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    Predefinito Acqua: Deve essere sottomessa alle regole dell' economia capitalistica

    Sos Acqua. Diamoci da fare perché vinca la vita - 29/08/08


    Nel cuore di questa estate torrida e di questa terra calabra, lavorando con i giovani nelle cooperative del vescovo Brigantini (Locride) e dell'Arca di Noè (Cosenza), mi giunge, come un fulmine a ciel sereno, la notizia che il governo Berlusconi sancisce la privatizzazione dell'acqua. Infatti il 5 agosto il Parlamento italiano ha votato l'articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro G. Tremonti che nel comma 1 afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica. Tutto questo con l'appoggio dell'opposizione, in particolare del Pd, nella persona del suo corrispettivo ministro-ombra Lanzillotta. (Una decisione che mi indigna, ma non mi sorprende, vista la risposta dell'on. Veltroni alla lettera sull'acqua che gli avevo inviata durante le elezioni!)
    Così il governo Berlusconi, con l'assenso dell'opposizione, ha decretato che l'Italia è oggi tra i paesi per i quali l'acqua è una merce.
    Dopo questi anni di lotta contro la privatizzazione dell'acqua con tanti amici, con comitati locali e regionali, con il Forum e il Contratto Mondiale dell'acqua, queste notizie sono per me un pugno allo stomaco, che mi fa male. Questo è un tradimento da parte di tutti i partiti! Ancora più grave è il fatto, sottolineato dagli amici Rosario Lembo e Riccardo Petrella, che il “Decreto modifica la natura stessa dello Stato e delle collettività territoriali. I Comuni, in particolare , non sono più dei soggetti pubblici territoriali responsabili dei beni comuni, ma diventano dei soggetti proprietari di beni competitivi in una logica di interessi privati, per cui il loro primo dovere è di garantire che i dividendi dell'impresa siano i più elevati nell'interesse delle finanze comunali“.
    Ci stiamo facendo a pezzi anche la nostra costituzione!
    Concretamente cosa significa tutto questo? Ce lo rivelano le drammatiche notizie che ci pervengono da Aprilia (Latina) dimostrandoci quello che avviene quando l'acqua finisce in mano ai privati. Acqualatina, (Veolia, la più grande multinazionale dell'acqua ha il 46,5per cento di azioni) che gestisce l'acqua di Aprilia, ha deciso nel 2005 di aumentare le bollette del 300per cento! Oltre quattromila famiglie da quell'anno, si rifiutano di pagare le bollette ad Acqualatina, pagandole invece al Comune. Una lotta lunga e dura di resistenza quella degli amici di Aprilia contro Acqualatina! Ora nel cuore dell'estate, Acqualatina manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori o ridurre il flusso dell'acqua. Tutto questo con l'avallo del Comune e della provincia di Latina! L'obiettivo? Costringere chi contesta ad andare allo sportello di Acqualatina per pagare.
    E' una resistenza eroica e impari questa di Aprilia: la gente si sente abbandonata a se stessa. Non possiamo lasciarli soli!
    L' estate porta brutte notizie anche dalla mia Napoli e dalla regione Campania.
    L'assessore al Bilancio del Comune di Napoli, Cardillo lancia una proposta che diventerà operativa nel gennaio 2009. L'Arin, la municipalizzata dell'acqua del Comune di Napoli, diventerà una multi-servizi che includerà Napoligas e una compagnia per le energie rinnovabili. Per far digerire la pillola, Cardillo promette una “Robintax” per i poveri (tariffe più basse per le classi deboli). Con la privatizzazione dell'acqua si creano necessariamente cittadini di seria A (i ricchi) e di serie B (i poveri), come sostiene l'economista M. Florio dell'università degli studi di Milano.
    Sono brutte notizie queste per tutto il movimento napoletano che nel 2006 aveva costretto 136 comuni di ATO 2 a ritornare sui propri passi e a proclamare l'acqua come bene comune. Invece dell'acqua pubblica, l'assessore Cardillo sta forse preparando un bel bocconcino per A2A (la multiservizi di Brescia e Milano) o per Veolia, qualora prendessero in mano la gestione dei rifiuti campani? Sarebbe il grande trionfo a Napoli dei potentati economico-finanziari.
    A questo bisogna aggiungere la grave notizia che a Castellamare di Stabia (un Comune di centomila abitanti della provincia di Napoli), 67 mila persone hanno ricevuto, per la prima volta, le bollette dalla Gori, (una SPA di cui il 46 per cento delle azioni è di proprietà dell'Acea di Roma). Questo in barba alle decisioni del Consiglio Comunale e dei cittadini che da anni si battono contro la Gori , che ormai ha messo le mani sui 76 Comuni Vesuviani (da Nola a Sorrento).
    “Non pagate le bollette dell'acqua!”, è l'invito del Comitato locale alle famiglie di Castellamare. Sarà anche qui una lotta lunga e difficile, come quella di Aprilia. Mi sento profondamente ferito e tradito da queste notizie che mi giungono un po' dappertutto.
    Mi chiedo amareggiato: Ma dov'è finita quella grossa spinta contro la privatizzazione dell'acqua che ha portato alla raccolta di 400 mila firme di appoggio alla Legge di iniziativa popolare sull'acqua? Ma cosa succede in questo nostro paese? Perché siamo così immobili? Perché ci è così difficile fare causa comune con tutte le lotte locali, rinchiudendoci nei nostri territori? Perché il Forum dell'acqua non lancia una campagna su internet, per inviare migliaia di sollecitazioni alla Commissione Ambiente della Camera dove dorme la Legge di iniziativa popolare sull'acqua ?
    Non è giunto il momento di appellarsi ai parlamentari di tutti i partiti per far passare in Parlamento una legge-quadro sull'acqua?
    Dobbiamo darci tutti una mossa per realizzare il sogno che ci accompagna e cioè che l'acqua è un diritto fondamentale umano, che deve essere gestita dalle comunità locali con totale capitale pubblico, al minor costo possibile per l'utente, senza essere SPA.
    “L'acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne “illecito” profitto–ha scritto l'arcivescovo emerito di Messina G. Marra. Pertanto si chiede che venga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubblica, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione per tutti al costo più basso possibile”.
    Quando ascolteremo parole del genere dalla Conferenza Episcopale Italiana? Quand'è che prenderà posizione su un problema che vuole dire vita o morte per le nostre classi deboli ma soprattutto per gli impoveriti del mondo? (Avremo milioni di morti per sete!)
    E' quanto ha affermato nel mezzo di questa estate, il 16 luglio, il Papa Benedetto XVI: ”Riguardo al diritto all'acqua, si deve sottolineare anche che si tratta di un diritto che ha un proprio fondamento nella dignità umana. Da questa prospettiva bisogna esaminare attentamente gli atteggiamenti di coloro che considerano e trattano l'acqua unicamente come bene economico.”
    Quand'è che i nostri vescovi ne trarranno le dovute conseguenze per il nostro paese e coinvolgeranno tutte le parrocchie in un grande movimento in difesa dell'acqua?
    L'acqua è vita. “L'acqua è sacra, non solo perché è prezioso dono del Creatore–ha scritto recentemente il vescovo di Caserta, Nogaro – ma perché è sacra ogni persona, ogni uomo, ogni donna della terra fatta a immagine di Dio che dall'acqua trae esistenza, energia e vita.”
    Sull'acqua ci giochiamo tutto!
    Partendo dal basso, dalle lotte in difesa dell'acqua a livello locale, dobbiamo ripartire in un grande movimento che obblighi il nostro Parlamento a proclamare che l'acqua non è una merce, ma un diritto di tutti.
    Diamoci da fare perché vinca la vita!
    Di Alex Zanotelli - da Carta

  2. #2
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    Quando si parla di acqua potabile significa che si sta discutendo di tre realtà interconnesse tra loro: l'acqua come diritto alla vita, l'acqua come bene comune, l'acqua come democrazia.
    L'acqua come diritto alla vita.
    L'acqua potabile è un diritto inalienabile di ogni essere umano.
    Secondo l'O.M.S. circa un miliardo e mezzo di persone nel mondo non hanno accesso ad essa. Per chi è privo di questa risorsa il diritto alla vita diventa un eufemismo.
    Nel contesto di sempre maggiore mercificazione di ogni aspetto della vita anche il diritto all'acqua viene condizionato dalle logiche dell'economia di mercato.
    L'acqua come bene comune
    Bisogna ribadire che l'acqua appartiene alla comunità e non è un bene economico da sottomettere alle regole del mercato.
    L'acqua è un bene sociale..
    L'assenza di una cultura dell'acqua come bene comune dell'umanità è all'origine delle numerose crisi che vedono contrapposti vari stati per la gestione delle risorse idriche.
    L'acqua come democrazia
    La gestione dell'acqua è un problema di democrazia; non è un fatto tecnico da riservare solo ed esclusivamente ad esperti. E' la comunità locale che deve occuparsene. E' un fatto pubblico . E' la collettività che deve decidere in che modo finanziare i costi della gestione che non possono essere scaricati interamente sulla tariffa. Un approccio democratico comporta il finanziamento collettivo dei costi associati alla provvisione e distribuzione del minimo vitale attraverso la tassazione e una spesa pubblica redistributiva.
    L'acqua come democrazia deve rafforzare la solidarietà.
    Affermare che l'acqua è un diritto implica riconoscere che la collettività ha la responsabilità di creare le condizioni finanziarie, politiche, sociali, ecc. affinché questo diritto possa essere esercitato; esso contribuisce alla riscoperta del valore della collettività in quanto la stessa ha il dovere di assicurare la soddisfazione del diritto. Invece inserire l’accesso all’acqua nella sfera dei bisogni, come oggi è considerato dai potenti della Terra, rende il cittadino solo di fronte ad esso: il soddisfacimento di tale bisogno è individuale per cui richiede un prezzo.
    Nei prossimi anni il futuro della libertà umana si giocherà proprio sulla distribuzione dell' acqua, perché come già avviene in diverse aree geografiche del nostro pianeta l'acqua è il principale motivo di conflitto.
    Se nei paesi detti in via di sviluppo non c'è possibilità di democrazia è sempre a causa dell' acqua che viene ancora gestita dalle multinazionali del settore.
    La politica a tutti i livelli sostiene che il progresso ha un prezzo che si deve pagare, che le amministrazioni sono in crisi ed i costi sono alti e che per questi motivi cedere ai privati la gestione delle risorse idriche non è poi la fine del mondo. L'importante è garantire che l'acqua arrivi in tutti i campi e in tutte le case. D'altronde dato che le condotte idriche sono collassate e le reti fognarie sono un colabrodo, visto che tutto il sistema è ormai sorpassato, con la povertà di risorse delle amministrazioni non si può fare altro che affidare a terzi la ricchezza dell'acqua. Ma se questo è vero, è ancor più vero che nessun potere eletto democraticamente, qualora questa parola avesse ancora valore, può condizionare il nostro futuro.
    Nessuno può arrogarsi il diritto di decidere liberamente su una questione così importante, senza tener conto del parere della collettività. Il bene dell' acqua è un bene naturale ed inalienabile, non lo si può privatizzare. Quando andiamo a votare deleghiamo ad altri il compito di amministrare le risorse, ma non quello di defraudarci di una nostra legittima proprietà. Personalmente credo che la cessione ai privati delle risorse idriche sia il punto di non ritorno della democrazia.
    Palermo 22 gennaio 2007
    Ernesto Salafia
    http://www.benicomuni.net/home/mod/r...view.php?id=15

  3. #3
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    fermamente convivnto che l'acuqa è pubblica e pubblica deve rimanere...oltretutto, quella italiana è una delle migliori...

  4. #4
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    l'italia mi fa sempre piú schifo!! ci mancava anche la privatizzazione dell'acqua!

  5. #5
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    26/08/2008 - Toscana: Privatizzazione dell'acqua: Firma la petizione on-line
    riceviamo da Barbara Grimaudo dei "Cittadini Invisibili? No Grazie"
    AL POPOLO DELL’ACQUA IN SICILIA

    CARI AMICI, FIRMIAMO LA PETIZIONE IN AIUTO E SOLIDARIETA’ AI NOSTRI AMICI DELLA TOSCANA CHE DA ANNI SI BATTONO PER IL NOSTRO BENE COMUNE “ACQUA”.

    E INIZIAMO GIA’ AD IMMAGINARE CHE ANCHE NOI NE DOVREMMO PREDISPORRE QUALCUNA. NE ABBIAMO GIA' PARLATO COME FORUM PROVINCIALE DI PALERMO.
    SAREBBE IL CASO DI METTERCI TUTTI INSIEME A LIVELLO REGIONALE.

    Saluti di pace

    Barbara Grimaudo – Cittadini Invisibili? No Grazie!


    Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
    Reti Toscane Acqua Pubblica

    BOLLETTE PUBLIACQUA (Toscana)
    DOPO LA SENZENZA DEL COVIRI DI RESTITUZIONE
    DI 6,2 MILIONI DI EURO AGLI UTENTI

    F I R M A A N C H E T U
    LA PETIZIONE ON-LINE
    Promossa
    dal Forum italiano dei Movimenti per l'Acqua
    e Reti Toscane Acqua Pubblica


    INDIRIZZATA


    AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
    DELLA TOSCANA
    E AI GRUPPI CONSILIARI
    PER FAR

    INSEDIARE SUBITO LA COMMISSIONE
    DI INCHIESTA
    DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA TOSCANA



    SU PUBLIACQUA S.p.A
    e ATO-3 MEDIOVALDARNO (Toscana)

    E' possibile firmare

    Accedendo a:

    www.firmiamo.it/aquaveritastoscana


    SALVAGUARDARE E RIPUBBLICIZZARE I BENI COMUNI,
    TUTELARE I DIRITTI DEI CITTADINI e DEI LAVORATORI

    L'ACQUA E' UN DIRITTO NON UNA MERCE - FUORI LE MULTINAZIONALI DALLA TOSCANA

    Roma, 25 Agosto 2008
    Per saperne di più: www.acquabenecomune.org

    --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

    TESTO PETIZIONE ONLINE TOSCANA: AQUA VERITAS
    Al Presidente del Consiglio Regionale della Toscana
    ed ai Gruppi Consiliari
    PROMOSSA DAL FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L'ACQUA
    E DALLE RETI TOSCANE PER L'ACQUA PUBBLICA
    PER RICHIEDERE L'IMMEDIATA COSTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE D'INCHIESTA
    SU PUBLIACQUA S.p.A. e ATO-3 MEDIOVALDARNO
    A SEGUITO SENTENZA AUTORITA' GOVERNATIVA DI CONTROLLO RISORSE IDRICHE (CO.VI.RI.) CHE HA ORDINATO A PUBLIACQUA S.p.A. LA RESTITUZIONE DI 6,2 MILIONI DI EURO AGLI UTENTI

    PREMESSA

    Una straordinaria vittoria dei movimenti per l'acqua che, per primi, attraverso un esposto a firma di Attac Firenze e Attac Chianti Valdelsa (a nome dell'intera Rete Toscana per l'Acqua), avevano segnalato l'anomalia di una transazione concordata in data 23 marzo 2007 tra il Presidente dell'Ato 3 e il Presidente di Publiacqua SpA.
    Con detta transazione, si riconoscevano all'ente gestore 6,2 milioni di euro come "conguaglio ai ricavi", salvo poi scaricare questa cifra sugli utenti attraverso una revisione tariffaria straordinaria,approvata in data 11 luglio 2007.
    Il Co. Vi. Ri., concordando con l'esposto dei movimenti per l'acqua - cui sono seguite analoge prese di posizione di migliaia di cittadini e di una consigliera comunale di Forza Italia del Comune di Pelago- ha rilevato come "al gestore non andava riconosciuto alcun margine di guadagno oltre quanto già stabilito dal metodo normalizzato, essendo le attività oggetto di transazione rientranti nelle ordinarie attività di gestione del Sistema Idrico Integrato".


    T E S T O P E T I Z I O N E

    INSEDIARE SUBITO LA COMMISSIONE DI INCHIESTA DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA TOSCANA SU PUBLIACQUA s.p.A e ATO-3 MEDIOVALDARNO (Toscana)
    CONFERENDO UN RUOLO ATTIVO ALLA PARTECIPAZIONEDEI RAPPRESENTANTI DEI COMITATI DEI CITTADINI PER L'ACQUA PUBBLICA E DEI LAVORATORI DI PUBLIACQUA
    SALVAGUARDARE E RIPUBBLICIZZARE I BENI COMUNI, TUTELARE I DIRITTI DEI CITTADINI e DEI LAVORATORI
    DOPO LA SENZENZA DEL COVIRI DI RESTITUZIONE DI 6,2 MILIONI DI EURO AGLI UTENTI I CITTADINI E LAVORATORI HANNO DIRITTO DI SAPERE INOLTRE:


    1) Modalità con cui il gestore Publiacqua S.p.A. e ATO 3 Medio-Valdarno determinano la tariffa all'utenza in bolletta. Con verifica sulla corretta misurazione fiscale, a mezzo di contatori di portata, installati presso gli impianti del gestore Publiacqua S.p.A (acqua demaniale grezza prelevata e acqua potabilizzata immessa in rete). Parametri, fondamentali e previsti dalla legislazione vigente, per lo sviluppo della tariffa e oneri da riconoscere alle Provincie per le acque demaniali prelevate (D.M. 01/08/1996 - D.Lgs. 112/1998 - L.R. 91/98)
    2) Verifica modalità e tempi con cui il gestore Publiacqua S.p.A. versa ai Comuni serviti i canoni di concessione e livello di vigilanza in merito dell'ATO3 (obblighi che se disattesi possono essere causa di recessione dell'affidamento art. 24 patti di concessione e Art. 12 Patti aggiuntivi Parte II)
    3) Piano del gestore Publiacqua S.p.A. per la pianificazione sostituzioni tubazioni vetuste, per il contenimento delle perdite in osservanza D.M. n° 99 8/1/97
    4) Verifica sulla gestione contabile del gestore Publiacqua S.p.A., in termini imputazioni in bilancio, tra oneri di manutenzione ed oneri per investimento e livello di vigilanza in merito dell'ATO3 Medio-Valdarno anche in riferimento al rispetto dei Piani d'Ambito e impegni assunti con i comuni serviti
    5) Verifica dell'ammontare degli oneri maturati per spese di rappresentanza e benefit del top-managment di Publiacqua Sp.A. e possibile ricaduta sui cittadini e i lavoratori
    6) Verifica, tramite audizione delle organizzazioni sindacali, accreditate ufficialmente presso il gestore Publiacqua S.p.A., per misurare l'osservanza delle norme contrattuali e gli obblighi specificati in merito in atto di concessione, il rispetto delle norme di sicurezza, tutele salariali, sviluppi professionali ed inquadramenti, possibili ricadute sulla qualità del servizio a causa del blocco delle assunzioni, stato e consistenza e utilità delle aziende di scopo già costituite ed eventuali nuove cessioni rami d'azienda.

    ----------------------------------------------------------------------------------------
    Paolo Carsetti

    Segreteria Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
    Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
    Tel./Fax. 06/68136225 Lun.-Ven. 15:00-19:00
    e-mail: segreteria@acquabenecomune.org

    http://www.ritaatria.it/#

  6. #6
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    ho firmato anch'io!
    vi consiglio inoltre un altro sito, a cui sono iscritto, che regolarmente mi manda petizioni da firmare on line e da diffondere...cosa che puntualmente faccio!
    http://www.avaaz.org/

  7. #7
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