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  1. #11
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    allarghiamo il discorso.

    da piccolo sentivo un'affinità emozionale verso l'irlanda, paese cattolico, oppresso per secoli dall'inghilterra e in cui un anelito di liberazione che trovavo giustificato, si intrecciava con la "mia" fede.

    l'irlanda era una terra verace, cattolica. una cosa bella. addirittura l'aborto era proibito per costituzione! Cavolo, per COSTITUZIONE! capito? altro che l'italia. lì sì che un cattolico era fiero.

    oddio, a me poi piacevano le leggende irlandesi, la musica. la stessa fierezza cattolica dei polacchi mi lasciava indifferente. o dei messicani, o dei bravi borghesi sudamericani.

    era più una fascinazione emozionale di un adolescente, che l'affermazione "l'unico paese buono è quello cattolico!".

    per cui io posso capire che di fronte a fatti o idee che stridono con quello in cui uno crede si dica "echekatz!!!! a bolzano mettono le ranocchie sulla croce? e allora viva malta, dove fanno le processioni e tutti si fanno il segno della croce!"
    posso capirlo, perchè è come i vecchi che all'osteria si lamentano che i giovani di oggi sono maleducati.

    è l'espressione di un disagio di fronte alla realtà.
    siccome la realtà in cui vivo mi disturba (ossia non è come IO la vorrei), allora mi lamento. e vedo migliori altre realtà dove mi pare di vedere quello che IO voglio vedere.

    la nonna di mia moglie diceva sempre che Singapore era un paese bellissimo, perché nessuno butta le cartacce per strada.
    e ti credo che non lo fanno. se la butti ti sbattono in galera!
    io a lei non dicevo nulla. la gente ha il diritto di brontolare e lamentarsi, soprattutto gli anziani a cui si DEVE rispetto.
    però quando la stessa cosa la dice un altro io rispondo sempre che preferisco la cartaccia per terra, a uno in galera.

    fuori di metafora.
    a me che uno stato inserisca nella sua costituzione "sono uno stato cattolico" non piace.
    che senso ha?
    è come se uno nella sua carta di identità dovesse inserire il dato "religione: cattolica".
    non ha senso per me. la religione non è un "dato". è un valore che si vive, e che deve emergere dall'insieme di atti e scelte.

    idem per uno stato.
    è ridicolo dire "quello (o questo) stato è cattolico." uno stato non deve avere una religione. uno stato al massimo deve avere un'idea di società, mirata a garantire il massimo benessere possibile ai suoi abitanti (stanziali o di passaggio), e il massimo di possibilità di crescita/sviluppo alle persone e alle attività.
    il tutto minimizzando il più possibile i sacrifici, ossia ponendo in essere solo quelli veramente necessari alla situazione e al'obiettivo (ovvio che nella situazione X saranno necessari più sacrifici, e allora lo stato avrà il diritto di richiederli)

    massimo benessere e minimi sacrifici.
    questo è quello che uno stato deve avere come obiettivo.

    la cattolicità o meno, la musulmanità o meno, la induisità o meno sono cose che attengono alla persona.

    e concludo: rimpiangere, o aspirare a stati "veramente cattolici" è una cosa inutile, e direi anche dannosa.

    cattolico significa Universale. e significa sia universale come valore, che universale come spazialità.

    l'unico stato davvero cattolico potrebbe essere la terra, non certo malta, l'irlanda, o l'italia

  2. #12
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    Personalmente concordo largamente con quanto detto da Bottero, ma mi sorge immediatamente una domanda: E QUINDI ?. Un conto è dichiarare nella costituzione il cattolicesimo religione di stato un altro testimoniare nella medesima carta ad esempio che il cristianesimo e nel caso di Malta il cattolicesimo sic et simpliciter, sono le fondamenta di quel popolo. Dire come fa Bottero che l'esser cattolici, islamici o induisti sono cose che riguardano la persona e non la terra sotto i nostri piedi può essere una cosa persino ovvia a patto che con questo principio non si tenda ad escludere il fatto religioso del singolo e tantomeno di un popolo dalla vita quotidiana, riducendolo a mero fatto privato da viversi nella propria coscienza (o al massimo in sacrestia) o peggio a evento folkloristico estivo.

  3. #13
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    Dire come fa Bottero che l'esser cattolici, islamici o induisti sono cose che riguardano la persona e non la terra sotto i nostri piedi può essere una cosa persino ovvia a patto che con questo principio non si tenda ad escludere il fatto religioso del singolo e tantomeno di un popolo dalla vita quotidiana, riducendolo a mero fatto privato da viversi nella propria coscienza (o al massimo in sacrestia) o peggio a evento folkloristico estivo.

    ma infatti chi pretende di ridurre la religione a fatto PRIVATO (penso al gruppo di "intellettuali" che parlano e sparlano su Micromega, ad esmpio), e non PERSONALE, che osno due cose diverse, dice una gran corbelleria.

    il fatto, o vissuto religioso (perché il religioso o è un vissuto, o non è) proprio perché è personale è anche pubblico, mai privato.

    ma da questo a dire che uno stato deve essere Cattolico, o Pastafariano, o Odinista, o Jedi, ce ne vuole.

  4. #14
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    A questo punto dovremmo chiederci se l'espulsione dei principi cattolici dal modus vivendi delle persone di questo paese, cioè la progressiva laicizzazione dell'Italia sia stato un progresso per la nostra società. Il cattolico che ritiene che lo stato debba essere laico dovrebbe essere contento di questo stato di cose, visto che da quarant'anni a questa parte è stata tutta una discesa.
    La laicità non riusciremo mai a definirla perché è magmatica e in continuo movimento: e senza principi morali saldi, il peccato originale fa sì che il movimento sia solo ed esclusivamente centrifugo, verso un sempre maggiore lassismo (divorzio, aborto, matrimoni omosessuali, incesto, pedofilia, etc, etc). La laicità (la a-confessionalità) richiede sempre maggiori spazi, svincolati da una legge eterna e legati solo alla dialettica tra le parti, dove tutto o quasi tutto è possibile.
    Coloro che si preoccupano della poca eleganza di una formula come la "religione di stato", in realtà cedono all'inganno del politicamente corretto. Si chiedono: allora quegli stati dove religione di stato è l'Islam? E allora? L'Islam non è mica male assoluto: se il Padre Eterno concede ad una religione 1.400 anni di vita e un vasto seguito tra le nazioni [Gen. 17, 20-21 [20]Anche riguardo a Ismaele io ti ho esaudito: ecco, io lo benedico e lo renderò fecondo e molto, molto numeroso: dodici principi egli genererà e di lui farò una grande nazione. [21]Ma stabilirò la mia alleanza con Isacco...], qualcosa di buono ce l'avrà, badate che al nazionalsocialismo e al comunismo è stato accordato molto meno...

    Che senso ha uno stato pieno zeppo di Chiese cattoliche dalle Alpi alla Sicilia (l'Italia), dove il più piccolo paese e frazione ne ha 1 o 2, che non può dirsi cattolico sulla carta fondamentale? Allora radiamole al suolo, no? Oppure costruiamoci vicino altrettante moschee...
    E' come se una donna bellissima volesse schermirsi dicendo: "In realtà non sono affatto bella. Anzi non sono affatto donna..". Suvvia...a tutto c'è un limite, perbacco...Un paese come l'Italia ove il cattolicesimo non è religione di stato è una bestemmia "laica", oserei dire.

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da Lotari Visualizza Messaggio
    A questo punto dovremmo chiederci se l'espulsione dei principi cattolici dal modus vivendi delle persone di questo paese, cioè la progressiva laicizzazione dell'Italia sia stato un progresso per la nostra società. Il cattolico che ritiene che lo stato debba essere laico dovrebbe essere contento di questo stato di cose, visto che da quarant'anni a questa parte è stata tutta una discesa.
    La laicità non riusciremo mai a definirla perché è magmatica e in continuo movimento: e senza principi morali saldi, il peccato originale fa sì che il movimento sia solo ed esclusivamente centrifugo, verso un sempre maggiore lassismo (divorzio, aborto, matrimoni omosessuali, incesto, pedofilia, etc, etc). La laicità (la a-confessionalità) richiede sempre maggiori spazi, svincolati da una legge eterna e legati solo alla dialettica tra le parti, dove tutto o quasi tutto è possibile.
    Coloro che si preoccupano della poca eleganza di una formula come la "religione di stato", in realtà cedono all'inganno del politicamente corretto. Si chiedono: allora quegli stati dove religione di stato è l'Islam? E allora? L'Islam non è mica male assoluto: se il Padre Eterno concede ad una religione 1.400 anni di vita e un vasto seguito tra le nazioni [Gen. 17, 20-21 [20]Anche riguardo a Ismaele io ti ho esaudito: ecco, io lo benedico e lo renderò fecondo e molto, molto numeroso: dodici principi egli genererà e di lui farò una grande nazione. [21]Ma stabilirò la mia alleanza con Isacco...], qualcosa di buono ce l'avrà, badate che al nazionalsocialismo e al comunismo è stato accordato molto meno...

    Che senso ha uno stato pieno zeppo di Chiese cattoliche dalle Alpi alla Sicilia (l'Italia), dove il più piccolo paese e frazione ne ha 1 o 2, che non può dirsi cattolico sulla carta fondamentale? Allora radiamole al suolo, no? Oppure costruiamoci vicino altrettante moschee...
    E' come se una donna bellissima volesse schermirsi dicendo: "In realtà non sono affatto bella. Anzi non sono affatto donna..". Suvvia...a tutto c'è un limite, perbacco...Un paese come l'Italia ove il cattolicesimo non è religione di stato è una bestemmia "laica", oserei dire.
    Stasera mi sento di concordare un pò con tutti e quindi sono d'accordo in linea di massima con quanto dici, tuttavia non credo che il definire il cattolicesimo religione di stato nella nostra costuituzione ci porterebbe reali vantaggi, del resto esiste una costituzione materiale e una formale e una sana dose di realismo mi dice che anche questa affermazione farebbe la fine di tante altre affermazioni, più o meno tonitruanti, che per un motivo o per l'altro sono restate lettera morta. Nè credo che questo principio costituzionale anche riportato fin dal principio avrebbe arrestato in alcun modo quella spinta centrifuga a cui tu accenni. Noi cattolici le nostre battaglie, le nostre testimonianze di vita le dobbiamo fare senza aspettarci ripari e protezioni (a mio parere fittizie) come quelle del dettato costituzionale.
    Dobbiamo agire soprattutto sul piano culturale e -come dicevo- su quello della testimonianza, testimonianza che si gioca in primis nelle opere. Questa evidenza mi è apparsa chiara come mai quando a fine agosto ho visitato il Meeeting di Rimini e allora con tutto il rispetto dovuto alla Costituzione non mi interessa più di tanto se in essa la religione cattolica sia definita o meno come religione di stato. Altro, come detto prima, sarebbe stato se la Costituzione avesse riconosciuto le radici cristiane e cattoliche della nostra terra nel pieno rispetto e nella piena libertà attiva e passiva di chi cattolico o cristiano non è. Ma onestamente pretendere questo venendo da un Risorgimento quale il nostro e con la necessità di un compromesso fra l'esperienza cattolica, quella socialcomunista e quella liberalrisorgimentale sarebbe andato oltre le umane possibilità dei nostri padri costituzionali

  6. #16
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    "Sarebbe" ... "se avesse" ...
    Sappiamo che così non è stato è non è.
    Ma allora, che senso ha la quotidiana capitolazione nei confronti di uno Stato (la repubblica italiana) che è anti-cristiano fin dal midollo (in maniera sottile, s'intende, non grossolana come il bolscevismo)?
    Se si spera che i nipotini di Cavour cadano da cavallo sulla via di Damasco ... campa cavallo che l'erba cresce.

  7. #17
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    Sì, è vero quel che dici, Mappo. In effetti mettere all'articolo 1 dello Statuto Albertino che la religione di stato era quella "cattolica apostolica romana" non impedì quel Risorgimento (anche se lì c'era una reale "riserva mentale", un inganno vero e proprio). E di fatto, il Concordato del 1984 ha semplicemente sancito la fine di una situazione scandalosa - nel senso di scandalum cristiano -: il cattolicesimo come religione di una Repubblica che aveva già detto due gravi sì, al divorzio e all'aborto di Stato. Ma si è trattato di un suicidio.
    Difatti, io continuo a pensare che "calare dall'alto" (che brutto termine..) il vincolo della religione di Stato produce più frutti rispetto ad un insieme - anche molto numeroso - di persone che testimoniano. Ci sono scandali? C'è il divorzio o l'aborto? Ok, ma la deriva ad un certo punto si arresta. Così invece no. Se non c'è questa "rete di protezione" il semplice fatto che comunque "ci sono molti cattolici" non è basta ad evitare che la nostra religione sia poco più di una semplice opinione, non gli dà la forza che dovrebbe avere. Insomma, in alcuni casi la forma è più importante della sostanza (nel senso che aiuta come nessun altra al "raggiungimento" di quella sostanza). Questo è uno di quelli. Ma tanto ormai non si può più tornare indietro. Prima c'erano più remore: ora, scomparso pure il riferimento scritto, non ce ne sono più.

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da Lotari Visualizza Messaggio
    .................
    Difatti, io continuo a pensare che "calare dall'alto" (che brutto termine..) il vincolo della religione di Stato produce più frutti rispetto ad un insieme - anche molto numeroso - di persone che testimoniano. Ci sono scandali? C'è il divorzio o l'aborto? Ok, ma la deriva ad un certo punto si arresta. Così invece no. Se non c'è questa "rete di protezione" il semplice fatto che comunque "ci sono molti cattolici" non è basta ad evitare che la nostra religione sia poco più di una semplice opinione, non gli dà la forza che dovrebbe avere. Insomma, in alcuni casi la forma è più importante della sostanza (nel senso che aiuta come nessun altra al "raggiungimento" di quella sostanza). Questo è uno di quelli. Ma tanto ormai non si può più tornare indietro. Prima c'erano più remore: ora, scomparso pure il riferimento scritto, non ce ne sono più.
    Eh sì perchè a Dio è la forma che interessa, non la sostanza!
    Spero vi rendiate conto di quello che state dicendo perchè altrimenti Gesù ha che è venuto a raccontarci di nuovo?
    Dai, puliamo il piatto di fuori e imbianchiamo i sepolcri che va abbastanza bene anche così, e noi ce ne stiamo belli tranquilli e protetti dalle brutture del mondo lontano! Non credevo di poter ancora sentir dire da un cristiano, perchè, non dimentichiamoci mai che un cattolico, oltre che essere tale è, ancor prima, battezzato come CRISTIANO, che la forma è più valida della sotanza.
    La forma non ha mai convertito nessuno, ed è di con-versione che ha bisogno il mondo di oggi, noi inclusi e per primi.
    Gesù non ha mai costretto nessuno a seguirlo e l'amore verso Dio non lo imponi per legge; ma cos'altro volete che importi al Signore Iddio?
    Io non riesco a capire....

    Morthysia

  9. #19
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    Non ho detto che la forma è superiore alla sostanza, ma che la forma può aiutare molto per conseguire la sostanza (che è sempre la salvezza delle anime), nel senso di salute spirituale, di contenimento degli scandali, di esempio che si dà…Le nazioni hanno una grande responsabilità in tutto questo perché il cittadino legge intimamente qualcosa di sacro e rispettabile nelle leggi delle nazioni (vedi l’«Apologia di Socrate» di Platone). Un giovane cittadino – sulla base dell’educazione civica imparata a scuola - potrebbe ritenere buona, in mente sua, una legge intrinsecamente “cattiva” perché ha intimamente il senso della legalità e della guida rappresentata dallo Stato. Come vedi, uno Stato che non faccia un riferimento, anche indiretto, alla divinità corrompe progressivamente la società, con effetti dilaganti (non sto a ricordare Tocqueville e Burke oppure il motto «In God We Trust»). Lo «scrivere», il mettere nero su bianco, ha un suo valore.

    Se un anticattolico è sempre vissuto in uno stato la cui religione è il cattolicesimo un po’ si rassegnerà, no? Perderà la baldanza, sotterrerà, almeno a metà, l’ascia di guerra… Un po’ perché, in mente sua, riconosce che quella religione può vantare dei diritti, un po’ perché vede la strada terribilmente in salita. Se un parlamentare e volesse fare una proposta di legge insana, avrà invece un po’ di verecondia, ci penserà due volte, no? (vedi Brunetta ieri) Magari ripensa alla sua vita, anche se dovesse vivere nell’incomprensione, tutto questo è importante per la sua anima oltre che per non dare scandalo e corrompere le vite dei giovani col cattivo esempio. Pensi che uno Stato non abbia il dovere di fare una cosa del genere? Se non c’è più almeno la «sanzione sociale», dove sta il deterrente?

    Oggi è impossibile conservare il cattolicesimo come religione di stato perché la storia ha un suo «divenire», ma qui mi pare di capire che la questione si ponga in termini assoluti: cioè che «non è giusto che esista una religione di Stato». Qualcuno ha detto: a me l’Italia così com’è va bene. Può andar bene anche a me..ma mi limito a dire che non è mica vero che lo Stato lascia fare quel che si vuole in ambito morale… Pensiamo al diritto agli «alimenti» e ai molti uomini finiti sul lastrico per effetto dei divorzi, beh questo è un grosso deterrente a divorziare visto che oggi con uno stipendio solo si muore di fame...(Il divorzio è sempre stato una roba per ricchi, oggi invece divorziano tutti. Boh). Però siccome è «politicamente corretto» difendere il «tenore di vita della donna» (la disoccupazione femminile e bla bla) anche se lei guadagna più di lui, tutto questo è concesso. Però se si dicesse: divorziare produce un danno incalcolabile ai figli e alla moralità pubblica, dunque è reato** e c’è una limitata ammenda a carico di ambedue i coniugi, non va più bene perché c’è di mezzo la religione. Non importa che è più equo, c’è la religione, dunque non va bene.

    Non dimentichiamo Costantino e Teodosio..Fu un atto scritto a consentire al cristianesimo di sostituire il paganesimo come religione di Stato e di non essere trattato più come superstizione. E si trattò di una scelta soprattutto politica, una scelta di ordine pubblico oltre che di «propiziarsi la divinità». Ma fu fondamentale. Cosa aveva prodotto, fino ad allora, il «dare l’esempio» dei cristiani? Dare l’esempio serve soprattutto, in termini soteriologici, a sé stessi…è difficile che tu riesca a convertire qualcosa col buon esempio, se non gli dai un «buon ambiente» nel quale «è bello essere cristiani». Mi pare che l’entusiasmo di chi ha aperto questo 3D dica proprio questo…

    ** P.S.: per il reato il codice penale prevede anche pene pecuniarie, non per forza la galera

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da luigi maria op Visualizza Messaggio
    Hoavuto La Fortuna Di Visitare Il Bell Arcipelago Maltese Questa Estate E Ho Avuto Modo I Costatae Il Forte Attaccamento Mariano E Cristiano Della Popolazione Le Croci Maltesi Ed I Vessilli Religiosi Erano Presenti Ovunque Anche Sui Tram!il60 Per Cento Circa Della Popolazione è Osservante Cattolico!non C è Il Divorzio E L Aborto Legale Edil Cattolicsimoè Considerato Dalla Costituzione Repubblicana Religione Ufficiale!vi Sono Chiese Molto Imponenti E Maestose!le Processioni Dei Patroni Sono Realmente Stupende!
    sinceramente trovo illogico vietare il divorzio e accettare la separazione legale... non credo che uno stato che approva la separazione legale sia da considerarsi effettivamente cattolico...

    inoltre non credo sia cristiano negare l'aborto anche quando la madre è in pericolo di vita...

 

 
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