Direi che la schietta analisi è assolutamente giusta. Ammetto che ero andato a vedere questa pellicola confidando del premio ricevuto al Sundance Festival (festival del cinema indipendente) a testimonianza della qualità del lavoro. Purtroppo se le premesse per creare un film irriverente ma geniale c'erano tutte, il regista (figlio del pop-artist Roy Lichtenstein) ha completamente fallito l'obbiettivo. Interessante la continua notazione delle ciminiere della centrale nucleare sullo sfondo della casa della protagonista, con il loro fumo minaccioso che copre il cielo; ottima la commistione horror-humor e interessantissimo anche lo spunto iniziale che contretizza come realtà un mito o una teoria come quella della vagina dentata. Tuttavia il film, nel corso del tempo si stempera sempre di più fino a rimanere al massimo un ricordo divertente, provocatorio ma nulla di più. Brutto e banale il finale che conferma l'amarezza di una pelicola dalle vaste possibilità mai concretizzate.
PS Ennesima dimostrazione di come la genialità paterna spesso non è trasmessa ai figli ...






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