Il Comitato Conservatore
de La Destra Nazionale
si ispira agli ideali di libertà e democrazia propri dei paesi occidentali, ponendo l’accento sui concetti di patria, fede, famiglia, ordine sociale. Il nostro conservatorismo combina la preoccupazione conservatrice per la tradizione, il rispetto delle autorità e l’osservanza dei valori religiosi con l’appoggio ad economie di stampo liberale, che difendano il capitalismo e il libero mercato.
Noi conservatori condividiamo la concezione della realtà e della natura come qualcosa di dato e di normativo, che definisce i limiti dell’uomo ed è fonte di verità in un mondo che muta continuamente.
Guardiamo alla storia come alla saggezza del passato, deposito immortale di regole moralmente vincolanti per la vita presente, e punto di orientamento costante per l’individuo.
Sottolineiamo l’importanza della tradizione come protezione della moralità sociale, in quanto riteniamo si impari ad essere buoni non con i ragionamenti astratti, ma solo seguendo modalità di comportamento ancestrali, tradizionali. Per questo motivo preferiamo le istituzioni e le consuetudini che hanno subito un'evoluzione graduale e sono manifestazioni di continuità e di stabilità.
Riconosciamo che l’ordine è il primo dei bisogni umani, e che debba rivelarsi nel rispetto per l’educazione e la dignità umana. Riteniamo inoltre che in una società ordinata siano necessarie strutture gerarchiche, con ruoli e responsabilità differenziati.
Consideriamo la libertà personale non un fine in sé stesso, ma un mezzo – il migliore possibile – per convenire ad una vita buona. In funzione di ciò ci adoperiamo per preservare l’autonomia individuale dalle continue insidie del potere statale, che diversamente da quel che ritengono le forze socialiste, non riteniamo affatto essere una fonte di virtù pubblica.
Noi siamo conservatori sociali,
in quanto osteggiamo l’offensiva dei progressisti in tema di diritti civili, di libertà di aborto, eutanasia, matrimoni omosessuali e fecondazione artificiale. Al contrario proponiamo politiche a vantaggio della famiglia naturale, che consideriamo la cellula fondamentale della società, e delle chiese cristiane costantemente minacciate dall’espandersi in Occidente del laicismo nichilista come dell’integralismo islamico.
Le nostre battaglie sono a difesa del retaggio della civiltà occidentale, della cultura greco-romana, della tradizione giudaico-cristiana. Non siamo nativisti e nemmeno insensibili alle migrazioni di popoli, tuttavia chiediamo che l’ondata immigratoria che dal sud del mondo si sposta il nord venga controllata dai governi affinchè non muti drasticamente la configurazione etnica delle singole nazioni.
Sosteniamo a gran voce le nostre forze militari e il loro utilizzo in difesa della pace. Chiediamo maggiori misure contro la piccola e grande criminalità, per combattere le quali supportiamo la richiesta per la liberalizzazione del porto d’armi.
Noi siamo conservatori liberali,
in quanto ostili allo statalismo “tassa e spendi” dei partiti della sinistra. Siamo convinti al contrario che uno stato minimo favorisca la responsabilità individuale, dunque ci battiamo per la riduzione delle prestazioni sociali e della spesa pubblica, ad eccezione della spesa per i militari.
Riteniamo che il libero mercato e la riduzione delle imposte accrescano la ricchezza della nazione, per cui sosteniamo attivamente politica rivolta ad una progressiva detassazione e ad una minore regolamentazione governativa delle imprese.
Sosteniamo che il governo deve essere il servitore e non il padrone degli attuali modi di vivere e deve resistere alla tentazione di trasformare la società e la politica. Tuttavia non ci prefiggiamo l’abolizione dello stato alla maniera dei libertari, di cui denunciamo l’aspetto ideologico e non pragmatico delle loro politiche economiche.
Propendiamo altresì per un’organizzazione statale di tipo federalista, dove i centri del potere siano il più possibile decentrati a vantaggio del cittadino.
Noi siamo conservatori occidentali,
in quanto riconosciamo l’Occidente come uno, caratterizzato da tratti culturali, politici ed economici comuni rispetto a quelli delle aree dell’Asia Orientale, mediterranee, africane e latinoamericane. Vale a dire stato di diritto, tolleranza per le minoranze, liberismo economico e liberalismo politico, multipartitismo, libertà di espressione, di movimento e di organizzazione sindacale.
Storicamente ci affermiamo eredi della democrazia e del pensiero razionalista propri della Grecia antica e ripresi dall'Illuminismo britannico e dalla Rivoluzione americana (che distinguiamo dall’Illuminismo e dalla Rivoluzione francesi); degli ideali di universalità propri dell'Impero romano e nella visione religiosa monoteistica propria del giudaismo e del cristianesimo.
Sosteniamo altresì che non vi sia stata rottura ma continuità tra la Cristianità medievale e la modernità, formatasi a seguito delle grandi esplorazioni geografiche e la penetrazione europea oltreoceano. E riconosciamo l’eredità storica e morale dell’alleanza atlantica che sconfisse le potenze dell’Asse durante la Seconda Guerra Mondiale e successivamente vinse la Guerra Fredda contro il Comunismo (che ha costituito per noi la “Terza Guerra Mondiale”).
In politica estera siamo tendenzialmente contrari all’impiego di forze armate per missioni estere, a meno che non vi sia concreto pericolo per gli interessi nazionali e occidentali. In quel caso riteniamo legittimo per le potenze occidentali intervenire negli affari interni di altre nazioni e colpire se necessario con “azioni preventive”.
In quanto occidentali siamo fieri di far parte della NATO e riconosciamo come nostri eroi tutti coloro che nel secolo scorso hanno pagato con la propria vita l’opposizione ai brutali regimi comunisti. Per l’immediato futuro auspichiamo la formazione di una Lega delle Democrazie che salvaguardi la pace e la libertà internazionali che oggi sono minacciate dai “Rogue States”.
Per le nostre fonti attingiamo ai padri del pensiero classico e moderno quali
Aristotele
Platone
Cicerone
Montesquieu
Edmund Burke
Alexis de Tocqueville
mentre, tra i massimi autori del Novecento il nostro pensiero è rivolto principalmente a
Thomas S. Eliot
Robert Oakeshott
Friedrich von Hayek
Augusto Del Noce
Giuseppe Prezzolini
Leo Strauss
Russell Kirk
Roger Scruton
Sul piano dell’azione politica ci riconosciamo in grandi figure del conservatorismo quali
John Adams
John C. Calhoun
Benjamin Disraeli
Lord Salisbury
Winston Churchill
Luigi Einaudi
Barry Goldwater
Ronald Reagan
Margaret Thatcher
Facciamo nostra l’esperienza culturale di quei movimenti di idee che soprattutto nei paesi anglosassoni hanno combattuto l’avanzare del radicalismo, del socialismo, del comunismo, senza cadere nell’abisso della dittatura e del totalitarismo politico. Siamo dunque debitori di quei movimenti conservatori la cui azione culturale si è riverberata nelle politiche dei maggiori partiti di destra occidentale come
il Republican Party (USA)
e il Conservative Party (GBR).
Su queste basi il nostro comitato conservatore si prefigge
di propagandare gli ideali conservatori ne La Destra Nazionale, di accrescerne il peso e di difenderne le idee dagli attacchi delle forze politiche avversarie.
I membri fondatori
AGMichele
Florian