Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    Question Domanda ai conservatori

    Vorrei porvi una domanda, cari conservatori. Personalmente mi ritengo un reazionario, sulla scia di Donoso Cortes, Gomez Davila e perchè no anche Evola (escludendo la sua avversione per il cattolicesimo).
    La quasi totalità di voi ha una simpatia molto forte per gli Stati Uniti, che molte volte sconfina in qualcosa di più che una semplice simpatia. Allora il quesito che vi pongo è questo: perche?
    Perchè tutta questa ammirazione per gli Stati Uniti anche oggi, quando il "pericolo" comunista non esiste più e a mio avviso non giustifica una scelta di campo simile? Poi se guardiamo alla storia il quadro, ai miei occhi, si fa più oscuro. La rivoluzione americana che ha dato vita agli Stati Uniti è stato uno degli eventi più sovversivi e anti-tradizionali fino a quel momento. Ricordiamo che i festeggiamenti a Boston e New York city dopo la dichiarazione d'indipendenza vide festeggiamenti anti-britannici e anti-monarchici, come la decapitazione della statua equestre di Giorgio III (presumo che se ci fosse stato lui in carne ed ossa non avrebbe fatto una bella fine).
    Sempre nella rivoluzione chi parteggiava per l'indipendenza erano strati sociali fortemente anti-anglicani (quaccheri, evangelici ecc.), anglicani che nonostante tutto, nonostante il loro anti-cattolicesimo, rappresentavano un livello superiore rispetto all'anarchia teologica protestante.
    Dopo la rivoluzione anche il tessuto sociale venne modificato profondamente, sfilacciando i legami gerarchici prima esistenti, lo stesso avvenne anche nelle singole famiglie con una erosione del sistema patriarcale.

    Ho sentito molti che oppongono la Riv. americana a quella francese per giustificare il loro filo-americanismo, motivando la scelta dicendo che quella americana non ha visto la degenerazione francese. Certo d'accordo, ma personalmente non dico che "la rottura di due gambe è cosa buona, solo perchè la raffronto con la rottura dell'osso del collo". Consideriamo anche che la rivoluzione francese viene ritenuta peggiore di quella d'oltreoceano perchè ebbe un impatto devastante sull'Europa per motivi geografici, inoltre in America non esisteva un forte potere ecclesiastico e nemmeno c'era il "problema" dell'aristocrazia tutte cose che evitarono un bagno di sangue.
    Poi anche la loro fiducia cieca nella democrazia, nella repubblica e nel popolo anticiparono nettamente gli eventi francesi.

    In conclusione appunto vi chiedo: cosa c'è di tradizionale, e di "conservatore"
    negli Stati Uniti e nella loro storia?

  2. #2
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    Per rispondere alla tua domanda, mi preme sottolineare che per tutti gli avvenimenti storici in oggetto si deve tener conto di una precisa ed insopprimibile contestualizzazione.
    Per esempio, tutti noi conservatori amiamo molto quell'aura di tradizione, forza, rispetto dei valori che deriva dalla storia greca e romana, ma sappiamo bene che si tratta per l'appunto di...storia, di civiltà e culture che influenzano il presente, ma non possono essere riportate completamente in vita (nè vorremmo riportare nella nostra epoca l'uccisione di fanciulli deformi, o l'adorazione di divinità politeiste,...).
    Quindi, tenuto conto di questa precisazione indispensabile, risulta più facile spiegarti che, sì, la Rivoluzione Americana all'epoca di "conservatore" e "tradizionalista" forse aveva ben poco (non a caso si chiama "Rivoluzione"!), ma che alla luce degli avvenimenti successivi, del successo della "formula americana" (terra di libertà, terra di ospitalità, terra di opportunità), dell'aiuto offerto contro la tirannia nella I e nella II Guerra Mondiale, i conservatori non possono che guardare con attenzione, e in taluni casi con la dovuta ammirazione, agli Stati Uniti d'America, alla sua società ed al suo popolo.
    Ovviamente i conservatori devono star bene attenti a non scivolare in una adorazione incondizionata, senza una adeguata riflessione nei confronti degli aspetti negativi che pure esistono (eccessivo consumismo, ad. es.).
    L'America esercita in sè, per merito degli obbiettivi raggiunti, delle mete conquistate, dei sacrifici compiuti per la Libertà di tutti, un fascino irresistibile. Scudo dell'Occidente, è per noi, per certi versi, anche il futuro (o dovremmo per caso affidarci all'Est, alla Cina, all'Islam, ad una Europa ancora troppo burocratica e distante?)

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da zaffo Visualizza Messaggio
    Per rispondere alla tua domanda, mi preme sottolineare che per tutti gli avvenimenti storici in oggetto si deve tener conto di una precisa ed insopprimibile contestualizzazione.
    Per esempio, tutti noi conservatori amiamo molto quell'aura di tradizione, forza, rispetto dei valori che deriva dalla storia greca e romana, ma sappiamo bene che si tratta per l'appunto di...storia, di civiltà e culture che influenzano il presente, ma non possono essere riportate completamente in vita (nè vorremmo riportare nella nostra epoca l'uccisione di fanciulli deformi, o l'adorazione di divinità politeiste,...).
    Quindi, tenuto conto di questa precisazione indispensabile, risulta più facile spiegarti che, sì, la Rivoluzione Americana all'epoca di "conservatore" e "tradizionalista" forse aveva ben poco (non a caso si chiama "Rivoluzione"!), ma che alla luce degli avvenimenti successivi, del successo della "formula americana" (terra di libertà, terra di ospitalità, terra di opportunità), dell'aiuto offerto contro la tirannia nella I e nella II Guerra Mondiale, i conservatori non possono che guardare con attenzione, e in taluni casi con la dovuta ammirazione, agli Stati Uniti d'America, alla sua società ed al suo popolo.
    Ovviamente i conservatori devono star bene attenti a non scivolare in una adorazione incondizionata, senza una adeguata riflessione nei confronti degli aspetti negativi che pure esistono (eccessivo consumismo, ad. es.).
    L'America esercita in sè, per merito degli obbiettivi raggiunti, delle mete conquistate, dei sacrifici compiuti per la Libertà di tutti, un fascino irresistibile. Scudo dell'Occidente, è per noi, per certi versi, anche il futuro (o dovremmo per caso affidarci all'Est, alla Cina, all'Islam, ad una Europa ancora troppo burocratica e distante?)
    Non hai nominato la Russia, che si sforza di ritrovare il suo passato di grande potenza europea e quindi sicuramente un passato conservatore e non certo rivoluzionario, una realtà sicuramente più vicina all'Europa di quanto non lo possa essere un'americano della west coast o dell'interno profondo degli USA

  4. #4
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    Sulla questione Georgia gli americani si stanno comportando da sciagurati.
    Nella migliore delle ipotesi si sono creati nella Russia un nuovo nemico....e Bush che cerca di offendere la politica estera russa chiamandola Zarista si comporta semplicemente in modo ridicolo.....per me una delusione grandissima!
    NOI SIAMO LA VERA ITALIA !
    RICOSTRUIAMO LA NOSTRA PATRIA !

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da C@ndido Visualizza Messaggio
    Non hai nominato la Russia, che si sforza di ritrovare il suo passato di grande potenza europea e quindi sicuramente un passato conservatore e non certo rivoluzionario, una realtà sicuramente più vicina all'Europa di quanto non lo possa essere un'americano della west coast o dell'interno profondo degli USA
    Citazione Originariamente Scritto da Soldato del Re Visualizza Messaggio
    Sulla questione Georgia gli americani si stanno comportando da sciagurati.
    Nella migliore delle ipotesi si sono creati nella Russia un nuovo nemico....e Bush che cerca di offendere la politica estera russa chiamandola Zarista si comporta semplicemente in modo ridicolo.....per me una delusione grandissima!
    Io mi tengo stretto l'Occidente, di fronte ad un Est ancora incapace di assicurare integralmente la Libertà.
    Preferisco vivere qui, sotto l'ombrello della Nato, che nelle gelide distese russe, incompatibili con il mio modo di vita.
    E' positivo che la Russia riacquisti la sua identità, ma da qui ad ammettere un ritorno di un "Impero Russo" con un suo "Zar" ce ne vuole.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da zaffo Visualizza Messaggio
    Io mi tengo stretto l'Occidente, di fronte ad un Est ancora incapace di assicurare integralmente la Libertà.
    Preferisco vivere qui, sotto l'ombrello della Nato, che nelle gelide distese russe, incompatibili con il mio modo di vita.
    Andando OT diciamo che il "modo di vita" attuale non appartiene a noi ma è una trasposizione dell'american way of life in terra europea...

    p.s grazie per la tua risposta

  7. #7
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    100 anni fa la Russia zarista era una delle grandi potenze europee, poi la rivoluzione sovietica la scaravento' in Asia, la guerra fredda fece il resto definendo tutto quello che è a ovest come buono e tutto quello che è a est come cattivo, ma il muro è caduto da quasi 20 anni e la Russia si sta dirigendo verso il posto che le competeva 100 anni fa, non vedo nessuno scandalo, l'emergenza comunista non c'è più,o meglio c'è ancora nelle teste di tanti italiani, non viene certo da li'

 

 

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