Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
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    Predefinito Visto, si indaghi (di MT)

    La notizia che la Procura di Milano intende indagare Nicola Latorre, vicecapogruppo del Pd al Senato, per l’ipotesi di reato di concorso nell’aggiotaggio contestato a Ricucci e Consorte nelle scalate del 2005 non è nuova. Almeno per i pochi che si sono ostinati a tenersi informati. Purtroppo, mai come nel caso di quest’indagine bipartisan, la politica s’è rivelata incompatibile con la verità delle carte.

    Breve riepilogo. Il 20 luglio 2007 il gip Clementina Forleo chiede al Parlamento, su istanza della Procura di Milano, l’autorizzazione a usare 60 telefonate intercettate fra alcuni furbetti del quartierino e sei parlamentari, 3 di Forza Italia (Cicu, Comincioli e Grillo) e 3 Ds (D’Alema, Fassino e Latorre). Di questi solo Grillo è già indagato, perché contro di lui pendono elementi diversi dalle telefonate. Su Fassino, Cicu e Comincioli, nessun sospetto: le telefonate con le loro voci servono a corroborare le accuse a Consorte e a Ricucci, ma la presenza di quelle voci rende necessario - in base alla demenziale legge Boato - l’ok del Parlamento anche per usarle contro non parlamentari.

    Restano D’Alema e Latorre, che per il gip Forleo potrebbero essere “consapevoli complici del disegno criminoso”: l’aggiotaggio contestato a Consorte per la scalata Bnl e a Ricucci per l’assalto al Corriere. Dunque la gip chiede al Parlamento di autorizzarne l’uso a carico sia dei due furbetti, sia dei due politici. La Casta insorge come un sol uomo, accusando la Forleo di aver abusato del suo potere, “scavalcando” la Procura nell’accusare due politici non ancora indagati. Il pm Greco dichiara al Sole-24 ore che la Procura è sulla stessa linea del Gip: senza l’ok delle Camere, non si possono indagare due politici in base a telefonate non ancora autorizzate. Ma contro la Forleo, abbandonata dall’Anm e costretta a difendersi da sola, continua l’iradiddio di attacchi culminati al Csm in un procedimento disciplinare e in una procedura per trasferirla. Dal primo viene assolta, la seconda viene accolta a gentile richiesta della Casta, tant’è che oggi Clementina sta traslocando a Cremona.

    Intanto le giunte di Camera e Senato autorizzano l’uso delle telefonate per Fassino e Cicu (che non rischiano di esser indagati) e salvano gli “indagabili” D’Alema e Latorre. Per D’Alema si ricorre a un cavillo: siccome nel 2005 era europarlamentare, la richiesta va inoltrata a Bruxelles, dov’è ancora pendente in commissione (presieduta dal forzista Gargani). Per Latorre il Senato, dopo 10 mesi di melina, decide di non decidere e rispedisce la richiesta al mittente. Cioè ai giudici di Milano. Qui, a fine luglio, la Procura ha chiesto e ottenuto dal gip Gamacchio (Forleo era assente per malattia) una nuova istanza al Senato per usare le telefonate di Latorre con Ricucci e Consorte “al fine di valutare la posizione del senatore Latorre”, visto che esse sono l’unica fonte per “l’innesco di una investigazione”. Non si può indagare su Latorre finchè il Senato non sbloccherà le intercettazioni. Su Ricucci e Consorte, invece, l’ok del Parlamento non serve più in quanto nel frattempo la Consulta ha dichiarato incostituzionale la legge Boato là dove richiedeva il permesso delle Camere anche per le telefonate contro i privati cittadini a colloquio con parlamentari. Il che dimostra che la Forleo era in perfetta linea con le richieste della Procura e non aveva scavalcato nessuno né commesso alcun abuso. Sarebbe il caso che qualcuno le chiedesse scusa, a cominciare dal Pg della Cassazione e dal Csm che l’han cacciata in malomodo, trattandola come una mezza matta. Ma soprattutto sarebbe il caso che il Senato accogliesse quanto prima la richiesta, consentendo alla Procura di fare le indagini necessarie a stabilire se Latorre abbia commesso reati o no.

    L’interessato si rimette al voto del Senato, “qualunque cosa deciderà per me va bene”. Eh no, troppo comodo. La maggioranza l’ha il Pdl che prevedibilmente, con la consueta e pelosa solidarietà di casta, tenterà di salvare Latorre perché una mano lava l’altra, cane non morde cane, oggi a te domani a noi. Il Pd dovrebbe, per mostrarsi davvero alternativo, respingere il gentile omaggio sulla linea Prodi: “Nulla da nascondere, si indaghi pure”. Un anno fa Veltroni dichiarò a MicroMega: “Fassino e D’Alema han chiesto alla Camera di autorizzare le intercettazioni che li riguardano. Dunque nessun limite verrà frapposto all'azione dei giudici”. Dunque anche per Latorre il Pd chiederà il via libera del Senato, o è cambiato qualcosa?


    Marco Travaglio
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    6/9/2008

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da DrugoLebowsky Visualizza Messaggio
    La notizia che la Procura di Milano intende indagare Nicola Latorre, vicecapogruppo del Pd al Senato, per l’ipotesi di reato di concorso nell’aggiotaggio contestato a Ricucci e Consorte nelle scalate del 2005 non è nuova. Almeno per i pochi che si sono ostinati a tenersi informati. Purtroppo, mai come nel caso di quest’indagine bipartisan, la politica s’è rivelata incompatibile con la verità delle carte.

    Breve riepilogo. Il 20 luglio 2007 il gip Clementina Forleo chiede al Parlamento, su istanza della Procura di Milano, l’autorizzazione a usare 60 telefonate intercettate fra alcuni furbetti del quartierino e sei parlamentari, 3 di Forza Italia (Cicu, Comincioli e Grillo) e 3 Ds (D’Alema, Fassino e Latorre). Di questi solo Grillo è già indagato, perché contro di lui pendono elementi diversi dalle telefonate. Su Fassino, Cicu e Comincioli, nessun sospetto: le telefonate con le loro voci servono a corroborare le accuse a Consorte e a Ricucci, ma la presenza di quelle voci rende necessario - in base alla demenziale legge Boato - l’ok del Parlamento anche per usarle contro non parlamentari.

    Restano D’Alema e Latorre, che per il gip Forleo potrebbero essere “consapevoli complici del disegno criminoso”: l’aggiotaggio contestato a Consorte per la scalata Bnl e a Ricucci per l’assalto al Corriere. Dunque la gip chiede al Parlamento di autorizzarne l’uso a carico sia dei due furbetti, sia dei due politici. La Casta insorge come un sol uomo, accusando la Forleo di aver abusato del suo potere, “scavalcando” la Procura nell’accusare due politici non ancora indagati. Il pm Greco dichiara al Sole-24 ore che la Procura è sulla stessa linea del Gip: senza l’ok delle Camere, non si possono indagare due politici in base a telefonate non ancora autorizzate. Ma contro la Forleo, abbandonata dall’Anm e costretta a difendersi da sola, continua l’iradiddio di attacchi culminati al Csm in un procedimento disciplinare e in una procedura per trasferirla. Dal primo viene assolta, la seconda viene accolta a gentile richiesta della Casta, tant’è che oggi Clementina sta traslocando a Cremona.

    Intanto le giunte di Camera e Senato autorizzano l’uso delle telefonate per Fassino e Cicu (che non rischiano di esser indagati) e salvano gli “indagabili” D’Alema e Latorre. Per D’Alema si ricorre a un cavillo: siccome nel 2005 era europarlamentare, la richiesta va inoltrata a Bruxelles, dov’è ancora pendente in commissione (presieduta dal forzista Gargani). Per Latorre il Senato, dopo 10 mesi di melina, decide di non decidere e rispedisce la richiesta al mittente. Cioè ai giudici di Milano. Qui, a fine luglio, la Procura ha chiesto e ottenuto dal gip Gamacchio (Forleo era assente per malattia) una nuova istanza al Senato per usare le telefonate di Latorre con Ricucci e Consorte “al fine di valutare la posizione del senatore Latorre”, visto che esse sono l’unica fonte per “l’innesco di una investigazione”. Non si può indagare su Latorre finchè il Senato non sbloccherà le intercettazioni. Su Ricucci e Consorte, invece, l’ok del Parlamento non serve più in quanto nel frattempo la Consulta ha dichiarato incostituzionale la legge Boato là dove richiedeva il permesso delle Camere anche per le telefonate contro i privati cittadini a colloquio con parlamentari. Il che dimostra che la Forleo era in perfetta linea con le richieste della Procura e non aveva scavalcato nessuno né commesso alcun abuso. Sarebbe il caso che qualcuno le chiedesse scusa, a cominciare dal Pg della Cassazione e dal Csm che l’han cacciata in malomodo, trattandola come una mezza matta. Ma soprattutto sarebbe il caso che il Senato accogliesse quanto prima la richiesta, consentendo alla Procura di fare le indagini necessarie a stabilire se Latorre abbia commesso reati o no.

    L’interessato si rimette al voto del Senato, “qualunque cosa deciderà per me va bene”. Eh no, troppo comodo. La maggioranza l’ha il Pdl che prevedibilmente, con la consueta e pelosa solidarietà di casta, tenterà di salvare Latorre perché una mano lava l’altra, cane non morde cane, oggi a te domani a noi. Il Pd dovrebbe, per mostrarsi davvero alternativo, respingere il gentile omaggio sulla linea Prodi: “Nulla da nascondere, si indaghi pure”. Un anno fa Veltroni dichiarò a MicroMega: “Fassino e D’Alema han chiesto alla Camera di autorizzare le intercettazioni che li riguardano. Dunque nessun limite verrà frapposto all'azione dei giudici”. Dunque anche per Latorre il Pd chiederà il via libera del Senato, o è cambiato qualcosa?

    Marco Travaglio
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    6/9/2008

    Qualcuno spieghi a Travaglio che:

    1) La Forleo non è stata trasferita dal CSM per la sua ordinanza su Unipol, quindi il Pg della Cassazione e il CSM non hanno da scusarsi di un bel niente.

    2) Latorre può dire quello che vuole, ma a decidere con un voto è l'aula del Senato in piena autonomia. E se il Senato ritiene che quelle intercettazioni violano l'art. 68 della Costituzione respinge a prescindere dalla posizione del parlamentare.

  3. #3
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    e per che cosa sarebbe stata trasferita la Forleo?

  4. #4
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    http://temporeale.libero.it/norep/vi...l/fdg_news.xsl

    e berlusconi e tutti gli altri politici sono ancora al loro posto.. LOL direi

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da DrugoLebowsky Visualizza Messaggio
    e per che cosa sarebbe stata trasferita la Forleo?
    ANSA (CRO) - 22/07/2008 - 20.36.00
    FORLEO:CSM, VIA DA MILANO PERCHE' NON HA PIENA INDIPENDENZA
    ZCZC0593/SXA WIN20435 U CRO S0A S41 QBXH FORLEO:CSM, VIA DA MILANO PERCHE' NON HA PIENA INDIPENDENZA (V. FORLEO: CSM LA TRASFERISCE DA MILANO, E' ... DELLE 20.14) (ANSA) - ROMA, 22 LUG - Il gip di Milano Clementina Forleo deve lasciare il capoluogo lombardo perche' li' non e' piu' in grado di svolgere le sue funzioni con piena ''indipendenza e imparzialita' ''. Con i suoi comportamenti ha creato un ''disagio diffuso'' nel suo ufficio giudiziario e in procura; procura con cui inoltre si e' ''incrinato il necessario rapporto di reciproco rispetto ed equidistanza''. E' quanto scrive il plenum nella delibera approvata. Due le condotte contestate al magistrato: le sue dichiarazioni pubbliche ad ''Annozero'' su ''poteri forti'' che anche per il tramite di ''soggetti istituzionali'' avrebbero interferito nelle sue funzioni, proprio mentre da gip si stava occupando dell'inchiesta sulle scalate bancarie; e i rilievi mossi da Forleo ai colleghi della procura titolari di quell'inchiesta, con cui si spinse sino a protestare ritenendo che stessero insabbiando tutto. Le denunce ad ''Annozero'' sono ''gravemente sproporzionate rispetto ai fatti emersi'' (l'''asserito invito alla prudenza'' del Pg di Milano nella gestione delle intercettazioni di quella inchiesta e le presunte ''pressioni'' sul Pg della Cassazione perche' le avviasse un'azione disciplinare), e hanno determinato ''allarme'' e ''discredito'' sui colleghi ''obiettivamente infondati''. Mentre le critiche rivolte ai pm dell'inchiesta sulle scalate dimostrano un rapporto caratterizzato da ''eccessiva disinvoltura'', ''contrario'' alla deontologia e ''indicativo di un pregiudizio accusatorio incompatibile con l'imparzialita' richiesta''. Nell'insieme e' emersa una ''marcata carenza di equilibrio'' da parte di Forleo, una ''abnorme personalizzazione'' delle vicende processuali a lei affidate e una ''propensione a condotte vittimistiche'' , tali da determinare ''contrasti, conflitti e sospetti'' nei confronti di colleghi. (ANSA). FH 22-LUG-08 205 NNN


    Per la vicenda Unipol la Forleo è stata assolta:

    ANSA (POL) - 27/06/2008 - 19.47.00
    FORLEO: CSM LA ASSOLVE PER ORDINANZA UNIPOL /ANSA
    ZCZC0631/SXA WIN50401 R POL S0A S41 QBXB FORLEO: CSM LA ASSOLVE PER ORDINANZA UNIPOL /ANSA GIP 'PAGA FIDUCIA GIUSTIZIA'.MANCINO,DIMOSTRATA NOSTRA AUTONOMIA (ANSA) - ROMA, 27 GIU - ''Il fatto non costituisce illecito disciplinare'': con questa motivazione la sezione disciplinare del Csm dopo due ore di camera di consiglio ha assolto il gip di Milano Clementina Forleo dall'accusa di aver violato i suoi doveri di ''imparzialita', correttezza e equilibrio'' per i contenuti dell'ordinanza con la quale nel luglio del 2007 chiese alle Camere l'autorizzazione a utilizzare intercettazioni telefoniche che riguardavano alcuni parlamentari nell'ambito dell'inchiesta sulle scalate bancarie. La procura generale della Cassazione aveva chiesto invece la condanna del magistrato alla sanzione della censura e al trasferimento d'ufficio da Milano. ''Avere fiducia nella giustizia prima o poi paga'', ha detto piu' che soddisfatta Forleo, esprimendo l'auspicio che la sua stessa sorte tocchi ora al collega di Catanzaro Luigi De Magistris. ''E' una sentenza importante perche' riafferma il principio che la legge e' uguale per tutti, magistrati e non, e che i provvedimenti giudiziari non sono sindacabili in sede disciplinare'', ha commentato invece il suo difensore il procuratore di Asti Maurizio Laudi. Mentre il vice presidente del Csm Nicola Mancino, che presiede la sezione disciplinare, ha sottolineato che la sentenza dimostra ''l'autonomia di giudizio'' di Palazzo dei marescialli. Tra le intercettazioni per le quali Forleo aveva chiesto alle Camere l'autorizzazione all'uso c'erano le conversazioni tra l'allora presidente di Unipol Giovanni Consorte e Piero Fassino, Massimo D'Alema e Nicola La Torre. E proprio su di loro, che pure non erano indagati, secondo quanto ha sostenuto in aula il sostituto pg della Cassazione Federico Sorrentino, il gip aveva espresso in quell'ordinanza un ''abnorme e non richiesto giudizio anticipato'', ledendo i loro diritti ed ''esorbitando'' dalle sue competenze. Il riferimento era a quei passaggi del provvedimento in cui Forleo aveva definito ''consapevoli complici di un disegno criminoso'' D'Alema e La Torre e li aveva descritti come ''disponibili a fornire i loro apporti istituzionali in spregio dello stato di diritto''. Nessun provvedimento ''abnorme'', ha replicato Laudi, era un ''dovere'' motivare in maniera dettagliata le ragioni per le quali era necessario utilizzare quelle intercettazioni; Forleo non ha espresso valutazioni eccessive; le sue parole sono ''la fotografia di una realta' inquietante'', documentata da ''dialoghi da stomaco forte'', ha detto, leggendo ampi stralci delle telefonate di Consorte con La Torre e D'Alema. Poi a sentenza pronunciata, ha aggiunto: ''il giudice ha il dovere di valutare anche in termini pesantemente critici determinati fatti, anche quando riguardano soggetti che ricoprono cariche importanti''. Per Forleo il rischio di un trasferimento d'ufficio non e' pero' del tutto scongiurato. Forse gia' la prossima settimana il plenum del Csm decidera' sulla richiesta della Prima Commissione di allontanarla da Milano: stavolta le si rimproverano le sue denunce sui poteri forti che avrebbero interferito nella sua attivita' giurisdizionale e l'accusa ai pm dell'inchiesta sulle scalate - Francesco Greco, Luigi Orsi, Eugenio Fusco, che oggi sono stati ascoltati come testimoni- di voler insabbiare le indagini''. (ANSA). FH 27-GIU-08 19:46 NNN

    (Non metto i link perchè sono lanci ANSA che non sono più disponibili nella parte free del sito)

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da asdrubalino Visualizza Messaggio
    Qualcuno spieghi a Travaglio che:

    1) La Forleo non è stata trasferita dal CSM per la sua ordinanza su Unipol, quindi il Pg della Cassazione e il CSM non hanno da scusarsi di un bel niente.

    2) Latorre può dire quello che vuole, ma a decidere con un voto è l'aula del Senato in piena autonomia. E se il Senato ritiene che quelle intercettazioni violano l'art. 68 della Costituzione respinge a prescindere dalla posizione del parlamentare.
    Mi sembra che sia quello che ha detto pure travaglio.
    Cos'è, nella foga d'attaccarlo, non te n'eri accorto ?

    Sulla forleo...
    Strano che dopo un mese dalla sua assoluzione si decida per il suo trasferimento.
    Il trasferimento è regolato, mi pare, da una vecchia norma del 1946 secondo la quale i magistrati, per i quali la Costituzione prevede la garanzia dell'inamovibilità, possono tuttavia essere trasferiti contro la loro volontà quando, per qualsiasi causa indipendente da loro colpa non possono, nella sede occupata, svolgere le proprie funzioni con piena indipendenza e imparzialità.

    E' stata trasferita per cause indipendenti dalla sua volontà, oppure, come si dice nella delibera del csm e presumo contro la sua volontà, per i suoi comportamenti (quello che disse ad Annozero e altro) che hanno creato "disagio diffuso"...in base a quale norma, quindi ?
    Boh !

 

 

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