L’Italia, come tutti i territori del cosiddetto mondo civile, vive letteralmente sulle spalle dei paesi più poveri, condannandoli, con la sua politica e con lo stile di vita assolutamente indegno dei suoi abitanti alla tragedia perenne e senza via d’uscita.
Riporto di seguito alcuni stralci dai due link che trovate a fondo post:
Jeremy Rifkin, presidente della Fondazione sui Trend Economici di Washington, DC, afferma: "Ci sono popoli che soffrono la fame perché gran parte della terra arabile viene utilizzata per coltivare vegetali che diventano mangime per animali invece che cibo per gli uomini". Riporta poi l'esempio della carestia del 1984 in Etiopia che è stata causata dall'industria della carne: "mentre la gente moriva di fame, l'Etiopia produceva semi di lino, di cotone, di colza destinati agli allevamenti europei". Milioni di ettari di terreno nei paesi in via di sviluppo sono usati a questo scopo. Tragicamente, l'80% dei bambini affamati vivono in paesi che paradossalmente dispongono di eccedenze alimentari che vengono però usate per nutrire animali destinati al consumo nei paesi ricchi." [1]
Come osserva Rifkin, è ironico che milioni di persone nei paesi sviluppati stiano morendo a causa di malattie del benessere come ad esempio attacchi di cuore, diabete e cancro, causati dal consumo di alimenti di origine animale, mentre nel terzo mondo stiano morendo a causa di malattie dovute alla povertà causata dal vedersi negato l'accesso alla terra da coltivare per le loro famiglie. [1]
Tutte quelle bistecche e cheeseburger valgono davvero tutte le vite che si prendono - umane e non umane? [1]
“Lo studio (UK Water Footprint: the impact of the UK’s food and fibre consumption on global water resources - WWF) ci dimostra che solo il 38% dell’acqua usata dai cittadini britannici proviene dai fiumi, dai laghi e dal sottosuolo del Regno Unito – commenta Michele Candotti, Direttore generale del WWF Italia – Il resto è importato e si nasconde nei beni primari e di largo consumo che il paese compra dall’estero. Il paradosso è che moltissimi di questi prodotti provengono da aree del mondo in cui le risorse idriche sono già sotto stress o lo diventeranno presto”. Lo stesso si potrebbe mettere in luce per l'Italia e per molti altri paesi, sviluppati o meno, la Gran Bretagna è un paese preso ad esempio. [2]
Per coltivare un pomodoro importato dal Marocco servono 13 litri d’acqua, in una tazzina di caffè se ne nascondono 140, in una camicia di cotone del Pakistan o dell’Uzbekistan 2.700, provenienti dal fiume Indo o da altri corsi d’acqua che alimentano il Lago di Aral nell’Asia Centrale. Gli eccessivi prelievi per l’irrigazione dei campi di cotone hanno significato per il Lago di Aral una perdita d’acqua dell’80% negli ultimi 40 anni, con conseguenti danni alle comunità locali (l'azzeramento della pesca e dei commerci per nave nell'Aral) e alla biodiversità (il delfino d’acqua dolce presente nell’Indo corre il serio rischio di estinguersi). [2]
Va da se che la aree che esercitano maggiore pressione sono quelle dove i consumi sono maggiori. Di fatto, il tanto venerato capitalismo ha prodotto una concentrazione di ricchezza in poche regioni del mondo nelle quali l’apparenza di civiltà è sostenuta con il sangue di vite innocenti.
Se il benessere delle aree ricche si alimenta della devastazione e dello sfruttamento delle aree più povere gli abitanti delle aree ricche sono inconfutabilmente parassiti. Ne deriva che, volenti o nolenti, le ondate di immigrazione dei disperati provenienti dai territori sfruttati in maniera miserabile non solo sono giustificate ma chi compone queste masse è nel pieno diritto di venirsi a riprendere almeno una briciola di ciò che gli viene continuamente rubato.
Nonostante tutto non è questa la cosa più agghiacciante, ma la sconvolgente ipocrisia, ammantata di becera ignoranza (vera o dissimulata), di coloro che pur sguazzando fra vantaggi e beni materiali che originano da delitti e indicibili sofferenze si ergono a portatori di valori e depositari di civiltà.
Pensate/Pensiamo di comportarci in maniera civile perché (agevolati dalla confortante vita di borghesi più o meno agiati) ci comportiamo da cittadini modello, ma non ci preoccupiamo (o quando lo facciamo ci rendiamo conto di una realtà insostenibile per la nostra mente che, pertanto, cerchiamo di scacciare) da dove arriva ciò che consumiamo e in che modo ci viene offerto. Basta aver lavorato tutta la settimana e siamo a posto.
A posto un caxxo. Siete/Siamo colpevoli, criminali, bestie prive di dignità. Ma ancora peggio sono coloro che si vestono da agnelli ma dentro sono demoni e che di fronte all’evidenza fanno spallucce, si sforzano di dimenticare e continuano la loro vita da parassita sputando sul debole e prendendo a modello chi (con meno evidenza, perché vive in un contesto apparentemente più civile del suo) è più parassita di lui.
Coloro che si giustificano con “non lo sapevo” possono farlo soltanto una volta. Dopo di che, se continuano a ignorare la verità e proseguono con il consueto stile di vita, sentendosi ancora migliori di chi condivide con loro l’esistenza su questa terra, non sono altro che esseri irrecuperabili nei quali è sparita ogni traccia di umanità.
Consiglio di non provare a replicare in maniera polemica, ironica o, peggio, con degli insulti (non avrebbero alcun effetto). La verità è lampante e fuori di dubbio. Vivete/Viviamo da parassiti in aree geografiche parassite. E’ inutile negare, l’evidenza è davanti ai vostri occhi ma soprattutto, se già non lo era, da adesso è annidata nei vostri cuori. Se vi rimane un briciolo di decenza evitate di proseguire a scrivere caxxate sulla presunta virtuosità e civiltà del paesello nel quale vivete e sulla superiorità dei vostri compaesani su altri uomini. Allo stato attuale (e questo è innegabile) vivete/viviamo da ladri, sfruttatori e complici di nefandezze. Abbiate un minimo di decoro nel riconoscerlo e possibilmente chiudete o modificate la fucina di caxxate che è questo forum (non che altri non lo siano, ma questo li batte tutti). E’ un insulto alla dignità ma soprattutto alla verità.
[1] http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=583
[2] http://www.wwf.it/client/ricerca.aspx?root=17714&parent=1979&content=1




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(concedimi la battuta..)
