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Liberal
Nomadi,"Italia non ha discriminato"
"Assoluzione" Ue sulle misure adottate
Le misure adottate dall'Italia per fare fronte all'emergenza dei campi nomadi illegali non sono discriminatorie e quindi sono in linea con il diritto comunitario. E' questo il giudizio espresso dalla Commissione Europea dopo l'analisi condotta sul rapporto sul censimento dei campi nomadi inviato da Roma a Bruxelles il 1° agosto. Secondo l'Ue, infatti, non vi è "nessuna raccolta dati su base etnica o religiosa".
Molto soddisfatto del giudizio di Bruxelles è il ministro Roberto Maroni: 'La conferma di oggi fa giustizia di tutte le accuse, le offese e gli insulti ricevuti. Ero certo di questo - ha detto - tutto ciò ci conforta e conforta la nostra azione che continueremo secondo i tempi previsti. Entro la metà di ottobre terminerà il censimento e poi saranno presi provvedimenti conseguenti per chi sarà stato censito''.
"Una notizia che rende giustizia al grande lavoro avviato dal nostro Governo, sempre ispirato ad un principio sacrosanto: garantire la sicurezza dei nostri concittadini ed al contempo sanare una situazione di degrado alimentata dal troppo lungo ed irresponsabile lassismo della sinistra in materia. E soprattutto, uno schiaffo dell’Europa a quella stessa sinistra ideologica ed opportunista, che non ha mai perso occasione di bollare come misure razziste e xenofobe i nostri provvedimenti in materia di immigrazione e sicurezza" ha detto il sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi.
Ecco le tre ordinanze su cui si è pronunciata la Commissione Ue:
NON SOLO IMPRONTE - Compito dei commissari e' provvedere ''all'identificazione ed al censimento delle persone, anche minori di eta''' che vivono nei campi nomadi, ''attraverso rilievi segnaletici'': nel testo non c'e' un esplicito riferimento alle impronte digitali, ma il concetto di ''rilievi segnaletici'' e' talmente ampio da comprendere la semplice fotografia, fino, appunto, alle contestate impronte digitali. L'ordinanza sottolinea ''l'esigenza di attivare tutte le iniziative volte a garantire il rispetto dei diritti fondamentali e della dignita' delle persone, assicurando mezzi certi di identificazione, anche ai fini dell'applicazione delle vigenti disposizioni di carattere umanitario e in materia di immigrazione''. Tra i compiti del commissario, oltre al censimento dei campi, anche l'adozione delle ''necessarie misure'' nei confronti delle persone che risultano destinatarie di provvedimenti di espulsione e l'individuazione, ''qualora quelli esistenti non riescano a soddisfare le esigenze abitative'', altri siti per la realizzazione di campi autorizzati, nonche' lo sgombero delle aree occupate dagli insediamenti abusivi.
IMPRONTE MINORI OVER 14 SOLO SE IMPOSSIBILE IDENTIFICARLI - Quanto alla rilevazione delle impronte ai minori nomadi, le linee guida del ministro dell'Interno Roberto Maroni, diramate a luglio ai commissari, prevedono che le impronte digitali possono essere prese a chi ha piu' di 14 anni, ''salvo che non sia possibile una identificazione in altro modo''. Una indicazione, questa, che vale anche per gli adulti. Per i minori di 14 anni, ma maggiori di 6, le linee guida stabiliscono che ''le impronte potranno essere acquisite solo ai fini del rilascio del permesso di soggiorno, ove richiesto da coloro che ne esercitano la potesta''', oppure ''nei casi necessari, attraverso il raccordo con la competente procura della Repubblica presso il Tribunale dei minori e a mezzo della polizia giudiziaria''. Al di sotto di questa fascia d'eta', le impronte possono essere prese, ''d'intesa con la procura della Repubblica presso il Tribunale di minori, solamente in casi eccezionali, da parte dela polizia giudiziaria, nei confronti dei minori che versino in stato d'abbandono o si sospetta possano essere vittime di reato''.
IMPRONTE ADULTI, RISERVATEZZA E RISPETTO PERSONA - Quanto agli adulti e' nella discrezionalita' dei commissari, determinare la forma di riconoscimento da adottare (descrittiva, fotografica, dattiloscopica o antropometrica), ma le impronte devono essere prese, ''secondo le ordinarie procedure previste dalla legislazione vigente, nei casi in cui l'identificazione, che deve essere certa, non sia altrimenti possibile in base a documenti disponibili e circostanze attendibili, sulla base di quanto previsto dal Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza e relativo regolamento di esecuzione''. Tutte le procedure, viene sottolineato, ''devono essere eseguite nel rispetto della persona e in condizioni di riservatezza''.
http://www.tgcom.mediaset.it/politic...lo426076.shtml
Ora la smetterai di dire cazzate su questo argomento!