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  1. #11
    Superpol
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    Citazione Originariamente Scritto da sassaroli Visualizza Messaggio
    Ma riguardo alle conoscenze specifiche o meno io penso che 10-12 anni fà gli studenti delle scuole elementari erano ben più preparati rispetto ad oggi...certo oggi ci sono tutta quanta una serie di problemi e colpe che forse a quel tempo non c'erano..(genitori meno permissimi, maestri che se ti davano uno schiaffo non venivano mandati via eccc...). Con la maestra unica è un rischio perchè si può trovare una persona più o meno capace ma comunque si ha una persona di riferimento che dopo 5 anni conoscerà molto ma molto meglio il ragazzo rispetto che 5-6 maestre.
    E poi sono sempre dell'idea che è meglio avere meno personale a livello scolastico ma più preparato e soprattutto meglio pagato.
    questa cosa e' particolarmente ridicola: e' come dire eliminiamo un genitore perche' quello rimanente conoscera' molto meglio il figlio...

  2. #12
    Superpol
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    E' stata presentata ai sindacati una bozza della riforma messa in campo dal governo
    Nel documento non c'è neppure un accenno alla questione del tempo pieno

    Maestro unico, trenta per classe
    ecco il decalogo della Gelmini

    Molti condizionali, ma proviamo a fare il punto su come potrebbe cambiare la scuola
    di SALVO INTRAVAIA
    http://www.repubblica.it/2008/09/sez...o-riforma.html

    Classi più numerose: fino a 29 alunni all'asilo, fino a 30 nelle prime di medie e superiori. Lo prevede la bozza di regolamento per la riorganizzazione della rete scolastica presentata ieri dal Ministero dell'Istruzione ai sindacati di categoria. Non ancora il piano programmatico promesso dal ministro Maria Stella Gelmini. E in più i sindacati, che hanno visionato il documento, fanno sapere che non c'è nessun accenno alla questione del tempo pieno.

    Il documento contiene i nuovi criteri per la formazione delle classi, l'accorpamento degli istituti, l'impiego del personale in esubero. "Il piano deve essere definito nei dettagli con il ministro dell'Economia", è stato spiegato ai sindacati.

    E infatti la riforma parte proporio dalla attuazione della manovra economica estiva. Comunque tra mille illazioni, polemiche e incertezze ("assurde", dicono i sindacati) proviamo a fare il punto su quali dovrebbero essere - il condizionale è d'obbligo - le norme che in pochi anni dovrebbero cambiare volto alla scuola italiana.

    Due parole d'ordine, "essenzialità" e "continuità": la seconda con le riforme precedenti, compresa quella del Centro-sinistra, e la prima per semplificare e rendere più efficiente l'intero sistema-scuola. Il Piano si muove su tre direttici: Revisione degli ordinamenti scolastici, Dimensionamento della rete scolastica italiana e Razionalizzazione delle risorse umane, cioè tagli.

    Scuola dell'infanzia. L'organizzazione oraria della scuola materna rimarrà sostanzialmente invariata. Saranno reintrodotti gli anticipi morattiani (possibilità di iscrivere i piccoli già a due anni e mezzo) e nelle piccole isole o nei piccoli comuni montani l'ingresso alla scuola dell'infanzia potrà avvenire, per piccoli gruppi di bambini, anche a due anni. L'esperienza delle "sezioni primavera" per i piccoli di età compresa fra i 24 e i 36 mesi sarà confermata.

    Scuola primaria. E' il ritorno al maestro unico la novità che ha messo in subbuglio la scuola elementare. Già dal 2009 partiranno prime classi con scansione settimanale di 24 ore affidate ad un unico insegnante che sostituisce il "modulo": tre insegnanti su due classi. Le altre opzioni possibili, limitatamente all'organico disponibile, saranno 27 e 30 ore a settimana. La Gelmini "promette" anche di non toccare il Tempo pieno di 40 ore settimanali che potrebbe essere addirittura incrementato ma, su questo punto, pare che il ministero dell'Economia non sia d'accordo. E l'insegnamento dell'Inglese sarà affidato esclusivamente ad insegnanti specializzati, non più specialisti, attraverso corsi di 400/500 ore.

    Scuola secondaria di primo grado. La scuola media è al centro di un autentico tsunami che si pone come obiettivo quello di scalare le classifiche internazionali (Ocse-Pisa) che vedono i quindicenni italiani agli ultimi posti. L'orario scenderà dalle attuali 32 ore a 29 ore settimanali. Per questo verranno rivisti programmi e curricoli. Il Tempo prolungato (di 40 ore a settimana) sarà mantenuto solo a determinate condizioni, in parecchi casi verrà tagliato. Per cancellare l'onta dei test Pisa, si prevede il potenziamento dello studio dell'Italiano e della Matematica. Stesso discorso per l'Inglese, il cui studio potrà essere potenziato solo a scapito della seconda lingua comunitaria introdotta dalla Moratti.

    Secondaria di secondo grado. La scuola superiore, rimasta fuori da riforme strutturali per decenni, vedrà parecchi cambiamenti. Gli 868 indirizzi saranno ricondotti ad un numero "normale". I ragazzi che opteranno per i licei (Classico, Scientifico e delle Scienze umane) studieranno 30 ore a settimana. Saranno rivisti, anche al superiore, curricoli e quadri orario. Al classico saranno privilegiati Inglese, Matematica e Storia dell'Arte. Allo scientifico, in uno o più corsi, le scuole autonome potranno si potrà sostituire il Latino con lingua straniera. I compagni degli istituti tecnici e professionali saranno impegnati per 32 ore a settimana. Stesso destino per i ragazzi dei licei artistici e musicali.

    Riorganizzazione rete scolastica. Attualmente, la scuola italiana funziona attraverso 10.760 istituzioni scolastiche che lavorano su 41.862 "punti di erogazione" del servizio: plessi, succursali, sedi staccate, ecc. Secondo i calcoli di viale Trastevere, 2.600 istituzioni scolastiche con un numero di alunni inferiore alle 500 unità (il minimo stabilito dalla norma per ottenere l'Autonomia) o in deroga (con una popolazione scolastica compresa fra le 300 e le 500 unità) dovrebbero essere e smembrate e accorpate ad altri istituti. Dal ondata di tagli della Gelmini si salverebbero soltanto le scuole materne. Dovrebbero, invece, chiudere i plessi e le succursali con meno di 50 alunni: circa 4.200 in tutto. In forse anche i 5.880 plessi con meno di 100 alunni. Ma l'intera operazione, che il ministro vuole avviare già a dicembre, dovrà trovare il benestare di Regioni ed enti locali.

    Razionalizzazione risorse umane: i tagli. Il capitolo dei tagli è lunghissimo. Alla fine del triennio 2009/2010-2011/2012 il governo Berlusconi farà sparire 87.400 cattedre di insegnante e 44.500 posti di personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata): 132 mila posti in tutto. Il personale Ata verrà ridotto del 17 per cento. Il rapporto alunni/docente dovrà crescere di una unità. Maestro unico, soppressione di 11.200 specialisti di Inglese alle elementari, contrazione delle ore in tutti gli ordini di scuola, compressione del Tempo prolungato alla scuola media, rivisitazione delle classi di concorso degli insegnanti e ulteriore taglio all'organico di sostegno contribuiranno alla cura da cavallo che attende la scuola italiana. L'intera operazione dovrebbe consentire risparmi superiori a 8 miliardi di euro che in parte (30 per cento) potranno ritornare nelle tasche degli insegnanti, ma solo dei più meritevoli.

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da MetaPapero Visualizza Messaggio
    del brand non me ne puo' frega dimeno, del resto l'Alitalia degli anni 50 era morta e sepolta da tempo...

    Ma di quale partnership stai parlando? Lufthansa entra per papparsi la CAI, mica per fare il socio di minoranza....

    COlannino grazie al B. sta facendo con Alitalia la stessa operazione che fece con Telecom (che e' infatti in mani spagnole qualora non te ne fossi accorto)

    Essendo poi una azienda privata, come pensi che l'Italia possa tenere sotto controllo il suo traffico aereo? O tu credi seriamente che un imprenditore italiano (seppure esistesse) farebbe gli interessi dell'Italia e non i suoi?



    Da un punto di vista prettamente economico le medie compagnie sono poi destinate a scomparire, ergo o Alitalia se la ciucciava AF o LH o Emirates( magari, ma ci sarebbe voluto qualcuno con le palle)

    Se sara' LH non e' una cattiva scelta, perche' gia' sta entrando massicciamente su MXP, ma anche li' s'e' rischiato tantissimo perche' il B. per non fare una figura di cacca colossale (ne ha fatta solo una "normale") ha osteggiato a lungo l'ingresso di stranieri (che peraltro sono gli unici che hanno know-how, visto che la CAI e' formata da magliari, industrialotti e capitani coragiossi con nessuna esperienza di trasporto aereo). Insomma alla fine han vinto i piloti (as usual) che volevano LH, anche perche' conoscono bene come si vola...






    brevemente: ma vaffanculo, si sta riducendo l'offerta formativa ai nostri figli (un maestro invece di due) e sei contento? Io a voi banana non vi capisco: se il B. vi tirasse una martellata
    sui coglioni rispondereste: grazie ne potrei avere un'altra?



    siamo a livelli di lavaggio del cervello...





    Guarda a Zurigo stanno gia' festeggiando: se LH si pappa AZ secondo te a discapito di chi crescera' MXP?
    dai che mi ricordo, tua moglie è una insegnate precaria o giù di li.
    verrà assunta, più avanti, nel frattempo si cerchi un lavoro alternativo.
    hO anche io una parente stretta in quella situazione, cazzi suoi che ha rifiutato decine di offerte di lavoro.

    Quanto all'offerta formativa sai bene che non è necessario il maestro multiplo.
    a meno che tu non lamenti lacune a causa di questa mancanza.

    Lasciamo perdere l'OT, chiunque si papperà CAI dovrà farlo rispettando una situazione consolidata (si spera) e senza la possibilità di smantellarla o umiliarla con la scusa della ristrutturazione interna.
    In secondo luogo Lufthansa è il partner ideale per tutta una serie di motivi a partire dalla strategia organizzativa multi hub che consentirebbe lo sfruttamento di Malpensa e Fiumicino senza problemi.

  4. #14
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    Predefinito Maestro unico, toccherà il Sud il 50% dei tagli della Gelmini

    Sarà il Sud a pagare il prezzo del "maestro unico" reintrodotto dalla Gelmini. Negli ambienti politici e sindacali la voce circola da giorni e basta fare due conti per rendersi conto che, in effetti, usando gli stessi criteri di calcolo contenuti nel Piano programmatico messo a punto dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, e dal collega dell'Economia, Giulio Tremonti, saranno le regioni meridionali a rimetterci di più in termini di posti di lavoro e servizio scolastico.

    Se, come è scritto nel Piano che taglierà 87.000 posti di lavoro in tre anni, il ridimensionamento colpirà le sole classi a tempo normale, il Sud dovrà dire addio a 7.000 delle 14.000 cattedre messe in conto dal governo: il 50 per cento. Nell'Italia centrale Toscana, Lazio, Umbria, Marche sacrificheranno sull'altare delle economie 2.250 cattedre e le sei regioni settentrionali 4.700: un terzo dell'intero balzello.

    Domani mattina, in aula alla Camera approda il decreto-legge 137, quello che ha reintrodotto il maestro unico e i deputati del Pd stanno affilando le armi.

    "Il duo Tremonti-Gelmini - dichiara Alessandra Siragusa, deputato siciliano del Partito democratico - mira a distruggere la scuola del Sud: secondo i numeri in nostro possesso, in Sicilia e Campania il giochetto del maestro unico costerà 4 mila dei 14 mila posti che il governo intende tagliare. E a parte il taglio dei posti di lavoro la manovra determinerà una contrazione del servizio scolastico. Con 24 ore di lezione in sei giorni i bambini della scuola elementare uscirebbero ogni giorno alle 12.30: non so se le famiglie sono a conoscenza di tutto questo".

    Il dibattito parlamentare si annuncia lungo e acceso. "Presenterò tre emendamenti - aggiunge la parlamentare dell'opposizione - che mirano ad allungare il tempo scuola nelle zone in cui la dispersione scolastica è elevata e nelle realtà dove le carenze degli edifici scolastici non consente il tempo pieno".

    Secondo i calcoli contenuti nel Piano-Gelmini il maestro unico colpirà soprattutto le 103 mila classi che in Italia funzionano a tempo normale (27 ore a settimana). Tempo normale alla scuola primaria che, per ragioni spesso legate a carenze strutturali determinate dalla mancanza di locali idonei per essere adibiti a refettori/mense, è parecchio diffuso al Sud e molto meno al Nord. Tanto per non restare sul vago, regioni come Lombardia, Piemonte e Emilia Romagna viaggiano con tassi di tempo prolungato (di 40 ore a settimana), che per stessa ammissione del ministro Gelmini non verranno "toccati", variabili tra il 45 e il 39 per cento. Sicilia e Campania sono attorno al 4 per cento.
    (28 settembre 2008)

    http://www.repubblica.it/2008/09/sez...o-regioni.html

  5. #15
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    E' follia il progetto in generale. Se colpisce il territorio che sta messo peggio dal punto di vista culturale è una tragedia in particolare.
    Cmq didatticamente parlando l'idea del maestro unico è quanto di piu conservatore esista, ottocentesco come sostiene con orgoglio la Palin de noaltri, la mariastalla gelmini (accompagnata dalla pessima valentina aprea)

  6. #16
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    DEMOCRATICI E CASO SCUOLA

    Il riformismo bocciato



    Walter Veltroni, nell'eccellente discorso del Lingotto (27 giugno 2007) con cui ufficializzò la sua candidatura a leader del Partito democratico, e nei discorsi dei mesi successivi, mise a punto la carta di identità di una moderna sinistra riformista proponendola al neonato partito. Veltroni batteva allora con vigore su un tasto: il Partito democratico avrebbe sviluppato una reale capacità di intercettare le aspirazioni degli elettori e dei ceti sociali più dinamici e orientati alla modernizzazione del Paese, solo se avesse abbandonato, su un ampio arco di problemi, le posizioni conservatrici che avevano in passato caratterizzato la sinistra. La visione articolata da Veltroni appariva allora forte ed efficace ma restavano sospesi due interrogativi. Sarebbe egli riuscito a imporre un così radicale cambiamento di prospettiva a tanti militanti fino ad allora di diverso orientamento? Sarebbe riuscito, soprattutto, a ottenere un riposizionamento e un rinnovamento, culturale e di proposte, di quel sindacato (la Cgil in primo luogo) il cui appoggio è necessario a un partito di sinistra riformista? Non solo quel riposizionamento del sindacato non c'è stato ma è lo stesso Partito democratico a reagire oggi alle difficoltà suscitate dalla sconfitta ritornando sui propri passi, abbandonando la strada del rinnovamento, ridando spazio a quelle posizioni conservatrici che il Veltroni del Lingotto sembrava determinato a combattere.
    Il miglior test per sondare lo «spessore riformista » di un partito italiano consiste nel valutare le posizioni che esso assume sulla scuola. La scuola pubblica è come l'Alitalia: rovinata da decenni di management interessato a garantirsi clientele e da un sindacalismo cui si è consentito di cogestirla con gli scadenti risultati (in tema di preparazione dei ragazzi) che i confronti internazionali ci assegnano. Solo che nel caso della scuola pubblica non ci sono cordate di imprenditori o compagnie straniere cui affidarla. Proprio nel caso della scuola il Partito democratico sta fallendo il test sullo spessore riformista. Perché ha scelto ancora una volta (come faceva il Pci/Pds/Ds) di accodarsi acriticamente alle posizioni della Cgil, di un sindacato che, in concorso con altri, porta pesanti responsabilità per lo stato disastrato in cui versa la scuola, un sindacato interessato solo alla difesa dello status quo (come è successo, del resto, nel caso di Alitalia fin quando ha potuto). Prendiamo la questione del ritorno al maestro unico deciso dal ministro Gelmini. Sembra diventato, per la sinistra, sindacale e non, il simbolo del «vento controriformista» che soffierebbe oggi sulla scuola. Al punto che, come è accaduto a Bologna, si arriva persino a far sfilare i bambini contro il ministro (nel solco di una tradizione italiana, antica e spiacevole, di uso dei bimbi per fini politici). Si fa finta di dimenticare che la riforma della scuola elementare del 1990, quella che abolì il maestro unico, fu un classico prodotto del consociativismo politico-sindacale che caratterizzava tanti aspetti della vita repubblicana. Nel caso della scuola funzionava allora un'alleanza di fatto fra Dc, Pci e sindacati. L'abolizione del maestro unico fu dettata esclusivamente da ragioni sindacali.
    E' antipatico citarsi ma alla vigilia dell'approvazione della legge scrissi su questo giornale: «Nonostante le nobili e altisonanti parole con cui l'operazione viene giustificata la ratio è una soltanto: bloccare qualsiasi ipotesi di ridimensionamento del personale scolastico come conseguenza del calo demografico e anzi porre le premesse per nuove, massicce, assunzioni di maestri. Non a caso sono proprio i sindacati i più entusiasti sostenitori della riforma (…) Questa classe politica ha sempre trattato così la scuola, incurante delle esigenze didattiche ma attentissima a quelle sindacali» (Corriere della Sera, 22 novembre 1989). Veltroni e il Partito democratico dovrebbero spiegarsi: è quella cosa lì che, ancora una volta, vogliono difendere? Per il futuro vedremo ma la verità è che, fino a questo momento, il ministro Gelmini ha fatto pochi errori. I provvedimenti fino ad ora adottati sono di buon senso e per lo più tesi ad arrestare il degrado della scuola. Ma, anziché riconoscerlo e dare il proprio contributo di idee e di proposte (come dovrebbe fare un vero partito riformista, ancorché all'opposizione), il Partito democratico preferisce ripercorrere l'antica strada: quella della «mobilitazione», della sponsorizzazione dei sindacati, anche quando questi difendono posizioni indifendibili.
    Non è casuale che proprio sulla scuola la Cgil si appresti a fare lo «sciopero generale ». Difende un potere di cogestione che viene da lontano e che ha contribuito a danneggiare assai la scuola (dove la quasi totalità delle risorse se ne va in stipendi a insegnanti troppo numerosi, mal pagati e mal selezionati). Un potere di cogestione che fino ad oggi ha sempre potuto contare sulla complicità di governi e opposizioni. Non è plausibile che nel Partito democratico siano tutti felici di queste scelte (che danno un brutto colpo alla credibilità del Pd come partito riformista). E infatti non è così. Ricordo un intervento critico di Claudia Mancina ( Il Riformista) sulle attuali posizioni del Pd sulla scuola. O le parole per nulla critiche nei confronti della Gelmini pronunciate (a proposito della polemica sull' impreparazione di certi insegnanti meridionali) da uno che di scuola se ne intende: l'ex ministro dell'Istruzione Luigi Berlinguer. Sarebbe bene che anche molti altri, dentro il Partito democratico, venissero allo scoperto. Ha senso continuare a trattare la scuola pubblica come un «dominio riservato» del sindacalismo?
    Angelo Panebianco
    http://www.corriere.it/editoriali/08...4f02aabc.shtml

    non ce la fate proprio, a cambiare.
    Peccato.
    vorrà dire che sarà il centro destra a governare, per lungo tempo.

  7. #17
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    che cosa c'è di riformista nel licenziare 87 mila persone e nel distruggere quello che di buono c'è in Italia (scuola elementare) ?
    Mache stai a di Gigione, la paternale falla altrove!

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da cyber81 Visualizza Messaggio
    che cosa c'è di riformista nel licenziare 87 mila persone e nel distruggere quello che di buono c'è in Italia (scuola elementare) ?
    Mache stai a di Gigione, la paternale falla altrove!
    Non mi pare tu sia un elettore del Pd, dunque che stai a di tu a me punto primo.

    In secondo luogo, hai ceffato bersaglio, che stai a di lo devi di a Panebianco.
    Ovviamente sono d'accordo con lui e le tue sono chiacchiere che trovano risposta precisamente nell'articolo postato in calce.
    Se vuoi te lo riposto così, per argomentare punto su punto, fai meno fatica a rileggerlo.

    A bien tot.

  9. #19
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    Chiacchere? Le uniche chiacchere sono le tue e della calabrese Gelmini. A me il riformismo che distrugge una istituzione in Italia mi fa solo vomitare.
    Ripeto: ma che stai a di? Io argomento sempre i miei post, non sono un senza-cervello-esaltato-fan-di-emilio-fede
    Se vogliamo riformare il sistema scolastico andiamo a colpire i baroni universitari e il sistema universitario in genere che lì si che c'è veramente da fare. E lasciamo in pace la scuola elementare. Tsè

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da cyber81 Visualizza Messaggio
    Chiacchere? Le uniche chiacchere sono le tue e della calabrese Gelmini.
    Ripeto: ma che stai a di?
    E io ti ripeto, fino ad ora poco e niente.
    Sei tu che devi confutare il sor Panebianco.

    Io finora ho solo detto che sono d'accordo e che mi sento deluso dal Pd.

 

 
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