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  1. #31
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    in realtà alla russia le sta andando tutto bene , dalla vittoria della guerra in georgia fino ad arrivare al fallimento della rivoluzione arancione in ucrainamentre gli americani tra fallimenti vari ,e la rivolta contro di loro di praticamente quasi tutta l' america latina stanno subendo il colpo finale alla sorte del loro decadente impero
    Vedo che HAI CAPITO TUTTO!Gazprom è una societa VERA , non una banca.

    Ora nessuno conosce quale è la situazione finanziaria, ma con il petrolio&gas che stanno rapidamente crollando, puo essere che hanno fatto il passo piu lungo della gamba.

    L'economia Russa NON E' DIVERSIFICATA COME QUELLA AMERICANA.Gli USA non hanno mica solo le banche ma MOLTE MULTINAZIONALI, la Russiasolo gas&petrolio se crolla il prezzo addio!

  2. #32
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    Citazione Originariamente Scritto da Lucas86 Visualizza Messaggio
    Gazprom è praticamente un ministero del Governo russo, anche se ufficialmente è privata, non può fallire considerando che vende gas e petrolio (quote di mercato sicure e bassi costi produttivi). Debiti? A tutto il mondo risulta che faccia miliardi su miliardi di utili e che i suoi proventi, enormi, abbiano permesso al Cremlino di accumulare centinaia di miliardi.

    Nel migliore dei casi quella notizia è stata scritta in malo modo.
    Certo, le compangnie che vendono gas e petrolio non possono certo fallire...
    http://news.bbc.co.uk/2/hi/business/4275493.stm

    speriamo bene, speriamo di no.

  3. #33
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    Talking

    L'atendibilita' dei vari Boris (Eltzin. Tadic e Nemtzov) e' dello zero assoluto !

  4. #34
    Gianicolo, 1849
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    Citazione Originariamente Scritto da abc123 Visualizza Messaggio
    Porca.... nel caso di tracollo dobbiamo arrivare prima di americani o cinesi o francesi, sennò siamo veramente fregati, fregatiiii....se arriva la Total-Fina siamo fregati lo stesso, dico Italia e Germania insieme per rilevare la Gazprom!
    Ma stai vaneggiando?
    Allora, tu mandi da Putin l'ufficiale giudiziario e gli pignori la Gazprom.
    Lui ti da le chiavi, e si ritira triste e avvilito in una dacia tutta cadente.
    Sono le dure leggi dell'economia!

    Ma veramente si può avere la cucuzza sballata fino a 'sto punto o stavi scherzando?


  5. #35
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    Yukos

    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

    Vai a: Navigazione, cerca
    Yukos (in russo НК ЮКОС) è un' azienda petrolifera nata dalla fusione di due aziende sovietiche (l'atto costitutivo è il decreto presidenziale n. 354 del 15 aprile 1993 firmato da Boris Eltsin): YUganskneftegaz e KuibyshevneftOrgSintez.
    Nonostante le grandi potenzialità dell'azienda (oltre 33 milioni di tonnellate di greggio all'anno e riserve pari a 12,2 miliardi di barili), in seguito a due anni di gestione poco oculata da parte del direttore Sergei Muravlenko (ed una bancarotta per 3,5 miliardi di dollari), la compagnia petrolifera venne messa all'asta nell'ambito delle privatizzazioni del programma Prestiti-per-Azioni varato dal governo (allora presieduto da Viktor Černomyrdin) con lo scopo di cedere ad un privato una importante azienda del comparto energetico russo.
    L'asta per la cessione di una consistente quota di Yukos si svolse l'8 dicembre 1995: essa venne chiaramente pilotata in favore della banca Menatep del magnate Michail Borisovič Chodorkovskij che, facendo leva sugli stretti legami con il Cremlino (egli era infatti stato consigliere del primo ministro Silayev e successivamente primo vice-ministro di Vladimir Lopukhin nel dicastero dell'Energia) e sui sostanziosi fondi messi a disposizione in occasione dell'approssimarsi delle elezioni presidenziali del marzo 1996 in favore di Elstin, poté entrare in possesso del 45% di Yukos al prezzo di 159 milioni di dollari. Nello stesso periodo riuscì ad entrare in possesso di un ulteriore pacchetto azionario della compagnia petrolifera grazie ad un'altra asta d'investimento, giungendo al controllo di oltre il 70% della compagnia.
    Con la vittoria di Eltsin alle urne e la sicurezza di poter operare con la protezione del presidente, Chodorkovskij poté occuparsi della ristrutturazione interna della compagnia, affrontando una fase molto difficile (caratterizzata dalla crisi asiatica del triennio 1997-1999 che avrà in Russia le sue più drammatiche ripercussioni con la crisi finanziaria dell'agosto 1998) e superando le vertenze con l'investitore americano Kenneth Dart attraverso la sua estromissione.
    La fine della crisi economica e la progressiva crescita del prezzo del barile cominciano a dare qualche boccata d'aria a Yukos. Ma non sono solo elementi di carattere esogeno a far ben sperare: la rotta manageriale di Chodorkovskij, caratterizzata da una politica di investimento (soprattutto attraverso l'acquisizione di svariate concessioni estrattive e impianti di raffinazione sparsi per tutta la Siberia) e da parametri di ottimizzazione delle risorse prettamente occidentali, fanno crescere la produzione e le vendite dell'azienda, le cui azioni passano dai 67,5 dollari dell'agosto 1999 ai 138 del luglio 2000.



    I problemi con il fisco [modifica]

    Con l'ascesa al potere di Vladimir Putin, si apre uno scontro ai vertici della Federazione russa: il nuovo presidente infatti intende rimettere in discussione i grandi privilegi concessi alla cosiddetta Simija ("Famiglia"), cioè l'entourage di burocrati, politici e oligarchi cresciuti e prosperati sotto l'ala protettrice di Eltsin (fra cui lo stesso Chodorkovskij) e che ora sono visti da Putin come ostacolo alle sue mire autoritarie.
    I primi due potenti della Simija a cadere in disgrazia furono Boris Abramovič Berezovskij (magnate di svariati settori dell'economia, da quello petrolifero, all'industria delle automobili, ai media) e Gusinsky (proprietario della holding Media-Most, settore finanziario e dei media): furono entrambi costretti a riparare all'estero (il primo nel Regno Unito, l'altro in Israele).
    I problemi della compagnia Yukos cominciano nella primavera del 2003: Alexey Pichugin, responsabile della sicurezza interna, viene arrestato (accusato dell'omicidio di alcuni personaggi scomodi alla compagnia, la sentenza gli darà oltre 20 anni di carcere al termine di un processo caratterizzato da alcune incongruenze). Successivamente, nel luglio dello stesso anno il presidente della banca Menatep (principale azionista della compagnia) Platon Lebedev viene arrestato per frode fiscale. Ma l'evento che più di tutti sancirà la tormentata storia della compagnia è l'arresto del CEO ed azionista di riferimento Michail Chodorkovskij, il 25 ottobre 2003, all'aeroporto Tolmachevo (presso Novosibirsk). L'accusa lo cita in giudizio per frode fiscale, bancarotta fraudolenta, inesecuzione di sentenza di una corte, evasione fiscale e produzione di false documentazioni.



    La fine dell'affare Yukos [modifica]

    Mentre il processo che lo vede protagonista si concluderà nell'agosto 2005 con la sentenza di nove anni di carcere (ridotti successivamente ad otto in sede di Appello), la sua compagnia verrà avviata inesorabilmente allo sfacelo: per ripagare i debiti verso il fisco, Yukos metterà all'asta la sua controllata Yuganskneftegaz (pari ad oltre il 60% del valore totale della holding) nel dicembre 2004, che attraverso un giro di compravendite poco trasparenti durate qualche giorno finirà nelle proprietà dell'azienda pubblica petrolifera Rosneft.
    Le restanti quote dell'azienda verranno suddivise in una ventina di lotti e vendute tramite aste nel periodo marzo-agosto 2007: anche in questo caso la stragrande maggioranza delle proprietà appartenute a Yukos verranno acquisite da Rosneft. Nell'autunno 2007 le vicende legate alla compagnia petrolifera appartenuta a Chodorkovskij si concluderanno con la cancellazione dell'azienda dal Registro delle imprese di Mosca ed a metà dicembre il sito www.yukos.com verrà cancellato dai server.

  6. #36
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    Citazione Originariamente Scritto da abc123 Visualizza Messaggio
    L'asta per la cessione di una consistente quota di Yukos si svolse l'8 dicembre 1995: essa venne chiaramente pilotata in favore della banca Menatep del magnate....
    Si ma questo era "prima", quando i "magnati" si spartivano la Russia, la pensione bastava per comperarsi un uovo e migliaia di adolescenti vivevano nelle fogne di San Pietroburgo.
    Le cose sono un po cambiate.

  7. #37
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    Citazione Originariamente Scritto da canapone 59 Visualizza Messaggio
    Balle hollywoodiane. In questi giorni gli amerikani sono isterici: fra crack, guerre perse, batoste in Georgia oggi gli è sfuggita di mano anche l'Ucraina.
    Poveretti gli va tutto storto...
    Dimentichi l'america latina TUTTA schierata per cacciare via a calci nel culo persino gli ambasciatori e le borse a picco ogni giorno

  8. #38
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    Vedremo.
    Comunque la speculazione puo' avere effetti boomerang.
    Hanno gonfiato il prezzo del petrolio per un anno, contratto debiti scommettendo sul petrolio a $200. Sarebbe interessante avere i numeri sugli investimenti e vedere le assunzioni fatte e fare un po' di DCF. Poi al posto di $200 metti $50 (ci arriviamo tra poco, secondo me) e vedi un po' come cambiano i flussi di cassa....
    Comunque il petrolio rimane. Bisogna vedere se coi prezzi che scendono e' conveniente andare ad estrarlo...

  9. #39
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    » 2008-09-16 14:26
    Greggio scambiato a 89,2 dlr al barile a New York

    (ANSA) - ROMA, 16 SET - Il petrolio e' sceso sotto 90 dollari a New York, a 89,2 dollari.


    Bisogna vedere se è l'indebitamento lordo o netto, ma la diminuzione dei prezzi del petrolio diminuisce il patrimonio della gazprom, e c'è anche il calo di valore delle azioni.

    in questi anni i profitti della gazprom sono andati tutti allo stato.
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  10. #40
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    novità?
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

 

 
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