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Discussione: La Cina e i bambini

  1. #1
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    Predefinito La Cina e i bambini

    La fabbrica dei "mostri" così nasce la star dello sport
    Fino a 22 anni è rigorosamente vietato fidanzarsi: distrae dagli allenamenti: Si inizia a 6 anni, con regole rigidissime. E chi non sfonda diventa uno "scarto" della società dal nostro inviato EMILIO MARRESE

    PECHINO - C'è chi salta da una sbarra all'altra, chi fa la verticale sulla trave, chi vola tra le parallele, una fa i salti mortali, un altro s'arrampica sulla spalliera, e infine chi in un angolo è concentratissimo nel cospargersi le mani di gesso. Sono bambini e bambine che hanno appena dai 6 ai 10 anni. Con le codine o il caschetto, miniature di atleti dalla muscolatura già straordinaria, sguardi terribilmente adulti. Se si rompono un dente, pazienza: sono ancora di latte. Appena fresche d'asilo, specialmente le bimbe fanno acrobazie prodigiose. La cosa più impressionante, però, è che non sorridono mai. Cuccioli alieni. Si preparano ai campionati nazionali di ginnastica in un'enorme palestra della scuola sportiva Shichahai, il primo medaglificio di Pechino, l'istituto voluto da Mao dove è vietato per regolamento fidanzarsi fino ai 22 anni, il laboratorio che, in mezzo secolo di onorata attività, ha costruito 33 campioni del mondo e olimpionici: le ultime medaglie d'oro sono quelle conquistate giorni fa da Zhang Yining nel tennistavolo e, nelle parallele asimmetriche, da He Kexin, la sedicenne che secondo il New York Times avrebbe in realtà 14 anni, cioè due sotto il limite per la sua specialità.
    He Kexin era una di questi cardellini bionici, intrepidi negli esercizi quanto spauriti appena toccano terra. Se anche domandi loro il nome, pur autorizzati a parlare dal maestro, ti fissano muti e terrorizzati per un po' per tornare subito all'allenamento. Vivono qui in camerette da sei o otto letti, si allenano 7 ore al giorno a partire dalle 8 del mattino sabato compreso. La mamma la vedono la domenica, se sono di Pechino, altrimenti una volta ogni tanto, a distanza di mesi.
    Tutti i fenomeni, non solo i cinesi, cominciano da piccolissimi una vita di sacrifici. Ma vedere come, fa effetto. Tenerezza e compassione, più che stupore. All'età in cui le nostre figlie giocano con le bambole, queste pensano alle Olimpiadi. Lo dice la vicepreside Shi Fenghua e il videoclip di presentazione: "Il nostro obiettivo sono Olimpiadi e campionati asiatici". E che se la menino i pedagogisti altrui sui rischi della competitività, la selezione, il senso ludico dello sport eccetera. Anziché pudore, c'è molto orgoglio nell'esibirle al giornalista straniero. Un'attrazione circense: ecco a voi le bambine incredibili, ecco perché siamo ora la prima potenza mondiale dello sport.
    La Shichahai Sport School, finanziata dalla municipalità, sorge vicino alla Città Proibita e ospita circa cinquemila allievi, dai sei anni fino al professionismo. Ogni anno ne ammette 600 su 60 mila richieste. Si può fare domanda (vengono anche dall'estero per stage trimestrali) oppure essere selezionati dai reclutatori. Tredici campi, tre palestre e una pista sintetica d'atletica. Dormitori, mense e cucine non le fanno visitare. Le palestre di volley, judo e badminton sono occupate da spilungoni sedicenni ormai ad un passo dal sogno. O dal fallimento. Quelli deputati a parlare, ripetono che la Cina vince tante medaglie perché il popolo ha una grande passione sportiva, che nessun atleta cinese si dopa. E che è giusto non avere la fidanzata prima dei 22 anni perché distrae dallo sport e dallo studio. Se non si rispetta la regola, così come il divieto di fumo o di azzuffarsi, dopo il primo avvertimento, si va a casa.
    I responsabili dell'istituto garantiscono anche alti livelli di assistenza medica e istruzione, laboratori, biblioteche, corsi culturali e ciò che serve per avere un mestiere. Ma se un ragazzo sta 7-8 ore al giorno a sfiancarsi in palestra, quanto potrà mai imparare nei ritagli di tempo? Che fine faranno davvero gli scarti di produzione, se anche una pluricampionessa mondiale del sollevamento pesi come Zou Chunlan s'è ritrovata a fare massaggi in un diurno di Changchun?

    Quattordici medaglie, quattro ori mondiali, vari record negli anni Ottanta. Poi si infortunò e andò a fare la cameriera nel centro tecnico alle sue ex colleghe nazionali. Diplomata sì, ma senza sapere scrivere. Andò a vendere spiedini in strada, dove i ragazzi la chiamavano zio per via del vocione e della corporatura, poi ad allevare polli e lavorare nei campi. Viveva col marito in una stanza di cinque metri quadrati mangiando riso e cavolo. L'associazione delle donne cinesi, una volta scoperta la sua storia, due anni fa le ha donato mille euro e un ospedale le ha fatto gratuitamente la chirurgia plastica, ridandole sembianze femminili. Oggi ha 38 anni, una lavanderia e s'è salvata, lei. Tutti gli altri? Chi glielo dice a quelle farfalline-marines, nella palestra della Shichahai, che a volte le Olimpiadi non si vincono?

    (22 agosto 2008)
    (da Repubblica)

  2. #2
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    Ed oltre a quanto già detto imbrogliano a casa propria.


    OLIMPIADI: CIO CHIEDE A IAAF DI APRIRE INDAGINE SU GINNASTE CINESI


    (ASCA-AFP) - Pechino, 22 ago - Atletica cinese ancora nella bufera: il Cio ha infatti chiesto alla Iaaf, la federazione internazionale, di aprire un'indagine sull'eta' di alcune atlete cinesi, come la vincitrice di due medaglie d'oro He Kexin (nelle parallele asimmetriche e nella competizione a squadre) e l'oro a squadre Jiang Yuyuan, sospettate entrambe di avere solo 14 anni quando invece il regolamento impedisce la partecipazione agli under 16.

    ''Abbiamo chiesto alla federazione internazionale di fare ulteriori verifiche sull'eta' delle due ginnaste'', ha detto Giselle Davies, portavoce del Cio.

    I sospetti sono nati dopo che il New York Times ha rivelato che la Cina avrebbe modificato i passaporti di alcune atlete cambiando la data di nascita. luq/mcc/bra

    http://www.asca.it/moddettnews.php?i...NASTE%20CINESI

  3. #3
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    ero SICURO che fosse tratto da quella fogna di giornale che è repubblica

    sicuro.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    ero SICURO che fosse tratto da quella fogna di giornale che è repubblica

    sicuro.
    Puoi smentire, documentando, l'informazione?

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Sheera Visualizza Messaggio
    Puoi smentire, documentando, l'informazione?
    Informazione? Quale informazione?

    Non c'è nessuna informazione in quel pezzo, solo avverbi, aggettivi e valutazioni "morali" e soggettive del pennivendolo in questione.

  6. #6
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    [quote=Feliks;8427160]Informazione? Quale informazione?

    fatti un giretto sulla rete e ne troverai di storielle...ti lascio il primo trovato....e' pieno.......poi la foto e' carina....

    • Pechino 2008 - Mistero Yilin, 16enne (solo?) per i Giochi


    Eurosport - lun, 04 ago 228:00 2008

    La tv di stato cinese CCTV ha riportato la data di nascita di Yang Yilin, campionessa mondiale delle parallele asimmetriche nel 2007: la giovanissima atleta avrebbe meno dei 16 anni richiesti per partecipare alle gare di ginnastica. Arivano poi le smentite. Ma la CCT si è veramente sbagliata?
    Altre notizie












    L'età delle piccole eroine della ginnastica olimpica ha sempre fatto discutere, dai tempi d'oro di Nadia Comaneci con i suoi sospetti di metodi di allenamento e pressione disumani. Ma torna oggi alla ribalta in Cina, la più grande palestra mondiale di ginnaste bambine. L'ultimo caso è quello di Yang Yilin, campionessa mondiale delle parallele asimmetriche nel 2007, sospettata di avere meno dei 16 anni richiesti per poter partecipare in questa disciplina ai Giochi. I dirigenti della ginnastica cinese assicurano, la piccola campionessa della nazionale rossa è nata proprio nel giorno giusto. Ma la data del suo compleanno, che si celebrerà esattamente due giorni dopo la chiusura di Pechino 2008, è diventata un piccolo grande mistero cinese.
    E' stata infatti la televisione di Stato CCTV a rilanciare (involontariamente?) il sospetto che lo scricciolo rosso col volto di una bimbetta abbia meno dei 16 anni posti dalla federazione mondiale come limite per partecipare ai Giochi. E lo ha fatto mettendo come data di nascita della piccola Yan il 26 agosto 1993, nel ritratto a lei dedicato sul suo sito in cinese. Immediata la smentita. "Yang Yilin è nata il 26 agosto del 92", ha assicurato all'AFP Huang Jiansi, responsabile del settore ginnastica per l'Amministrazione generale dello sport cinese. Ma la data del sito CCTV non è cambiata, almeno fino alla tarda serata di Pechino.
    In un paese in cui le date contano eccome - come dimostra la scelta scaramantica di aprire i Giochi l'8-8-'08 - Yang Yilin ha avuto la fortuna di nascere nel giorno giusto, secondo i suoi allenatori. La norma volute dalla Federginnastica mondiale (FIG) dell'italiano Bruno Grandi dopo Atlanta '96 stabilisce che le atlete olimpiche debbano compiere 16 anni nell'anno dei Giochi. Insomma, Yang poteva spegnere le candeline (e avrebbe scelto lei quanto metterne) anche prima dei Giochi, ma soffiarne 16 dopo la fine di Pechino 2008 sembra proprio coincidenza fortunata.
    "Il nostro segretario ha controllato, i documenti dicono che quelle ragazze hanno 16 anni: non siamo noi a poter verificare se sono carte vere o falsificate", ha detto Grandi, rispondendo alla dichiarazione fatta ieri da Rogge, per il quale il controllo spetta alla federazione mondiale e non al Cio. Prima di Yang Yilin, nella rete dei sospetti erano cadute altre due compagne di squadra, He Kexin e Jan Yuyuan, accusate dal New York Times di avere 14 anni. Anche lì, la Cina aveva smentito. D'altra parte, il paese dei Giochi non ha avuto paura ad aprire a fotografi e cameramen le porte delle proprie scuole dello sport governative nelle quali bambini e bambine vengono arruolati dai 6 anni, e subito sottoposti a impressionanti esercizi di flessibilità articolare. Immagini oggi rilanciate anche dalla CNN.
    Dopo i sospetti sulle metodologie usate in Romania per Comaneci, confermate in gran parte a fine carriera dalla campionessa più grande di tutti tempi, a far decidere per il limite dei 16 anni fu lo scandalo delle ginnaste-bambine coreane, sospettate di esser sottoposte a terapie per non crescere. "Dal prossimo anno - annuncia ora Grandi - avremo uno strumento in più. Introdurremo una licenza FIG per gareggiare a livello internazionale, sin dalle gare juniores. Così seguiremo le atlete, che dovranno presentare tutta una serie di documenti, nel corso della loro carriera. E falsificare l'età sarà molto più difficile". Intanto Yan Yilin si prepara a gareggiare. E a spegnere le sue candeline il 26 agosto. Quante, non si sa.
    Eurosport

  7. #7
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    Questa si che è una notizia! Ora che so che forse hanno barato sull'età di una ginnasta, senza dargli inibitori ormonali, finalmente posso fare outing anticinese!

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    Questa si che è una notizia! Ora che so che forse hanno barato sull'età di una ginnasta, senza dargli inibitori ormonali, finalmente posso fare outing anticinese!


    Meno male,bravo feliks!

  9. #9
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    Finalmente!Meglio tardi che mai!

    Articoli Repubblica Sport

    La schermitrice azzurra (due bronzi a Pechino) lancia un appello ai colleghi
    Dopo le parole del Dala Lama, è amareggiata: "Il boicottaggio non serve, ma..."


    Tibet, Granbassi agli atleti
    "Manifestate dopo la gara"


    "Tutti ci dicevano: giusto esserci. Ora penso di aver partecipato a un teatrino"
    dall'inviato MATTIA CHIUSANO


    Margherita Granbassi al rientro in Italia

    PECHINO - "Invito gli atleti che sono ancora a Pechino a fare la loro gara e dopo, soltanto dopo, manifestare a favore del popolo tibetano".

    Margherita Granbassi, un titolo mondiale ed una Coppa del mondo di fioretto, è tornata dalla Cina con due medaglie di bronzo al collo. Da Narni, dove vive, naviga ore al giorno alla ricerca di notizie, anche sul Tibet, una causa per cui sarebbe stata disposta a rinunciare alle Olimpiadi.

    "Se fosse servito a qualcosa, ovvio, perché la verità è che i boicottaggi nello sport servono a poco. Ma questa vicenda, questa notizia diffusa senza la conferma del Dalai Lama, mi lascia stordita. Con un senso di amarezza dopo le intense giornate olimpiche".

    Lei era molto critica sulla situazione dei diritti umani, ma una volta giunta a Pechino non ha più sollevato la questione.
    "C'è stato un tam-tam incredibile prima dei Giochi, ma appena arrivati sembrava messo tutto sotto silenzio. Nessuno ci faceva più domande. 'Abbiamo fatto bene a venire' mi dicevo, mi sentivo tranquilla. Finalmente."

    Poi cosa è successo?
    "Mi sono ricordata del dramma del popolo tibetano. Mi sono sentita quasi in colpa. Per aver gioito per le mie due medaglie, mentre nello stesso paese si reprimono le manifestazioni di gente innocente".

    La Cina nega da sempre, parla di provocazioni e falsità.
    "Ma io mi fido delle parole che vengono dal Dalai Lama, indipendentemente dall'attendibilità di quest' ultima notizia sui morti nell'est del Tibet. Anche se non fosse vera, da quanti anni lui denuncia la repressione? Vogliamo dubitare della sua sincerità?".

    La perfetta organizzazione delle Olimpiadi ha distratto anche voi atleti?

    "La colpa è di tutti quelli che dimenticano, anche se in Cina sembrava tutto migliorato. Ma quanto migliorato? Vogliamo parlare dell'episodio demenziale che ha visto protagoniste noi fiorettiste durante la cerimonia inaugurale?".

    Quello striscione "Da Jesi a Frascati a Trieste, vi conciamo per le feste"?
    "La tv cinese ci ha censurate. Se applicano queste misure per una sciocchezza, cosa potranno fare per altri tipi di manifestazioni? Siamo stati protagonisti di un simpatico teatrino".

    Non crede che le Olimpiadi possano servire a qualcosa, magari ad avvicinare la Cina ai valori occidentali?

    "A questo punto credo che le Olimpiadi siano state inutili. L'organizzazione impeccabile, lo splendore esibito in questi giorni nasconde altre verità. Come le medaglie coniate per questa edizione: davanti l'oro, l'argento, il bronzo, dietro la giada che mi risulta provenire dallo sfruttamento di molti lavoratori".

    Allora bisognava boicottare?
    "Ripeto, il boicottaggio cambia poco, la storia lo dimostra. Il problema è a monte, risale al momento in cui è stata scelta Pechino come sede olimpica. In questo scenario cinese anche il Cio si sta dimostrando troppo severo, come dimostra l'episodio del divieto di esporre la bandiera spagnola a mezz' asta, o di indossare un braccialetto nero, per la tragedia di Madrid".

    (22 agosto 2008)
    info maggiori:www.unmadeinchina.org

  10. #10
    any man
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    La Grambassi è un'ipocrita aveva tutto il tempo e le attenzioni che voleva per manifestare il suo dissenso e non ha detto una parola. Che faccia silenzio una buona volta.

 

 
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