Contro i licenziamenti politici, per la sicurezza sul lavoro, per le ferrovie come servizio sociale. Un successo l’assemblea nazionale dei ferrovieri a Roma.
Ferrero: “de Angelis non è solo, facciamo una cassa di resistenza”
La chiamata all’appello per l’assemblea nazionale dei ferrovieri di oggi 5 settembre a Roma, come da previsione non è andata delusa. Il licenziamento politico di Dante de Angelis e l’ennesimo incidente che ha visto la morte di due operai sulla tratta Catania-Palermo avvenuto il 1 settembre, sono la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
La sala era gremita, tantissimi i lavoratori delle ferrovie, ma anche sindacati (l’Orsa, Fiom, Rete 28 aprile, Sdl) e forze politiche della sinistra, da Rifondazione, presenti il segretario Paolo Ferrero e il responsabile dipartimento trasporti Ugo Boghetta, a Sinistra Critica con Franco Turigliatto, Marco Ferrando per il Pcdl. Ma anche altre forze politiche come Pd e Italia dei valori, segno che questo appuntamento era d’obbligo.
Il dibattito, cominciato poco dopo le 10,30 di stamattina, si è protratto fino alle prime ore del pomeriggio. Tanti i lavoratori intervenuti per raccontare come si sommano ormai problemi e sicurezza del lavoro, quanti incidenti mai saputi e il degrado del servizio anche per i passeggeri.
Paolo Ferrero ha ribadito come il problema della sicurezza sia una vergogna nazionale, ma come altrettanto lo stanno diventando i licenziamenti politici, sempre più numerosi. “La vicenda di Dante De Angelis non va trattata come un caso isolato - ha detto - ma unificata ai tanti licenziamenti che si stanno verificando”. E coerentemente con quanto affermato in precedenza sulla necessità di dare senso di concretezza e utilità ad una nuova opposizione, ha proposto “la costituzione di una cassa di resistenza che permetta di affrontare collettivamente il problema, sostenendo i lavoratori sul piano economico e solidale perché questo ci permette di affrontare e vincere queste battaglie”.
Ugo Boghetta, riferendosi ai licenziamenti politici, è tornato sulla questione della democrazia connessa all’obiettivo di ritornare alle ferrovie come servizio sociale. Il tema è scottante, infatti l’assemblea ha fortemente denunciato il clima di militarizzazione dell’azienda legato ai processi di liberalizzazione e di privatizzazione accelerati dal precedente governo Berlusconi e poi dal governo Prodi.
Giorgio Cremaschi segretario nazionale Fiom e leader della Rete 28 aprile, ha insistito sul punto. “Impedire ai rls di denunciare i rischi sul lavoro - (questa è la rappresaglia Fs verso De Angelis, ndr) - è un atto di fascismo aziendale, che dimostra l’ipocrisia di tanti pianti per i morti sul lavoro”.
Lo stesso Gallori, figura storica delle ferrovie, riprendendo quanto denunciato da Cremaschi ha paragonato gli anni del fascismo agli attuali per le restrizioni di cui i ferrovieri stanno facendo le spese.
La prospettiva di gestire le ferrovie come un bene di mercato comporta la riduzione al silenzio dei ferrovieri anche su un tema delicato come quello della sicurezza. Ciò contrasta visibilmente con l’emergenza quotidiana nei posti di lavoro in Italia, con l’enfasi che questo tema ha avuto anche al recente Festival del Cinema di Venezia e con i ripetuti interventi del Presidente della Repubblica.
La questione De Angelis, la questione sicurezza, la liberalizzazione dei servizi che vede l’entrata sui binari della società di Montezemolo coinvolge direttamente i cittadini pendolari e la mobilità in particolare nelle aree urbane metropolitane. I pendolari, infatti, verranno colpiti da una maggiore insicurezza del trasporto ferroviario dovuto alla riduzione sostanziale dei costi, e dall’intreccio di aumenti tariffari consistenti a fronte di riduzioni del servizio.
Nell’assemblea sono state discusse le proposte delle forme di mobilitazione che si intrecciano con la carovana lanciata da Articolo 21 e di cui la prima tappa è stato il Festival di Venezia, la costruzione di un intervento permanente sulla mobilità per coinvolgere i cittadini pendolari e l’indizione di forme di sciopero. Obiettivo tornare alle ferrovie come servizio sociale. Accanto a questo la lotta per il miglioramento dell’organizzazione del lavoro e la difesa della democrazia, contro i licenziamenti politici. Il Segretario dell’Orsa, Romeo, lo ha detto chiaro: “L’Orsa non lascerà De Angelis licenziato”.




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