La macchina militare russa torna a fare paura ma ha bisogno ...
La macchina militare russa torna a fare paura ma ha bisogno di denaro, molto denaro e il primo ministro Vladimir Putin ha deciso che il 2009 vedrà lievitare la spesa per la Difesa del 27\%, nel complesso saranno stanziati circa 2.400 miliardi di rubli vale a dire 65 miliardi di euro.
È una decisione forte che segnala della volontà di Mosca di pesare sempre di più in termini dispositivo militare, come lo stesso Putin ha assicurato al leader ultranazionalista Vladimir Zhirinovski, in un incontro che si è tenuto ieri. E resta obiettivamente un impegno importante anche se lo si paragona allo stellare budget della Difesa americana. Con l'aumento del 27\% del prossimo anno, il bilancio militare russo è pari a poco più di un quinto di quello del Pentagono che nel 2008 ha potuto contare su una cifra di oltre 459 miliardi di dollari (stimati) a cui vanno aggiunti gli "extra" per i conflitti in Iraq e Afghanistan.
Con questa nuova iniezione di risorse si può dire che la corsa al riarmo della "Grande Russia" è un dato con cui sia gli Stati Uniti, sia l'Unione europea, ma anche la Cina, devono fare i conti. Il momento è del resto il più appropriato per un messaggio "muscolare" al mondo. Gli Usa sono impegnati su più fronti, con un dispendio di denaro e risorse umane di grandi dimensioni. In più sono concentrati in una campagna presidenziale e quindi politicamente "deboli".
L'Unione europea non si può dire certamente compatta e solida come ha dimostrato la "cartina al tornasole" del blitz di Mosca in Georgia e il successivo "ritocco" geopolitico che interessa i territori secessionisti di Abkhazia e Ossezia meridionale. Ulteriori spaccature, anche se apparentemente non così evidenti, si possono ritrovare in seno alla Nato con alcuni paesi chiaramente "amici" della Georgia di Mikhail Saakashvili -in particolare Gran Bretagna e Polonia- che contestano l'accordo firmato a Mosca dal presidente di turno della Ue, il francese Nicolas Sarkozy e il numero uno del Cremlino, Dmitri Medvedev.
Secondo i dati (fonte Sipri) relativi al 2006, la spesa militare russa è stata di 35 miliardi di dollari pari al 3,5\% del prodotto interno lordo (a sua volta incrementatosi nello stesso anno del 6,7\%). Interessante notare che proprio in quel periodo, mentre la "cupola" militare premeva per un aumento della spesa per la Difesa, la leadership politica tirava il freno per non ricadere nella "militarizzazione" del bilancio dello Stato come ai tempi dell'Unione Sovietica. La differenza con l'ipotesi di spesa per il 2009 è quindi notevole. Ma l'iniezione di denaro è necessaria per sgrezzare buona parte dell'apparato militare convenzionale che, spiegano gli esperti occidentali, è largamente eredità del periodo della guerra fredda. Discorso diverso per quanto riguarda il dispositivo nucleare vero "backbone" della sicurezza nazionale. Così il nuovo missile strategico intercontinentale Topol-M ha fatto la sua comparsa nel 1997.
Le stime dell'Istituto di Studi Strategici e il Janes Information Group indicano che la Russia dispone attualmente di 489 missili di terra e 12 imbarcati sui sottomarini strategici. Il numero dei sommergibili in servizio è di 57 mentre la Marina può dispiegare 62 navi da guerra con 142mila uomini. L'aviazione ha invece 1.233 aerei con 160.000 militari. L'esercito può contare su 418mila soldati a cui si aggiungono 418mila paramilitari. Altre 250mila sono inquadrati in ruoli di comado e supporto. Infine, la Russia può contare su 20 milioni di uomini e donne appartenenti alla Riserva. Numeri consistenti eppure, come osservato dagli analisti, la nuova ricchezza del Paese derivante soprattutto dai proventi di petrolio e gas non ha portato ancora corposi benefici alla macchina militare che solo da pochi anni è riuscita a risollevarsi dal tracollo dei primi anni '90 testimoniato dai disastri della prima campagna in Cecenia e dal dramma del sommergibile Kursk.
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