8 settembre: vergogna d'Italia!


8 settembre: vergogna d'Italia!


LA GIUSTA PUNIZIONE PER GLI IMMONDI TRADITORI !
ONORE AI COMBATTENTI DELLA R.S.I.


Tutti sempre con lo sguardo rivolto all'indietro...




Viva la Repubblica*Italiana !
*(Sociale!!!!!!!)
Onore onore onore ai caduti della rsi!




GIUDIZI SULL’8 SETTEMBRE E LA RESISTENZA
Il comandante supremo delle Forze USA nello scacchiere europeo Gen.EISENHOWER
nel suo "Diario di Guerra."
"La resa dell'Italia fu uno SPORCO AFFARE. Tutte le nazioni elencano nella
loro storia guerre vinte e guerre perse, ma L'ITALIA E' LA SOLA AD AVER PERDUTO QUESTA GUERRA CON DISONORE, SALVATO SOLO IN PARTE DAL SACRIFICIO DEI COMBATTENTI DELLA R.S.I.
Il Generale ALEXANDER, ne: " Le armate alleate in Italia"
"...il fatto è che il Governo italiano decise di capitolare non perchè si vide incapace di offrire ulteriore resistenza, ma PERCHE' ERA VENUTO, COME IN PASSATO, IL MOMENTO DI SALTARE DALLA PARTE DEL VINCITORE..."
Da "Le memorie del MARESCIALLO MONTGOMERY", comandante dell'8a armata
britannica: "...il VOLTAFACCIA ITALIANO dell'otto Settembre FU IL PIU' GRANDE
TRADIMENTO DELLA STORIA..."
Ed ancora dal "Taccuino segreto di W. CHURCHILL", primo ministro inglese:
"...SOLO DOPO LA DEFEZIONE ITALIANA NOI ABBIAMO POTUTO RAGGIUNGERE LA
VITTORIA..."
Ed ancora da "Storia della diplomazia di POTEMKIN", ambasciatore sovietico a Roma: " ...L'Italia fu fedele al suo carattere di SCIACALLO INTERNAZIONALE, sempre in cerca di COMPENSO PER I SUOI TRADIMENTI..."
Da un articolo di fondo apparso tempo fa sul WASHINGTON POST, autorevole
giornale americano:
"...CHE ALLEATO SARA' L'ITALIA IN CASO DI UNA GUERRA? QUALI GARANZIE CI SONO CHE L'ITALIA, LA QUALE HA CAMBIATO SCHIERAMENTO NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE DI QUESTO SECOLO, NON FARA' ALTRETTANTO?".


http://temi.repubblica.it/limes/cass...lia-1943-2008/
Esiste l'Italia? - Speciale 8 settembre
Cassibile, Italia 1943-2008
di Luigi Amato e di Santi Pricone
Da Borgo rurale all'attuale circoscrizione, da importante centro agricolo a centro di accoglienza dei migranti, la disputa sul luogo dove è stato firmato l’armistizio dell' 8 settembre.
(02/09/08)
Antefatto: 10 Luglio 2008; a pochi chilometri da Cassibile, luogo dell’armistizio, al ponte sull’Anapo, poche centinaia di metri dall’ingresso di Siracusa, si celebrano i caduti siracusani della battaglia del 43. Autorità civili, militari, religiose ed anche tanta gente comune. Qui la Patria non è mai morta.
L’associazione Lamba Doria( dal nome della batteria costiera che per prima fu investita dallo sbarco alleato) assieme alla Società Siracusana di Storia Patria organizza la scopertura di una lapide in memoria dei caduti siracusani che per un po’ inchiodarono gli inglesi diretti a Siracusa.
Prende la parola anche lo storico inglese Ian Blackwell invitato da un’altra associazione di storia militare, Impavidus, che riconosce il valore dei soldati dell’Asse. Lo storico inglese parla di tutti i caduti. Ed è una bella lezione di storia e di umanità. Qualche anziano ci racconta della lapide dell’armistizio divelta dai giovani neofascisti degli anni cinquanta e consegnata al Maresciallo Graziani. Senza retorica, con un intenso lavoro storico alle spalle, assistiamo da tempo ad un crescente interesse verso gli avvenimenti della seconda guerra mondiale che riguardarono la Sicilia. La favola dei Liberators accolti con sventolio di bandiere sembra essere definitivamente, se non sepolta quanto meno rivista complice forse anche la scarsissima simpatia che la recente politica americana sembra suscitare. Numerosi recenti saggi, basati su documenti alleati, come Le stragi dimenticate di Giovanni Ciriacono o Le altre stragi di Giovanni Bartolone hanno riportato alla luce numerosi episodi di uccisioni di civili o di prigionieri da parte delle truppe alleate che fanno il paio con Abu Ghraib o altre vicende recenti poco chiare. Tutto è comunque storicizzato, non vi sono rancori o ideologismi, siamo tutti occidentali e le inquietudini sono da altre parti.
Cassibile è una frazione di Siracusa di circa 5000 abitanti, sorta ai bordi della strada provinciale che collega Siracusa ad Avola che ha giustamente lottato per il suo distacco da Siracusa che invero ha abbandonato sia Cassibile che Fontane Bianche la stazione balneare di Siracusa che fa parte della Circoscrizione di Cassibile. Ed è chiaro che la contesa su Fontane Bianche ha tarpato le ali alle aspirazioni autonomistiche di Cassibile. Fino a qualche anno fa Cassibile centro agricolo di una certa importanza sognava uno sviluppo turistico-ricreativo con pub e pizzerie che attraevano i giovani di tutta la provincia. Poi due inquietudini tipiche del modo globalizzato secondo molti operatori del settore ne frenarono il suo naturale sviluppo. In principio fu il Mostro
Alcuni delitti con un fucile da caccia calibro 20 furono legati da fantomatici moventi moralizzatori, un giustiziere che colpiva nei periodi festivi; nulla però è stato mai dimostrato e i delitti sono rimasti impuniti.
A Cassibile a lungo rimase appiccicata l’etichetta di paese del mostro. Con relative ricadute negative in ogni settore. Ed oggi la questione immigrazione. Agli immigrati che venivano a lavorare stagionalmente e che si sono stabiliti nel paese dove vi è anche un luogo di culto mussulmano si sommano le successive ondate che complice il bel tempo arrivano in Sicilia. A Cassibile vi è anche un centro di accoglienza ed ormai i migranti, troppi per un posto così piccolo, sono parte integrante del paesaggio. La popolazione locale ha dato grande prova di accoglienza, ma il numero crescente sembra cominciare a pesare. Moltissimi sono eritrei e fuggono dal loro paese devastato. Sono l’ex Africa Orientale Italiana e qualcuno conosce un po’ d’italiano dai loro nonni. Dormono in campagna, sotto gli ulivi, prendono l’acqua alla fontanella e si vedono lungo la strada provinciale a tutte le ore. Non si sa come andrà a finire; è la testimonianza però dell’assoluta incapacità di affrontare il fenomeno da parte dei vari governi che in Italia si sono succeduti. Di certo i problemi vengono scaricati sulle piccole comunità locali con effetti disastrosi. E sulle forze dell’ordine che con abnegazione sono spesso sole ad affrontare problemi epocali.
Una zona dalle grandi possibilità di sviluppo, una comunità di persone serie e laboriose paga un prezzo che non gli compete. Sullo sfondo una mostra sull’armistizio con cimeli vari a cui credo seguirà l’annuale convegno; la proposta di un Museo dell’Armistizio non sembra aver avuto seguito nelle amministrazioni locali. Passiamo la parola a Santi Pricone giornalista, membro del Limes Club che ha curato un approfondimento sulle vicende di Cassibile vero paradigma dell’Italia contemporanea.
La vera storia di Cassibile: Anche senza l’armistizio, la frazione di Cassibile un posto nella storia se lo sarebbe comunque guadagnato. I primi insediamenti, nel luogo, risalgono infatti all’età del bronzo ad opera dei Siculi, che vi si stabilirono all’imbocco interiore di una località denominata Cava Grande, e precisamente fra il Cugno Fazio e il Cugno Mola, due promontori dei monti Iblei. Del passaggio dei siculi è rimasta ricca testimonianza: una necropoli di circa duemila tombe, scavate nella roccia, che conferiscono al sito una notevole valenza archeologica. Numerosi reperti ossei, ceramici e metallici databili fra il 1000 e l’850 a.C. sono stati recuperati in loco e sono oggi esposti presso il museo archeologico “Paolo Orsi” di Siracusa.
L’origine del nome “Cassibile” potrebbe derivare dall’arabo “Cassah”, termine che indicava una vasta insenatura scavata dal fiume Manghisi-Cassibile a nord del territorio della frazione, o dal greco “Kakiparis”: così i coloni corinzi battezzarono il fiume e il sito, spostandovisi a causa dell’eccessivo popolamento dell’isolotto di Ortigia, l’attuale centro storico di Siracusa. Nella lunga marcia di avvicinamento delle vicende cassibilesi ai giorni nostri una “memoria storica” ci ha fatto sapientemente da guida, il professore Emanuele Baronetto, per 25 anni vicepreside dell’istituto comprensivo della frazione, cultore di storia locale ma anche di teologia, per lungo tempo formatore dei catechisti nella Parrocchia di Cassibile ed un impegno politico da consigliere comunale socialista (capogruppo) a Siracusa dal 1970 al 1975. Il professore ci racconta come nel corso dei secoli il territorio di Cassibile sia stato posseduto da numerose delle maggiori famiglie feudali siciliane. Già alla fine del XIV secolo la Baronia di Cassibile era di pertinenza dei Moncada, per poi passare agli Arici, ai Lanza, agli Speciali, ai Branciforte. Nel 1797 dalla Baronia si passò al Marchesato, con l’avvento dei Loffredo. Tuttora i discendenti di questa famiglia possiedono il feudo, nei suoi mutati confini.
Nel 1840 il marchese Silvestro Loffredo diede il via alla costruzione di una borgata che potesse soddisfare il fabbisogno della popolazione rurale che lavorava nei suoi grandi possedimenti. Il borgo che nacque comprendeva 99 abitazioni, una locanda con fondaco, la stazione dei Carabinieri Reali e la chiesa della Sacra Famiglia. Col passare degli anni, gli abitanti del borgo, spinti dal bisogno di possedere una casa propria, acquistarono appezzamenti di terreno a nord del borgo stesso. Sorgeva così il primo vero e proprio agglomerato urbano, destinato ad espandersi fino all’assetto attuale della circoscrizione. L’immigrazione che ha popolato Cassibile fino ai 5.134 abitanti attuali ha matrice agricola. Cassibile era base logistica del ceto bracciantile che lavorava alla raccolta stagionale degli ortaggi: giungeva manodopera dalle province di Messina, Ragusa, Agrigento, Caltanissetta, Palermo e dal vicino Comune di Avola.
Quando fece irruzione l’evento epocale, il territorio di Cassibile si vide all’improvviso associato alla diplomazia internazionale.
<<Cominciamo a svelare – racconta Baronetto – che l’armistizio fra l’Italia e gli alleati fu siglato non l’8 settembre del 1943 ma il 3, cinque giorni prima. Ancora molte persone del posto sono convinte che la firma fu apposta nelle case di proprietà del Marchese lungo il fiume Manghisi-Cassibile, ma così non fu. In contrada San Michele, area vicino alla quale oggi insiste lo scalo ferroviario di Santa Teresa Longarini, nelle vicinanze di una villa-fortezza del 1500, avvenne lo storico incontro fra i generali Giuseppe Castellano per l’Italia e Bedell Smith per gli alleati: lì fu messo nero su bianco relativamente alla resa incondizionata dell’Italia. In quel luogo fu eretto un monumentino con quattro pilastrini che sorreggevano un’iscrizione con la data dell’evento. Un manufatto che andò completamente distrutto, dai vandali, forse, o più probabilmente da chi non accettò quell’atto.
L’8 settembre l’accordo fu reso pubblico per radio, da Eisenhower prima e da Badoglio poi>>. Il professore Baronetto, classe 1932, in quei giorni dell’estate 1943 aveva 11 anni, e ricorda come da Canicattini Bagni, suo paese d’origine, in provincia di Siracusa, si distinguessero alte in lontananza le colonne di polvere dei mezzi militari alleati che avanzavano nel territorio, dopo lo sbarco di luglio. <<Passarono anche dal corso centrale di Canicattini – dice Baronetto -, lanciando stecche di cioccolato e sigarette in confezioni di latta. Mi precipitai anch’io per recuperare qualcosa, ma un bambino di 11 anni aveva poche chances di fare un buon bottino>>.
Ma quelli furono anche i giorni del “sacco” di Villa San Metodio, un edificio storico appena fuori Canicattini, attualmente utilizzato come sede estiva del Seminario arcivescovile di Siracusa. Vi era stato allocato un contingente italiano, sbandatosi al passaggio degli alleati. La popolazione del paese non perse tempo a raggiungere la Villa abbandonata, impadronendosi di tutto il possibile: la molla era la fame, ma purtroppo scattarono arresti e denunce”. Forse fu un angelo dal cielo, invece, a tutelare l’incolumità dell’11enne Emanuele Baronetto. <<Scoprii in un nascondiglio – ci racconta ancora – delle bombe a mano di colore rosso, le scambiai per lattine di salsa o di pomodori e ne feci incetta. Tornai a casa con gli indumenti carichi di bombe, con immenso spavento per mio padre, che con tanto sangue freddo mi “bonificò”>>..


OTTO SETTEMBRE
L’otto settembre è giorno memorando
Volta la fronte all’invasor nefando
L’Italia con l’antico suo valore
alla vittoria guidò il vincitore.
Curzio Malaparte
DUE MODI DI VINCER LA GUERRA
La guerra è sempre un gioco di denari,
specie le guerre in stile liberty.
Gli Americani compran gli avversari,
noi li vendiamo: il gioco è tutto qui.
Curzio Malaparte
MADRIGALE
Se il cuore è forte e il sangue è rosso e cupo,
anche in Italia l'uomo all'uomo è lupo.
Oggi che il sangue è giallo e il cuore inerme,
anche in Italia l'uomo è all'uomo verme.
Curzio Malaparte