giro questa lettera pubblicata dalla presidentessa di una associazione (chiaramente di sinistra) non è l'unica ad occuparsi di questi temi, ma dovrebbe essere un segnale a tutta la sinistra per considerare che non sempre gli emarginati o i disperati hanno la pelle nera o chanel n.5 ma a volte sono anche uomini, o persone comuni o normali padri di famiglia che possono cadere in disgrazia ed hanno bisogno di solidarietà sociale ed aiuti
dimenticare queste situazioni è discriminatorio che come tutte le discriminazioni inizia da poche persone e poi si allarga a macchi su tutta la società senza vedere alla razza, religione e sesso
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12 settembre 2008 - lettera da
http://noicittadinilucani.ilcannocchiale.it/
(portale dell' Italia dei Valori)
sono Fabio, la mia è una storia di un padre felice privato quasi 6 anni fa della sua piccola di nemmeno due anni. Non avevo colpe, ma il sistema o meglio "la prassi" a quei tempi era così. Per oltre 4 anni ho visto mia figlia (e lei me) 5 ore alla settimana e due giorni estivi di vacanza all'anno (sembra un film dell'orrore ma è la vita di migliaia di padri e figli separati). Dopo anni di lotte ho ottenuto una prima forma rudimentale di affido condiviso ed ora ho anche due week end al mese e 15 giorni di vacanze estive all'anno.
La mia battaglia per mia figlia e per il mio stesso senso di vita ed esistenza non è ancora finita, ora però sto tornando a vivere perchè il tempo in piu' che ho (più la perseveranza di aver usato al massimo quelle 5 ore in quegli anni) mi hanno dato la possibilità di costruire un rapporto con mia figlia che è splendido. Da qualche tempo sono tornato anche a sorridere, a respirare, anche a trovare il coraggio di parlare e raccontare la mia storia e quella di tanti papà come me.
Ho creato un canale tv web (http://www.youtube.com/padreseparato) ed un sito (www.paternita.info)
Ho anche fatto tra le varie cose un video che parla della speranza che un padre anche se solo, emarginato, senza casa, senza famiglia, moglie, figli, soldi, dentro di se trova la motivazione di non mollare e di ripartire dalla sola dignità, l'unica cosa che gli è rimasta; questo è il filmato basato sulla bella canzone di Bocelli "Io ci sarò":
http://www.youtube.com/watch?v=0pKpaaHshP4
non dimenticherò mai le persone che in questi anni bui mi sono state accanto con sobrietà e costanza.
Fabio
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Questa è la storia di Fabio che da Firenze ha scritto a NoiCittadiniLucani perché, ci ha detto, a volte mancano gli uomini liberi di essere padri. La sua storia è la storia di tanti padri ed è la storia di quelle pari opportunità che esistono solo sulla carta e che in genere vengono declinate solo al femminile nonostante la discriminazione si annidi subdola un po' ovunque.
Volentieri diamo spazio a questa testimonianza semplice e garbata, sperando che possa far riflettere sul diritto ad essere genitori e soprattutto sul diritto ad essere figli di entrambi i genitori. Quando un padre c'è, è bene che ci sia. E Fabio c'è non solo per sua figlia, ma anche per quanti, vivendo un esperienza uguale alla sua, avessero bisogno di aiuto o di consiglio o di solidarietà. Per Il suo contatto telefonico basta scrivere a noicittadinilucani@alice.it
(commento del presidente Anna R.G.Rivelli)




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