Pagina 2 di 2 PrimaPrima 12
Risultati da 11 a 15 di 15

Discussione: No Dal Molin

  1. #11
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Jul 2004
    Località
    Roma
    Messaggi
    21,394
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Il sole è a Vicenza







    [...] A Vicenza, oggi, è stata una splendida giornata di sole; e il calore della partecipazione ci ha scaldato ancora una volta, scacciando le nubi che, minacciose, avrebbero voluto addensarsi sul cielo della città [...]





    Il cielo è grigio, la pioggia cade incessante da questa mattina su Vicenza; ma tra le strade della città berica è tornato a splendere il sole. Ottomila persone hanno sfilato lungo i quatto chilometri di percorso, da Piazza Matteotti al Festival No Dal Molin, sotto la pioggia e, in alcuni momenti, sotto la grandine.

    Una manifestazione che faceva paura a tanti; a partire dal questore Sarlo che una settimana fa aveva fatto caricare i cittadini che, pacificamente, volevano costruire una torretta d'osservazione all'esterno del perimetro del Dal Molin. Non gli era piaciuta, all'uomo mandato a Vicenza per stroncare il movimento No Dal Molin, l'idea che occhi indiscreti potessero scrutare cosa avviene all'interno del territorio che gli statunitensi vorrebbero militarizzare. E così, forte di decine di uomini in assetto antisommossa, aveva fatto prendere a calci donne e uomini che, seduti per terra, volevano difendere il simbolo del diritto della città a sapere cosa avviene ai confini delle proprie mura storiche. Oggi quella torretta è stata costruita e legittimata dalla partecipazione democratica di migliaia di persone; al questore Sarlo, indesiderato a Vicenza perché portatore della violenza, non è restato che stare a guardare la democrazia che si riprende i suoi spazi.

    Faceva paura a tanti, questa manifestazione, perché era chiaro ed evidente che, questa, sarebbe stata una giornata partecipata, attraversata da tanti vicentini che vogliono difendere non solo la propria terra, ma anche il proprio diritto a esprimersi attraverso la consultazione popolare che il governo vorrebbe delegittimare. «Incompatibile con gli indirizzi politici del governo», aveva scritto Silvio Berlusconi riferendosi alla consultazione popolare; e incompatibili, per questo governo, sono anche i vicentini che da due anni rivendicano il diritto di poter decidere il futuro della propria terra.

    Delegazioni sono arrivate da tutta Italia; dalla Val di Susa, da Chiaiano, da Mattarello e da tanti altri territori nei quali ci si batte per la difesa della terra e dei beni comuni. Chi pensava di chiudere la vicenda vicentina con una lettera intimidatoria e con una carica della polizia è stato, ancora una volta, smentito. A Vicenza, oggi, è stata una splendida giornata di sole; e il calore della partecipazione ci ha scaldato ancora una volta, scacciando le nubi che, minacciose, avrebbero voluto addensarsi sul cielo della città.






    http://www.nodalmolin.it/notizie/notizie_235.html

  2. #12
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    14 Jun 2009
    Messaggi
    11,188
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    5 OTTOBRE 2008 - REFERENDUM “NO DAL MOLIN”: SI, CONTRO LA BASE DI GUERRA

    L’Amministrazione comunale di Vicenza ha fissato per il 5 ottobre il referendum che chiamerà i cittadini a pronunciarsi sul seguente quesito: “È lei favorevole alla adozione da parte del consiglio comunale di Vicenza, nella sua funzione di organo di indirizzo politico amministrativo, di una deliberazione per l'avvio del procedimento di acquisizione al patrimonio comunale, previa sdemanializzazione, dell'area aeroportuale “Dal Molin” - ove è prevista la realizzazione di una base militare statunitense - da destinare ad usi di interesse collettivo?”.
    Noi non siamo troppo amanti dei referendum. In una società in cui i mezzi per la formazione del consenso sono tutti in mano alle forze politiche e sociali dominanti, la possibilità di ribaltare gli esiti attraverso il voto (elettorale o referendario) è sempre molto remota. Tra l’altro, quello del 5 ottobre, è un referendum consultivo che non ha effetti pratici diretti, anche nel caso in cui venisse vinto da chi si oppone al Dal Molin militare (visto che, tra l’altro, l’acquisto dell’area da parte del Comune è subordinato - come dice il quesito - alla sdemanializzazione dell’area e Berlusconi ha già dichiarato che lo Stato non ha alcuna intenzione di sdemanializzare, cioè di vendere).
    Ma ormai il referendum è promosso e si tratta di esprimere una posizione che per noi, a questo punto, è quella del SI.
    SI ad andare a votare, SI nel voto del 5 ottobre, SI, soprattutto, a sviluppare una campagna di sensibilizzazione, non solo sugli effetti ambientali ed urbanistici della costruzione della base, ma soprattutto sui suoi effetti politici, sociali, culturali.
    Perché il nuovo sindaco Variati abbia voluto il referendum è abbastanza facile intuirlo. Se vince il NO il centro-sinistra avrà mano libera nell’accelerare l’avvio dei lavori (che lo coinvolgono non solo per la propria subalternità politica agli USA, ma soprattutto in quanto a costruire saranno anche le “cooperative rosse”); se vince il SI la “patata bollente” dal punto di vista politico-mediatico passa nelle mani di Berlusconi che confermando il via libera ai lavori dovrà mettersi, gioco forza, contro “la città di Vicenza”. E in ogni caso, Variati farà la bella figura di chi ha voluto ascoltare la voce dei cittadini, cosa che Hüllweck non ha voluto fare. Insomma, comunque vada, Variati ci ricava qualcosa, e senza ostacolare i piani americani. Per il nuovo Sindaco di Vicenza si tratta, in sostanza, di una battaglia contro Berlusconi e non certo contro la costruzione della base (a cui il governo Prodi - dal PRC a Mastella -, è bene non dimenticarlo, aveva dato a suo tempo il via libera). È questo che spinge Berlusconi ad esprimere platealmente la propria avversione al referendum e a chiederne l’annullamento.
    Variati tenta di impostare la questione Dal Molin nei termini di una questione amministrativa (“compriamo l’area e ci facciamo attività sociali”) per evitare che il referendum diventi una battaglia pro/contro la politica di guerra degli USA; ecco perché noi, al contrario, riteniamo che si debba politicizzare il più possibile il referendum chiedendo ai vicentini di esprimersi non solo e non tanto sull’impatto ambientale-urbanistico della base, quanto soprattutto sul suo impatto politico-sociale e umano, di esprimersi pro o contro la costruzione di basi che servono a garantire gli interessi economici e strategici dell’imperialismo, in particolare quello statunitense, e che sono la causa del massacro di intere popolazioni, alle quali abbiamo portato “pace e democrazia” a colpi di uranio impoverito, fosforo bianco o torture come ad Abu Ghreib.
    Ecco perché noi non chiameremo i cittadini di Vicenza a dire sì o no al quesito posto da Variati, ma a dire sì o no al seguente quesito: “Cittadini di Vicenza, volete voi la costruzione o l’ampliamento di basi militari americane sul vostro territorio che oltre a creare problemi di impatto ambientale di vario genere, sono destinate ad essere usate in interventi di guerra che hanno il solo scopo di difendere e promuovere gli interessi economici del capitalismo USA (e non solo), depredando le ricchezze di altri popoli con la scusa di portare loro la democrazia?” Quando voteremo sì, facciamolo per queste ragioni senza abbassarci, anche se per ragioni opposte, all’infimo livello dei sostenitori del NO (ovvero del SI Dal Molin) disposti, per qualche spicciolo, a vendere ogni ragione di umanità e di civiltà.
    Un referendum vinto per evitare l’aumento del traffico e non per evitare la morte di centinaia di migliaia di persone innocenti non servirebbe a nulla, neppure se avvenisse il miracolo e alla fine la base non si costruisse. Sul terreno dell’egoismo non cresce certo la pianta della solidarietà. E noi non avremo mai nessuna comprensione per chi vuole il giardino pulito senza preoccuparsi se altri vivono nelle discariche. Tanto varrebbe, nel caso, mandare al diavolo i vicentini e le loro preoccupazioni sulla perdita di valore commerciale degli immobili.
    Ma se Vicenza, dicendo no al Dal Molin militare, dirà no alla guerra dell’imperialismo allora avrà dato un grande messaggio di civiltà; certo, il referendum è solo un passaggio, la battaglia andrà comunque avanti, anche se il referendum venisse vinto, anche se la base venisse costruita. Perché sempre ci sarà bisogno di lottare contro la guerra del capitale e per una nuova società, sempre ci sarà bisogno di lottare contro la morte, per la vita.

    Alto Vicentino, settembre 2008
    Gruppo promotore per un Coordinamento antimperialista antifascista dell’Alto Vicentino
    Per informazioni contattare: EMAIL: c_aaav@alice.it
    TEL: 340.4063172 (Vicenza) – 348.2900511 (Schio) – 340.4947998 (Bassano del Grappa)
    c/o Centro Brecht – Schio – Vi

  3. #13
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    14 Jun 2009
    Messaggi
    11,188
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Vicenza: cariche per far saltare consultazione

    La violenza della polizia contro cittadini seduti e inermi di sabato scorso va letta come conseguenza diretta della lettera che Silvio Berlusconi ha inviato al Sindaco Variati, invitandolo ad annullare la consultazione popolare.
    Il Governo vuole “estirpare alla radice il dissenso locale”, come chiedeva un anno fa il commissario Costa. È evidente il tentativo di far saltare la consultazione popolare del prossimo cinque ottobre attraverso le pressioni politiche e la repressione violenta degli oppositori al progetto statunitense. Evidentemente, a Roma, temono la partecipazione civica dei vicentini.
    La versione minimizzante che la Questura sta tentando di spacciare sui fatti di sabato scorso è ridicola: i filmati pubblici raccontano con dovizia di particolari le violenze gratuite contro i manifestanti seduti per terra. Evidentemente Sarlo ha la coda di paglia e, dopo aver ordinato ai suoi sottoposti di dare una lezione ai vicentini, tenta di nascondere la verità: l'unico che ha violato la legalità, tradendo tra l'altro la parola data agli organizzatori, è il Questore vicentino che ha calpestato i diritti civili dei cittadini vicentini.
    Non sarà l'arroganza, ne la violenza, a fermare l'opposizione alla nuova base statunitense. Sabato prossimo – 13 settembre – una manifestazione attraverserà la città per raggiungere il Dal Molin. Un sopralluogo collettivo, per accertare che nessun lavoro sia iniziato nel segreto, ma anche una risposta a chi vorrebbe portare a Vicenza violenza e illegalità.

    Vicenza, 8 settembre 2008
    Presidio Permanente No Dal Molin
    fonte: comunicazione@nodalmolin.it

    ***

    CMC a Vicenza: Costa fermi i lavori
    Entro il 13/09 dichiarazione pubblica del Commissario di rispetto verso Vicenza
    Sappiamo che alcuni impiegati della C.m.c. di Ravenna sono a Vicenza, risiedono in appartamenti in affitto e si preparano ad allestire il cantiere al Dal Molin; di solito, nel caso di apertura di grandi cantieri, la cittadinanza viene informata: non è il caso del Dal Molin, vicenda nella quale la trasparenza è sempre stata un optional.
    Indiscrezioni di stampa hanno assegnato al commissario Costa l'ultima parola sull'accensione delle ruspe. Ci aspettiamo, entro il 13 settembre, una dichiarazione pubblica di rispetto verso la città di Vicenza: nulla deve muoversi prima della consultazione popolare del 5 ottobre e della sentenza del Tar dell'otto ottobre. Interpreteremmo il silenzio come un atto di arroganza e prevaricazione contro Vicenza.
    Sarà questo il messaggio che porteremo, giovedì 4 settembre, a Paolo Costa; per farlo ci recheremo a Venezia, alla Mostra del Cinema, un luogo particolarmente frequentato dal commissario a cui consegneremo il premio Attila d'Oro, assegnatogli per la sua capacità di distruggere territori.
    La patata bollente, ora, è nelle mani del commissario: a lui la responsabilità di rispettare la città del Palladio oppure di dichiarargli guerra calpestandone la dignità e il diritto ad esprimersi.

    Vicenza, 2 settembre 2008

    http://www.autprol.org/

  4. #14
    email non funzionante
    Data Registrazione
    27 Oct 2006
    Località
    roma
    Messaggi
    217
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Wink

    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    5 OTTOBRE 2008 - REFERENDUM “NO DAL MOLIN”: SI, CONTRO LA BASE DI GUERRA

    L’Amministrazione comunale di Vicenza ha fissato per il 5 ottobre il referendum che chiamerà i cittadini a pronunciarsi sul seguente quesito: “È lei favorevole alla adozione da parte del consiglio comunale di Vicenza, nella sua funzione di organo di indirizzo politico amministrativo, di una deliberazione per l'avvio del procedimento di acquisizione al patrimonio comunale, previa sdemanializzazione, dell'area aeroportuale “Dal Molin” - ove è prevista la realizzazione di una base militare statunitense - da destinare ad usi di interesse collettivo?”.
    Noi non siamo troppo amanti dei referendum. In una società in cui i mezzi per la formazione del consenso sono tutti in mano alle forze politiche e sociali dominanti, la possibilità di ribaltare gli esiti attraverso il voto (elettorale o referendario) è sempre molto remota. Tra l’altro, quello del 5 ottobre, è un referendum consultivo che non ha effetti pratici diretti, anche nel caso in cui venisse vinto da chi si oppone al Dal Molin militare (visto che, tra l’altro, l’acquisto dell’area da parte del Comune è subordinato - come dice il quesito - alla sdemanializzazione dell’area e Berlusconi ha già dichiarato che lo Stato non ha alcuna intenzione di sdemanializzare, cioè di vendere).
    Ma ormai il referendum è promosso e si tratta di esprimere una posizione che per noi, a questo punto, è quella del SI.
    SI ad andare a votare, SI nel voto del 5 ottobre, SI, soprattutto, a sviluppare una campagna di sensibilizzazione, non solo sugli effetti ambientali ed urbanistici della costruzione della base, ma soprattutto sui suoi effetti politici, sociali, culturali.
    Perché il nuovo sindaco Variati abbia voluto il referendum è abbastanza facile intuirlo. Se vince il NO il centro-sinistra avrà mano libera nell’accelerare l’avvio dei lavori (che lo coinvolgono non solo per la propria subalternità politica agli USA, ma soprattutto in quanto a costruire saranno anche le “cooperative rosse”); se vince il SI la “patata bollente” dal punto di vista politico-mediatico passa nelle mani di Berlusconi che confermando il via libera ai lavori dovrà mettersi, gioco forza, contro “la città di Vicenza”. E in ogni caso, Variati farà la bella figura di chi ha voluto ascoltare la voce dei cittadini, cosa che Hüllweck non ha voluto fare. Insomma, comunque vada, Variati ci ricava qualcosa, e senza ostacolare i piani americani. Per il nuovo Sindaco di Vicenza si tratta, in sostanza, di una battaglia contro Berlusconi e non certo contro la costruzione della base (a cui il governo Prodi - dal PRC a Mastella -, è bene non dimenticarlo, aveva dato a suo tempo il via libera). È questo che spinge Berlusconi ad esprimere platealmente la propria avversione al referendum e a chiederne l’annullamento.
    Variati tenta di impostare la questione Dal Molin nei termini di una questione amministrativa (“compriamo l’area e ci facciamo attività sociali”) per evitare che il referendum diventi una battaglia pro/contro la politica di guerra degli USA; ecco perché noi, al contrario, riteniamo che si debba politicizzare il più possibile il referendum chiedendo ai vicentini di esprimersi non solo e non tanto sull’impatto ambientale-urbanistico della base, quanto soprattutto sul suo impatto politico-sociale e umano, di esprimersi pro o contro la costruzione di basi che servono a garantire gli interessi economici e strategici dell’imperialismo, in particolare quello statunitense, e che sono la causa del massacro di intere popolazioni, alle quali abbiamo portato “pace e democrazia” a colpi di uranio impoverito, fosforo bianco o torture come ad Abu Ghreib.
    Ecco perché noi non chiameremo i cittadini di Vicenza a dire sì o no al quesito posto da Variati, ma a dire sì o no al seguente quesito: “Cittadini di Vicenza, volete voi la costruzione o l’ampliamento di basi militari americane sul vostro territorio che oltre a creare problemi di impatto ambientale di vario genere, sono destinate ad essere usate in interventi di guerra che hanno il solo scopo di difendere e promuovere gli interessi economici del capitalismo USA (e non solo), depredando le ricchezze di altri popoli con la scusa di portare loro la democrazia?” Quando voteremo sì, facciamolo per queste ragioni senza abbassarci, anche se per ragioni opposte, all’infimo livello dei sostenitori del NO (ovvero del SI Dal Molin) disposti, per qualche spicciolo, a vendere ogni ragione di umanità e di civiltà.
    Un referendum vinto per evitare l’aumento del traffico e non per evitare la morte di centinaia di migliaia di persone innocenti non servirebbe a nulla, neppure se avvenisse il miracolo e alla fine la base non si costruisse. Sul terreno dell’egoismo non cresce certo la pianta della solidarietà. E noi non avremo mai nessuna comprensione per chi vuole il giardino pulito senza preoccuparsi se altri vivono nelle discariche. Tanto varrebbe, nel caso, mandare al diavolo i vicentini e le loro preoccupazioni sulla perdita di valore commerciale degli immobili.
    Ma se Vicenza, dicendo no al Dal Molin militare, dirà no alla guerra dell’imperialismo allora avrà dato un grande messaggio di civiltà; certo, il referendum è solo un passaggio, la battaglia andrà comunque avanti, anche se il referendum venisse vinto, anche se la base venisse costruita. Perché sempre ci sarà bisogno di lottare contro la guerra del capitale e per una nuova società, sempre ci sarà bisogno di lottare contro la morte, per la vita.

    Alto Vicentino, settembre 2008
    Gruppo promotore per un Coordinamento antimperialista antifascista dell’Alto Vicentino
    Per informazioni contattare: EMAIL: c_aaav@alice.it
    TEL: 340.4063172 (Vicenza) – 348.2900511 (Schio) – 340.4947998 (Bassano del Grappa)
    c/o Centro Brecht – Schio – Vi
    condivido pienamente il punto di vista di Alto Vicentino: la lotta va direzionata contro l'imperialismo statunitense oltre che ai problemi ambientali conseguenti alla costruzione della base militare!!!

  5. #15
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Jul 2004
    Località
    Roma
    Messaggi
    21,394
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Vegetaryan Visualizza Messaggio
    condivido pienamente il punto di vista di Alto Vicentino: la lotta va direzionata contro l'imperialismo statunitense oltre che ai problemi ambientali conseguenti alla costruzione della base militare!!!
    Non è un caso, infatti, che i compagni del coordinamento Alto Vicentino erano presenti a Chianciano (due anni fa) e a tante altre iniziative dei comitati Iraq Libero e del Campo.

 

 
Pagina 2 di 2 PrimaPrima 12

Discussioni Simili

  1. Dal Molin Si O No ???
    Di cioppi89 nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 13
    Ultimo Messaggio: 09-11-07, 13:08
  2. Dal Molin
    Di Giovanni Diamanti nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 116
    Ultimo Messaggio: 23-08-07, 00:46
  3. dal molin
    Di alex79 (POL) nel forum Padania!
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 09-06-07, 10:29
  4. Dal molin
    Di Giovanni Diamanti nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 64
    Ultimo Messaggio: 06-02-07, 15:17
  5. Dal Molin
    Di Giovanni Diamanti nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 18
    Ultimo Messaggio: 21-01-07, 19:05

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito