l neo direttore: restano tutti, non normalizzerò Unità, il debutto di Concita «Non userò toni pastello» La De Gregorio: «Sarà il giornale della sinistra di questo Paese». Travaglio anti Pd per il congedo di Padellaro Il nuovo direttore dell'Unità Concita De Gregorio nel suo ufficio di via Benaglia a Trastevere (Ansa) Il nuovo direttore dell'Unità Concita De Gregorio nel suo ufficio di via Benaglia a Trastevere (Ansa) ROMA — «No, no, cominciate voi...». Sala riunioni, undici e mezza del mattino, posti in piedi e sì, anche un po' di nervosismo. Tutti si aspettano il discorso ufficiale. Concita De Gregorio si siede, apre il blocchetto per gli appunti e (metaforicamente) fa un passo indietro: «Preferisco ascoltare». Sorrisi e non di circostanza. Sarà anche il giorno del debutto ma all'Unità l'inizio è quello di sempre. Cronache locali, politica, esteri... si parla del lavoro fatto e di quello da fare. Per entrare in punta di piedi nel quotidiano di Antonio Gramsci, il primo direttore donna ha scelto un paio di vezzose scarpe in stoffa scozzese che sdrammatizzano l'accoppiata abito nero/orecchini di perle. Dopo un'ora buona si è limitata a fare i complimenti per le pagine sulla convention americana e sulle Olimpiadi, a rispondere a una telefonata che le porta i saluti del cardinale Carlo Maria Martini. Poi, quando si è fatta quasi l'una, prende la parola. E va dritta al nocciolo della questione: « L'Unità resterà battagliera, sarà un giornale di opposizione militante, fortemente identitario, il giornale della sinistra di questo Paese». Una risposta a chi teme che insieme al direttore cambi anche la linea editoriale, per virare su registri più teneri con il Partito democratico. Una paura di normalizzazione arrivata anche sulle pagine del giornale con gli interventi dei lettori: «smarrito per il cambio», «disorientato », «un'informazione a schiena dritta», tanto per citare qualche titolo. E con il pezzo di Marco Travaglio, il collaboratore più conosciuto, che sotto il titolo Scusate ma non ho capito chiama in causa Walter Veltroni per un cambio a suo giudizio ingiustificato. Lei lo sa e spiega che per fare un «giornale che non sarà l'house organ del Pd e parlerà a tutte le anime della sinistra» punterà sulle inchieste. Per questo da Repubblica si è portata Giovanni Maria Bellu, per ora l'unico nuovo arrivo insieme a Daniela Amenta (ex E polis) destinata all'ufficio centrale. «Gli altri nomi che avete letto — dice — sono tutte fantasie». Nessun applauso alla fine, ma le barricate che qualcuno si aspettava non si vedono proprio. Il comitato di redazione, il sindacato interno, la incontra per mezz'ora e parla di «ottima impressione». Lei, dietro alla scrivania con le rose regalate dal suo predecessore Antonio Padellaro, riceve messaggi su messaggi, «anche dal centrodestra ma non da Berlusconi ». E promette continuità: «Tutti quelli che hanno scritto finora continueranno a farlo. Certo, anche Travaglio, anche Furio Colombo, anche Padellaro ». Ma qualche nome nuovo arriverà, come Roberto Benigni che oggi regala un piccolo cameo. «Sarà il giornale di quelli che, come me, hanno votato alle primarie, un giornale di opposizione che però criticherà pure il Pd se sarà troppo tiepido. Nessuna normalizzazione, non useremo colori pastello ». E questa non è solo una metafora perché non sparirà la fascia rossa sotto la testata, quella frase del giorno che negli anni è diventata quasi un secondo editoriale. Il formato diventerà più piccolo. Non subito ma entro il 25 ottobre, giorno della grande manifestazione del Pd. Forse cambierà anche la sede. Raccontano che il nuovo editore Renato Soru aveva una faccia un po' così, quando è passato qui in redazione. Il terzo piano di via Benaglia, zona Porta Portese, è un vecchio ufficio periferico del catasto, architettura dignitosa ma un po' triste. Il padre di Tiscali, invece, ama la tecnologia che si sposa all'antico. Per questo ha chiesto di trovare un loft, possibilmente zona Testaccio o San Lorenzo. Un loft. Sperando che porti miglior fortuna rispetto a quello scelto da Walter Veltroni.
http://www.corriere.it/politica/08_a...4f02aabc.shtml




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