Rif: *** Aspettando Cameron ***
Media Endorsements
di Simone Bressan
Freedom Land, May 4th, 2010
Diamo un’occhiata agli endorsements fatti dai media inglesi in queste elezioni politiche.
Schierati per i Conservatori e David Cameron
News of the World: “They are our best hope for a brighter, saner, safer, more honourable future”
The Economist: “Forget the hypotheticals and look at the policies. On that basis the Conservatives deserve to win.”
Financial Times: “Britain needs a stable and legitimate government to navigate its fiscal crisis. On balance, the Conservative Party best fits the bill.”
The Times : “David Cameron has shown the fortitude, judgment and character to lead this country back to a healthier, stronger future. It is time, once again, to vote Conservative.”
The Sunday Times : “Britain needs a change of government on Thursday and a decisive outcome. This can only mean that the best solution will be an outright Conservative victory.”
The Sunday Telegraph : “The best choice for Britain is a Conservative government with a strong majority.”
The Spectator: “Put aside your doubts and vote for the Conservatives. It’s time for them to save Britain – again.”
The Mail on Sunday: “Mr Cameron and the Conservatives should be trusted with your vote.”
A sostegno dei LibDem
The Guardian : “If the Guardian had a vote it would be cast enthusiastically for the Liberal Democrats. But under our discredited electoral system some people may – hopefully for the last time – be forced to vote tactically.”
The Observer: “The Liberal Democrats offer a prospect of renewal which has been denied them by a grossly unfair voting system.”
Independent on Sunday: “Vote tactically… for the change that really matters…the best outcome of this election would be a Lib-Lab coalition.”
New Statesman : “Labour cannot deliver on its own. Consequently, in constituencies where the Lib Dems stand the best chance of defeating the Conservatives, voters should offer their support to Nick Clegg’s party.”
Gli ultimi giapponesi laburisti
Daily Mirror: “Unlike some fair-weather supporters, we remain committed to Labour.”
Via TotalPolitics
Freedomland, il blog di Simone Bressan
Rif: *** Aspettando Cameron ***
Nick Clegg, il bluff vetero- progressista
di Stefano Magni
Libertiamo, 04 maggio 2010
Capita di sentire liberali insospettabili tifare apertamente per Nick Clegg, candidato Liberaldemocratico nelle prossime elezioni britanniche del 6 maggio. Le ragioni di questo innamoramento repentino sono misteriose, tanto quanto quelle dei conservatori convertitisi alla causa di Obama nel 2008.
Con Nick Clegg è lo stesso: c’è chi lo vuole liberale a tutti i costi. Forse per il suffisso “Lib” nel nome del suo partito Lib-Dem. Ma i nomi cambiano da lingua a lingua e “liberal” in tutti gli idiomi anglo-sassoni è letto e capito per quello che vuol dire letteralmente: generoso. Dunque: sociale, altruista, collettivista. Quando i vecchi “Whigs” hanno iniziato a farsi chiamare “Liberal”, nel XIX secolo, hanno anche perso il loro carattere anti-statalista e hanno iniziato a proporre politiche sociali. Negli anni ‘30 erano loro il punto di riferimento di Keynes e dei keynesiani.
Forse l’equivoco per Nick Clegg nasce proprio da qui, dal nome mal compreso del partito. Perché per il resto, nel suo programma e soprattutto nelle tesi che ha esposto nei tre dibattiti elettorali, non hanno nulla a che vedere con il liberalismo che conosciamo noi. Tanto per essere chiari, non c’è assolutamente niente nei propositi di Clegg che faccia pensare a un partito della riduzione delle tasse e della spesa pubblica, niente che faccia prevedere maggior potere alla società e minor peso dello Stato.
La Gran Bretagna è in piena crisi occupazionale? Per Clegg i posti aumenteranno e l’economia ripartirà se si promuove un settore nuovo, che è quello della “green economy”, l’economia della produzione energetica ecosostenibile. Chi paga? Il contribuente, perché le fonti energetiche eco-compatibili sono ancora un settore fuori mercato nella maggior parte dei casi. Mancano case? Ma come? Le città inglesi sono piene di case vuote! E soprattutto: molti ricchi borghesi occupano case immense per abitarci da soli. E allora: mettiamo questi spazi vuoti a disposizione delle famiglie bisognose. E’ questo, in sintesi, quel che Clegg ha detto nel dibattito di giovedì scorso. Ma non ha spiegato una cosa: come costringi gli inglesi a condividere i propri spazi? Con la forza, come in Urss? Domanda senza risposta. Tra l’altro, nel suo programma, Clegg propone anche di aumentare l’Iva sulle case.
Il debito pubblico britannico sta esplodendo. Che fare? Clegg propone di imporre una tassa del 50% sul capital gain, aumentare le tasse per i ricchi (annullando i loro “privilegi”) e ridurle solo per i poveri.
Sulla finanza, Clegg non si distingue affatto dai suoi colleghi in tutta Europa. Vuole misure “draconiane” per punire i banchieri “avidi” (sic!) e i manager inefficienti, riducendo i loro bonus. Anche qui è lo Stato che deve imporre la disciplina.
La Gran Bretagna è in crisi anche nel settore dell’istruzione. Quale è la diagnosi di Clegg? Non ci sono abbastanza classi, quindi ci sono troppi studenti per troppo pochi insegnanti. La soluzione? Più soldi pubblici per aumentare il numero di classi e insegnanti. Le università dell’eccellenza britannica sono troppo care? Diventino gratuite. A spese di chi? Del contribuente, ovviamente.
L’impronta vetero-progressista è evidente in tutti i punti del programma. Anche in temi apparentemente neutrali, dove tutti dovrebbero essere d’accordo, come la lotta al crimine, i Lib-Dem si distinguono per essere più a sinistra dei Laburisti: propongono meno carcere e più pene alternative, rieducative, per i giovani aggressori, per far sì che, crescendo, non facciano più del male a nessuno. E’ un’idea tanto liberale quanto l’utopia collettivista immaginata ne “L’Arancia Meccanica”.
Anche nel campo della politica internazionale, i Lib-Dem sono i più internazionalisti, i meno legati alla tradizione di orgogliosa indipendenza nelle scelte della Gran Bretagna: “I Liberaldemocratici” – si legge nel programma – “credono che lavorando più a contatto con i nostri alleati, la Gran Bretagna avrà più influenza nel ridurre i problemi internazionali, quali la povertà, il cambiamento climatico e il terrorismo”. Non è un caso che questi tre problemi siano nominati assieme: per i progressisti il terrorismo nasce, non da idee fanatiche, ma dalla povertà e quest’ultima viene peggiorata e diffusa all’aumentare del riscaldamento globale.
Anche in questo Clegg dimostra di essere alla moda. E crede che tutti i problemi possano essere risolti collegialmente, in entità collettive sovra-nazionali (l’incubo dei liberali classici): “Per affrontare i problemi della globalizzazione (evidentemente vista come un pericolo e non come un’opportunità, ndr), del terrorismo internazionale e del cambiamento climatico, dobbiamo lavorare con efficacia con i nostri partner all’Onu, nell’Unione Europea, nella Nato e nel Wto”.
Clegg è inolte l’unico candidato che vuole smantellare il deterrente nucleare autonomo, senza proporre un’alternativa chiara. Interpellato sul rischio costituito da Iran e Corea del Nord dai suoi rivali Brown e Cameron, ha risposto: “il vero pericolo è la spesa” esorbitante per la difesa. Solo in questo caso il candidato Lib-Dem dimostra di voler alleggerire il peso e il costo dello Stato. Ma se dovesse scoppiare una guerra in Medio Oriente o in Asia orientale, Clegg cosa farebbe?
Nick Clegg, il bluff vetero- progressista | Libertiamo.it
Rif: *** Aspettando Cameron ***
la propaganda è una brutta bestia, comunque i libdem sono la fusione del vecchio partito liberale con l'ala destra del labour uscita anni fa, direi che Clegg fa più riferimento ai primi che ai secondi.
comunque voi conservatori dovreste essere contenti che con 60% di voti progressisti libdem+labour i conservatori probabilmente vincono le elezioni
Rif: *** Aspettando Cameron ***
Citazione:
Originariamente Scritto da
benfy
la propaganda è una brutta bestia, comunque i libdem sono la fusione del vecchio partito liberale con l'ala destra del labour uscita anni fa, direi che Clegg fa più riferimento ai primi che ai secondi.
comunque voi conservatori dovreste essere contenti che con 60% di voti progressisti libdem+labour i conservatori probabilmente vincono le elezioni
e tu da che parte stai?
Rif: *** Aspettando Cameron ***
Citazione:
Originariamente Scritto da
benfy
la propaganda è una brutta bestia, comunque i libdem sono la fusione del vecchio partito liberale con l'ala destra del labour uscita anni fa, direi che Clegg fa più riferimento ai primi che ai secondi.
comunque voi conservatori dovreste essere contenti che con 60% di voti progressisti libdem+labour i conservatori probabilmente vincono le elezioni
La questione è che il "vecchio partito liberale" britannico liberale non lo era più. Era keynesiano, riformista, come il nostro PLI di Zanone. I liberali manchesteriani nel '900 sono diventati di fatto i (nuovi) conservatori e il termine "liberal" è servito a designare una politica che col liberalismo ottocentesco non ha più nulla a che vedere. I "liberals" guardano infatti a nuove libertà civili, a diritti delle minoranze e all'internazionalismo. Sono in pratica eredi del vecchio socialismo utopistico che non a caso nell'800 era fortemente critico del liberalismo.
Purtroppo anche qui su Pol si perpetua l'errore e chi si dice "liberale" alla Hayek fa lega con gli eredi di Bentham e Beveridge (tra cui anche il nostro Pannella) pur di gridare contro i "papisti". E si vorrebbe resuscitare un PLI con le stesse drammatiche contraddizioni di ieri!
Circa l'eventualità che i conservatori di Cameron possano vincere pur non essendo maggioranza nel paese direi che è inevitabile ciò accada in quanto lib-dem e labour non sono sovrapponibili. Per alcuni versi Clegg è ancora più a sinistra di Brown! A mio avviso se il labour perderà si avvierà ad un ripensamento della sua linea politica simile a quanto avvenuto nella SPD del dopo-Schroeder. E' il definitivo tramonto della terza via, del neue mitte, o come si è detto da noi dell'Ulivo mondiale.
Rif: *** Aspettando Cameron ***
liberaldemocratici tranne in due collegi dove sono per il labour dove sono candidati un amico e il babbo
Rif: *** Aspettando Cameron ***
Citazione:
Originariamente Scritto da
Florian
La questione è che il "vecchio partito liberale" britannico liberale non lo era più. Era keynesiano, riformista, come il nostro PLI di Zanone. I liberali manchesteriani nel '900 sono diventati di fatto i (nuovi) conservatori e il termine "liberal" è servito a designare una politica che col liberalismo ottocentesco non ha più nulla a che vedere. I "liberals" guardano infatti a nuove libertà civili, a diritti delle minoranze e all'internazionalismo. Sono in pratica eredi del vecchio socialismo utopistico che non a caso nell'800 era fortemente critico del liberalismo.
Purtroppo anche qui su Pol si perpetua l'errore e chi si dice "liberale" alla Hayek fa lega con gli eredi di Bentham e Beveridge (tra cui anche il nostro Pannella) pur di gridare contro i "papisti". E si vorrebbe resuscitare un PLI con le stesse drammatiche contraddizioni di ieri!
il liberalismo è una realtà composita e lo è sempre stato, comunque ti segnalo che keynes era iscritto ai liberaldemocratici
Rif: *** Aspettando Cameron ***
Citazione:
Originariamente Scritto da
benfy
il liberalismo è una realtà composita e lo è sempre stato, comunque ti segnalo che keynes era iscritto ai liberaldemocratici
Certo, ma in quanto caposcuola di un liberalismo rinnovato che si rivolgeva contro paradossalmente la precedente scuola liberale divenuta per forza di cose "conservatrice".
Rif: *** Aspettando Cameron ***
Rif: *** Aspettando Cameron ***
Gli unionisti dell'Irlanda del Nord potrebbero essere l'alleato di Cameron
Il Sole 24 Ore, 5 maggio 2010
L'accordo sarebbe già stato siglato. Il leader dei conservatori britannici, David Cameron ,potrebbe diventare primo ministro in caso di una probabile vittoria elettorale risicata, grazie all'appoggio dei partiti unionisti del Nord Irlanda. In cambio di una promessa elettorale dello stesso Cameron che si sarebbe impegnato a non effettuare i tagli alla spesa pubblica per la provincia irlandese già programmati quest'anno dal governo Brown. Tagli per circa 200 milioni di sterline. Lo scrive il Daily Telegraph. Il Partito unionista democratico (Dup), sarebbe pronto a entrare in un governo di coalizione con i Tories nel caso in cui Cameron, come probabile, dovesse vincere le elezioni, senza avere però una maggioranza assoluta. Cameron, ricorda il giornale londinese, è stato il primo leader politico tra i tre candidati delle elezioni britanniche a visitare l'Irlanda del Nord durante la sua campagna elettorale. E ha promesso, in lungo e in largo, che la provincia nord irlandese avrà un ruolo "mainstreem" nella politica del Regno Unito. Gli unionisti sono pronti a ripagare la promessa con un sostegno politico.
Gli unionisti dell'Irlanda del Nord potrebbero essere l'alleato di Cameron - Il Sole 24 ORE