
Originariamente Scritto da
CompagnoStefano
Il governo Prodi è caduto perchè parti della sua risicata maggioranza al senato hanno deciso di votargli contro la fiducia,fiducia necessaria dopo la crisi di governo che aveva travolto il centro-sinistra con l'arresto dei coniugi Mastella.
Queste parti sono state soprattutto centriste : Udeur e i Liberaldemocratici di Dini,ma anche di estrema sinistra (Turigliatto poi uno dei leader di Sinistra Critica).
Veltroni e il Pd erano giunti per rafforzare il governo non per mandarlo in crisi e se c'è stato un momento in cui si è (momentaneamente) riaperto il rapporto tra società civile e centro-sinistra è stato proprio durante le primarie 2007.
L'esperienza delle coalizioni allargate per vincere ha fallito già due volte,molto meglio un'alleanza più ristretta e formata su un vero accordo programmatico sicuro e condiviso,non il programma confuso e astratto (almeno in molte parti) dell'Unione.
A parte Bersani (che comunque a livello elettorale non saprei se può incrementare o diminuire i voti,anche se dal punto di vista delle capacità le ha tutte) non vedo nomi che possano sostituire Veltroni e io spero vivamente che non lo facciano quelli del Pd,comunque non credo che ciò avverrà.
All'interno del Pd a volere la testa di Walter (contrariamente a come dipingono la situazione i mass media) non sono in molti,a parte gli ulivisti di Parisi e Franco Monaco e altri.L'ala d'alemiana sa che non può schierare D'Alema che attualmente non sarebbe presentabile e scommetto continuerà ad appoggiare il segretario,stessa cosa per gl ex-popolari di Marini e Franceschini (che appoggiano pienamente Veltroni) e anche Rutelli e la sua area di riferimento non può contestare e andare contro,anche la sinistra Pd di Vita,Crucianelli,Cialente ecc... è allineata all'ex-sindaco di Roma.
Il congresso del Pd credo si ridurrà ad un'assise standard,un congresso normale,con una minoranza e una maggioranza (come avveniva nei Ds insomma.),poi sta alla minoranza decidere se affrontare le sue battaglie all'interno del Partito o uscirne,mi pare ovvio però che un Parisi autonomo nel contesto politico-nazionale varrebbe meno della lista Per il bene comune
