
Originariamente Scritto da
zaffo
Per rispondere alla tua domanda, mi preme sottolineare che per tutti gli avvenimenti storici in oggetto si deve tener conto di una precisa ed insopprimibile contestualizzazione.
Per esempio, tutti noi conservatori amiamo molto quell'aura di tradizione, forza, rispetto dei valori che deriva dalla storia greca e romana, ma sappiamo bene che si tratta per l'appunto di...storia, di civiltà e culture che influenzano il presente, ma non possono essere riportate completamente in vita (nè vorremmo riportare nella nostra epoca l'uccisione di fanciulli deformi, o l'adorazione di divinità politeiste,...).
Quindi, tenuto conto di questa precisazione indispensabile, risulta più facile spiegarti che, sì, la Rivoluzione Americana all'epoca di "conservatore" e "tradizionalista" forse aveva ben poco (non a caso si chiama "Rivoluzione"!), ma che alla luce degli avvenimenti successivi, del successo della "formula americana" (terra di libertà, terra di ospitalità, terra di opportunità), dell'aiuto offerto contro la tirannia nella I e nella II Guerra Mondiale, i conservatori non possono che guardare con attenzione, e in taluni casi con la dovuta ammirazione, agli Stati Uniti d'America, alla sua società ed al suo popolo.
Ovviamente i conservatori devono star bene attenti a non scivolare in una adorazione incondizionata, senza una adeguata riflessione nei confronti degli aspetti negativi che pure esistono (eccessivo consumismo, ad. es.).
L'America esercita in sè, per merito degli obbiettivi raggiunti, delle mete conquistate, dei sacrifici compiuti per la Libertà di tutti, un fascino irresistibile. Scudo dell'Occidente, è per noi, per certi versi, anche il futuro (o dovremmo per caso affidarci all'Est, alla Cina, all'Islam, ad una Europa ancora troppo burocratica e distante?)