Chi amate?

  1. #251
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    L'enorme aspettativa riguardo l'amore sessuale e la vergogna per questa aspettativa rovinano sin dall'inizio alle donne ogni prospettiva. Friedrich Nietzsche

  2. #252
    Britney National Party
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    Nel vero amore è l'anima che abbraccia il corpo. Friedrich Nietzsche

  3. #253
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    Nella vendetta e nell'amore la donna è più barbarica dell'uomo. Friedrich Nietzsche

  4. #254
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    Per troppo tempo nella donna si sono nascosti uno schiavo e un tiranno. Perciò la donna non è capace ancora di amicizia, ma conosce solo l'amore. Friedrich Nietzsche

  5. #255
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    Tutto ciò che è fatto per amore è sempre al di là del bene e del male. Friedrich Nietzsche

  6. #256
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    Nietzsche, Sulla donna e sul matrimonio

    Nietzsche dedica alcuni aforismi di Umano, troppo umano alla donna, al suo rapporto con l’uomo e al matrimonio che giudichiamo interessanti.

    F. Nietzsche, Umano, troppo umano

    385. Una specie della gelosia. Le madri sono facilmente gelose degli amici dei loro figli, quando questi conseguono successi particolari. Una madre ama di solito in suo figlio piú che il figlio stesso.
    [...]
    387. Bontà materna. Certe madri hanno bisogno di figli felici, onorati; altre di figli infelici: altrimenti la loro bontà di madri non può manifestarsi.
    388. Differenti sospiri. Alcuni mariti hanno sospirato sul rapimento delle loro mogli; la maggior parte nel fatto che nessuno gliele abbia volute rapire.
    389. Matrimoni d’amore. I matrimoni che vengono conclusi per amore (i cosiddetti matrimoni d’amore) hanno l’errore per padre e la necessità (il bisogno) per madre.
    390. Amicizia femminile. Le donne possono stringere benissimo amicizia con un uomo; ma per poterla conservare – a tal fine deve ben aiutare una piccola antipatia fisica.
    391. Noia. Molte persone, specialmente donne, non sentono la noia, perché non hanno mai imparato a lavorare ordinatamente.
    392. Un elemento dell’amore. In ogni specie di amore femminile viene in luce anche qualcosa dell’amore materno.
    393. L’unità di luogo e il dramma. Se i coniugi non vivessero insieme, i buoni matrimoni sarebbero piú frequenti.
    394. Conseguenze abituali del matrimonio. Ogni rapporto che non eleva abbassa, e viceversa; perciò gli uomini scendono alquanto, quando prendono moglie, mentre le donne vengono alquanto innalzate. Gli uomini troppo spirituali provano in ugual misura bisogno e ripugnanza per il matrimonio, come per una repellente medicina.
    [...]
    399. Matrimonio di buona durata. Un matrimonio in cui ciascuno dei coniugi vuol raggiungere tramite l’altro uno scopo individuale, si tiene bene insieme, come per esempio quando la moglie vuol diventare celebre per mezzo del marito e il marito popolare per mezzo della moglie.
    400. Natura da Proteo. Per amore le donne diventano veramente tali, quali esse vivono nell’immaginazione degli uomini da cui sono amate.
    401. Amare e possedere. Le donne amano per lo piú un uomo importante in modo da volerlo avere tutto per sé. Volentieri lo metterebbero in clausura se la loro vanità non le dissuadesse: questa vuole che egli appaia importante anche di fronte agli altri.
    402. Prova di un buon matrimonio. Un matrimonio si dimostra buono se sopporta per una volta un’“eccezione”.
    [...]
    404. Onorabilità e onestà. Quelle ragazze che vogliono procurarsi col solo loro fascino giovanile una sistemazione per tutta la vita e la cui furberia viene ancora piú aizzata da madri smaliziate, vogliono esattamente la stessa cosa delle etère, solo che sono piú intelligenti e piú disoneste di queste ultime.
    405. Maschere. Ci sono donne che, per quanto la si cerchi in loro, non hanno interiorità, sono pure maschere. È da compiangere l’uomo che ha a che fare con tali esseri quasi spettrali, necessariamente insoddisfacenti; ma proprio esse possono eccitare al massimo il desiderio dell’uomo: egli cerca la loro anima – e continua a cercare.
    [...]
    411. L’intelletto femminile. L’intelletto delle donne si manifesta come perfetta padronanza, presenza di spirito, sfruttamento di tutti i vantaggi. Esse lo trasmettono come loro qualità fondamentale ai loro figli, e il padre vi aggiunge il fondo piú oscuro della volontà. L’influsso del padre determina per cosí dire il ritmo e l’armonia, secondo cui si svolgerà la musica della nuova vita; mentre la melodia di essa proviene dalla donna. – Detto per coloro che sanno trarre profitto da qualcosa: le donne hanno l’intelletto, gli uomini il sentimento e la passione. Ciò non è contraddetto dal fatto che gli uomini giungano in realtà tanto piú lontano con il loro intelletto: essi hanno gli impulsi piú profondi e piú forti; sono questi che portano cosí lontano il loro intelletto, che di per sé è qualcosa di passivo. Spesso le donne si meravigliano segretamente della grande venerazione che gli uomini tributano al loro sentimento. Se gli uomini, nella scelta della loro compagna, cercano soprattutto un essere profondo, pieno di sentimento, e le donne invece un essere intelligente, fornito di presenza di spirito e brillante, si vede in fondo chiaramente come l’uomo cerchi l’uomo idealizzato e la donna la donna idealizzata, ossia non l’integrazione, bensí il perfezionamento dei propri pregi.
    [...]
    Le donne nell’odio. Nello stato di odio le donne sono piú pericolose degli uomini; innanzitutto perché esse, una volta che il loro sentimento ostile sia suscitato, non sono trattenute da nessun riguardo di equità e lasciano invece crescere indisturbato il loro odio fino alle ultime conseguenze; poi perché sono esercitate a trovare punti deboli (che ogni uomo, ogni partito ha) e a colpire in essi: nella qual cosa il loro intelletto, affilato come un pugnale, rende loro eccellenti servigi (mentre gli uomini alla vista delle ferite si trattengono e divengono spesso magnanimi e concilianti).
    415. Amore. L’idolatria che le donne professano per l’amore è in fondo e in origine un’invenzione dell’accortezza, in quanto con tutte quelle idealizzazioni dell’amore esse accrescono il loro potere e si presentano come sempre piú desiderabili agli occhi degli uomini. Ma con la secolare assuefazione a questa esagerata valutazione dell’amore, è avvenuto che esse sono cadute nella loro stessa rete e hanno dimenticato quell’origine. Oggi esse stesse sono illuse ancor piú degli uomini e soffrono perciò anche di piú per la delusione che quasi necessariamente arriverà nella vita di ogni donna, nella misura in cui essa abbia in genere abbastanza fantasia e intelletto per poter essere illusa e delusa.
    416. Sull’emancipazione delle donne. Possono le donne in genere essere giuste, quando sono cosí abituate ad amare, a sentire subito pro e contro? Perciò, anche, esse si infiammano piú raramente per una causa che per una persona; ma se si infiammano per una causa, ne diventano subito partigiane, sciupando in tal modo l’azione pura e innocente. Cosí un pericolo non piccolo sorge quando vengono loro affidate la politica e certi settori della scienza (per esempio la storia). Giacché: che cosa è piú raro di una donna che sappia veramente che cos’è la scienza? Le migliori nutrono addirittura in seno un segreto disprezzo nei suoi riguardi, come se in qualche modo le fossero superiori. Forse tutto ciò potrà cambiare, ma intanto è cosí.
    417. L’ispirazione nel giudizio delle donne. Quei repentini giudizi sul pro o il contro che le donne sogliono dare, le fulminee illuminazioni dei rapporti personali attraverso le loro prorompenti simpatie e antipatie, insomma, le prove dell’ingiustizia femminile sono state dagli uomini innamorati circondate di un’aureola, come se tutte le donne avessero ispirazioni di saggezza, anche senza il tripode delfico e la corona d’alloro; e le loro sentenze continuano per lungo tempo a essere oggetto di interpretazione e di applicazione, quasi fossero oracoli sibillini. Ma se si considera che si può sempre dire qualcosa a favore come a sfavore di ogni persona e di ogni cosa, che tutte le cose non hanno solo due, ma tre e quattro facce, è difficile, in pratica, con tali improvvisi giudizi, sbagliare del tutto; anzi si potrebbe dire: la natura delle cose è fatta in modo tale, che le donne hanno sempre ragione.
    [...]
    270. Lo spirito delle donne nella società odierna. Come oggi le donne la pensino sullo spirito degli uomini, lo si indovina dal fatto che esse nella loro arte di adornarsi pensano a tutto fuorché ad accentuare particolarmente lo spirito dei loro tratti o i dettagli spiritosi del loro viso: al contrario nascondono cose simili, e sanno invece darsi, per esempio con una disposizione dei capelli sulla fronte, l’espressione di una viva e bramosa sensualità e materialità, proprio quando posseggono poco di queste qualità. La loro convinzione che nelle donne lo spirito spaventi gli uomini giunge al punto che esse stesse rinnegano volentieri l’acutezza del piú spirituale tra i sensi e si accollano intenzionalmente la reputazione di miopia; in tal modo confidano di rendere gli uomini piú fiduciosi: è come se intorno a loro si diffondesse un dolce, invitante crepuscolo.
    271. Grande e fugace. Ciò che muove alle lacrime colui che guarda è il fanatico sguardo di felicità con cui una bella e giovane donna guarda suo marito. Si prova in tale circostanza tutta la melanconia dell’autunno, tanto per la grandezza, quanto per la fugacità della felicità umana.
    272. Spirito di sacrificio. Molte donne hanno l’intelletto del sacrificio e non sono piú contente della loro vita, se i mariti non le vogliono sacrificare: allora non sanno piú a che cosa appigliarsi con la loro mente e si trasformano improvvisamente da vittime in sacerdoti sacrificanti esse stesse.
    273. Ciò che è non femminile. “Stupido come un uomo” dicono le donne: “vile come una donna” dicono gli uomini. La stupidità è nella donna il non femminile.
    274. Il temperamento maschile e femminile e la mortalità. Che il sesso maschile abbia un temperamento peggiore del sesso femminile, risulta anche da ciò, che i bambini sono piú esposti alla mortalità delle bambine, evidentemente perché essi piú facilmente “escono dai gangheri”: la loro selvatichezza e incompatibilità peggiora facilmente tutti i mali fino a renderli mortali.

    F. Nietzsche, Umano, troppo umano, Mondadori, Milano, 1970, vol. I, pagg. 214-219 e vol. II, pagg. 220-221

  7. #257
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    Sesso e fede
    Le tradizioni religiose orientano la persona al suo bisogno di infinito. Alcune prevedono la castità assoluta del celibato come mezzo privilegiato per la strada verso il divino (ma non per tutti i suoi fedeli). Altre, all'estremo opposto, prevedono il sesso come strada di spiritualità (si pensi ad esempio alla scuola tantrica buddhista). E' chiaro che qui in Occidente la maggioranza conosce (o ritiene di conoscere) la visione cristiana della sessualità. Una visione che storicamente nel passato ha visto il sesso come un limite per l'ascesi spirituale e proprio per questo la domanda spontanea ancora oggi potrebbe sorgere come “sesso o spirito”? In antitesi. Conseguenza del pensiero: il sesso allontana dallo spirito.
    Nel terzo secolo il teologo Origene arrivò addirittura a castrarsi a diciott'anni per piacere a Dio. Si accorse poi in seguito del suo errore e rimase un grande teologo, ma castrato. La Chiesa non approvò mai il suo gesto, anzi lo condannò nel 253. Erano infatti la scuole greche pagane della Stoà e della Gnosi quelle che vedevano soprattutto l'antitesi tra sesso e spirito. Ma molti condivisero nei fatti questa visione: ad esempio S. Agostino, S. Alberto Magno, S. Girolamo, Papa Gregorio I per il quale il piacere non poteva mai essere senza peccato, S. Tommaso d'Aquino il quale riteneva che l'uomo è trascinato al peccato dalla donna e che i vergini ottengono il paradiso al cento per cento mentre gli sposati al trenta. Questa visione non è più ovviamente attuale nel Cristianesimo. Il Cattolicesimo vede oggi la verginità e il matrimonio come due strade di pari dignità e valore, liberamente scelte, entrambe per un servizio alla società oltre che per la propria realizzazione dei bisogni fondamentali di amore e di trascendenza.
    Ma i popoli sono molti. Diversa la loro storia. Diversa l'esperienza del divino che hanno fatto. Diversi i loro testi sacri. E nessuna di esse. Nessuna tace sulla sessualità. Nessuna tace sul sesso. Se i credenti sono oggi 5,5 miliardi ecco, tutti hanno una particolare visione dell'amore e della sessualità in gran parte basata sull'educazione religiosa ricevuta e che i genitori hanno avuto il diritto e dovere di trasmettere loro.

    Etiche sessuali (norme morali)
    La visione Ebraica considera sacra la sessualità secondo i tre principi biblici di Unione, Procreazione e Identità. Il celibato non esiste. La procreazione e il matrimonio sono un dovere divino. La sessualità deve essere “Kosher” cioè seguire le prescrizioni della legge ebraica. Molte norme sono presenti nei capitoli 18-20 del libro biblico del Levitico.
    La visione Cristiana pone l'accento sul fatto che il corpo è il tempio dello Spirito Santo (1 COR 6,19 ) "La sessualità caratterizza l'uomo e la donna non solo sul piano fisico, ma anche su quello psicologico e spirituale, improntando ogni loro espressione". (Congregazione per l'Educazione Cattolica - Orientamenti educativi sull'amore umano. Lineamenti di educazione sessuale, 4 ,1983).
    Nei secoli passati ha incontrato l'ostilità di diversi teologi da S.Agostino sino a Tommaso d'Aquino, ma anche in tempi più recenti. Oggi nel cattolicesimo non è più così. Il matrimonio è segno visibile dell'amore di Cristo per la sua Chiesa. Le due strade del celibato consacrato e del matrimonio hanno pari dignità e valore. L'attività sessuale ha senso solo all'interno dell'unione nuziale come segno della reciproca appartenenza per sempre degli sposi e non è necessariamente votata alla procreazione. Le Chiese della Riforma Protestante si discostano in alcuni tratti da questa visione, mentre quella ortodosse si trovano concordi.
    La visione Islamica concorda sostanzialmente con quella ebraica. Il celibato non esiste. L'attività sessuale è consentita solo agli sposi. Diverse norme sono contenute nel Corano, altre negli “hadit” del Profeta Muhammed (Maometto).
    La visione Indù fa del sesso un simbolo sacrale. Il “linga” e la “yoni”, gli organi sessuali maschile e femminile, vengono onorati e in alcuni rituali anche adorati. L'attività sessuale è consentita solo agli sposi, come espressione di un amore profondo e maturo.
    La visione Buddhista classica guarda al sesso con sospetto in quanto qualsiasi cosa che generi desiderio è impura e causa reincarnazioni. In ogni caso è onorato il matrimonio ma ogni espressione sessuale al di fuori di esso è considerata contraria al precetto di non abusare dei sensi.
    La visione Confuciana vede la donna in stato di profonda inferiorità rispetto all'uomo, al quale tutto è consentito nell'etica sessuale. Non così per la donna. Un classico è divenuta la frase di Confucio: “Picchia tua moglie una volta al giorno. Tu non sai perché, ma lei sì".
    La visione Shintoista è neutrale su tutti gli aspetti dell'etica sessuale. Anche qui viene reso onore al linga maschile. Uno enorme di legno trova posto nel santuario della fertilità Taga Jinjia, in Giappone.
    La visione Taoista è neutrale su tutti gli aspetti dell'etica sessuale.
    Tra i nuovi movimenti religiosi (le sette) quella che ha fatto del sesso il suo baluardo sono i “Bambini di Dio” mentre quella che vede al sesso con maggior sospetto e prudenza sono “La Chiesa di Cristo e dei Santi degli Ultimi giorni” i Mormoni.
    Da ultimo il satanismo fa del sesso un segno di appartenenza al maligno in quanto esso viene utilizzato come trasgressione al difuori di qualsiasi contesto di amore per ridurre l'uomo alla sua animalità senza più la sua immagine e somiglianza spirituale col Creatore. Questo fa pensare. Alcuni fanno la stessa cosa anche senza essere ufficialmente satanisti.


    Prof. Giorgio Nadali
    fonte: www.supereva.it

  8. #258
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    Citazione Originariamente Scritto da norseman Visualizza Messaggio
    Nella vendetta e nell'amore la donna è più barbarica dell'uomo. Friedrich Nietzsche

    Mi tocca quotare.

  9. #259
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    Citazione Originariamente Scritto da compagna Visualizza Messaggio
    Mi tocca quotare.
    E cosa centra l'uomo con l'amore?
    Nietzsche aveva appena battuto la testa.

  10. #260
    La nobiltà al bancone
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    Nella vendetta e nell'amore la donna è più barbarica dei subumani. TifoSelvaggio

 

 
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