Il Messaggero, 11/9/2008

Berlusconi: «No al dialogo». Elogi a Balbo e barzellette contro i comunisti

ROMA - Sulle riforme Silvio Berlusconi chiude la porta a un'ipotesi di dialogo con l'opposizione: «I signori della sinistra sono nati con questa filosofia nella testa quando fingono di aprirsi al dialogo con noi sulle riforme devono dimostrare di averla superata - afferma il premier - Ma purtroppo devo dirvi questo non è avvenuto per nessuno dei protagonisti della sinistra». Lo ha detto intervenendo a Colle Oppio ad Atreju, la festa dei giovani di An. E, a proposito di legge elettorale: «Procederemo alla riforma della legge elettorale europea in modo da difendere meglio gli interessi italiani in Europa».

Un fuoco di fila di accuse e barzellette contro la sinistra. Tra le altre cose, dopo aver vantato il gradimento record del suo governo, Berlusconi dice che «l'Italia è a crescita zero perché subiamo ciò che abbiamo ereditato: le politiche del consenso dei governi dall'80 al '92 ci hanno portato a un debito moltiplicato per otto e oggi abbiamo il terzo debito dopo Usa e Giappone». Poi, si toglie la giacca, arrotola le maniche della camicia, schiaccia una zanzara («Qui attorno c'è una zanzara comunista», poi la schiaccia tra le mani e aggiunge: «così la filosofia liberale ha prevalso sull'attacco comunista») e racconta una barzelletta di dubbio gusto: «Avevo invitato La Russa a raccontarmi una storiella e lui ne ha invece portate ieri sera addirittura quattro. Le chiamano barzellette, ma io credo che abbiano un valore educativo perchè tengono su il morale della truppa. C'è quella dei carabinieri che decidono di prendersi una vacanza e vanno a caccia. Il primo entra in un boschetto, spara e dice: 'a giudicare dal pelo ho preso una lepre'. Il secondo entra in un boschetto dopo aver sparato dice: 'a giudicare dalle piume ho preso un fagiano'. Il terzo entra in un boschetto e dice: 'a giudicare dai documenti si direbbe un comunista'. A dire la verità La Russa aveva concluso la storiella dicendo che a giudicare dai documenti si direbbe un ragioniere, ma io l'ho cambiata». In tema di comunismo, una ragazza si rivolge a Berlusconi, al termine della lettura di un brano del suo libro dedicato ai limiti del marxismo: «Va bene il comunismo ma le vorrei fare una domanda su un tema più pragmatico». E Berlusconi: «Guarda che il tema che ho appena trattato e' quanto di più pragmatico che ci sia»

Elogio a Balbo. Parlando dell'accordo con la Libia, Berlusconi elogia Balbo, tra gli applausi della platea: «Italo Balbo in Libia ha fatto cose egregie. Io l'ho detto a Gheddafi, ma lui mi ha risposto che Balbo ha costruito caserme e opere pubbliche sempre per i colonizzatori e ciò non bastava». A proposito dell'accordo, il premier dice che contempla il rientro degli italiani: «C'è una comunità che ha subito un'ingiustizia perché è stata espropriata dei propri beni e buttata fuori e che oggi chiede di tornare in Libia. Questo è previsto nel trattato e deve avere attuazione immediata».

Grazie a noi evitate sanzioni alla Russia. Sempre in tema di politica estera, il premier sottolinea che con sanzioni da parte dell'Ue alla Federazione russa a seguito della crisi georgiana «avremmo avuto conseguenze estremamente negative. Ricordiamoci che fornisce gas e petrolio richiesto insistentemente dalla Cina». E rivendica il merito all'Italia di aver «contenuto la richiesta di sanzioni» nei confronti di Mosca e di aver contribuito invece a mantenere il partenariato speciale tra l'Unione europea e la Federazione russa.