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Discussione: L"Entità

  1. #1
    COSTRUIRE IL COMUNISMO!!
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    Predefinito L"Entità

    In un libro gli ultimi 500 anni di intrighi e complotti del potere pontificioL'Entità del Vaticano
    le spie dei Papi
    Vaticano, Piazza San Pietro Reuters
    Maria R. Calderoni
    Il 29 ottobre 1980, si riunì, in una sessione straordinaria segreta, il Politbjuro, con Andropov, Gorbaciov, Cernenko, Gromiko e altri membri di altissimo livello; ordine del giorno la situazione nella Repubblica Popolare Polacca (scossa dagli scioperi alle acciaierie di Danzica, dove un elettricista disoccupato, tal Walesa, era montato su una scavatrice e si era messo ad arringare gli operai). Il più deciso fu Gromiko: «Non dobbiamo perdere la Polonia. L'Unione Sovietica ha sacrificato seicentomila soldati per liberarla dai nazisti. Ora non possiamo permettere una controrivoluzione». L'intervento del ministro degli Esteri fu seguito da un profondo silenzio, nessuno dei capi sovietici voleva il ripetersi di un'Ungheria 1956 né di una Primavera di Praga…
    Sessione segreta, segretissima. Ma «due giorni, Giovanni Paolo II e Agostino Casaroli erano già in possesso di tutti i documenti trasmessi da Mosca a Varsavia grazie a un agente dell'Entità infiltrato nel Ministero della Difesa polacco». L'Entità è il nome dei servizi segreti del Vaticano e la spia papista infiltrata era Ryszard Kuklinski, non uno qualsiasi, ma addirittura l'aiutante del generale Jaruzelski (l'uomo che era deciso a imporre lo stato d'assedio).
    Così l'episodio è raccontato in questo libro formidabile - Eric Frattini, "L'Entità. La clamorosa scoperta del servizio segreto Vaticano: intrighi, omicidi, complotti degli ultimi cinquecento anni", Fazi editore, pag. 524, euro 19,50) che ha già venduto 250mila copie in Spagna e tradotto con simultaneo successo in altri dieci Paesi, dalla Francia alla Russia, Germania, Stati Uniti, Australia, Gran Bretagna. E che effettivamente, come ha scritto El Paìs , è «un saggio che supera qualunque romanzo di John Le Carré».
    Vero, il libro è una documentatissima ricerca storica (più di 200 volumi, trentanove archivi e centinaia di documenti utilizzati), ma è anche un romanzo, un giallo, un thriller infinito, che dura cinquecento anni e nel quale - anche se sembra incredibile - «tutti gli avvenimenti raccontati sono reali, così come tutti i personaggi citati». I personaggi citati, appunto, che sono, uno più uno meno, all'incirca mille.
    Lo spionaggio vaticanesco al tempo di Walesa, di Woityla e di Reagan. Per soffiare sul fuoco di Solidarnosc e tagliare la strada all'intervento sovietico, «l'Entità decise di condividere con la Cia le informazioni trasmesse dal colonnello Kuklinski», nome in codice Gull, l'ufficiale di Stato maggiore polacco che già da tempo lavorava per il Vaticano. Non solo lui. «Il collegamento per le nuove operazioni Cia-Entità in Polonia era Jan Nowak, presidente del Polish American Congress; e ancor più era «il delegato apostolico del papa a Washington, l'arcivescovo Pio Laghi». Nomi e cognomi, date e fatti precisi, documenti d'archivio, fonti ufficiali: tutto è scritto nero su bianco in queste pagine in gran parte sorprendenti e anche inedite.
    Bel colpo. Vaticano e Stati Uniti, Cia e Entità «divennero una specie di forza d'attacco la cui unica missione era appoggiare il sindacato Solidarnosc nella sua lotta contro il governo comunista di Varsavia». Papale papale.
    Spie ma anche controspie, mica si è un Vaticano per niente (infatti Napoleone, che se ne intendeva, sosteneva che «la forza di un solo papa vale un reggimento di duecentomila soldati»). Fuori i nomi (il libro li fa tutti). E' lo scandalo dell'SB, quello che nel 2007 investe il soglio del 265mo papa eletto da appena due anni, Joseph Ratzinger, Benedetto XVI. SB sta per "Sluzba Bezpieczenstwa", il servizio segreto della Polonia comunista. E quell'anno il libro del ricercatore Tadeus Zaleski ("I sacerdoti di fronte all'SB") portava alla luce un elenco scottante di 39 religiosi che avevano collaborato con la polizia segreta comunista, un elenco proveniente direttamente dall'archivio del'Istituto Nazionale Polacco per la Memoria, che l'autore, un ex cappellano di Solidarnòsc, aveva potuto consultare. Tra le "spie del regime", alcuni dei più fidati collaboratori e amici personali di Woityla: come l'arcivescovo emerito di Poznam Juliusz Paetz; come Tadeusz Nowak, amministratore della Curia polacca, nome in codice Ares; come M. Malinski, il primo biografo di Giovanni Paolo II. L'arcivescovo di Varsavia, Stanislaw Wielgus, anche lui nell'elenco, deve dare le dimissioni. Ma il Vaticano (secondo le cui stime furono 2.600, il 15 per cento, i religiosi collaboratori dell'SB alla fine degli anni 70) se la cavò con magistrale aplomb: l'elenco dei 39? Nient'altro che «una vendetta contro la Chiesa polacca da parte di vecchi persecutori».
    «Grazie alle pressioni eserciate da Giovanni Paolo II, la Corte di Cassazione annullò l'ordine di arresto (di monsignor Marcinkus, trattenuto all'interno del Vaticano e poi spedito negli Usa, ndr), mentre ai banchieri della Santa Sede venne riconosciuta l'immunità in Italia in quanto "dirigenti di una banca estera"»: particolarmente avvincente il capitolo nero dedicato alle piratesche e strabilianti vicende del mega-scandalo Ior e dei "banchieri di Dio", di Calvi, Sindona, Gelli, tra colossali operazioni finanziarie, truffe, bancarotte, omicidi, mafia, caffè al cianuro. Puntualmente ricostruite e raccontate in tutte le loro rocambolesche (anche criminali)sequenze.
    Un capitolo, questo, particolarmente nefasto per il Vaticano e l'Entità, che Eric Frattini conclude con un giudizio duro: «Durante i lunghi anni del Pontificato di Giovanni Paolo II, il Vaticano ha venduto armi, finanziato dittature e colpi di Stato».
    Questi sono gli ultimi capitoli, quelli dei giorni nostri, cinquecento anni dopo; ma nessuna pagina della lunga spy-story pontificia è da perdere. L'Entità non nasce con questo nome preciso (anzi, come tale, il papato continua a negarne l'esistenza anche oggi). Si chiama "Santa Alleanza", quando, nel 1566, nasce per mano di Pio V: è la prima organizzazione di spionaggio creata dalla Chiesa, in nome di Dio e della fede, ma più concretamente con l'intento di combattere il protestantesimo rappresentato dalla temibile Elisabetta d'Inghilterra. "Entità" è il nome coniato dai servizi segreti americani e tale rimasto a identificare una organizzazione definita da Simon Wiesenthal, il famoso cacciatore di criminali nazisti, come «il migliore e più efficace servizio di spionaggio che conosco al mondo».
    La storia dell'Entità che non può non essere anche la storia del papato: vale a dire cinquecento anni della nostra storia, una traversata che lascia senza fiato. Sempre nel nome di Dio e della fede, dalla testa mozzata di Maria Stuarda al "mondo globale", i quaranta papi che qui entrano in scena hanno giocato un ruolo mai di seconda mano, da Pio V a Urbano VIII, Pio IX, Leone XIII, Pio XI, Pio XII, Paolo VI...
    Mai senza l'Entità. Dal Rinascimento alla Riforma e Controriforma, dal Sacro Romano Impero alla Rivoluzione francese, dal liberalismo al comunismo, il papato non è mai stato un protagonista di seconda fila. «Per l'Entità postnapoleonica i nuovi nemici erano i banditi e i membri delle società segrete», per esempio la Carboneria. Avendo saputo che i carbonari erano guidati da due uomini, Angelo Targhini e Leonida Montanari, gli agenti dell'Entità li traggono in trappola usando un infiltrato. «Il 20 novembre 1825 furono catturati durante una riunione, il 21 trasferiti a Roma, il 22 processati per ribellione e il 23 decapitati con l'accusa di aver offeso il sommo pontefice»...
    1914, Prima guerra mondiale, Oltretevere sta con gli Imperi centrali. «Come unità di collegamento per le operazioni finanziarie segrete tra il Vaticano e la Germania, l'Entità scelse padre Antonio Lapoma, un sacerdote filotedesco che operava a Potenza. Da quel momento padre Lapoma e la spia Mathias Erzberger lavorarono all'operazione "Eisbar", così chiamata dal nome, "orso bianco", con cui lo spionaggio tedesco a Roma si riferiva a Benedetto XV», il papa in carica...
    Nel 1917, la Rivoluzione russa metteva di fronte alla Chiesa, al Vaticano e all'Entità un nuovo nemico, il comunismo ateo. «La mattina del 21 aprile 1926, un uomo uscì rapidamente dalle porti girevoli dell'hotel Mosca e si diresse alla Chiesa di San Luigi dei Francesi, l'unico tempio cattolico aperto nella capitale sovietica. L'uomo era Michel d'Herbigny, arcivescovo cattolico inviato da Paolo XI a Mosca per creare una struttura clandestina»...
    Durante la seconda guerra mondiale, il collegio di San Girolamo degli Illirici, al numero 26 di via Tomacelli, accoglieva i sacerdoti croati che lavoravano in Vaticano. «Dopo la fine del conflitto, diventò un rifugio sicuro per gli ustascia ricercati per crimini di guerra, a molti dei quali l'Entità fornì nuove identità, passaporti falsi e una via di fuga sicura. Il segretario dell'Istituto era padre Krunoslav Draganovic»...
    Mai senza l'Entità.
    Liberazione

    22/08/2008

  2. #2
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    Pastor Aeternus

    Intervista ad Eric Frattini

    Terra Incognita: Non possiamo iniziare l'intervista senza prima chiederle una battuta sui campionati europei di calcio che hanno visto la sua Spagna trionfare meritatamente a 44 anni di distanza dall'ultimo titolo....

    Eric Frattini: In verità c’è da dire che ho origini genovesi da parte di mio padre, per la precisione di Rapallo. Mio figlio studia a Madrid presso la Scuola Italiana, perciò a casa mia, nonostante siamo poco affezionati al calcio, tifiamo più per il “tricolore” che per la Spagna. Comunque, in qualche modo è vero che per la prima volta i giocatori spagnoli hanno sentito una unità come squadra nazionale, cosa che è mancata a squadre come Italia, Germania o Francia. Invece nella Formula 1, in famiglia, teniamo molto di più per Fernando Alonso che per la Ferrari.

    T.I.: L'Entità è un libro davvero eccezionale. Nell'edizione italiana la fascetta posta in copertina riporta la seguente frase: "Il libro di cui non sentirete mai parlare". Cosa l'ha spinta a scrivere un libro tanto scomodo per il Vaticano?

    E.F.: La mia casa editrice spagnola, Espasa Calpe, del Grupo Planeta, mi aveva invitato a condurre delle ricerche per realizzare un libro sulla storia della CIA. Fu a Langley dove mi imbattei in un documento sul servizio di spionaggio del Vaticano. Rimasi così sorpreso che decisi di cambiare l’argomento del libro e proposi la cosa alla casa editrice. Accettarono e cominciai così ad immergermi nella storia dello spionaggio papale. Ho impiegato circa due anni in investigazioni e poi mi ci è voluto un ulteriore anno per scrivere il libro. Ho scoperto anche che quel documento della CIA conteneva molti errori storici. Il libro ha venduto 250.000 copie in Spagna e fino allo scorso dicembre, il volume è stato pubblicato in 16 Paesi, dall’Italia alla Bulgaria, dalla Russia all’Australia, dalla Gran Bretagna al Canada...

    T.I.: Ha mai incontrato ostacoli nelle sue ricerche? O meglio, pensa di essere mai stato, in qualche modo, volontariamente osteggiato nel reperimento dei documenti vaticani nell'arco dei suoi tre anni di lavoro?

    E.F.: Sostengo sempre una teoria. Quando c’è un documento in un archivio, ci deve essere una copia in qualche altro archivio: questo mi ha aiutato a localizzare documenti su L’Entità in Argentina, Israele, Gran Bretagna, Portogallo, Francia, Germania, ecc.. E così poco a poco si è cominciata a delineare la storia dell’Entità dal pontificato di Pio V a Giovanni Paolo II.

    T.I.: Le è capitato di essere attaccato dopo la pubblicazione del libro?

    E.F.: Sono stato attaccato principalmente dai mezzi di comunicazione vicini alla Chiesa cattolica o che sono partecipati direttamente dalla Chiesa, come per esempio una radio spagnola. In Polonia, per esempio, il mio libro ha ricevuto critiche straordinarie, così come in Francia, Portogallo o Russia. In Spagna per esempio sono arrivati a dire che facevo parte della cospirazione del governo socialista contro la Chiesa cattolica, mentre – curiosamente – il mio voto è conservatore. Da altre parti mi hanno accusato di scrivere contro Dio o contro la religione. E’ chiaro, questi ultimi non hanno letto il libro. Ho solo scritto di persone, di uomini che dirigono o hanno influenzato la politica vaticana; scrivo sulla Santa Sede non su Dio, la religione o la fede. Dio me ne scampi…!!!

    T.I.: Dalle ricerche che ha effettuato, crede che una forma di spionaggio ecclesiastico esistesse già prima della formalizzazione di Pio V?

    E.F.: Esiste una rete di spionaggio, ma non un’organizzazione ufficiale come la Santa Alleanza, creata da Pio V. E pensare che prima di essere Papa, Michele Ghisleri era l’onnipotente inquisitore di Roma. Durante questo periodo creò una autentica rete di spionaggio a Roma per scoprire gli eretici e bruciarli sul rogo. Quando venne eletto Papa, decise di utilizzare la stessa rete di spionaggio come un’arma in più del suo potere papale, come un servizio di spionaggio più o meno ufficiale.

    T.I.: Secondo lei, cosa spinse Pio V a formare "l'Entità"?

    E.F.: In realtà il nome originale dell’Entità era la Santa Alleanza. Il nome fu dato proprio dal Papa allo scopo di sostenere da Roma una regina cattolica scozzese, Maria Stuarda, e le sue rivendicazioni di diritto alla corona d’Inghilterra al posto della regina eretica, la protestante Isabel I. L’idea di Pio V era di realizzare operazioni sotto copertura, con l’appoggio finanziario di Filippo II, contro Isabel al fine di detronizzarla.

    T.I.: A suo parere, ci furono rapporti tra la massoneria e l'Entità?

    E.F.: E’ molto difficile dirlo. In verità non ho trovato nulla su questo argomento durante le mie ricerche.

    T.I.: Ad oltre 4 secoli di distanza dalla sua fondazione, quale ruolo occupa oggi il servizio segreto vaticano nella società globalizzata nella quale viviamo?

    E.F.: Credo un ruolo fondamentale come quello che giocarono i servizi segreti nell’Italia democratica, in Francia, negli Stati Uniti e in Spagna. I servizi segreti sono una parte dell’ingranaggio che produce la politica estera degli stati, incluso il Vaticano. Ogni stato ha i suoi misteri e verso di essi sono dirette le operazioni sotto copertura. Il Vaticano ha interessi enormi in paesi come la Cina, Cuba, Brasile e un elenco senza fine di altri stati.

    T.I.: Crede che il Vaticano sia uno stato molto potente?

    E.F.: Senza alcun dubbio è uno stato molto potente. Mi dica a quale altro capo di stato si permette di richiamare il Presidente Bush sulla Guerra d’Iraq, o Zapatero per aver autorizzato in Spagna il matrimonio tra omosessuali.

    T.I.: Per concludere, attualmente sta lavorando ad un altro progetto? Nel qual caso potrebbe darci qualche piccola anticipazione?

    E.F.: Fra poco uscirà in Italia il mio primo romanzo intitolato Il Quinto Comandamento (Edizioni il Punto d’Incontro), che tratta di un cardinale, capo dei servizi segreti papali, che spesso viola il quinto comandamento, non uccidere. In Spagna ha avuto molto successo ed è in corso l’uscita in altri cinque Paesi. In questo momento sto terminando la seconda parte di questo romanzo, che sarà pubblicata in Spagna nel mese di gennaio 2009 da Espasa Calpe, che avrà per titolo Il Labirinto d’Acqua ed è ambientata a Venezia. Il protagonista è sempre il cardinale Lienart, però questa volta è stato nominato Segretario di Stato.
    Il prossimo che preparerò sarà un saggio abbastanza scandaloso sulla vita privata di alcuni papi, però non posso anticipare di più; questioni di politica editoriale. Sicuramente uscirà anche in Italia per Fazi, una delle case editrici italiane più valide che conosco.

    T.I.: La ringraziamo molto per aver concesso a Terra Incognita Magazine questa intervista. Siamo certi che anche in Italia il suo libro otterrà lo stesso successo che ha avuto in Spagna dove ha venduto oltre 250.000 copie.

    E.F.: Cari lettori di Terra Incognita, spero che vi piaccia il mio libro L’Entità, l’oscura storia dei servizi segreti vaticani dal 1566 a oggi, da Pio V a Giovanni Paolo II.
    Molta gente, giornalisti, storici e scrittori diranno che è un libro di fiction, invece voi state sicuri che quanto contenuto nel libro è sostenuto dal oltre 700 note a piè di pagina, più di 200 risorse bibliografiche consultate e quasi una ventina di archivi visitati.
    Nel mio libro non esprimo le mie opinioni. Racconto solo i fatti come furono nella realtà, solo che sono rimasti nascosti per molti secoli per mano di persone direttamente coinvolte negli avvenimenti.
    Dico sempre che i miei saggi sono scritti per “lettori adulti”, come i lettori di Terra Incognita. Lettori che non hanno bisogno che uno scrittore scriva un saggio, lo digerisca e lo analizzi per loro conto. Come lettori dovete leggere non solo L’Entità ma anche qualsiasi altro saggio e trarre le vostre personali conclusioni.
    Se alla fine della lettura de l'Entità avrete appreso un po' di più sul ruolo giocato dal Vaticano, nel corso dei secoli, nella politica e negli avvenimenti mondiali che ci hanno riguardato e che ci riguardano, credo che come scrittore possa ritenermi soddisfatto.
    Per concludere, cari amici di Terra Incognita, ricordate sempre quello che un giorno mi disse un mio grande amico, vicino alla Chiesa: “Ricorda sempre che per il Vaticano tutto ciò che non è sacro è segreto”, non lo dimenticate mai.

    Un saluto
    Eric Frattini

    www.ericfrattini.com

  3. #3
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    Il presidente della Cei apre il Meeting di Rimini di Comunione
    e liberazione. "La chiesa può partecipare alla res publica"


    Bagnasco: "Nostro diritto la politica
    vogliono chiuderci nelle sacrestie"



    Il presidente della Cei Angelo Bagnasco

    RIMINI - La Chiesa non è un soggetto politico; il che, però, non significa che essa si disinteressi della politica e della res publica. Parola del presidente della Cei cardinale Angelo Bagnasco che oggi ha aperto, tra gli applausi di oltre diecimila persone, il 29esimo Meeting di Rimini, rivendicando alla Chiesa la capacità "di partecipare alla vita politica nel segno della democrazia e della verità".

    Bagnasco è il primo non politico in parecchi anni a cui Comunione e liberazione affida l'incontro inaugurale del Meeting: ma il presidente dei vescovi italiani ha tenuto un discorso che di politica trasudava. "La Chiesa è capace di partecipare alla vita politica nel segno della democrazia e della verità", ha sostenuto il presule. E raccoglie un copioso applauso del popolo di Cl quando rileva che "oggi, come in altri periodi della storia, si vuole che la Chiesa rimanga in chiesa. Si vorrebbe negare - è la sua analisi - la dimensione pubblica della fede".

    Un atteggiamento poco sensato perchè, sostiene Bagnasco, "certi valori, come quelli nel campo della vita umana, della famiglia, della concezione della persona, della libertà e dello Stato, anche se sono illuminati dalla fede, sono anzitutto bagaglio della buona ragione". Insomma, la Chiesa non può essere definita come "un soggetto politico", chiarisce in seguito. Ma questo "non significa che si disinteressi alla res publica".

    Lasciato l'immenso auditorium, il presidente della Cei non si sottrae ai cronisti che lo incalzano sull'attualità. Indica le politiche per le famiglie che hanno difficoltà ad arrivare alla fine del mese come una priorità per l'azione di governo; sottolinea "l'evidente emergenza educativa" nel Paese e parla di federalismo. Si dice disposto "ben volentieri" ad incontrare Umberto Bossi, che ha chiesto di vederlo per illustrargli il contenuto del progetto di riforma federale. Ma puntualizza: "Delocalizzare per meglio servire la gente può essere un principio validissimo se ciò è complementare alla identità di un popolo o di una nazione. Se è complementare all'identità è molto bene, perchè serve meglio la gente. Tuttavia, poi, bisogna vedere l'applicazione pratica".



    (24 agosto 2008) la repubblica

  4. #4
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    TEMI DI ATTUALITA': argomenti vari Caro dottor Letta, no grazie

    Maria Bonafede, moderatore della Tavola Valdese interviene su un aspetto del ddl sulle intercettazioni telefoniche
    Come è stato ben evidenziato da alcuni organi di stampa, nelle pieghe del disegno di legge governativo in materia di intercettazione telefoniche approvato all'unanimità nel Consiglio dei ministri dello scorso 13 giugno, vi è una norma che suona decisamente eccentrica rispetto all’impianto generale del provvedimento: all’articolo 12, comma 2 lettera C, infatti, si prevede che un magistrato che indaga su reati imputati a un religioso cattolico, debba informare il vescovo competente; qualora l’indagine riguardi un vescovo, il magistrato deve informare la Segreteria di Stato vaticana.
    A giustificare il provvedimento voluto dal governo presieduto dall’On. Berlusconi a poco più di due mesi dal suo insediamento, si è detto che il testo si limita a esplicitare una norma già contenuta nel Concordato del 1984.
    Lasciamo ai giuristi valutare se si tratti di una semplice "esplicitazione" di norme preesistenti o se, piuttosto, non costituisca una forzatura tesa a garantire un privilegio a una istituzione religiosa – la Chiesa cattolica – che verrebbe preventivamente e tempestivamente informata di eventuali indagini a carico di religiosi, sacerdoti, vescovi.
    Un ulteriore privilegio riconosciuto a una confessione religiosa, una eccezione del principio secondo il quale la legge è uguale per tutti.
    Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ha voluto sottolineare che questa norma non favorisce la Chiesa cattolica e potrà comunque essere applicata anche alle altre confessioni religiose che dispongano di un’intesa con lo Stato ai sensi dell’articolo 8 della Costituzione e persino a quelle che potranno ottenerla in futuro.
    E tra queste ci siamo anche noi, valdesi e metodisti, i primi a stipulare l’intesa proprio nel 1984, poco dopo l’approvazione del nuovo Concordato. La considerazione del Sottosegretario Letta sembra quindi interpellarci. Pertanto, ringraziando per l’attenzione espressa nei confronti della nostra come di altre comunità di fede, ci sentiamo in dovere di esprimere una risposta che, per quel che ci riguarda, è negativa.
    A valdesi e metodisti, infatti, non interessa una norma che garantirebbe ad alcune confessioni religiose dei privilegi rispetto a qualsiasi altra associazione, ente, azienda. Il senso di questo diniego sta in due argomenti: uno civile e laico, l’altro propriamente teologico.
    Non ci interessa un privilegio di questo tipo perché crediamo fermamente che Chiesa e Stato abbiano competenze diverse: e se non possiamo tollerare che lo Stato interferisca nella libera testimonianza della Chiesa o di qualsiasi altra comunità di fede, al tempo stesso non vediamo la ragione per la quale la Chiesa dovrebbe essere coinvolta nell’azione di un organo dello Stato quale la magistratura. Come cittadini italiani fatichiamo davvero a comprendere come e perché la giustizia italiana, ad esempio nel caso di reati sessuali nei confronti di minorenni, sarebbe meglio tutelata se si informassero le autorità religiose cattoliche dei procedimenti in corso. Non lo crediamo affatto e ci pare davvero anomalo che un provvedimento di questa natura sia stato inserito nel quadro di una norma sulle intercettazioni telefoniche.
    La seconda ragione è strettamente connessa alla nostra idea della testimonianza cristiana. Siamo convinti che la Chiesa debba testimoniare l’Evangelo senza i condizionamenti che le derivano da riconoscimenti speciali, privilegi, concessioni da parte del potere politico. Come cristiani evangelici sentiamo che il Signore ci ha chiamati ad essere testimoni della sua Parola: e la sua Parola, libera e disarmata, è la nostra forza. Ed anche l’unico privilegio che siamo disposti a riconoscere ed anzi a rivendicare per la Chiesa di Cristo.
    Maria Bonafede, moderatore della Tavola valdese
    18 giugno 2008
    Cerca nei commenti: argomenti vari
    laicità dello stato
    insegnamento della religione a scuola
    problemi etici posti dalla scienza
    notizie evangeliche
    dialoghi con paolo ricca
    comunicati stampa

    W3c© 2005 Chiesa Evangelica Valdese

  5. #5
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    Andrea Morelli

    7/10/2008



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