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  1. #1
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    Predefinito Crisi delle feste di partito

    Scomparse o in tono minore
    In crisi le feste politiche


    Il faticoso esordio della kermesse del Pd e l'evoluzione del meeting di Cl. La «sorpresa» Cortina



    DAL NOSTRO INVIATO

    FIRENZE — L'inviato di Le Monde è arrivato fino alla Fortezza Da Basso, ha annusato un po' l'aria e ha sentito un acre «parfum de déprime», ovvero un profumo di depressione, commisto con il fumo delle grigliate: «Troppe salsicce e poche idee», gli ha spiegato con sintesi impeccabile un militante deluso. Le difficoltà del neonato Pd pesano molto nel faticoso esordio della Festa democratica, nonostante l'impegno degli organizzatori. Ma pesa anche una certa aria di crisi che tira sulle feste di partito in generale, kermesse identitarie di formazioni che l'identità l'hanno persa o faticano a trovarla. Non che la crisi sia nei numeri. La gente continua ad affollare gli stand e a ingollare lampredotti e costine. Ma il vecchio militante ha lasciato il posto a visitatori più interessati alla sagra che alla politica. E il rito laico della feste di partito, che ha formato generazioni di militanti, arranca. Una difficoltà che lascia spazio ad altre manifestazioni, più agili e svincolate dalle liturgie partitiche. Come Cortina InConTra, di Enrico e Iole Cisnetto, che registra un dieci per cento in più di presenze, ma soprattutto una centralità politica garantita da una formula «politico-letteraria» più originale e dal gradimento di un pubblico non «militante». Rifondazione ha perso da due anni la sua festa nazionale di Liberazione. E in Toscana, lacerata dalla guerra tra ferreriani e vendoliani, si è perfino sdoppiata. Prematuramente scomparsa anche una festa che ha fatto epoca, e non solo per le «bufale» regalate e la piscina a forma di cozza: quella mastelliana di Telese.
    Sparita anche la Festa tricolore nazionale di An a Rieti, mentre a quella di Mirabello non sarà presente per la prima volta Gianfranco Fini: il 25 settembre partirà a Milano la prima festa del Pdl, ma bisognerà vedere come la tradizione popolare della destra si amalgamerà con il piglio da convention di Forza Italia. Cambia anche il meeting riminese di Cl, che continua ad avere grande successo, ma che quest'anno ha scelto di mettere ai margini la politica (anche Barroso ha barattato la sua presenza con un video messaggio). Nonostante il plauso del tesoriere dei Ds Ugo Sposetti, che ha spiegato come quella sia «la vera festa dell'Unità»: «Era solo un omaggio da ospite — spiega ora — Le feste restano fondamentali per noi. Anche se devono cambiare, aggiornarsi: se ne devono fare di più, più brevi, adeguate alle nuove tecnologie». Quanto alla «depressione» di Firenze, disertata anche dal leghista Roberto Maroni: «Normale dopo una sconfitta. Comunque non c'è solo Firenze, esistono centinaia di feste sulla via Emilia». Sposetti verrà anche qui: «Certo, ma sotto scorta». Nel partito, in effetti, non tutti hanno gradito certe sue affermazioni. «Ma no, sotto scorta per evitare di parlare con i giornalisti». Non farà in tempo a godersi i Pooh e Max Pezzali, a lungo considerati simboli di un qualunquismo un po' destrorso, e al loro esordio in questi lidi. Ma non vedrà neanche il comizio di Veltroni, abolito dal segretario in cambio di una più moderna intervista con Enrico Mentana.
    Alessandro Trocino


    http://www.corriere.it/politica/08_a...4f02aabc.shtml

    Da sempre punto di forza della sinistra, le feste di partito attraversano una pesante crisi che pare irreversibile.

  2. #2
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    Non sono in crisi le feste di partito in quanto tali, ma quelle dei partiti che hanno poco/nulla da proporre politicamente: ad una festa partitica vai per sentire cose profonde che altrove non sentiresti, per ascoltare slogan triti e ritriti invece di proposte e spunti culturali basta You Tube.

    E poi contano anche le persone. Io ricordo bene che all'annuale seminario forzista di Gubbio dell'anno scorso, quando toccò a Tremonti parlare, la sala si riempì fino a tracimare più di una discoteca della riviera romagnola: questo perchè l'aspettativa era di sentire innovativi spunti di riflessione, sia dal punto di vista intellettuale che politico. Guarda-caso invece, nelle sale dove parlavano i vari Bondi, Cicchitto & (bad) company, non c'era mai quasi nessuno, perchè i loro erano discorsi di aria fritta, alchimie organizzative importanti ma che appartengono ad una stretta cerchia di "addetti ai lavori"...

  3. #3
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    Veramente quest'anno è il primo a cui ci sono andato... Cmq non è che ci vado per sentire qualcosa, ma per mangiare-festeggiare...

    Già tutto l'anno mi occupo di politica, almeno alla festa si fa altro..

  4. #4
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    io sto organizzando quella del nord milano, dopo il 14 settembre ti faccio sapere.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Saint-Just Visualizza Messaggio
    Veramente quest'anno è il primo a cui ci sono andato... Cmq non è che ci vado per sentire qualcosa, ma per mangiare-festeggiare...

    Già tutto l'anno mi occupo di politica, almeno alla festa si fa altro..
    Scusa ma non sono d'accordo: se l'obiettivo mio è di fare baldoria, allora vado in discoteca, in pizzeria oppure in una trattoria sull'Appennino dove c'è intimità e poca confusione... l'idea che esprimi con questo post è secondo me la causa profonda delle crisi tanto delle feste quanto dei partiti: un partito dve dare qualcosa "di più" ai suoi membri e simpatizzanti; se si limita a replicare l'esistente, allora la gente lo evita perchè già il mercato provvede meglio alle esigenze ludiche della popolazione.

    La politica è una cosa seria perchè seri sono i problemi che deve risolvere, altrimenti poi non lamentiamoci degli incompetenti che vengono su e ci governano, molti dei quali formatisi nelle feste in discoteca di partito!

    PS. so bene che Forza Italia è la principale indiziata per questo "degenero", ma mi vanto infatti di appartenere all'ala meno "gigionesca" di FI e - da quando occupo ruoli di responsabilità - di non aver mai organizzato feste fini a sè stesse: è un sistema che certo non ti porta vagonate di persone ma di sicuro fa restare quelle competenti ed abili, le uniche personalmente che mi interessano in un discorso politico (e manageriale).

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da .tojo. Visualizza Messaggio
    Non sono in crisi le feste di partito in quanto tali, ma quelle dei partiti che hanno poco/nulla da proporre politicamente: ad una festa partitica vai per sentire cose profonde che altrove non sentiresti, per ascoltare slogan triti e ritriti invece di proposte e spunti culturali basta You Tube.

    E poi contano anche le persone. Io ricordo bene che all'annuale seminario forzista di Gubbio dell'anno scorso, quando toccò a Tremonti parlare, la sala si riempì fino a tracimare più di una discoteca della riviera romagnola: questo perchè l'aspettativa era di sentire innovativi spunti di riflessione, sia dal punto di vista intellettuale che politico. Guarda-caso invece, nelle sale dove parlavano i vari Bondi, Cicchitto & (bad) company, non c'era mai quasi nessuno, perchè i loro erano discorsi di aria fritta, alchimie organizzative importanti ma che appartengono ad una stretta cerchia di "addetti ai lavori"...
    Citazione Originariamente Scritto da .tojo. Visualizza Messaggio
    Scusa ma non sono d'accordo: se l'obiettivo mio è di fare baldoria, allora vado in discoteca, in pizzeria oppure in una trattoria sull'Appennino dove c'è intimità e poca confusione... l'idea che esprimi con questo post è secondo me la causa profonda delle crisi tanto delle feste quanto dei partiti: un partito dve dare qualcosa "di più" ai suoi membri e simpatizzanti; se si limita a replicare l'esistente, allora la gente lo evita perchè già il mercato provvede meglio alle esigenze ludiche della popolazione.

    La politica è una cosa seria perchè seri sono i problemi che deve risolvere, altrimenti poi non lamentiamoci degli incompetenti che vengono su e ci governano, molti dei quali formatisi nelle feste in discoteca di partito!

    PS. so bene che Forza Italia è la principale indiziata per questo "degenero", ma mi vanto infatti di appartenere all'ala meno "gigionesca" di FI e - da quando occupo ruoli di responsabilità - di non aver mai organizzato feste fini a sè stesse: è un sistema che certo non ti porta vagonate di persone ma di sicuro fa restare quelle competenti ed abili, le uniche personalmente che mi interessano in un discorso politico (e manageriale).
    Quoto gli intelligenti post di Tojo.

  7. #7
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    nelle grandi città l'attività politica c'è, in quelle da paese è più diffiicile.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da .tojo. Visualizza Messaggio
    Scusa ma non sono d'accordo: se l'obiettivo mio è di fare baldoria, allora vado in discoteca, in pizzeria oppure in una trattoria sull'Appennino dove c'è intimità e poca confusione... l'idea che esprimi con questo post è secondo me la causa profonda delle crisi tanto delle feste quanto dei partiti: un partito dve dare qualcosa "di più" ai suoi membri e simpatizzanti; se si limita a replicare l'esistente, allora la gente lo evita perchè già il mercato provvede meglio alle esigenze ludiche della popolazione.
    Detto in modo brutale: all'osteria o in discoteca NON puoi fare baldoria inneggiando alla rivoluzione che è come il vento o cantando a squarciagola l'internazionale, sventolando una bandiera falcemartelluta-querciata-tricolore in una mano e brindando con l'altra.
    La festa di partito è uno "svago militante" a tutti gli effetti.
    Il discorso politico lo faccio alle conferenze, ai convegni, al campo quadri, in sezione dove invito il tale o il tal'altro esponente politico, esterno o meno poco conta.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  9. #9
    Nun c'è problema.
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    Meglio la sagra del pollo.
    ........<>-Max-<>.......

  10. #10
    Basileus ton Romaion
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    Citazione Originariamente Scritto da Defender Visualizza Messaggio
    Detto in modo brutale: all'osteria o in discoteca NON puoi fare baldoria inneggiando alla rivoluzione che è come il vento o cantando a squarciagola l'internazionale, sventolando una bandiera falcemartelluta-querciata-tricolore in una mano e brindando con l'altra.
    La festa di partito è uno "svago militante" a tutti gli effetti.
    Il discorso politico lo faccio alle conferenze, ai convegni, al campo quadri, in sezione dove invito il tale o il tal'altro esponente politico, esterno o meno poco conta.
    Quoto il Defender.

    Alla festa di partito puoi mettere da parte il politically correct per un pò e dare sfogo a cori, canzoni e sfottò.

 

 
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