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Ripeto: Una domanda ai liberali: nella dinamica lavoro-capitale, lavoratori-imprenditori (assunzioni, orari, paghe, redistribuzione degli utili ecc ecc) dove sta l'equilibrio tra il singolo ed il singolo? Se manca una rappresentanza della parte più debole (inevitabilmente più debole contrattualmente) dove sta la necessaria spinta al miglioramento? Che c'è solo dove esiste lotta vera? Quella che costringe al miglioramento dell'insieme?
Mi scusino gli altri
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Citazione:
Originariamente Scritto da
gigionaz
Ripeto: Una domanda ai liberali: nella dinamica lavoro-capitale, lavoratori-imprenditori (assunzioni, orari, paghe, redistribuzione degli utili ecc ecc) dove sta l'equilibrio tra il singolo ed il singolo? Se manca una rappresentanza della parte più debole (inevitabilmente più debole contrattualmente) dove sta la necessaria spinta al miglioramento? Che c'è solo dove esiste lotta vera? Quella che costringe al miglioramento dell'insieme?
Mi scusino gli altri
Credo che il problema sia che la rappresentanza difende interessi suoi e non di quelli che sostiene di rappresentare.
Il sindacato, se ci pensi, funziona come un cartello istituzionalizzato che fa gioco di sponda con lo Stato e a volte con l'impresa, a spese di chi non è in grado di mettere in campo la stessa forza di pressione.
Il ruolo riservato al sindacato dalle nostre leggi e dalla prassi della contrattazione credo accentui questo problema.
Tieni conto comunque che livelli di salario molto diversi a seconda delle competenze offerte sono inevitabili.
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Originariamente Scritto da
gigionaz
Ripeto: Una domanda ai liberali: nella dinamica lavoro-capitale, lavoratori-imprenditori (assunzioni, orari, paghe, redistribuzione degli utili ecc ecc) dove sta l'equilibrio tra il singolo ed il singolo? Se manca una rappresentanza della parte più debole (inevitabilmente più debole contrattualmente) dove sta la necessaria spinta al miglioramento? Che c'è solo dove esiste lotta vera? Quella che costringe al miglioramento dell'insieme?
Mi scusino gli altri
Nessuno nega la possibilità di farsi rappresentare da chi si vuole
Altra cosa è ovviamente attribuire il valore erga omnes ai contratti dei sindacati
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Winnie
Credo che il problema sia che la rappresentanza difende interessi suoi e non di quelli che sostiene di rappresentare.
Il sindacato, se ci pensi, funziona come un cartello istituzionalizzato che fa gioco di sponda con lo Stato e a volte con l'impresa, a spese di chi non è in grado di mettere in campo la stessa forza di pressione.
Il ruolo riservato al sindacato dalle nostre leggi e dalla prassi della contrattazione credo accentui questo problema.
Tieni conto comunque che livelli di salario molto diversi a seconda delle competenze offerte sono inevitabili.
Sono d'accordo. La degenerazione di cui sopra.
Ma, in astratto, se emendato, ce l'avrebbe una funzione o no?
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Originariamente Scritto da
gigionaz
Sono d'accordo. La degenerazione di cui sopra.
Ma, in astratto, se emendato, ce l'avrebbe una funzione o no?
Ce l'avrebbe come per tutti contratti solo se fosse volontario
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Originariamente Scritto da
Georgetown
Nessuno nega la possibilità di farsi rappresentare da chi si vuole
Altra cosa è ovviamente attribuire il valore erga omnes ai contratti dei sindacati
E questo è un altro problema. Ma che origina dalla necessità di omogeneizzare il campo all'industria. Un tempo.
Cosa vuol dire 'farsi rappresentare da chi si vuole'?
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Originariamente Scritto da
Georgetown
Ce l'avrebbe come per tutti contratti solo se fosse volontario
In origine lo era. E lo è stato per lungo tempo. Poi no, ha smesso.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
gigionaz
Sono d'accordo. La degenerazione di cui sopra.
Ma, in astratto, se emendato, ce l'avrebbe una funzione o no?
Penso di sì, non ho nulla in contrario al fatto che un'insieme di individui volontariamente si associ perchè in questa maniera ritiene di tutelare i propri interessi in maniera più efficace.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
gigionaz
Ripeto: Una domanda ai liberali: nella dinamica lavoro-capitale, lavoratori-imprenditori (assunzioni, orari, paghe, redistribuzione degli utili ecc ecc) dove sta l'equilibrio tra il singolo ed il singolo? Se manca una rappresentanza della parte più debole (inevitabilmente più debole contrattualmente) dove sta la necessaria spinta al miglioramento? Che c'è solo dove esiste lotta vera? Quella che costringe al miglioramento dell'insieme?
Mi scusino gli altri
ma nessuno vuole abolire i sindacati
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Originariamente Scritto da
Georgetown
Ehhh...si! Per chi come te distingue l'acqua dal barolo Craxi era un liberale
Ciao bananas!
Valeva senza voti comprati si e no il 6%...di una sinistra annacquata come piace a te.
Il resto era tutto centro e destra stracciona.