Pagina 1 di 10 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 94
  1. #1
    Radicale transnazionale
    Data Registrazione
    11 Aug 2008
    Messaggi
    521
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito I radicali per l'anagrafe degli eletti

    ANAGRAFE DEGLI ELETTI: PER UN NUOVO XX SETTEMBRE
    “Conoscere per deliberare”, per conquistare una nuova liberazione, questa volta dalla partitocrazia

    SCRIVICI SU QUESTA PROPOSTA: IN FONDO ALLA PAGINA I MODI PER FARLO


    In rete l’operato di un milioncino di eletti, tra deputati, senatori, consiglieri ed entourage per poter conoscere scelte e comportamenti di tutti gli eletti, inserendo un elemento che finora ha connotato solamente i Parlamenti delle grandi democrazie anglosassoni.
    Chiediamo alle Istituzioni di fare quello che, noi, abbiamo sempre fatto.

    I Radicali hanno, da sempre, posto la questione della pubblicità della vita istituzionale, dell'einaudiano "conoscere per deliberare", come elemento fondante di una vera democrazia.
    Nel 1976, appena entrati a Montecitorio, i quattro deputati radicali organizzarono delle trasmissioni “pirata” delle sedute d’aula facendo viaggiare - per la prima volta nella storia italiana - le voci dei parlamentari sulle onde di Radio Radicale, nata appena un anno prima.
    Con una Fiat cinquecento munita di telefono volante (allora non c’erano i cellulari) i tecnici di Radio Radicale captavano il segnale dagli altoparlanti dislocati negli uffici dei parlamentari e lo ritrasmettevano via etere. L’allora presidente della Camera Nilde Jotti ingaggiò una vera e propria guerra contro l’ennesimo “scandalo” radicale togliendo a ripetizione il segnale. Alla fine, i radicali la spuntarono semplicemente perché si erano basati su un principio costituzionale: “le sedute sono pubbliche” (art. 64). Le sedute erano sì “pubbliche”, ma solo per i giornalisti parlamentari che poi facevano i resoconti sulle loro testate, per chi chiedeva seguendo una defatigante trafila burocratica l’accesso ai resoconti stenografici e per i pochissimi che potevano entrare perché invitati da un eletto. Da quel momento furono pubbliche per tutti e, finalmente, l’elettore comunista poté ascoltare in diretta la viva voce di Enrico Berlinguer, così come quello “fascista” l’intervento di Giorgio Almirante.
    Le proposte che i parlamentari sono riusciti a far passare nel corso della XV e XVI legislatura sulla riduzione dei costi e sulla possibilità di controllo da parte dei cittadini dell’attività dei singoli parlamentari, sono un primo punto di partenza. Ma questa è la classica proposta radicale che può e deve riguardare ogni livello istituzionale.

    I Radicali lo fanno a partire da loro stessi.

    Unico partito che trasmette in diretta o in differita da Radio Radicale, o comunque pubblica integralmente on line sui siti radicali, tutte le riunioni di Direzione, i Congressi, le Assemblee e ogni manifestazione.
    Pannella, per suo conto, usa rendere pubblici tutti i suoi interventi via e-mail in Internet, pubblicando integralmente le risposte – che non siano private e assicurando il rispetto delle norme elementari della privacy – ricevute negli ultimi due anni, che restano e resteranno accessibili a tutti, lettori, curiosi e studiosi.

    Riforme di stampo anglosassone.

    Mentre cerchiamo di perseguire le necessarie riforme di stampo anglosassone, come Radicali italiani abbiamo deciso di scegliere, come priorità di iniziativa per i prossimi mesi, una straordinaria mobilitazione di opinione pubblica e istituzionale volta a conquistare la grande riforma che faccia della persona candidata ed eletta il soggetto costitutivo di ogni forma di aggregazione e rappresentanza politica, una riforma istituzionale che è quella di rendere tutti gli eletti conoscibili e valutabili, loro stessi e non per il tramite dei loro partiti, assicurando trasparenza e possibilità di partecipazione, individuando come strumento concreto l’Anagrafe pubblica degli eletti. Un progetto, che prevede inizialmente la realizzazione di un portale che garantisca la trasparenza dell’attività degli eletti, garantendo, al tempo stesso, al cittadino il diritto di conoscerla anche nelle fasi del processo decisionale.
    E’ questa un’iniziativa davvero strutturale: tutti gli eletti divengono conosciuti.

    Un recupero in pieno del fondamento della democrazia liberale: il “conoscere per deliberare”.

    Al singolo cittadino deve essere garantito l’accesso, a partire dall’utilizzo del web, ad una vasta documentazione che permetta di conoscere l’operato di ogni singolo eletto, nonché di coloro che esercitano un’attività pubblica.
    Questa è una riforma fondamentale per restituire legalità e reale democrazia al Paese e alle sue Istituzioni.

    No all’antipolitica.


    In tempi in cui anche le richieste più giuste di moralizzazione sono piegate al vento di una ondata demagogica che trova nel “vaffa” la sua più significativa espressione e che si traduce ancora una volta in un pericoloso e generale antiparlamentarismo, non possiamo abbandonare il campo lasciando che sia l’antipolitica - e solo l’antipolitica - il grillismo, il dipietrismo, ad “occuparsene” e, come si suol dire, fare di tutta l’erba un fascio.
    A tutti i livelli istituzionali occorre garantire ai cittadini la possibilità di poter conoscere con facilità non soltanto l’attività svolta dai vari enti, ma anche quei dati inerenti l’attività degli eletti, integrale e senza filtri, rendere disponibili, di facile accesso e consultazione, atti e informazioni. Occorre dare ad ognuno la possibilità di conoscere l’operato di ogni singolo consigliere e assessore regionale, comunale, provinciale, dei sindaci, e di tutti coloro che esercitano un’attività pubblica.
    Quante volte sono presenti e assenti. Come e se lavorano. Con quali metodi o espedienti. Se sono assenteisti o quante volte e come votano, in plenaria o nelle commissioni. Quante e quali “missioni”, fraudolentemente o no, si attribuiscono.
    Quali e quanti strumenti regolamentari usino: interrogazioni, interpellanze, mozioni, ordini del giorno, prese di parola. E ancora: quali le loro situazioni patrimoniali, immobiliari, finanziarie,
    fiscali, societarie, i loro incarichi remunerati…
    Consentire la pubblicità delle discussioni affinché il cittadino abbia gli strumenti per una partecipazione attiva alla vita politica e democratica del Paese.
    Molti di questi dati sono già “pubblici”, cioè, per come è reso tutto ciò che è pubblico in Italia, spesso clandestini o irrintracciabili per i normali cittadini.
    Ma oggi v’è la possibilità e quindi la necessità che questi dati siano davvero a disposizione di tutti. E sarà questo, finalmente, il vero strumento per riconoscere e premiare i migliori, i più capaci e onesti.
    La conoscenza dovrà riguardare anche tutto ciò che concerne le nomine, le società interamente pubbliche e quelle partecipate, insomma la pubblica amministrazione tutta.

    Una risposta concreta.

    Oggi, grazie alla rivoluzione digitale e a Internet, è tecnicamente possibile recuperare il rapporto diretto tra elettori ed eletti, a tutti i livelli istituzionali, che i mezzi di comunicazione di massa hanno in parte pregiudicato, a vantaggio spesso di una politica opaca o di facciata.
    Il controllo è l’essenza stessa della democrazia, Ernesto Rossi l’aveva capito prima di tutti. Nella possibilità da parte dei cittadini di esercitare il controllo su chi li governa si compie infatti, il senso di un sistema democratico.
    Ed è proprio in questa direzione che va la proposta radicale di istituire un’anagrafe degli eletti: uno strumento della democrazia diretta che pone il candidato e l’eletto sotto la lente dell’elettore, in modo che questi possa conoscerlo, seguirlo nella sua attività politica, monitorare le sue scelte e anche i suoi interessi. Tutte informazioni indispensabili a garantire al cittadino un voto consapevole.
    L’iniziativa dell’anagrafe degli eletti passa per l’informatizzazione dei canali di comunicazione istituzionali, una tappa obbligata per aprire finalmente la strada alla nuova frontiera della e-democracy.
    La nostra proposta si basa innanzitutto sul principio della trasparenza; motivo per cui chiediamo che di ciascuna istituzione vengano messi in rete: link al sito istituzionale; bilancio interno con allegati; composizione dell’istituzione; presenze e comportamento di voto degli eletti; atti presentati in tutte le articolazioni dell’istituzione, iter e conclusione; atti adottati dalle singole articolazioni dell’istituzione.
    Di ciascun eletto, invece, chiediamo che vengano pubblicati: dati anagrafici; codice fiscale, dato identificativo al fine di disporre – appunto – di un’anagrafe degli eletti e, di ciascuno, gli incarichi elettivi ricoperti nel tempo; dichiarazione dei redditi e degli interessi finanziari relativi all’anno precedente l’elezione, degli anni in cui ricopre l’incarico e di quelli successivi; dichiarazione da parte dell’eletto dei finanziamenti ricevuti, dei doni, dei benefici o di altro assimilabile; registro delle spese degli eletti, comprensive di quelle per lo staff, spese telefoniche e dotazione informatica; atti presentati con iter fino alla conclusione; quadro delle presenze ai lavori e i voti espressi sugli atti adottati dall’istituzione cui appartiene. Questo ultimo punto è per noi fondamentale, prioritario, perché consente al cittadino di controllare a mano a mano che l’eletto esplica il suo mandato le specifiche iniziative e anche quanto queste corrispondano al programma elettorale.
    Tutti questi dati dovranno essere accessibili e in un formato standard aperto, così da poter essere elaborati e incrociati.

    La moralizzazione della politica passa anche da riforme come questa

    Se l’anagrafe degli eletti fosse già stata introdotta ad ogni livello istituzionale, così come chiediamo, probabilmente avremmo da tempo sanato alcune delle ferite inferte alla democrazia e evitato illegalità ad ogni livello.

    Occorre attuare una riforma della politica e della democrazia.

    La riforma, il cambiamento sia delle istituzioni che dei partiti, vanno individuati ponendo al centro la persona. Occorre saper intercettare e conquistare alla radice quelli che potremmo definire i nuovi diritti civili e politici, ma anche - trovandoci in Italia, un paese dove non c’è né democrazia, né stato di diritto - si tratta di rispettare diritti già previsti dalla nostra Costituzione e sistematicamente violati-
    Il “che fare” deve partire essenzialmente dalla riforma della politica attraverso la riforma delle organizzazioni politiche, delle istituzioni, delle nuove forme di partecipazione. E’ imprescindibile la scelta di un sistema elettorale capace di avvicinare l’eletto all’elettore e, nel frattempo operare anche la scelta di riformare i partiti a partire da un principio semplice e chiaro: la libertà di associazione.
    In un paese come il nostro dove viene pressoché negata, a tutti i livelli, la possibilità di partecipare e di avere la facoltà di decidere, anche con il voto, vedi le liste elettorali bloccate e senza preferenze, si tratta di passare da un sistema di democrazia esclusivamente rappresentativa, (quale è ora di fatto quello italiano), a un sistema di democrazia partecipativa e anche diretta.
    Che sia, quello in atto, un sistema rappresentativo, anzi, sempre più oligarchico, lo dimostra il fatto che nel nostro paese è precluso ai cittadini l’uso della seconda scheda, quella referendaria, che pur prevista sin dall’inizio dalla Costituzione è stata attivata per la prima volta soltanto all’inizio degli anni settanta, per poi essere di fatto annullata dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale.
    Il sistema elettorale maggioritario in senso uninominale, con leggi elettorali uniformi per parlamento, consigli regionali e consigli comunali è l’unico che può tenere al centro la persona, superando le logiche partitiche e partitocratriche; ed è anche quello che consente il rapporto diretto sul territorio, rapporto che consente a sua volta il superamento della logica centralistica praticata oggi dai partiti.
    Tale processo non riguarda solo i partiti e le istituzioni, deve riguardare la collettività tutta, la democrazia si conquista attraverso la pubblicità e la conoscibilità, fornendo strumenti di partecipazione diretta e attiva alla vita politica del Paese.
    In alcuni casi i siti istituzionali contengono di già molti dati, ma occorre che questi siano effettivamente fruibili ai più.
    Infatti, spesso, si registrano barriere di varia natura circa l’accessibilità e la effettiva trasparenza di questi dati che, anche laddove non sono mancanti, sono spesso parziali e quasi sempre di difficilmente fruizione perché pubblicati con standard chiusi che ne impediscono l’estrapolazione e quindi l’elaborazione, oltre che l’individuazione.

    “Siate il cambiamento che volete vedere nel mondo” Gandhi.

    La realizzazione di tutto ciò, non ha bisogno necessariamente di modifiche normative, occorre una sensibilizzazione su questo e interventi deliberativi di tipo diverso a seconda del livello Istituzionale.
    Mentre proseguiranno le attività in seno ai due rami del Parlamento italiano e al Parlamento europeo, come Radicali Italiani chiederemo a tutti i Comuni, Province e Regioni di adottare una delibera che li impegni a rendere pubblica e trasparente l’Istituzione e l’attività dei suoi membri.
    Su questo, l’apporto di ciascuno sarà determinante; occorre una mobilitazione dell’opinione pubblica.
    E’ una campagna che in qualche modo vuole accrescere anche la partecipazione al piacere della politica, quella con la P maiuscola e non sollecitare tendenze antipolitiche.
    Tutti coloro che sono interessati a questa proposta di riforma sono caldamente invitati a manifestarsi subito. Vorremmo che in ogni sito, in ogni blog vi fosse un’eco - d’adesione o di critica - di questa battaglia, così come - territorialmente – in ogni paese vi fosse chi la rappresenti, la promuova, si coordini con noi e con ogni altro che la condivida.



    Difendi il tuo diritto a conoscere l’operato di chi ti rappresenta.


    http://www.radicali.it/view.php?id=127859

  2. #2
    moderatore di bachelite
    Data Registrazione
    12 Aug 2002
    Località
    Germania
    Messaggi
    44,146
     Likes dati
    1,029
     Like avuti
    737
    Mentioned
    84 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    se iradicali sono così intelligenti da voler monitorare la vita degli eletti, non si capisce perché siano così stupidi da volere l'abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale e la separazione fra Pm e giudici che sono praticamente due strumenti di impunità totale per i politici

  3. #3
    Radicale transnazionale
    Data Registrazione
    11 Aug 2008
    Messaggi
    521
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da DrugoLebowsky Visualizza Messaggio
    se iradicali sono così intelligenti da voler monitorare la vita degli eletti, non si capisce perché siano così stupidi da volere l'abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale e la separazione fra Pm e giudici che sono praticamente due strumenti di impunità totale per i politici
    È ora di cambiare Csm e Pm


    da Il Riformista del 2 settembre 2008, pag. 1

    di Emma Bonino

    Caro direttore, il fatto che il tema della giustizia abbia tenuto banco tutta l’estate è l’ennesima prova di come i tempi siano più che maturi per affrontare quelle riforme di fondo che noi radicali chiediamo da tempo. Le principali direttrici sono note: abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale, separazione delle carriere, responsabilità civile e professionale dei magistrati, riforma del sistema elettorale del Csm,una nuova disciplina per gli incarichi extragiudiziari; nel settore processuale, sia civile che penale, conferire maggiore speditezza ai procedimenti con misure come la perentorietà dei termini processuali, la semplificazione nelle notifiche degli atti processuali, l’attuazione del processo telematico. Tutti provvedimenti, questi, contenuti nella Mozione promossa dai noi radicali e presentata in entrambi i rami del Parlamento, già sottoscritta da decine di parlamentari sia di maggioranza che di opposizione.

    Da anni noi radicali denunciamo che in Italia la giustizia «non è uguale per tutti». Dal caso Tortora in poi abbiamo condotto battaglie per una «giustizia giusta» soprattutto con i referendum come quello, stravinto, sulla responsabilità civile dei magistrati che il Parlamento ha poi vanificato. Si è invece cercato, nel tempo, di risolvere con l’aspirina alcune disfunzioni per le quali ben altre terapie erano, e sono, necessarie. E ora imperativo passare dagli interventi tampone ad una riforma complessiva dell’intero sistema giustizia se è vero, com’è vero, che viaggiamo nell’ordine di milioni di processi pendenti, facendo della giustizia la più grande «questione sociale» in Italia; com’è doveroso, in un paese che ha il triste primato della durata dei processi e che non riesce ad assicurare tempestivamente una risposta ai cittadini nemmeno per un banale risarcimento del danno, cominciare a sciogliere alcuni nodi. Per questo insistiamo su tre priorità.

    La prima è l’obbligatorietà dell’azione penale, un tabù che va rimosso nell’Italia del 2008. In realtà un tabù che, nei fatti, è già bell’e caduto da tempo con l’impossibilità materiale delle Procure di procedere per ogni singola notizia di reato. Siamo in presenza di un ingranaggio nel quale entra tutto fino a farlo ingolfare, con successiva selezione arbitraria da parte dei magistrati che non garantisce il cittadino su ciò che viene effettivamente perseguito e su ciò che viene abbandonato alla prescrizione, con buona pace delle vittime dei reati. Più che di «obbligatorietà» dell’azione penale, bisognerebbe parlare di «arbitrarietà» dell’azione penale... Per il 29 e 30 settembre abbiamo organizzato, presso la Camera dei Deputati, un convegno internazionale proprio su questo tema e su quello più ampio di una riforma per l’efficienza e la qualità della giustizia penale. La seconda è un altro tabù, quello della separazione della carriera di giudice da quella di pubblico ministero, una strada che nessuno, a destra come a sinistra, ha avuto il coraggio d’imboccare. Invece, è una riforma fondamentale per ottenere maggiore imparzialità, indipendenza e terzietà nel pieno rispetto dei principi del giusto processo.

    La terza è il ruolo abnorme che il Csm ha assunto negli ultimi lustri. L’organo di auto-controllo è oggi un parlamentino, diviso in correnti partitiche, e ben lontano da un esercizio indipendente ed imparziale delle sue funzioni. Il referendum del 2000 promosso dai radicali sul sistema di elezione del Csm, pur non raggiungendo il quorum, ha avuto il merito di spingere il Parlamento ad introdurre il sistema maggioritario. Ma neanche questo ha intaccato il sistema «partitico» ancora fiorente. Meglio allora un’estrazione a sorte dei giudici togati, iscritti in un elenco con determinati requisiti di anzianità e di disponibilità, un’ipotesi che sembra non trovare indifferente il ministro Alfano.

    Per noi legislatori, e per chiunque senta una responsabilità non di improvvisazione ma di governo delle situazioni, non basta essere «contro»: bisogna proporre una linea di riforme per tutti i cittadini, contrapposta a provvedimenti spesso deplorevoli, come il cosiddetto Lodo Alfano, presentati dal governo a spizzichi e bocconi. Per questo pensiamo anche ad un’ampia depenalizzazione e razionalizzazione delle fattispecie criminose, perseguendo l’obiettivo dell’effettività della pena, per cui una sanzione amministrativa immediata ha un effetto deterrente di gran lunga superiore ad una sanzione penale che si sconterà dopo dieci anni o forse mai. E, in previsione delle disastrose conseguenze sulla situazione carceraria che deriveranno dall’attuazione del pacchetto sicurezza varato dal governo, una profonda revisione dell’ordinamento penitenziario sarà altrettanto prioritario, a partire dal problema del sovraffollamento per arrivare ad una rivisitazione del regime del 41bis.


    http://www.radicali.it/view.php?id=127934

    Mi fa piacere che approvi la nostra proposta, per appoggiarla anche sul web basta seguire il link in fondo all'articolo.


  4. #4
    moderatore di bachelite
    Data Registrazione
    12 Aug 2002
    Località
    Germania
    Messaggi
    44,146
     Likes dati
    1,029
     Like avuti
    737
    Mentioned
    84 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    ecco appunto

  5. #5
    Prodi&Berlusconi
    Data Registrazione
    27 Oct 2006
    Località
    reggio emilia
    Messaggi
    2,340
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da DrugoLebowsky Visualizza Messaggio
    se iradicali sono così intelligenti da voler monitorare la vita degli eletti, non si capisce perché siano così stupidi da volere l'abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale e la separazione fra Pm e giudici che sono praticamente due strumenti di impunità totale per i politici
    Quindi tu sei contro "l'anagrafe degli eletti" perche' i Radicali sono per la separazione delle carriere, capisco....

  6. #6
    moderatore di bachelite
    Data Registrazione
    12 Aug 2002
    Località
    Germania
    Messaggi
    44,146
     Likes dati
    1,029
     Like avuti
    737
    Mentioned
    84 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da 2DISGRAZIE Visualizza Messaggio
    Quindi tu sei contro "l'anagrafe degli eletti" perche' i Radicali sono per la separazione delle carriere, capisco....
    affatto, io sono favorevolissimo
    consideravo solo che è inutile tenere l'anagrafe delle volpi se poi si gli si regalano le chiavi di tutti i pollai

  7. #7
    Prodi&Berlusconi
    Data Registrazione
    27 Oct 2006
    Località
    reggio emilia
    Messaggi
    2,340
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da DrugoLebowsky Visualizza Messaggio
    se poi si gli si regalano le chiavi di tutti i pollai
    Come fanno in Inghilterra?

  8. #8
    moderatore di bachelite
    Data Registrazione
    12 Aug 2002
    Località
    Germania
    Messaggi
    44,146
     Likes dati
    1,029
     Like avuti
    737
    Mentioned
    84 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da 2DISGRAZIE Visualizza Messaggio
    Come fanno in Inghilterra?
    il premier inglese non ha tutta quest'ansia di riformare la giustizia perché non è sotto processo per corruzione e traffico di escort

  9. #9
    Radicale transnazionale
    Data Registrazione
    11 Aug 2008
    Messaggi
    521
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da DrugoLebowsky Visualizza Messaggio
    affatto, io sono favorevolissimo
    consideravo solo che è inutile tenere l'anagrafe delle volpi se poi si gli si regalano le chiavi di tutti i pollai
    Mi fa piacere tu sia favorevole. La separazione delle carriere vuol dire più garanzia di giustizia.

  10. #10
    Radicale transnazionale
    Data Registrazione
    11 Aug 2008
    Messaggi
    521
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    L'Associazione "Radicali Napoli - Ernesto Rossi" avvia la campagna "Anagrafe pubblica degli eletti" martedì 29 luglio 2008 Andrea Furgiuele e Norberto Gallo: "I cittadini devo avere accesso al resoconto delle attività di chi li amministra..."

    Il Comitato Nazionale che si è svolto a Roma, dal 27 al 29 giugno 2008 aveva tra l'altro deliberato: "...Il Comitato fa appello a tutti gli iscritti e militanti radicali per una immediata e straordinaria mobilitazione di opinione pubblica e istituzionale volta a conquistare la grande riforma che faccia della persona candidata ed eletta il soggetto costitutivo di ogni forma di aggregazione e rappresentanza politica in tal modo sottratta all'altrimenti inevitabile degenerazione partitocratica della democrazia. A tal fine afferma la necessità di assicurare quella forma di trasparenza e di partecipazione rappresentata dalla ‘anagrafe pubblica degli eletti'; uno strumento che, se adottato, potrà rendere conoscibile ai cittadini la documentazione relativa ai comportamenti istituzionali di tutti gli eletti, ad ogni livello: Parlamento, Regioni, Province, Comuni...
    L'Associazione "Radicali Napoli - Ernesto Rossi", dando seguito a questo deliberato, ha iniziato una campagna di mobilitazione militante e istituzionale. Il segretario dell'associazione Andrea Furgiuele e il consigliere radicale della V Municipalità del Comune di Napoli, Norberto Gallo, hanno preparato una bozza di documento che verrà presentata presso la Municipalità come delibera e sulla quale verranno raccolte firme di cittadini a sostegno.
    __________________________________________________ _________

    Al Presidente della V Municipalità del Comune di Napoli, Mario Coppeto
    Alla Direttrice della V Municipalità del Comune di Napoli, Angela Cecere
    Ai Consiglieri della V Municipalità del Comune di Napoli,
    Agli Assessori della V Municipalità del Comune di Napoli

    Premesso che in uno stato autenticamente democratico e liberale i cittadini devono avere accesso immediato al resoconto delle attività di chi li amministra e debbono poter conoscere l'impiego che tali amministratori fanno del denaro pubblico,

    Sulla scorta del motto einaudiano "Conoscere per deliberare", chiede che la Municipalità istituisca l'Anagrafe pubblica degli Eletti per garantire la Trasparenza dell'Attività Amministrativa dei Rappresentanti Municipali.

    A questo scopo, il sottoscritto propone una bozza di delibera atta a tale scopo:

    BOZZA

    La V Municipalità Vomero Arenella stabilisce che vengano pubblicate nell'area dedicata del sito istituzionale del Comune di Napoli:

    a) La composizione del Consiglio Regionale, con quadro settimanale delle presenze e comportamento di voto degli eletti in aula e nelle Commissioni;
    b) Bilancio della Municipalità, comprensivo di tutti gli allegati e, in particolare, l'elenco delle ditte fornitrici e delle consulenze;
    c) Archivio delle delibere approvate, suddivise per anno, argomento, presentatore, iter. Le delibere devono poter essere rintracciate sia con la ricerca avanzata, sia con la ricerca libera nel testo. Ciascuna delibera deve essere inserita sul sito entro sette giorni dalla sua approvazione;
    d) Archivio degli altri atti della Municipalità approvati o, per interrogazioni e interpellanze, con iter concluso: mozioni, ordini del giorno, presentatore, iter. Tutti gli atti devono poter essere rintracciati sia con la ricerca avanzata, sia con la ricerca libera nel testo. Ciascun atto deve essere inserito sul sito entro sette giorni dalla sua approvazione;
    e) Bandi ed esiti di gara;
    f) Elenco delle proprietà immobiliari gestite direttamente dalla Municipalità e loro destinazione d'uso;

    Di ciascun eletto al Consiglio Municipale dovranno essere pubblicati i seguenti dati:

    a) Nome e cognome, luogo e data di nascita;
    b) Il numero di codice fiscale, dato identificativo al fine di disporre di un'anagrafe degli eletti e, di ciascuno, gli incarichi elettivi ricoperti nel tempo;
    c) Lo stipendio, i rimborsi, e/o i gettoni di presenza percepiti a qualsiasi titolo dalla Municipalità;
    d) Dichiarazione dei redditi e degli interessi finanziari relativi all'anno precedente l'assunzione dell'incarico, degli anni in cui ricopre l'incarico e dell'anno successivo;
    e) Dichiarazione da parte dell'eletto dei finanziamenti ricevuti e/o dei doni, benefici o altro assimilabile;
    f) Atti presentati con iter fino alla conclusione;
    g) Il quadro delle presenze ai lavori dell'istituzione di cui fa parte e i voti espressi sugli atti adottati dalla stessa.

    Del Presidente e di ciascuno membro di giunta devono essere pubblicati i seguenti dati:

    a) Nome e cognome, luogo e data di nascita;
    b) Il numero di codice fiscale, dato identificativo al fine di disporre di un'anagrafe degli eletti e, di ciascuno, gli incarichi elettivi ricoperti nel tempo;
    c) Lo stipendio, i rimborsi, e/o i gettoni di presenza percepiti a qualsiasi titolo dalla Municipalità;
    d) Dichiarazione dei redditi e degli interessi finanziari relativi all'anno precedente l'assunzione dell'incarico, degli anni in cui ricopre l'incarico e dell'anno successivo;
    e) Dichiarazione da parte del Presidente e di ciascun membro di giunta dei finanziamenti ricevuti e/o dei doni, benefici o altro assimilabile;
    f) Registro delle spese comprensive delle spese per lo staff, spese per gli uffici, spese per i viaggi comprensive di quelle dello staff, spese telefoniche e dotazione informatica, spese varie.

    Tutti i dati di cui sopra debbono essere accessibili e in un formato standard aperto (XML).

 

 
Pagina 1 di 10 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 22-11-09, 14:13
  2. Anagrafe Pubblica Eletti: la proposta dei Radicali
    Di MarcoGhiotti nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 14-10-09, 01:18
  3. Anagrafe degli Eletti di POL
    Di garulfo nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 19
    Ultimo Messaggio: 08-12-08, 02:39

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito