Oggi, è stata una tgiornata tremenda.
Stanca, dal lavoricchio..ma non è questo il problema.Il riposo fa passare tutto.Ma ci sono certe cose che ti fanno pensare, riflettere, senza riuecire a trovare una risposta..
La preoccupazione e il dispiacere nel vedere che proprio dove c'è bisogno d'amore e cure vi è il menefreghismo fino aLLO stato massimo, ti logora, ti fa arrabiare, tanto.Ti fa pensare alle persone che stanno li, in un letto d'ospedale, immobili, oppure tutto il giorno in una carrozzina,immobile anche in quella.
Persone che già stanno m ale e che sicuramente s non hannio bisogno di ulteriori sofferenze da parte di chi svolge certe professioni per LAVORO e non come se fosse una sorta di vocazione, o se non voghliamo parlare di vocazione (che secondo il mio parere ci vuole in certi mestieri), di un briciolo di umanità.
Oggi, sono andata a dare da mangiare a mio nonno.E' ricoverato da qualche tempo, in una clinica, ma mai mi ero potura accertare della realtà in cui vivessero i pazienti, poichè non l'abbiamo mai lasciatyo solo per mangiare (a parte che da solo non riuscirebbe), ma sopratttutto perchèp dal primo momentop ci hannop detto che il personale è poco e i pazienti tanti, e quindi non avrebbero insistito due volte per cercare di fargli aprire la bocca.
Quindi x ogni colazione, x ogni pranzo, e ogni cena, c'è un figlio che lo segue.
Oggi, sono andata io, ed affianco al suo letto è arrivato un paziente nuovo, probabilmente anche lui ha avuto un ictus e una parte del corpo non riesce a muoverla.
Non c'è stato un infermiere che abbia cercato di dargli da mangiare, si è arrangiato da solo per mangiare il purea(leccando la forchetta, perchè il purea ormai era freddo e non riusciva ad inforchetarlo poichè il piatto si muoveva, spostandosi di conseguenza) , ma il formaggio CERTOSA, involto nella carta trasparente, affianco al pureà, (notevoli le norme igieniche) non avrebbe mai potuto aprirlo con una mano..
L'imbarazzo nel signore era abbastanza visibile, tutto sporco, perchè vista la sua posizione, dal tavolo alla carrozzella, c'era un sacco di spazio..e quando gli ho chiesto "beh, e l'arancia non la mangia?", mi ha risposto di si, chiedendomi se gliela avessi potuta sbucciare...Così, mia mamma dava da mangiare mio nonno, e io al signor Francesco.
Quando sono andata via mi ha ringraziato tanto.E' di un paese lontano e i parenti non possono venire in città...così, se non ci fossi stata io, avrebbe digunato...
Ma è possibile, che un infermiere, dico uno, non si ponga il problema che se si ha metà parte del corpo paralizzata, non si possa riuscire a pulire una frutta o aprire una busta di plastica?
Lo sgomento, la rabbia, la tristezza, per una situazione del genere sono incolmabili.
Persone che hanno bisogno di cure e se vogliamo anche affetto, in momenti così brutti, trascurate, lasciate quasi a se stesse..




) non avrebbe mai potuto aprirlo con una mano..
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